ARABIA SAUDITA: Il Re vara un programma di assistenza da 37 miliardi di dollari a imitazione dello Sceicco del Kowait, Ma Reuter apre la caccia al principe.

 Con  tempismo  peloso, la Reuter pubblica oggi un estratto di Wikileaks risalente al 1996 in cui fa i conti intasca alla famiglia reale saudita. I conti li ha già fatti il Re che ha stanziato 37 miliardi di dollari per sovvenire ai bisogni dei suoi cittadini meno ricchi  a imitazione dello Sceicco del Kowait( vedi blog scorse settimane).

Addebitando i commenti a un diplomatico americano del 1996, Reuter dichiara che il diplomatico scrive,  che il mettere un freno alle spese della famiglia reale è la prima priorità dell’Arabia Saudita.

Il testo prosegue ancora elencando gli stipendi dei principi e familiari che vanno dai 27.000 dollari al mese di un giovane principe nipote  ai 250/300mila dell’ultimo principe figlio di Abd el Aziz , il fondatore della dinastia. Roba da Veronica Berlusconi !

Il giornalista Simon Robinson , autore del testo,  prosegue facendo l’elenco degli stipendi minori per poi passare alle fonti di reddito indipendenti dalla casa reale e dal  commercio, elencando tre fonti di reddito indirette ( i benefici di medioevale memoria):

  • Ottenere finanziamenti off budget da capitoli di spesa  gestiti da un “senior prince” ossia un principe non facente parte dei Saudi seven ( i sette figli diretti della moglie preferita del re) che governano il regno, ma nemmeno figli di un capriccio notturno. Hanno incarichi e li gestiscono tessendo amicizie in famiglia.
  • Prendendo soldi a prestito dalle banche e poi non restituendoli
  • Ottenendo denari da lavoratori espatriati che mensilmente offrono al loro protettore un tangibile riconoscimento

L’agenzia riconosce che l’attuale re Abd Allah negli ultimi sei anni ha messo un freno alle spese più pazze ( Reuter non dice che è proprio lui l’ultimo figlio del fondatore, che ora è  diventato re. Evidentemente il giornalista è digiuno di case arabe) e dice solo nell’incipit dell’articolo che il re ha stanziato 37 miliardi di dollari per assistenza ai sudditi più bisognosi.

Come esempi negativi il giornalista cita la moglie del ministro dell’interno Naif ( che ha ospitato Ben Ali reduce dalla Tunisia) e il principe Sultan Principe ereditario  ed ex ministro della Difesa, ex capo dell’intelligence ed ambasciatore a Washington, considerato lo scopritore dei talenti terroristici di Ben Laden

Si tratta di un brutto segnale comunque lo si valuti.

Se è una iniziativa indipendente, significa che la stampa adesso creerà la caccia allo scoop come  in America all’indomani della caduta di Nixon. Come è noto l’elezione di Carter fu la logica conseguenza del furore puritano della stampa americana. E’ a questa idiozia che dobbiamo il regime degli Ayatollah in Iran e conseguentemente la creazione di  Hezbollah in Libano e Hamas nella striscia di Gaza.

Se l’iniziativa non è indipendente, allora sono davvero guai. Nel mondo occidentale le tesi complottiste ne verranno corroborate e nel mondo arabo, inizieranno a cadere le teste dei “principi ereditari” come li chiamò Ben Laden.

La prima conseguenza è che  il TADAWUL  ( all share index) dell’Arabia Saudita,  dall’inizio dellunrest in Tunisia è calato del 18%, il 6,8% solo oggi.

La Banca Nomura ha scritto ” as for the former soviet empire, transition could be uneven and protracted” e che , benché non ci siano state interruzioni nella fornitura di Petrolio o gas naturale, il pericolo, perdurando questo unrest, non si può escludere a priori.

Come dire: se non si ferma il domino, preparatevi alla guerra o alla fame. O a entrambe.

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