PICCOLE IDEE, PICCOLI UOMINI, PICCOLI PARTITI. Lettera al Presidente della Repubblica e invito alla consorte.di Antonio de Martini

Signor Presidente,
Ho dato a questo post un titolo a lei familiare preso a prestito dal molto noto – agli addetti – titolo di un articolo che Palmiro Togliatti scrisse per l’Unità del primo decennio del dopoguerra , per commentare la situazione dei primi dieci giorni del dopo elezioni amministrative.

Intanto , anche questo sembra un dopoguerra di guerra perduta, con l’aggravante che ci troviamo sotto un cumulo di rovine morali e non di macerie rimovibili col solo sudore della fronte.
La confusione inizia dai commentatori che titolano ” partiti ultima chiamata” . Il titolo è alla ventesima, stanca, replica e lotta per la primazia nella classifica dei mantra assieme al” nervi a posto” di quando scoppia il solito ordigno.
Molti parlano di ” antipolitica ” perché sono convinti di essere loro LA POLITICA, mentre in realtà sono dei nani della politica in vena di scomuniche. Se proiettano lunghe ombre è perché il sole della loro giornata è al tramonto.
Spiace la confusione fatta – ahimè anche da lei signor presidente ,per altri versi attento esecutore della lettera della Carta – che ha dato in TV l’impressione che i partiti con diritto all’esistenza siano solo quelli che hanno pascolato in Parlamento fino ad oggi.
Le battute è meglio lasciarle ai professionisti del settore, mi creda.
Saranno pure partiti ” sorti dalla Resistenza” ( non tutti signor presidente), ma ogni cittadino, anche un comico , ha diritto a concorrere alla determinazione della politica nazionale come meglio crede.
Il ” nulla salus extra ecclesia ” meglio lasciarlo ai tedeschi di varia estrazione.
Altra confusione si ha quando da una parte si stigmatizza l’uso della violenza in politica e dall’altra si riforniscono i fautori della guerra civile che si è cercato di accendere in Siria o in Libia.
Se questi “parvenu” fanno il ” tutto esaurito” signor presidente, è perché la politica è sempre più spettacolo e la concorrenza pateticamente inadeguata.
Mancano grandi idee, come un’Europa della cultura , un Europa dall’Atlantico agli Urali, una comunità Europea di difesa che dimezzi le singole voci di armamento degli stati nazionali e recuperi efficienza. Manca un piano Marshall Mediterraneo, signor presidente, che è la sola cosa che frenerebbe l’immigrazione clandestina. Manca il riconoscimento che è il sistema delle sovvenzioni agricole americane e di conseguenza quello europeo che ha provocato le rivolte della fame nelle città africane. Le idee di questo nuovo ” triumevirato” detto ABC fanno ridere e lei lo sa.
Chiaro che nasce confusione nelle teste quando un comico fa pensare e un politico fa ridere.
Le piccole idee partoriscono piccoli uomini e questi inevitabilmente creano partiti a loro immagine e somiglianza.
La gente non è stufa dei partiti. È stufa di vedere sigle e colori nuovi, ma sempre con le stesse facce da venti o trenta anni.
La nostra compaesana onoraria , signor presidente, Eleonora de Fonseca Pimentel disse che la democrazia consisteva ” nella rotazione degli incarichi e degli onori”. È per questo che la impiccarono?
Altro elemento di confusione, signor presidente , si ha quando la difesa del sistema dei partiti è affidata a uomini buoni per tutte le stagioni , quando partiti palesemente di proprietà privata vengono finanziati con denaro pubblico, quando un uomo pubblico come Ciampi o Andreotti vanno in una clinica privata invece che in una struttura pubblica o , peggio, se manda i figli in una scuola privata. L’Italia ha sessanta milioni di abitanti, si può nominare un altro ministro senza scandalo.
E L’Europa ! Mi rivolgo a lei perché è stato il successore – non l’erede – di Pacciardi alla presidenza del Movimento Europeo che lui iniziò.
Si fa confusione anche quando si dice che uscendo dalla moneta unica o dal patto fiscale di compatibilità l’Europa si sfascia.
Ma non abbiamo sempre detto che dire Europa è rievocare un millennio di storia, religione e cultura comuni? Se siamo convinti di ciò , signor presidente, sarebbe certo un duro colpo all’economia, ma non alla comune civiltà. Non trova?
Forse se non ci fosse tanto terrorismo sulla questione, ci sarebbero meno euroscettici, non pensa?
Rendere incompatibili le occupazioni di consigli di amministrazioni di Banche è stato un bene, ma tollerare il cumulo di cariche elettive politiche da alla gente l’errata impressione che siano più importanti le banche.
Sei legislature sono sufficienti, signor presidente, la Patria si può servire anche da posizioni diverse, altrimenti si da l’impressione di essere ancora nell’evo medio.
Se siamo in Repubblica, perché non proibire il passaggio dei seggi parlamentari di padre in figlio?
Per certa gente Darwin non è mai esistito e preferiscono morire piuttosto che cambiare.
Li aiuti signor presidente, li aiuti a cambiare o oltre ai comici troverà nelle strade anche le persone “serie.”
A proposito, il 31 maggio alle 10 ne fino alle 12 davanti a palazzo koch, in occasione dell’assemblea della Banca d’Italia, si radunano, ordinatamente, un gruppo di signore che si sono definite ” nonne da marciapiede” perché non scenderanno sull’asfalto per non ostruire il traffico. Vogliono fare atto di presenza silenziosa con qualche cartello educato, in difesa dell’avvenire dei nipotini. Dica, la prego, al questore di non fare confusione e a sua moglie che le altre nonne la aspettano piene di speranza che venga anche nonna Clio.

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Commenti

  • Cip  Il maggio 10, 2012 alle 10:45 pm

    Mi unisco all’appello – lettera al Presidente della Nostra Repubblica ( iniziali volutamente entrambe maiuscole), ricordando il sondaggio che come Italia 2020 abbiamo fatto ai primi di gennaio che preconizzava esattamente quello che poi è,successo: poca o nessuna fiducia negli attuali partiti, associazioni di categoria, sindacati, ecc, ecc. ( http://www.associazioneitalia20202.it. “Democrazia partecipativa. L’opinione degli Italiani)

  • Armando Stavole  Il maggio 12, 2012 alle 4:06 pm

    PICCOLE IDEE, PICCOLI UOMINI, PICCOLI PARTITI per un popolo a misura! Tutti votati al proprio “particulare”. Ci si rivolge all’attuale presidente come se fosse piovuto dalla luna per essere al di sopra delle parti. Che almeno avesse preso delle posizioni contrarie nei momenti storici in cui fosse stato utile per la verita’, se non per la patria, di cui come la gran parte di quelli dello stesso partito non si sono curati veramente in nome dell’Internazionale, altroche’ Europa.
    Le idee non vanno cambiate per opportunita’, ma per maturazione. Noi siamo ancora al paese dei balocchi di collodiana memoria.
    Si, dobbiamo curarci bene dai nostri mali atavici, prima di affrontare quelli esteri. Un corpo in se debole non riesce a difendersi dagli attacchi esterni.
    Auguri!

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