E’ impossibile spiegare la rivolta in Siria senza illustrarne- spero brevemente – gli iniziatori e le motivazioni dei suoi più tenaci combattenti: i Drusi.
Alcune religioni del Levante hanno assunto caratteri razziali marcati ( naso grifagno, biondismo) a causa dell’ endogamia rigorosamente praticata. Gli Alaouti e i Drusi sono tra questi.
Si può diventare Cristiano, Mussulmano o Ebreo, ma non si può diventare Druso se non ci si nasce. I contenuti della loro religione sono segreti. In oltre dieci secoli di esistenza, sono trapelati solo pochi elementi. Si conosce però la storia della loro fondazione, che come molte altre storie, nasce in Egitto, circa mille anni fa.
Il terzo califfo fatimide d’Egitto, nato da madre cristiana, Al Hakim bi Hamri’ l -lahi, giunse giovanissimo ( 11 anni) al potere ed era la miglior approssimazione possibile – dati i tempi – di quegli stralunati notturni tipo Gheddafi, o , se preferite Claudio Nerone.
Sballottato tra ministri e filosofi – indovini, iniziò a farli fuori ebbe una crisi religiosa e da sunnita divenne sciita, imponendo rigidi canoni e proibendo persino la fabbricazione della birra, che ebbe origine in Egitto e risale ai faraoni.
Senza affligere coi dettagli, Al Hakim , iniziò anche a praticare dottrine teosofiche “importate” dalla Persia da un certo Darazi e da un suo successore a nome Hamza che postularono la divinità di Al Hakim in circoli religiosi via via più ampi, fino a suscitare la rivolta dei sunniti che cercarono di ucciderlo ( sorte dei bestemmiatori) tanto da indurlo a rifugiarsi in Siria con alcuni tra i seguaci più ferventi.
Al Hakim scomparve misteriosamente – forse ucciso da una congiura femminile – ma ormai Darazi e il suo gruppo, arricchitosi di profughi di varia entità che non mancavano nel sud della Siria ( forse anche crociati dispersi), si asserragliarono in isolamento nella zona del Monte Hermon mantenendo viva la fiamma religiosa accesa della dottrina che gli era costata l’esilio, con la promessa del “ritorno” di chi li avrebbe portati alla vittoria.
Nessuna meraviglia che la zona montuosa in cui si arroccarono fu chiamata la montagna dei Drusi ( Giabal Ad Drus – plurale di Darazi – ossia il Giabal Druso) e che la dottrina fu tramandata in segreto. La gerarchia religiosa e quella politica non è detto che coincidano , ma quella religiosa prevale. Si sa che credono nella resurrezione finale di un numero fisso di eletti ( 12.000) e che sono convinti che le energie del mondo siano uguali a una costante. Muoiono convinti di rivivere in questa energia e questo fa di loro combattenti temibilissimi.
Il Giabal Druso si trova quasi alla confluenza tra il confine del Libano, la Siria e Israele e questo fa della zona un coagulo di cospirazioni permanenti.
Il padre di Jas Gavronski , diplomatico polacco negli anni venti, mi raccontò di aver passato tre anni nel Giabal Druso finanziando un giornale che interessava la Polonia. Basti questo dettaglio a indicare la compolessità della situazione geopolitica dell’area.
L’esercito israeliano , lo Tsahal, ha inquadrato in forma autonoma questi guerrieri in una brigata drusa. Gli abitanti della parte israeliana del Giabal Druso hanno la piena cittadinanza israeliana. In Siria la troppa simiglianza con gli Alaouiti ne ha fatto dei paria spiacenti sia agli Alaouiti che ai sunniti.
La città di Deraa è contigua alla zona drusa ed alla frontiera giordana. Questo spiega alcune delle caratteristiche della rivolta siriana, sia per la localizzazione degli scontri ( contiguità al Giabal Druso) , sia per la disponibilità di armi ( zona di frontiera) e la non desistenza dei rivoltosi ( combattenti temibilissimi senza paura della morte) . Allah è con loro e la resurrenzione è garantita. Se poi sopravvivono, pazienza. Ci penserà la fondazione Soros.
In risposta a questi ripetuiti attacchi pericolosi per determinazione, Il partito Baas sta rinfoderando il laicismo sbandierato da sempre per avvicinare la maggioranza sunnita coi temi a lei più cari del perbenismo tradizional-religioso.
Le insegnanti delle scuole hanno avuto l’autorizzazione a indossare il NIQAB una delle forme di velatura delle donne, da oltre trenta anni proibito ai pubblici impiegati. E’ anche un avvertimento a chi spinge verso le riforme “democratiche”: l’alternativa alle dittature è la teocrazia. Speriamo che il messaggio venga capito, perché i dittatori muoiono, le teocrazie, no.
Commenti
Walid Jumblatt figlio di Khamal, assassinato 35 anni fa da mano ignota, come capo della comunità drusa-libanese e del Partito Socialista (che è perfino membro della Internazionale stessa), ha combattuto per decenni, alleato ai maroniti filo-israeliani, la Siria; quindi Hitz’ b’ Allah, il movimento radicale sciita che è anche portabandiera del patriottismo anti-sionista in Libano, insieme ai cristiani del gen. Michel Aoun, eroe nazionale del Pays des Cèdres. Tuttavia il suo recente cambiamento di campo, passando sulla sponda opposta filo-siriana e filo-iraniana, ha daterminato la caduta del governo filo-occidentale e filo-saudita di Saad Harir, aprendo un nuovo capitolo nella storia del Medio Oriente. A dire l’ importanza di questa misteriosissima setta ‘montagnarde’, basti pensare che il loro recentissimo ‘deplacement’ è la causa immediata delle ‘rivoluzioni’ americaniste scatenate in NordAfrica e Medio Oriente grazie ai finanziamenti sauditi, con obbiettivo finale quello di colpire proprio la Siria e l’ Iran…
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La” mano ignota” che ha colpito Kamal Joumblatt e’ quella di Assad padre. Il generale Aoun e’ diventato filo Siriano perche’ vuole candidarsi alla presidenza non essendo riuscito a diventarlo dalle posizioni opposte. Walid joumblatt si e’ spostato di posizione per non spaccare la sua comunita’ e perche’ teme di fare la fine del padre. In Siria e Libano lo zampino Druso si vede, in altri paesi, no.
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outstanding!
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L’avant dernier changement de drapeau de Walid Joumblat passant du groupe du 14 Mars à celui du 8 Mars est dû au fait que durant l’offensive du Hezbollah à Beyrouth contre les sunnites, Il a été obligé de ne pas sortir de son appartement de peur d’être tué et il a fallu que Arslane son ennemi dans la communauté Druze à venir le sauver.Son bras droit et parent l’ex ministre Marwan Hamadé est resté dans le groupe du 14 mars.
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Shucran
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L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERA.
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