DOPO QUANTI MILITARI AL GOVERNO SI HA UN GOVERNO MILITARE? Risposta a due lettori preoccupati di Antonio de Martini

PUBBLICO COME POST LA RISPOSTA DATA A FRANK E A URC CHE MI HANNO ESPRESSO LE LORO PERPLESSITA PER AVER IO FATTO I NOMI DI TRE MILITARI COME PERSONE DA METTERE NEL GOVERNO PER AIUTARE A SALVARE LA SITUAZIONE E DARE AI CITTADINI LA SENSAZIONE CHE SONO GUIDATI DA PERSONE SERIE. QUESTO SIGNIFICA LA MIA DISISTIMA PER I MILITARI ATTUALMENTE AL GOVERNO , CHE CONFERMO E POSSO SPIEGARE, MA NON CHE VOGLIO CHIEDERE UN GOVERNO MILITARE. IN UN PROSSIMO NUMERO PUBBLICHERO UN ARTICOLO DI MIRIAM MAFAI DEL 1993 SU REPUBBLICA CHE E IN LINEA CON QUANTO HO ESPOSTO QUI.

Ragazzi, inserire tre militari tre in una compagine governativa di cinquanta e più tra ministri e sottosegretari, non mi sembra che sia un dramma.

In più, ritenere che i militari NON facciano parte della ” società civile” mi pare una stortura. Ma come della società civile fanno parte preti, puttane e delinquenti, ma non i militari? Non ho teorizzato la superiorità di una classe, mi sono limitato a dire che hanno ricevuto una migliore educazione globale e fin da giovani.

Ad esempio Angioni e Zignani sono stati educati alla Nunziatella il liceo ginnasio militare in cui sono entrati verso i 14 anni. Hanno imparato la devozione al bene comune in età molto giovane. Hanno approfondito gli studi a Modena e Torino ( politecnico) per poi passare anche tre anni alla scuola di Guerra ( unico posto in Italia dove la logistica e la geopolitica sono materia di studio intensivo). Hanno fatto corsi di specializzazione in America e altri paesi europei, studiato l’elettronica quando in Italia era considerata una bestemmia.

Conoscono profondamente gli italiani per essere vissuti assieme a migliaia e migliaia di giovani italiani provenienti da ogni provincia, hanno comandato con l’esempio. Alla alluvione di Firenze, al disatro del Vajont, ai terremoti del Friuli e dell’Irpinia, furono i militari a salvare la situazione. Esistono mele marce , come in ogni corpus , ma sono in percentuale infima rispetto alla media italica. I tre che ho citato, hanno vissuto del loro stipendio: al vertice della carriera guadagnavano poco più di cinquemilioni di lire al mese per tredici mensilità (un maresciallo, quattro e mezzo). Tutti e tre abitano in estrema periferia roìmana dopo quaranta anni di lavoro.

I generali che piacciono al potere hanno l’attico in centro. I tre che ho indicato, parlano le lingue straniere con proprietà ed hanno contatti estesi in Europa e nel Mondo. Punti deboli ne hanno anche i militari : capiscono la politica con estrema difficoltà, hanno nozioni rudimentali di comunicazione, l’abitudine al nomadismo ne ha fatto degli sradicati con pochi rapporti sociali, l’umorismo non è il loro forte e hanno una visione gerarchica dei rapporti di lavoro. Chi puo offrire di meglio, si faccia avanti.

Per ora l’elite di Bankitalia si è rivelata inadeguata, i professori li vediamo all’opera e l’offerta dei partiti politici è quella che è. Quel che non vorrei è vivere in un paese in cui al governo vada un ex capo della polizia noto , i presidenti della Repubblica siano ex ministri dell’interno e il “public servant” più pagato sia il capo della polizia. Come l’Italia.

Negli altri paesi, Churchill aveva una educazione militare, Eisenhower anche, De Gaulle non era uscito dal seminario. Dal seminario è uscito Stalin.

Ultima considerazione: negli Statuti della Repubblica Romana era previsto l’istituto della dittatura di sei mesi in caso di estremo pericolo per la Repubblica. Oggi non serve una dittatura, ma una iniezione di spirito di sacrificio nelle alte sfere e che queste ispirino credibilità verso le istituzioni che rappresentano. Anche se hanno il nome simile, non penserete che il nostro Cincinnato sia Catricalà…..

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Commenti

  • Mario Maldini  Il Mag 22, 2012 alle 11:05 am

    Hai ragione. Nelle culture repubblicane antiche e moderne, si è sempre distinto fra il Tiranno, che applica la sua volontà, e il Dittatore, che incarna la volontà di
    tutti ( o quasi) nel fronteggiare casi eccezionali. Le moderne scuole politiche
    ” buoniste” ( e ladre, di solito) hanno annullato la distinzione, che resta profonda. Giuseppe Garibaldi fu ” Prodittatore” in Sicilia, nei mesi successivi allo
    sbarco di Marsala. Non si dovrebbe permettere alle procedure e alle moine degli incapaci di travolgere il Bene Comune.

  • Carlo Cadorna  Il Mag 22, 2012 alle 12:49 pm

    I nomi che hai fatto vanno bene. Non sono più dei “militari” ma dei dirigenti con un’educazione, un carattere ed un’esperienza oggi introvabili!

  • gicecca  Il Mag 22, 2012 alle 3:20 pm

    Posso sbagliarmi. Ma dopo la crisi della classe politica del 1992 cercammo la salvezza nella classe dei “colti” venuti dalla Banca d’Italia. Credemmo quasi allo stesso tempo di aver trovato l’uomo della Provvidenza in un magistrato i semianalfabeta che si investì di cose troppo grandi per lui. Poi ci fu il momento dell’euforia per il manager self made man. Poi ci fu l’economista utopico di estrazione europeista. Poi ci sembrò di essere salvati da un professore banchiere associato ad altri prof. sempre banchieri. Ora parecchi vedono la salvezza in un comico da caberet e nelle sue apocalissi annunciate. Ogni volta, la speranza o l’infatuazione durò sempre meno, lasciando il campo di volta in volta a una profonda disillusione, al limite del chi se ne frega e del tanto peggio tanto meglio. . Ora AdM crede che la salvezza sia nella trasfusione di alcune brave persone -, non ho elementi per credere il contrario e mi fido che porterebbero tutte le virtù, o almeno alcune, proprie del loro carattere più che della loro estrazione (ci sono militari onesti e integerrimi e intelligenti e preparati come ci sono medici altrettanto onesti intelligenti e preparati, ma un conto é fare il Primario ospedaliero un conto é fare il Ministro della Sanità; non dimentichiamo i Videla e ai Lados e Pattakos) atte a rinvigorire un organismo profondamente malato come é l’Italia che soprattutto ha voluto e vuole correre una maratona avendo il fiato per fare i 400 metri. . La trasfusione non ha mai “guarito” nessuno se non associata alla eliminazione della causa della emorragia. Non vedo all’orizzonte alcun de Gaulle e alcun Massu e non credo che oggi ci siano le condizioni per un tal tipo di rivolgimento, oltre tutto contrario alla nostra storia. Forse, ma non credo sia da augurarlo, ci vorrebbe prima una Caporetto o un 8 settembre veri, non immaginati tali; solo da tali sfracelli nasce, in Italia, una generazione nuova capace, per alcuni anni, di ricostruire ex novo la Nazione o il Paese. E bisogna oltre tutto cambiare ab imis molti atteggiamenti e modi di vivere instauratisi in decenni, per azione di tanti e l’acquiescenza di quasi tutti, tesi come siamo sempre stati il nostro particulare. Spes uiltima dea, ma .. GiC

    • antoniochedice  Il Mag 22, 2012 alle 3:42 pm

      Sono lieto che si dia vita a un dibattito plurale. Non pretendo offrire la panacea, ho lanciato tre nomi di persone che hanno dato prova di se in piu occasioni e – poiche’ i rapporti sono sempre relativi – posso affermare che i tre insieme potrebbero dimezzare il deficit della sanita’. Nessuno di loro si e’ offerto e se la gente vuole Grillo si accomodi pure.
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

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