SE I BOND TEDESCHI RENDONO ZERO, COME MAI LI COMPRANO? SPIEGAZIONE . di Antonio de Martini

La Germania, pur avendo lo stesso volume di ricchezza dell’Italia, ha un debito pubblico più alto.
Il debito tedesco, il piu alto di tutta la U.E., è di 2100 miliardi , quello italiano di 1900 e quello francese di 1700.
Vi siete mai chiesti come mai ci sono tanti filantropi che investono in Bond che rendono lo
zerovirgola?

I filantropi , a ben vedere non sono tanto amanti del prossimo o desiderosi di premiare l’operoso popolo tedesco, sono in realtà degli avidi speculatori che puntano alla roulette dell’Euro.
In caso di crollo dell’Euro, infatti, i possessori di Bond tedeschi si vedrebbero premiati con un bel 30% in più ( o giù di li) di rivalutazione della moneta tedesca rispetto alla moneta del restante d’Europa . Poco importa conservare il nome o meno.
Vista in questo modo, la situazione è più chiara: la Angela Merkel facendo le mosse di essere la custode della valuta europea, in realtà lascia speculare i suoi collaboratori sulle nostre disgrazie, proprio come gli sciacalli di Finale Emilia che approfittano delle case in rovina prive di sorveglianza o dei mercanti che vengono a comprare le forme di Grana a metà prezzo.
Alla luce di questa riflessione, si comprende meglio l’atteggiamento del ministro dell’Economia Wolfgang Schauble ( quello che si sentì male alla notizia che wikileaks avrebbe pubblicato l’indomani il nome del ministro della U.E. che spiava per conto degli USA) che ad ogni dichiarazione europeista della Merkel, alimenta la speculazione con dichiarazioni terroristiche nei confronti della Grecia, del suo debito, dei piani di fuoriuscita dall’Euro e dei “contingency plan” Olandesi o di Bruxelles .
Il fronte di sostegno alla speculazione a me sembra così delineato : il ministro tedesco dell’economia e la Bundesbank che incoraggiano gli investimenti in Bond tedeschi con dichiarazioni allarmistiche di tipo rigorista ( e non possono certo essere accusati di fare il loro dovere istituzionale di attrarre investimenti) e dall’altro la Merkel che rilascia dichiarazioni di fede europea ineccepibili formalmente, ma resi poco credibili al pubblico dalla immagine di madre badessa poco al corrente di teorie economiche e flussi finanziari.
Tra i paesi UE che sostengono questa posizione, L’Austria, l’ Olanda e la Finlandia che – guarda caso – sono i paesi che hanno sempre gravitato nell’area del Deutschmark, anche ai tempi di Hitler e di Guglielmo II.
Il resto dell’Europa deve capire il meccanismo, suonare la sveglia alle proprie autorità monetarie, indagare su chi in Italia e fuori ha investito in Bond tedeschi e ricordare che in analoga situazione il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, li bollò col marchio del tradimento.
Basterà la denunzia di un presidente della Repubblica , ancorché defunto, per far muovere i magistrati?
Anche all’epoca, Carlo Azeglio Ciampi si lanciò in difesa della lira bruciando 55.000 miliardi di lire in una settimana, fiducioso nel promesso aiuto della Germania che si guardò bene dall’intervenire come da accordi. Anche all’epoca Soros e complici ci guadagnarono un bel 27% .
La prima volta peccammo di ingenuità , la seconda, non è accettabile.
Anche questa volta siamo difesi da un premier proveniente dal mondo della finanza ( ricordate come Gailbraith ne valuta l’intelligenza? Se no, leggete il post del 31 maggio) che non sembra capace di vedere al di la dell’orizzonte della propria scrivania.
Il ministro degli affari Esteri chieda alla Germania se ha finito di lucrare sulle disgrazie dei
suoi ” partner” e la guardia di finanza, invece di fornire guardie del corpo-tuttofare ai politici, censisca gli speculatori,
Se non ci sarà un giudice a Berlino, ci sarà a Norimberga.

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Commenti

  • paolo  Il giugno 10, 2012 alle 2:38 am

    magari è un’impressione mia, ma ciampi nel rogo di lire del ’92 penso che fosse direttamente al telefono con kohl.
    per il resto concordo con tutto, soprattutto confido almeno nel finale

  • Luca  Il giugno 10, 2012 alle 10:53 am

    Vorrei segnalare un video di una conferenza del direttore generale del Ministero del Lavoro Nino Galloni http://www.youtube.com/watch?v=t_ssGy0LXo0 In un ora ripercorre la storia economica dell’Italia dal dopoguerra ad oggi passando per le considerazioni sull’adozione dell’Euro e sulla politica di integrazione europea che indico’, gia’ alla fine degli anni 80 come collaboratore all’interno del Governo come probabile fonte di impoverimento dell’economia italiana, di come questa sua analisi fu accantonata dai ministri dell’epoca come ‘catastrofista’ e di come in seguito fu adottata una politica di deindustrializzazione che porto’ a favorire la Germania
    Di interesse le sue conclusioni finali della politica bancaria, sul problema della liquidita’ e di come questa potrebbe essere superata introducendo una moneta locale complementare
    Saluto e mi complimento con l’autore del blog di cui apprezzo le analisi ed a cui mi sono avvicinato in materia di politica estera durante la crisi Libica alla ricerca di fonti al di fuori della mera propaganda presentata dai media italiani. Termino questo prolisso post con l’augurio di uno dei suoi ultimi post: su le maniche e ripartire

    • antoniochedice  Il giugno 10, 2012 alle 11:02 am

      Ho ricevuto da Luca un link you tube che cita un partito minore. Primo di mandarlo on line, mi permetta di sentirlo tutto.

  • Pitocco  Il giugno 11, 2012 alle 5:26 pm

    Non ho capito il senso dell’articolo. Stai sostenendo che gli investitori non dovrebbero investire in Bond tedeschi? Oppure che, per patriottismo nichilista, dovrebbero vendere bond tedeschi posseduti per acquistare quelli italiani?
    Molti insegnano che i mercati fanno da regolatore del sistema, io aggiungo che la regolazione c’è se tutti rispettano le regole, quindi sulla base di questo è ovvio che chi ha denaro punti sui mercati più forti anche se più indebitati. L’Italia ha minor debito della germania, ma il suo mercato interno, lo sappiamo, è allo sfascio e la politica che ne permetta una sua resurrezione è inesistente.

    • antoniochedice  Il giugno 11, 2012 alle 6:06 pm

      Hai ragione. Non hai capito. Il titolo era chiaro: spiegazione. I mercati sono liberi e non ho l’abitudine di dire a nessuno cosa deve fare. Sei tu che hai scambiato una spiegazione per un imperativo. Nel finale ho chiarito ( sinonimo di spiegare) che i governanti tedeschi fanno il gioco delle parti: una fa l’Europeista e l’altro lascia intendere fuoco e fiamme per allontanare la gente dagli investimenti ad alto tasso d’interesse. Non ho parlato di Italia che come riferimento storico al ’93.

  • Pitocco  Il giugno 12, 2012 alle 12:16 am

    Non ti scaldare troppo, perché di soldi ne dovremo dare fino allo sfinimento. Quindi quando affermi “Il resto dell’Europa deve capire il meccanismo, suonare la sveglia alle proprie autorità monetarie, indagare su chi in Italia e fuori ha investito in Bond tedeschi e ricordare che in analoga situazione il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, li bollò col marchio del tradimento.” che vuoi dire? Tradimento rispetto a cosa? Al mercato, alla propria nazione o a che altra ipotesi?

  • Pitocco  Il giugno 12, 2012 alle 12:36 am

    Voglio aggiungere ancora una cosa che sarebbe corretto dire a chi ha un po’ di denaro da mettere al sicuro. In una situazione come quella attuale, in cui un battito d’ali di una msca a Melbourne provoca un disastro in Europa, una persona con la testa sul collo cerca di mettere i propri risparmi al riparo da aggressioni e sopratutto dalle speculazioni che una probabile uscita dall’euro della Grecia potrebbe causare. Diciamo che se avvenisse ed avverrà, il ritorno alla lira o ad un euro del sud avrebbe come conseguenza una svalutazione che molti (Krugman e Stiglitz, per esempio) calcolano attorno un 30/40% fino per i più pessimisti al 60%. Diciamo che sia del 50%. Una batosta per tutti, sopratutto per gli stipendiati (statali) e per le pensioni minime che dovrebbero ricorrere ai cassonetti della spazzatura. Quello che ha un po’ di soldi e che non si è ancora preparato non avrebbe via di scampo, sarebbe falcidiato nel potere di acquisto. Caso diverso per quelli che avranno avuto la voglia e la forza di volontà di spostare i propri risparmi in altri lidi con denari in valuta straniera (Deutch Bond in una banca tedesca e non italiana, franchi svizzeri in una banca svizzera o cassetta di sicurezza, korone norvegesi, dollari australiani e via dicendo).
    Non si tratta quindi di tradire la fiducia del proprio paese, (sostengo infatti da anni che l’evasione per un stato usuraio come il nostro è un diritto che ogni cittadino dovrebbe attuare e in parte già lo fa), ma di sapere sfruttare le occasioni che i mercati globali hanno messo a disposizione di tutti. Avessimo la tipografia stampa denaro come la fed o la BoE o il Giappone il ragionamento di acquistare i nostri btp, bot, potrebbe forse avere senso, ma in una condizione infame come questa non serve a nulla, solo a far perdere denaro e speranze alla nostra popolazione facendo invece sguazzare banche e gruppi finanziari con i soldi dei privati.
    Ben venga quindi la possibilità di acquistare i Bond tedeschi – per ora!!!! – come minimo un 30/40% in più se lo troverebbero sulla rivalutazione rispetto alle altre valute, ma solo limitatatmente, visto che anche il FMI e la World Bank insistono sul fatto che non si può uscire dall’euro (la paura del contagio e sopratutto del fallimento della schema anglo-sassone fa si che i promotori del libero mercato abbiamo paura di un moscerino).
    Perdona la prolissità.

    • Luca  Il giugno 12, 2012 alle 2:57 am

      Due appunti, il primo e’ che non c’e’ bisogno di andare direttamente in una banca straniera, basta acquistare titoli in Italia in una valuta ritenuta sicura, non verranno toccati dalla svalutazione, le banche per il passaggio rimarranno chiuse qualche giorno non sono previste per quei giorni orde di cosacchi a svaligiarle
      Il secondo, il costo di una Ferrari con una svalutazione del 50% diventerebbe competitivo rispetto ad un BMW, il giorno dopo da Maranello partono gli autobus per raccogliere le migliaia di operai necessari ad incrementare la produzione. La svalutazione dipende quindi da quanto apparato produttivo e’ rimasto ancora in Italia, uscire dall’euro non e’ la fine del mondo e il Papa non ci scomunica se succede. Preparasi in coscienza e’ un obbligo

      Saluti

      • antoniochedice  Il giugno 12, 2012 alle 6:22 am

        Ringrazio Luca che ha risposto per me, dimostrando che non tutti quelli che scrivono nottetempo sono stralunati.
        Una svalutazione può essere di stimolo all’economia, anche perché accompagnata da una politica inflattiva delle autorità monetarie, mentre un rivalutazione dell’euro del Nord sarebbe esiziale per l’economia tedesca e il suo export.
        Quel che è essenziale è comunque eliminare l’insicurezza generata da propalatori di dubbi, dicerie, previsioni e numeri sparati per far credere di saper calcolare.
        Sarebbe bene che chi fornisce previsioni, fornisca il calcolo .
        Altrimenti è da considerarsi un untore.

      • Pitocco  Il giugno 12, 2012 alle 4:02 pm

        Appunto sull’appunto. Se acquisti titoli in valuta in una banca italiana stai certo quasi al 99% che a fatica rivedrai qualcosa. Il ritorno alla lira cadrebbe come una mannaia in molti gruppi bancari…sai di quante centinaia di miliardi sono esposti? Quindi meglio titoli in valuta su banca estera, oro fisico in cassetta di sicurezza, immobili in terra straniera. Si può fare ed è legale, non necessariamente tedesca ;).
        Inoltre concordo che la svalutazione possa anche essere d’aiuto per l’economia, ma tieni presente che oltre 4,5 milioni di persone (ISTAT) sono dipendenti pubblici, che ci sono pensioni minime a 450 euro/mese e che l’economia non parte da maranello, ma dalle piccole e medi imprese.
        Ciao

      • antoniochedice  Il giugno 12, 2012 alle 4:43 pm

        Credo proprio di non essermi spiegato.
        In questo blog si parla – o si cerca di parlare – di geopolitica.
        Il punto non sta nel suggerire investimenti più o meno fasulli. E nemmeno nel ” dare la colpa” a Frau Merkel.
        Nella politica con la P maiuscola, il concetto di colpa non esiste.
        La colpa è sempre di chi soccombe.
        Rileggetevi la risposta degli Ateniesi nelle guerre del Peloponneso.
        Cerchiamo di spiegare cosa succede nella realtà e non ci interessa né l’aspetto ” morale” della vicenda né l’aspetto del vantaggio economico personale.
        Interessa la parte del cosiddetto ” interesse nazionale” , ossia aiutare chi lo desidera a individuare quale sia la scelta – o le scelte – migliori ai fini dell’interesse collettivo.
        Sotto questo profilo non interessano i numeri degli impiegati statali gonfiati o l’appello a salvare le piccole e medie imprese.
        L’IMU è una seccatura personale, ma un bene per l’Italia? L’IMU va bene, geopolitica mente parlando.
        Comprare una casa all’estero è un vantaggio personale, ma una iattura per il paese? Osserviamo il fenomeno nella misura in cui ha rilievo politico internazionale.
        Semplice.

      • Luca  Il giugno 12, 2012 alle 10:43 pm

        Invio questo post pensato come risposta a Pitocco, sono considerazioni credo in linea con lo spirito del blog

        Il pensare che il giorno dopo l’uscita dall’euro scompaiano le banche e’ catastrofista, finche’ c’e’ uno Stato la banca e quello che c’e’ dentro rimangono

        Un po’ di logica:
        -se il giorno dopo non ci sono piu’ le banche non si prelevano neanche i soldi su conto estero
        -se il giorno dopo non ci sono piu’ le banche lo Stato non esiste piu’ e di varcare la frontiera non se ne parla
        -se prevedo una catastrofe non rimango in loco a subirla (le catastrofi non si affrontano si subiscono)

        Quindi spostare i soldi senza spostare la persona fisica non ha senso

        Maranello era un esempio da applicare a tutto lo scenario italiano, le domande da porsi sono:
        Esiste ancora una industria in Italia?
        Questa industria crea oggetti esportabili se messa nella condizione di produrre?
        Ricettabilita’ e predisposizione dei mercati?
        Abbiamo accesso alle materie prime per aumentare la produzione?
        Abbiamo i tecnici disponibili/va preparato del nuovo personale?

        Ovviamente aumentare la produzione significa incrementare il gettito fiscale ed essere capaci di affrontare le esigenze di spesa sociale

      • Pitocco  Il giugno 13, 2012 alle 12:06 am

        Luca grazie della risposta, ma lungi da me voler essere catastrofista, però i fatti non sono molto lintani dalla realtà.
        Esempio:
        -Soros e Lagarde annunciano che non ci sono più di tre mesi per sistemare il problema dell’euro. Questa è una falsa notizia, perché in tre mesi non sistemi nulla, quindi sono avvisi a chi ha orecchie per intendere.
        – Nel 2009 Banca di Rimini e Credito Romagnolo avevano bloccato i prelievi bancomat e tutto è passato nel silenzio più assurdo.
        – Nel 2012 Banca Network Spa ha quialche problemino: non si preleva piàù dai bancomat e i clienti infuriati vanno al Codacons…ma i tempi si allungano.
        – Obama è già da mesi che sta soffiando sul fuoco che gli sta bruciando le terga e spinge affinché l’europa (merkel) sia sempre più rigifda nelle sue posizioni, mentre la crisi interna americana viaggia ormai in un mare senza porti
        – I due mecenati (?) Rockfeller e Rothchild hanno fatto una specie joinventure, quest’ultimo (i Rothchild) stanno spostando i loro affari negli Usa (http://preview.tinyurl.com/6uew66o). Se si muovono i grandi forse un motivo c’è visto che loro ci sono dalla battaglia di Waterloo, no?
        – le banche italiane sono ridotte al lumicino e lo stato, questo stato, non è in grado di parare alcunché. La legge prevede che in caso di default verranno salvaguardati fino a 100.000 euro (legge del 2011), mentre i risparmi italiani sono stati calcolati essere circa di 700 miliardi, ma se uno stato non ha soldi per una manovrina fiscale come fa trovare 700 miliardi? E nel frattempo che ci pensa la gente che fa e cosa mangia e come paga le tasse, le bollette?

        Altra cosa che non è un consiglio, ma un dato di fatto, tu puoi avere il tuo conto estero in germania in valuta straniera (korone norvegesi) e nessuno te lo impedisce. Sta a te gestirlo. Il fatto di spostare il proprio denaro in altro luogo non significa che tu non possa servirtene, ma solamente è una delle tante possibilità per salvaguardarlo. Diversificare il rischio.
        Ma queste, come giustamente osserva antoniochedice, sono solo tecniche personali ininfluenti alla politica. Vero e falso allo stesso tempo perché una politica con pi maiuscola deve anche considerare questi aspetti della vita di una nazione e ora in Italia si considera solo l’aspetto puramente finanziario e non quello reale dell’economia, delle aziende e della vita di tutti i giorni.

        Per quanto riguarda l’aspetto industriale vorrei gettare un doveroso e pietoso velo perché l’italia non è mai stata industriale se non forzatamente e il suo passato è esempio del perfetto connubio tra clientelismo, ruberie, e criminalità. Purtroppo l’hanno distrutta dagli anni 60/70 in poi il resto è cronaca dei nostri tempi.

      • Luca  Il giugno 13, 2012 alle 1:15 am

        Spengo televisione, radio ed esco, dopo aver ascoltato di disastri inercontinentali e cosa vedo? La gente cammina le macchine borbottando passano la mamma pulisce la bocca del bambino sporca di gelato. Dove sono le catastrofi, gli tsunami forse oltre l’orizzonte? Colonne di fumo non si alzano al cielo ed allora ho una intuizione il mondo e’ quello in cui vivo, i suoi confini si estendono fino a dove porta lo sguardo ed e’ qua in questo nido che ho gli affetti a cui dare attenzione ed i miei sentimenti. Cioe’ la dimensione gestibile umana ha i limiti dati dalla percezione sensoriale e sono gli unici dati di cui possiamo essere sicuri il resto e’ immaginazione, favola ed inganno.

      • antoniochedice  Il giugno 13, 2012 alle 6:03 am

        Grazie Luca.

  • simone  Il giugno 12, 2012 alle 2:12 pm

    Non scherziamo, per favore. Adesso finisce che la colpa dell’attuale crisi è dei tedeschi. Ma per favore! Sarebbe più dignitoso prendersela coi governi italiani che dal 1970 sono andati avanti con la fallimentare ricetta del “tassa e spendi”. Ora che per varie ragioni i mercati ci presentano il conto, non possiamo certo prendercele con frau Merkel.

    • antoniochedice  Il giugno 12, 2012 alle 2:36 pm

      Dove ho detto che la colpa e’ dei tedeschi?

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