Se Tripoli piange, Roma non ha nulla da ridere

Ieri abbiamo lasciato Obama alle prese con il suo dilemma del se attaccare  la Libia o no. Oggi diamo un’occhiata in casa nostra  per scoprire le notizie che la stampa italiana non pubblica, oppure minimizza e mimetizza.

Intanto scopriamo che i trans brasiliani che hanno “fottuto” qualche italiano. erano una misera avanguardia:  il Brasile è diventato la settima potenza industriale soffiando il posto all’Italia. Bei tempi quando eravamo al quinto o sesto posto. Adesso siamo ottavi e tendiamo a scendere.

Per non perdere d’occhio la situazione Mediterranea, candidiamo al premio nobel per la pace il generale Adriano Santini direttore dell’AISE ( il nostro servizio segreto estero) che nella riunione  del 2 febbraio  scorso , riferendo al COPASIR ( comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, presieduto dall’on D’Alema) aveva assicurato che la  Libia  era al sicuro da ogni sommovimento.

Mentre siamo così protetti dalle mene straniere, la Francia si  insinua nella nostra economia  senza incontrare ostacoli:  la GDF Suez è entrata nella ACEA ( ente elettrico di Roma) e nella EDISON,

 Qualche anno fa  La Francia ha comprato dagli Agnelli la GALBANI, la  Rusconi è diventata Hachette. Ha  rilevato Ferrarelle,   ha scalato   la BNL, FINDOMESTIC,  La Cassa di Risparmio di Parma , Friuladria ( banca friulana) e  la GENERALI dove il presidente francese – cessato da poco  per limiti di età  abbondanti –  si è portato appresso anche la  sua agenzia di pubblicità.  Ora c’è una pausa, ma riprenderanno.

 E’ di oggi l’annunzio che ha comprato il marchio BULGARI, sta “chiudendo” con FONSAI( La Fondiaria più la SAI ex Fiat) e sappiamo tutti che a fine anno  Air France si mangerà l’ALITALIA o quel che ne resta dopo l’ennesima ondata di licenziamenti. E’ entrata in Italia anche la CARREFOUR che ha comprato anche la GS che ha cambiato un nome ,ben affermato, italiano,  con l’insegna transalpina.

L’elenco è certamente non esaustivo e di proposito non ho inserito aziende come la Renault Italia – francese dalla nascita – o acquisite da altri come la Sportfive ( gruppo Lagardere, quello che ha comprato Rusconi)) che gestisce un bel numero di attività pubblicitarie di squadre di calcio come la Fiorentina o la Lazio. 

Noi in cambio abbiamo esportato….Claudia Cardinale e Monica Bellucci oltre alla prima ballerina dell’Opera di Parigi che però  in questo periodo è in sabbatico in Italia.

Questo mercato comune sembra sempre più lo slogan ” quello che è tuo è mio e quello che è mio è mio”.

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Commenti

  • dom  Il marzo 8, 2011 alle 3:58 pm

    Non è colpa dei francesi se gli italiani vendono.
    Il problema è chiedersi perché gli italiani vendono.
    E qui si apre un universo di temi e di argomenti.
    Mi sto convincendo del fatto che in Italia sia diventato impossibile fare impresa per le tasse alte, per i servizi che non funzionano, per la burocrazia soffocante, per il crollo delle professionalità seguito al crollo della qualità della scuola ed all’invadenza della politica.
    Per questo chi può, e non ha vogla di fare l’eroe, vende e si gode il malloppo.
    Se ha un’animo più bellicoso, e vuole combattere ancora, delocalizza.
    Nell’un caso e nell’altro chi ci va di mezzo sono i poveracci che non possono né vendere né delocalizzare.

    • antoniochedice  Il marzo 8, 2011 alle 4:08 pm

      Pero’ possono ribellarsi. Lo hanno fatto di recente tunisini, algerini, egiziani (!), omaniti, libici, ivoriani, irakeni di ambo i lati, albanesi, Kosovari, cani, gatti, pappagalli e ….pure le donne !

  • Francesco Finucci  Il marzo 8, 2011 alle 4:26 pm

    Non dimentichiamoci la Germania, che si compra il nostro debito (una delle più potenti armi di pressione di altri paesi), e addirittura la nostra spazzatura! A questo proposito, perché non gli vendiamo la nostra classe politica? Anche quella è spazzatura, quindi…

    • antoniochedice  Il marzo 8, 2011 alle 5:17 pm

      Bada che perche prenda la spazzatura siamo noi a pagare un tanto a tonnellata. E in pi ci ricava energia che rivende !

      • Francesco Finucci  Il marzo 8, 2011 alle 9:01 pm

        Appunto. il mio “addirittura” è proprio perché loro riescono a trarre profitto dalla spazzatura altrui, mentre non con la nostra ci facciamo le speculazioni e mandiamo il paese a puttane (assieme al premier)

      • antoniochedice  Il marzo 8, 2011 alle 9:40 pm

        Stiamo per entrare nel secolo come entrammo nel ‘500. Divisi a far la corte agli stranieri convinti che verranno a cavarci le castagne dal fuoco.

  • Francesco Finucci  Il marzo 8, 2011 alle 11:38 pm

    la situazione è ben più grave temo. In parte la colonizzazione ci ha salvato, anche se a grave prezzo. Già gli austriachi, violenti e repressivi, hanno avuto il merito di portare un minimo di sviluppo. Oggi credo che una colonizzazione, almeno a livello politico sarebbe poco probabile, a meno di una gravissima crisi militare. credo più che altro che rischiamo di scendere in un’apatia che è l’anticamera del crollo di un paese. Il dopo, nessuno sa come sarà (come non si sa se prima non succederà qualcosa capace di salvarci).

  • Andrea  Il marzo 8, 2011 alle 11:41 pm

    Eh si Antonio hai proprio ragione; io non seguo il calcio ma se dovessi sintetizzare direi Italia-Francia 0-6 facondo notare che la partita si giocava in casa per così dire…

  • eva  Il settembre 1, 2013 alle 2:05 pm

    guardi che chi sta in finanza sa bene che i francesi non si sono comprati ‘eccellenza italiana’, ma società così piene di debiti ( alitalia è un esempio da lei citato… risanata a colpi di conti statali,colaninno che se l’ ègià mangiata e ora vorrebbe che CDP lo aiutasse… cassa depositi e prestiti ha detto chiaramente che non è la mamma di aziende decotte ) che c’ è da impallidire

    si informi su cosa sta investendo il fondo strategico italiano, e vedrà che le società che vengono lasciate ‘scalare’ in realtà è già da anni che sono ciofece ( lei cita anche generali e fonsai… quest’ anno vanno ricapitalizzate, e hanno PIU’ perdite che attivi. Non sono mica l’ INA che è sana e che infatti ci teniamo! )

    • antoniochedice  Il settembre 1, 2013 alle 2:23 pm

      Si guadagna a volte più a uccidere un concorrente che a gestirlo dopo averlo comprato.

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