A Bocce ferme: Dal Vostro inviato speciale sul luogo dei disordini.

Per caso mi sono trovato ad attraversare  la zona dei disordini in lungo e in largo, ho varcato la soglia di un ministero teoricamente barricato, ma accessibile e non disturbato e ho incrociato due dei giovinastri reduci dal lancio delle bombe carta che scappavano confondendosi tra gli studenti . 

"L'ordine pubblico non si impara sui libri" (dichiarazione autentica di un tassista romano)

 Per chi conosce Roma, ho imboccato Corso Rinascimento fino al Senato dove c’era una barricata di mezzi Blindati che ostruiva il passaggio.

Ho deviato verso piazza Navona mantenendo la direzione  verso Corso Vittorio. E’ stato allora che ho sentito la prima esplosione seguita da altre due a intervallo di miccia.  Dal rumore – sono napoletano – ritengo si trattasse di botti di capodanno da 3/4 Kg l’uno. Si chiamano “Saddam”.

 A conferma, dall’ultimo  vicolo che unisce Corso Rinascimento a Piazza Navona, sono sbucati due  piccoli, bassi, bruni sui trenta anni ( uno coi baffi alla  Amedeo  Nazzari). Non erano studenti correvano di conserva.  Si sono lanciati, separandosi, nel mucchio degli studenti.Era evidente che i botti li avevano fatti loro. Nessuno li ha inseguiti e si sono dileguati ignorandosi.

Ho proseguito senza intralci fino a Corso V. Emanuele.  immerso nei gruppetti degli studenti che manifestavano. Li ho guardati con curiosità.

  I maschi , avevano l’allegria di chi, evitata la scuola, si prepara a una bella pomiciata con la ragazza che ha al fianco dopo aver espletata la noiosa incombenza di far contento il compagno di classe con la foia della rivoluzione. Le ragazze  – tranne tre quattro suffragette col megafono e senza ragazzo –  avevano l’aria spensierata ed eccitata  all’idea di “partecipare”.

I piercing erano più numerosi di quel che pensavo. I vestiti da bancarella, ma nelle ragazze uno sforzo di ” mettersi su” si notava. Tutti con  lo sguardo innocente e niente affatto ” avvelenato”. Io avevo un Giaccone di Loro Piana, al polso un orologio di marca un pò vistoso. Grazie alla pancia che non vuole ritrarsi, ero il ritratto del borghese ripugnante che da giovane abborrivo. Nessuno mi ha importunato, nè guardato.  Ogni volta che ho chiesto di passare da una fila ad un’altra, mi hanno fatto educatamente posto e hanno anche abbassato la voce nello scandire i loro slogan per non urlarmi nelle orecchie.

Si è trattato perloppiù di studenti ginnasiali, più educati e peggio vestiti di come li avevo immaginati fino a quel momento.  Nessuna traccia di giovani universitari.

Sbucando su largo Argentina,  le suffraggette col megafono cercarono di convogliare i “compagni” verso piazza del popolo spingendoli verso Via di Torre Argentina.  Li ho seguiti cercando un taxi che mi portasse nella zona nord della città. Abbiamo fatto la strada assieme quasi  fino a Piazza del Popolo. A largo Goldoni, ho piegato verso il tevere  e sono arrivato a Piazza Cola di Rienzo dove ho preso un taxi. L’autista mi dice ” dottore è una vergogna”. ” Sono un ex sottufficiale di polizia e me ne intendo.  Ai miei tempi non si attaccavano i manifestanti di fronte, ma di fianco. Li aggiravamo. Era il reparto Celere. Quando battevamo i manganelli ( una palla di piombo , l’anima di sabbia e coperto il tutto di gomma”) terrorizzavamo tutti col rumore e se colpivamo, era una frattura sicura.” Quattro anni fa a una partita Lazio -Livorno mi sono permesso di criticare ad alta voce ( ero in congedo da anni) il funzionario che aveva dato ordine di caricare i livornesi attaccando dal basso.  Anche i più stupidi sanno che è meglio attaccare dall’alto delle gradinate di uno stadio. Il funzionario mi ha preso per un braccio e mi ha dichiarato in stato di fermo. Me la sono scampata scusandomi con l’arrogante.

” Che vuole dottò”, sospira,” l’ordine pubblico non si impara sui libri. ”

Ho taciuto, poi vedendo la nuvola di fumo che usciva da piazza del popolo ho sospirato ” ecco un’altro che non sa che, se deve usare un pulmino come barricata, è meglio che svuoti il serbatoio del carburante.”

All’arrivo,  accesa la TV ho visto una serie di reporter col microfono eccitati all’idea di fare la” telecronaca degli scontri” e vedendo poi  la cronologia del voto al Senato, ho avuto la sensazione che le bombe fossero state  ” sincronizzate”.

Gurdando la TV ho poi notato poliziotti che caracollavano in ordine sparso, con pancie più vistose della mia, attaccando i manifestanti di fronte.

Conclusione: 

 la polizia è mal guidata sul terreno. Residuo del criterio di prevalenza della polizia sui CC. i funzionari comandano  anche ai CC e vanno – evidentemente – in panico se ci sono esplosioni. Un militare abituato alle esplosioni delle manovre, non si spaventa. Un funzionario che ha vinto un concorso al palazzo degli esami,  si. Forse le regole di controllo della piazza vanno riesaminate.

Più che nemici di Berlusconi, i ragazzi mi sono parsi nemici dell’acqua. I mascalzoni che hanno buttato la cosa in vacca erano pochi e  napoletani . Non ho visto ne sentito “i padovani” che qualcuno invece  ha visto senza muoversi dalla sala stampa.

Se ad ogni barricata delle forze dell’ordine ci fosse stato un idrante, magari ad acqua colorata, la situazione sarebbe stata differente.

E’ evidente che , superata la prova, un governo debole abbia tutto l’interesse a esagerare il pericolo corso, una opposizione imbelle a gridare alla persecuzione  e una stampa  come la nostra a schierarsi a priori.

Resta intatto il problema: questa è la seconda generazione che va a finire maluccio. Manca la volontà che leggo negli occhi dei maghrebini e dei senegalesi che  dragano le strade  in cerca di pochi centesimi. Chi li nutre con slogan del tipo ” vogliamo quel che hanno avuto i nostri genitori”  sta commettendo un errore irreparabile e lo fa per grattare un paio di inutili deputati.

chi aizza i giovani sprando un in paio di deputati in più, è come Tognazzi che voleva diventare gerarca alla vigilia del crollo. Nella foto un poster de "IL FEDERALE"

Mi ricorda Tognazzi nel film “IL FEDERALE” ottenne la sospirata promozione a gerarca la mattina in cui gli americani entrarono a Roma.

Annunci
Posta un commento o usa questo indirizzo per il trackback.

Commenti

  • Gianni Ceccarelli  Il dicembre 20, 2010 alle 8:36 pm

    Mi pare che il punto più pratico sia quello degli idranti con acqua all’anilina; rende visibili i facinorosi, non ammazza nessuno, ottiene risultati. Perché non si usano più ? GiC

  • Roberto  Il dicembre 21, 2010 alle 12:20 pm

    La soluzione sono dei calci nel culo in famiglia…ah già. Manca la famiglia…

  • Ettore  Il dicembre 23, 2010 alle 4:26 pm

    Gli idranti antisommossa non sono parte dell’equipaggiamento delle forze dell’ordine italiane, le quali sono chiamate a fronteggiare spranghe, pale e bombe carta con scudi e manganelli.

    Dotarne immediatamente le forze dell’ordine potrebbe essere una risposta concreta a chi si diverte a far danni ed a chi ama declamare strampalate interrogazioni parlamentari.

    Per quanto riguarda la piacevole passeggiata in centro dell’autore, c’è da notare che il centro di Roma è molto vasto e che le manifestazioni sono durate ore. L’autore è passato dove non succedeva nulla in momenti in cui non succedeva nulla. Perciò non ha visto nulla di rilevante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: