Africa-Immigrati c’è una soluzione che ammazza i trafficanti, è gratuita e da una mano all’ALITALIA. Modesta proposta a modesto ministro. di Antonio de Martini

 La guerra di Libia ha portato alla luce il problema di chi fugge dall’Africa. La soluzione  è di una semplicità infantile   e ci sono anche dei precedenti, ( Inghilterra anni sessanta), non costa,  è umana ed è perfino gestibile da una classe dirigente sgangherata come la nostra.  

Esiste una mafia di trafficanti di uomini che specula sull’immigrazione clandestina di disperati provenienti dall’Africa.

Lasciamo perdere la distinzione causidica tra clandestini e profughi. Non c’è luogo d’Africa ( forse il Kenia, che comunque..) che non abbia avuto eventi luttuosi sotto forma di guerra o di conflitto civile:  L’Ageria, Il Marocco ( polisario), La Libia, Il Chad, Il Burundi, Il Congo, la Costa d’avorio, La Nigeria,  L’Angola e il Mozambico, il Madagascar, L’Eritrea, La Somalia,  L’Uganda, il Niger, il Sudan…

 Sappiamo ormai  tutti che un passaggio di sola andata costa dalle coste africane all’Europa costa circa 1.300 euro. Questo denaro finisce in mano alla malavita che lo usa per finanziare i suoi traffici  ed aumentare in potenza e ricchezza. Molti per giungere alle coste africane ed avere il triste privilegio di rischiare la vita su un  malconcio barcozzo, spendonoi  altre cifre di denaro o si prostituiscono o compiono reati per guadagnarsi  un passaggio. Tutto questo crea un circuito di corruzione  di poliziotti, autidsti, impiegati consolari, doganieri.

Ogni disgraziato  aspirante alla fuga dalla guerra e dalla miseria ha quindi a disposizione un budget di circa 1.500 euro.

Vediamo  ora come un stato ordinato affronterebbe la situazione.

  • il sig Ougadugu si presenta  in uno sportello di una compagnia aerea ( ALITALIA?) di Abidjan o Addis Abeba  o una agenzia di viaggi IATA   delle stesse  città e compra un biglietto  a tariffa ” temporary  immigrant”
  • il biglietto ” temporary immigrant” è un biglietto di andata e ritorno in classe turistica, valido ( per il ritorno)   fino a un anno. Per l’acquisto,  il citato Mr Ouagadugu versa 900 euro. Un biglietto normale di classe turistica costa almeno 150 euro in meno. Un biglietto da Tunisi non supera i trecento euro.
  • L’Agenzia versa il dovuto all’Alitalia ( o altra compagnia che venga a Roma o MIlano) e la parte “viaggio” è fatta in maniera legale  da una persona munita di documenti e che si presenta per prima cosa alle autorità di polizia.
  • All’arrivo, il viaggiatore  – che ha dovuto esibire i documenti all’aeroporto di partenza – è identificato e mostra i  quattrocento euro in contanti o in traveler’s cheques che dimostrano la sua capacità di mantenersi per X giorni ( ci sono libri che reclamizzano “Europe with 5 dollars a day,” noi diciamo 8 euro al giorno, ok? ) e finora siamo nei limiti del budget indicato,  in regime di concorrenza  con la malvita. A questo punto le organizzazioni umanitarie potrebbero dare ospitalità, diciamo a tre euro a notte.
  • Il sig Ouagadugu sa che ha XX giorni per trovare un lavoro , tornare a casa e farsi chiamare dall’impresa che lo richiede, rispettando la legge. ( poi con un minimo di intelligenza si  può cambiare la legge e si consente di restare senza fare avanti-indietro).
  •  L’Alitalia incassa i denari e mette in cassa  novecento euro , affrontando i costi per una sola tratta di andata. Il resto è  un residuo attivo che non danneggia certo il suo bilancio. Anzi. Rispetto ad altre compagnie aeree, l’Alitalia può offrire – grazie al patrimonio immobiliare situato in Italia  – le opportune garanzie  per i depositi che si accumulano nelle sue casse. Le altre compagnie se vogliono sfruttare questa opportunità di business , possono fare altrettanto, investendo in Italia nell’immobiliare.
  • La polizia  identifica così tutti coloro  che entrano, li affida a organizzazioni umanitarie e monitorizza i loro movimenti.
  • Trascorso il tempo consentito dalla disponibilità di contante, se il sig O. ha trovato da fare, bene. Sennò può essere rimpatriato a sue spese e se entra in clandestinità, lo fa senza suscitare pietà  per la sua odissea che non c’è più, e gli organi di polizia hanno tutti gli estremi  identificativi per rintracciarlo e rimpatriarlo. Eventuali terroristi, si vedrebbero preclusa l’opportunità di confondersi col flusso migratorio clandestino ( filiera cui non credo. I terroristi viaggiano in prima).
  • Ci sono vantaggi di ordine pubblico, del bilancio dello stato ( la flotta che non va a caccia di singoli nel mare e non deve ospedalizzare tutti quelli che arrivano fortunosamente; gli straordinari di polizia, guardia costiera, carabinieri, ospedali ecc) di pubblica quiete e – la metto per ultima – di umanità.
  • Ne sofrono le casse della malavita che vedono diminuire i loro introiti  di 39 milioni anno ( base 30.000 immigrati).  In capo a un anno la pista del dolore rappresentata dai migranti si inaridirà e verranno a mancare le maglie della filiera. A pari numero di “temporary Immigrant” nelle casse Alitalia entrerebbero 27 milioni di euro in  biglietti di cui la metà in deposito,  dalle rotte africane. La Partenza da Tunisi frutterebbe meno ovviamente, ma la basi di partenza  indicate sono realistiche.

Cosa ci vuole ?? Semplice  primo,  che Alitalia adotti una tariffa ( due giorni?) secondo che il Ministro dell’Interno  – che ha fatto il passo difficile del permesso temporaneo   sotto la pressione degli eventi, che poi è  quasi lo stesso –  vari le necessarie istruzioni e ci dica quanto è  il risparmio per l’erario.

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Commenti

  • Francesco Finucci  Il aprile 9, 2011 alle 8:15 pm

    sai che non è una brutta idea. mi rimangono delle remore, ma rimane piuttosto intelligente. L’ideale sarebbe comprare andata e ritorno a prezzo vantaggioso (come dici te) e lasciare per il ritorno come deposito, così lo stato ha la garanzia di non dover pagare in caso di rimpatrio, ma l’immigrato ha anche la possibilità di un fondo recuperabile in caso trovi lavoro (magari con una manovra rimani-ritiri il denaro / torni a casa-usi il denaro x il viaggio).
    Per ora, però, la nostra legislazione non lo permette, credo, perché l’immigrato al momento dell’arrivo deve assolutamente aver già un lavoro qui.
    Il problema che, però, mi sembra troppo importante per essere sottovalutato è quello per cui comunque si eliminano i drammi di viaggio (rischio di naufragio, vessazioni, violenza) ma non quello che l’immigrato deve vivere per ottenere il denaro per il viaggio.
    ma comprendo come questo sia un problema che non si risolve con una legge, specie se solo in un paese.
    L’idea tutto sommato, mi piace

    • antoniochedice  Il aprile 9, 2011 alle 8:35 pm

      Affinala e propagala. La legge che obbliga a trovare lavoro per corrispondenza ( o se preferisci, per procura) e’ irrealistica, costa cara al bilancio dello Stato, nuoce al buon nome dell’Italia e provoca morti a ritmo quotidiano e crescente. Senza contare che non ha bloccato l’immighrazione clandestina come si proponeva.
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  • urc  Il aprile 10, 2011 alle 11:01 am

    Troppo semplice. I trafficanti ritengo abbiano solidi collegamenti con insospettabili, autorità, istuzioni e finanza. Le organizzazioni criminali sono la prima «impresa» multinazionale mondiale.

  • antoniochedice  Il aprile 10, 2011 alle 11:11 am

    spesso i problemi apparentemente complessi hanno soluzioni semplici. I circa 15.000 rifugiati se avessero potuto scegliere avrebbero scelto di venire in aereo, non credi? Dal 2003 a oggi sono stati raccolti in mare 4.300 cadaveri ( vedi “Le Monde” di oggi.)Quanti dovranno ancora morire per aver diritto a viaggiare come esseri umani?
    PPoi, se vogliamo andare nel profondo, chi ha dato a quindicimila tunisini 1300 euro a testa per emigrare? Sono 19.500.000 euro ( diciannove milioni di euro. DA DOVE SONO USCITI? A CHI STANNO ANDANDO?

  • andrea  Il aprile 10, 2011 alle 12:18 pm

    Ottima idea, ma in questo mondo in cui mafia e politica vanno a braccetto, è molto improbabile(direi quasi utopico), che venga fatta una cosa del genere.
    E’ da quasi un secolo che col proibizionismo su alcune sostanze psicoattive(alias droghe), gli stati di mezzo mondo, emulando la politica americana, hanno concesso il monopolio di queste sostanze(che garantiscono introiti molto superiori a quelli del traffico di immigrati)alle mafie.
    E anche se è evidente che il proibizionismo non è mai stato capace di ridurre in maniera significativa il consumo di certe sostanze(anzi probabilmente i consumi di hashish, oppiodi, e cocaina, sono anche aumentati), si continua lo stesso in questa politica fallimentare, probabilmente per interessi economici di pochi, perchè appunto c’è molta collusione tra politica e mafia

    Quindi l’idea è ottima, ma credo che come spesso succede, la politica deciderà di difendere il business criminale del traffico di esseri umani. Anche perchè il vero lavoro dei politici, è quello di creare i problemi, o aggravarli, non certo di risolverli, altrimenti poi come farebbero a proporsi al popolino come salvatori, e farsi votare??
    Ad esempio un partito come la Lega(ma anche altri), per sopravvivere e aumentare i suoi consensi, ha bisogno che i problemi dell’immigrazione diventino sempre più gravi

    • antoniochedice  Il aprile 10, 2011 alle 12:28 pm

      Beh, se poi noi ci crogioliamo a definire impossibile qualsiasi intervento senza nemmeno dire proviamo, allora questi signori vincono a mani basse. Coraggio la differenza tra un suddito e un cittadino e’ proprio questa.
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      • andrea  Il aprile 10, 2011 alle 12:35 pm

        Purtroppo in italia non esiste democrazia diretta, quindi il suddito non è che ha molte possibilità di incidere nella politica, e diventare cittadino!

        Cmq prova a mandarlo a Maroni, e vediamo se qualcuno lo prende in considerazione

      • antoniochedice  Il aprile 10, 2011 alle 12:49 pm

        Se glielo mandano cinquemila internettari;n vedrai che lo fa

      • stegasparri  Il aprile 10, 2011 alle 2:33 pm

        Questa mi sembra un’ottima idea, però troppo innovativa per la mentalità italiana (dei politici e dei cittadini)che è incatenata al mantenimento dell’attuale e che vede come fumo negli occhi qualunque novità. Però varrebbe la pena di portarla avanti e vedere chi, tra tutti i cosiddetti buoni che fanno le marce per la pace, che sventolano le bandiere arcobaleno (ora trasformate in tricolore possibilmente con l’inno di Mameli) e che parlano di non violenza picchiando e bombardando i “violenti” la farà sua: forse, pur di buttare giù Berlusconi troveremo qualcuno disposto ad appoggiarla, o ad osteggiarla se Berlusconi l’appoggerà. Comunque proviamo a definire una strategia operativa per la diffusione di questa linea innovativa? Io non saprei da dove cominciare.

      • antoniochedice  Il aprile 10, 2011 alle 3:20 pm

        Io si. Sentiamoci domani . Ciao

  • alexfaro  Il aprile 10, 2011 alle 5:33 pm

    caspita ma è l’uovo di Colombo! sarebbe una idea logicamente ineccepibile, ma ricordati che noi viviamo in uno stato che, come si diceva(scherzando ma mica tanto poi) fra noi dipendenti della sanità pubblica, in ogni ente od ufficio pubblico(e forse anche nel privato)esiste un piccolo dipartimento, che noi avevamo chiamato così:ufficio x la complicazione delle cose semplici(volgarmente UCCOSE)infatti basta guardare a come il parlamento stravolge(con i famosi emendamenti)letteralmente ogni disegno di legge,anche se all’inizio già discreto(da qualunque parte proviene)non migliorandolo, ma peggiorandolo sempre, di modo che ogni legge sia sempre interpretabile, a seconda di chi la deve fare rispettare(giudici o FF.OO)oppure ancora peggio, x prevaricare il cittadino che non si adegua in fretta al regime attualmente in vigore(x dare un semplice esempio basta vedere come sono state ideate le leggi sulle armi in Italia a partire dalla famigerata N°110/1975)in poi.

    • antoniochedice  Il aprile 10, 2011 alle 5:43 pm

      Cazzo e’ mai possibile che tra i miei corrispondenti internet non ce ne sia UNO disposto a rimboccarsi le maniche e dire: proviamo? Sei nella sanita’? Ebbene non posso pensare che tra medici e infermieri non ce ne siano disposti a firmare una0mail e mandarla alla segreteria di Maroni o berlusconi o Bersani o Napolitano o il Papa ! Rompiamogli i Maroni e vediamo che succede.
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      • andrea  Il aprile 10, 2011 alle 6:51 pm

        Io una email posso pure provare a mandarla, ma non penso che a chi ci governa interessi più di tanto l’opinione dei sudditi( a meno che l’iniziativa non sia voluta e appoggiata da una grossa fetta di elettorato, in quel caso forse ci darebbero ascolto per opportunismo politico, ma la vedo dura far pervenire al ministro qualche milione di email)
        Bisognerebbe sponsorizzare l’iniziativa tramite siti molto popolari tipo quello di Beppe Grillo, Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano, ecc… ma non so se suonatori di piffero, come Grillo, possono appoggiare un’iziativa così semplice, intelligente e piena di buonsenso. Quella è gente che preferisce la demagogia!

      • antoniochedice  Il aprile 10, 2011 alle 9:43 pm

        Comincia a spedire l’idea ai tuoi amici invitandoli a contattare i loro amici e via dicendo, fornendo l’indirizzo del ministro dell’interno. Se muoviamo cinquemila persone vedrai che non ci ignorando

  • andrea  Il aprile 10, 2011 alle 11:10 pm

    Scusate, ma 5mila sono un numero che può fare la differenza giusto alle elezioni comunali di un paesello, io credo che per essere ascoltati ci vorrebbero minimo minimo 500mila, e forse neanche bastano!

    • antoniochedice  Il aprile 11, 2011 alle 5:49 am

      Esiste una regola non scritta del giornalismo che dice che se un lettore scrive a un giornale, il direttore sa che almeno altri dieci avrebbero potuto farlo, ma hanno desistito chi per pigrizia, chi per mancanza e di tempo, chi per altri motivi. Inoltre, terranno conto del numero di quanti l,hanno saputo e faranno la proporzione con QUANTI SCRIVEREBBERO SE LO VENISSERO A SAPERE. Infine, perche’ escludere che l’idea gli piaccia? Sentirsi moralmente responsabili della morte di tante persone non piace a nessuno ( se piacesse se ne vanterebbero). Decisamente l’ottimismo non e’ il tuo forte. Non e’ meglio accendere il tuo fiammifero piuttosto che lamentarti del buio?

  • Valentino  Il aprile 11, 2011 alle 1:44 pm

    Non so cosa si debba fare per realizzare l’idea che mi sembra molto fondata

    • antoniochedice  Il aprile 11, 2011 alle 2:19 pm

      Proporla. A Alitalia al Ministro dell’interno, all’opposizione, alle ONG che assistono i profughi. Scrivere al proprio deputato. Telefonare a giornalisti alla RAi ecc Ognuno nell’ambito che gli e’ pi’ familiare

  • Enzo Gallitto  Il aprile 11, 2011 alle 5:26 pm

    L’idea sembra buona ed abbastanza praticabile…
    Giratela a Maroni e vediamo cosa ne dice; una volta tanto un intervento a costo zero e anzi permetterebbe di risparmiare vite, pattugliamenti e impiego di militari utili per altri calamità.
    Proviamoci: io la mando in giro tra gli amici.
    Enzo

    • antoniochedice  Il aprile 11, 2011 alle 5:49 pm

      Grazie e’ una buona idea mandi la notizia a quanti puo’

  • edoardo  Il aprile 15, 2011 alle 9:41 pm

    Chi emigra illegalmente lo fa perchè non è possibile emigrare legalmente… perciò “il sig Ougadugu” non può presentarsi da nessuna parte se non verso le mafie che controllano i varchi illegali allefrontiere.
    In caso contrario sarebbe, come ha detto qualcuno, “l’uovo di colombo”.

    • antoniochedice  Il aprile 15, 2011 alle 10:44 pm

      Rispondo: per emigrare serve un documento e 1300 euro e questi ci sono. I soldi vanno alle mafie perche’ gli ostacoli sono all’arrivo a causa del “comma 22”: per avere il permesso di lavoro bisogna avere qualcuno che ti fa il contratto di lavoro, prima che tu ti metta in viaggio. Ma come fai ad avere il contratto di lavoro se nessuno ti conosce perche’ te non ti conosce nessuno? L’idea consiste proprio nel permettere alle persone. Di dare i soldi a una compagnia aerea (AZ) invece che alla mafia e avere in cambio X mesi per cercare un lavoro di persona. In pi’ Chi e’ censito all’ingresso e’ rintracciabile dalla polizia che lo identifica alla frontiera e quindi puo’ essere rispedito al mittente. Chi non pensa che sia l’uovo di Colombo, mi dica quale e’ la difficolta’ di realizzazione o se non c’e’ risparmio per l’erario.

  • edoardo  Il aprile 17, 2011 alle 11:20 am

    A me risulta che in Italia può entrare chiunque come turista. Il problema è far ottenere il visto turistico al sig. Ougadugu da parte del suo governo.

    • antoniochedice  Il aprile 17, 2011 alle 11:44 am

      L’unico ostacolo all’uscita e’ la mazzetta da allungare per avere il visto al consolato italiano in parecchi paesi. In altri casi il visto turistico non e’ credibile venga dato a una persona. Non di adeguato censo. La creazione di un visto ( e una tariffa) temporanea standardizzerebbero la procedura.( Ed eliminerebbero una fonte di possibile, piccola, corruzione e favoritismo.

  • edoardo  Il aprile 17, 2011 alle 11:22 am

    A me risulta che in Italia può entrare chiunque come turista. Il problema è far ottenere il visto turistico al sig. Ougadugu da parte del suo governo.
    Per il resto, senza il problema dell’ottenimento del visto, il discorso filerebbe benissimo.

  • antoniochedice  Il maggio 22, 2013 alle 5:50 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Batti e ribatti vedrai che qualcosa rimane. Questo post è del 9 Aprile 2011.

  • Carlo Cadorna  Il giugno 10, 2013 alle 9:24 pm

    L’idea è ottima. Però è da conciliare con una realtà molto diversa da quella che alcuni ci raccontano. Gli immigrati ci costano il doppio di quello che rendono: quindi non è vero che sono una ricchezza. Piuttosto, modificando il mercato del lavoro impediscono che i nostri giovani siano meglio retribuiti. Si dice che i giovani non vogliono fare i lavori pesanti: è vero ma, se li paghi bene , li fanno.
    Un esempio? I maniscalchi: sembravano destinati a sparire ma oggi ce ne sono tantissimi perché guadagnano bene; anche se si spaccano la schiena….

    • antoniochedice  Il giugno 11, 2013 alle 8:09 am

      Non sono convinto di quanto dici, almeno per quanto riguarda gli illegali che non ricevono prestazioni o alloggi o altre previdenze.
      I senegalesi che fanno la raccolta dei pomodori in terra di lavoro o quelli che vendono le false Vuitton in giro per la penisola, fanno in realtà vivere l’ho terlani napoletano che le fabbrica.
      A meno che non si voglia addebitar loro il costo delle forze dell’ordine che li contrastano.
      Manda le tue cifre o fai un bel pezzo. Interesserà certamente tutti i lettori.

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