Archivi Categorie: antiterrorismo

UNA CRISI INTERNAZIONALE SI GESTISCE ANZITUTTO CON UNA LOBBY POTENTE . IL CASO AIPAC IN USA. di Antonio de Martini

AIPAC è un acronimo che sta per American Isarael Pubblic Affairs Committee ed è la più potente tra le lobbies filo israeliane che operano negli Stati Uniti per convincere il governo del ben fondato delle esigenze israeliane , specie se questo ben fondato non esiste.

Pubblico in allegato ( lo otterrete clikkando questa riga a colori 20112_09_27 THE DAY AFTER RESPONDING TO AN ISRAELI STRIKE ON IRAN) un interessante documento , ovviamente in lingua inglese, pubblicato dal ” The Washington Institute for Near East” che è il braccio armato dell’AIPAC.

Per chi in Italia ambisce a fare politica al modo dei THINK TANK, sarà bene leggerlo tutto. Per gli altri sarà un wikileaks all’amatriciana per il quale sottolineerò alcuni punti per i deputati che non parlano l’inglese e che temo siano legione.

Il documento inizia e finisce con tre righe che illustrano l’obiettivo del “paper” , trova il modo di fare la spia indicando il nemico della idea ( in questo caso il capo degli Stati Maggiori Riuniti generale Martin Dempsey che ha osato in pubblico definire la collaborazione israelo americana in questo attacco preventivo come ” complicità” .

Per il resto esamina come in un caso di specie le mosse che il governo USA dovrebbe compiere per appoggiare lo “strike” ( bombardamento ) prima e dopo l’evento.

Mi limito a segnalare i capoversi

1) Prevenire una escalation

2) Lanciare segnali ( sottinteso minacciosi)

3) assicurare il supporto internazionale

La parte di segnalare all’Iran è particolarmente analitica:

  • riprendere la campagna contro l’Iran per accusarlo di aver pensato di assassinare l’ambasciatore Saudita presso l’ONU.
  • aumentare la sorveglianza sugli agenti conosciuti del nemico. fino alla molestia per impedirne l’attività ( di propaganda ndt) e dichiarali persone non grate.
  • Mantenere da prima del colpo una forte presenza aeronavale nel golfo a scopo di intralcio e intimidaione qualora l’Iran mettesse in atto la minaccia di provare a interrompere il flusso del petrolio
  • In caso di necessità, mettere a disposizione le proprie riserve strategiche di petrolio, per calmierare una eventuale salita del prezzo del greggio.
  • Consiglio di leggere, anche tra le righe con speciale riferimento al fatto che l’estensore del documento riconosce che l’operazione potrebbe non essere nell’interesse americano e che l’obbiettivo potrebbe essere raggiunto anche per via diplomatica.

Se clikkate sul link vedrete che il Board è composto da Tipi come Pearle, Luttwark e l’intero staff dei neocon che quando era al governo ha dato fuoco alle polveri e adesso spinge da sotto.

Buona lettura .

PER FARSI TOGLIERE DALL’ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE, BASTA FARE QUALCHE OMICIDIO SU COMMISSIONE IN IRAN PER CONTO DELLO ZIO SAM E DEL CUGINO BENIAMINO. di Antonio de Martini

L’organizzazione MEK, (Mujahiddin E-Khalk) una organizzazione di, un tempo giovani, comunisti iraniani guidata da Massoud Rajavi e dalla moglie Maryam, è stata tolta – dal governo USA – dall’elenco delle organizzazioni terroristiche e ammessa nell’olimpo democratico con una conferenza stampa cui è stata conferita una certa solennità.
Si tratta di una ex organizzazione giovanile semi autonoma del partito comunista iraniano, il Tudeh, assieme al quale collaborò alla lotta per il rovesciamento dello Scià Reza , in cui il vincitore fu l’Ayatollah Khomeini.

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LA PRIMAVERA ARABA IN ARABIA SAUDITA NON SBOCCERÀ IN QUESTO SECOLO, A MENO CHE…….. di Antonio de Martini

L’altra domenica, il regno dell’Arabia Saudita ha festeggiato i suoi ottanta anni, felicemente regnante il sovrano Abdallah, di anni ottantanove.
Tutto sta in questi due numeri: un paese giovane e ricco guidato con mano di ferro da una congrega di geronti.
Tradizionalmente in tutte le feste, si usava celebrare alla maniera beduina, con la danza delle sciabole, ma l’usanza è stata proibita specie nelle sedi diplomatiche, nel timore di veder
“decollato “qualche ambasciatore, da un seguace di Ben Laden o uno sciita invelenito.

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LA GRANDE STRATEGIA DELL’IMPERO AMERICANO ( seconda parte). di Antonio de Martini

La puntata precedente la trovate nel post che precede

IL TERZO VASO DI PANDORA.

Il terzo screzio tra alleati ( USA e Arabia Saudita) si è avuto con la crisi siriana in cui mentre L’Arabia Saudita e il Katar forzano i tempi e continuano a investire ingenti somme di denaro per reclutare Jihadisti, ex teste di cuoio occidentali, armi, gli Stati Uniti stanno rallentando le operazioni, mano a mano che aumenta la consapevolezza della contiguità osmotica tra salafisti e affiliati di al Kaida, che non può più essere celata alle opinioni pubbliche occidentali che – specie dopo gli eventi di Bengazi – iniziano a chiedersi quali siano le reali capacità di controllo che l’Intelligence americana ha sugli eventi.

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LA GRANDE STRATEGIA DELL’IMPERO AMERICANO OVVERO,” L’ALLEANZA MOTRICE” CONTRO ” IL MOVIMENTO ARABO DI RISVEGLIO” di Antonio de Martini

IL PRIMO VASO DI PANDORA.

Per dare un senso a quel che vediamo accadere attorno al nostro mondo mediterraneo, credo valga la pena mettere ordine mentale, ricordando che tutto iniziò in Irak, quando gli USA vittoriosi optarono , in base al principio democratico, in favore di un governo maggioritario sciita, contro la dirigenza sunnita che governava il paese da sempre ad onta dell’essere minoranza.
Dopo nove anni di frustrazioni continue, gli USA furono cortesemente ” messi alla porta” rendendosi poi conto di aver allargato sostanzialmente la sfera di influenza dell’Iran sciita.

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EGITTO: NOMINATO IL NUOVO CAPO DELL’INTELLIGENCE

Il Presidente egiziano Morsi, mostra un livello di intelligenza politica inusuale a quelle latitudini.
Già aveva dato segno di abilità e conoscenza degli usi militari nella nomina del Capo di SM delle forze Armate, scegliendo l’ufficiale meno anziano del Comitato Militare, quindi pensionando automaticamente l’intero Comitato che fino a qualche settimana prima dominava l’Egitto. Continua a leggere

OBAMA PUNISCE ISRAELE. ” SHARON HA ORDINATO E VOLUTO LA STRAGE DI SABRA E CHATILA, INGANNANDO GLI U.S.A.” SE NETANYAU NON LASCIA, OBAMA POTREBBE RINCARARE LA DOSE CON UN’ALTRA ACCUSA TERRIBILE: L’USO DEI GAS. di Antonio de Martini

Come era facile prevedersi, dopo la storia del filmetto messo in onda da” qualche amico di Netanyahu”, giunge puntuale la prima risposta, misurata, di Obama ed esce sull’organo più favorevole a Israele, il NEW YORK TIMES.

Il solito provvidenziale “ricercatore ” della Columbia University e la solita procedura di declassificazione del documenti segreti del Dipartimento di Stato USA ci dicono quel che si sapeva, da fonte Palestinese ma senza prove:

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UN ANEDDOTO MESOPOTAMICO E UN LIBRO CINESE CI SPIEGANO COSA STA SUCCEDENDO E A COSA SERVONO LE SOMMOSSE ISLAMICHE DI QUESTI GIORNI di Antonio de Martini

Un somaro e un leone si trovarono in Mesopotamia a dover attraversare i due fiumi.
Il Leone propose di attraversare il Tigri sulla groppa del somaro, promettendogli la reciprocità al passaggio dell’Eufrate.
Il somaro fece buon viso alla non respingibile, autorevole, proposta.
Per aggrapparsi, il Leone, con gli artigli aguzzi, ferì dolorosamente il somaro che riuscì comunque a guadare il fiume.

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L’IRAN REAGISCE NERVOSAMENTE ALLA VISITA DEL PAPA. di Antonio de Martini

Durante la visita papale in Libano il cui successo mi pare evidente, con una prontezza che ha rivelato l’irritazione per il colpo andato a segno, l’Iran – per bocca del comandante dei guardiani della Rivoluzione – il generale Alì Jabari ha fatto una rivelazione non necessaria e una considerazione strategica errata.

La rivelazione non necessaria consiste nella dichiarazione che esistono ” in Libano e in Siria” guardiani della rivoluzione disarmati che danno consigli sulla base dell’esperienze fatte in passato.
Ovviamente la dichiarazione fa a pugni con la smentita fatta un mese fa , quando un Pullman di
“pellegrini diretti alla Mecca” era stato fermato in Siria dai ribelli.

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NON È STATA AL KAIDA, È STATA L’AMERICA A SUICIDARE LA PRIMAVERA ARABA. di Antonio de Martini

Buongiorno,
sono un lettore che stima la sua capacità di analisi, di collegamento con fonti di qualità, la passione con la quale scrive. Per questo desidero sottoporle la domanda seguente.
Tratto da un articolo pubblicato su The Independent
(http://www.independent.co.uk/news/world/politics/revealed-inside-story-of-us-envoys-assassination-8135797.html)
“… the US State Department had credible information 48 hours before mobs charged the consulate in Benghazi …”
A lei sembra verosimile? Se sì, a che gioco si sta giocando?
Luca Tribertico
Il signor Luca.gmail.com , che mi ha evidentemente scambiato per l’oracolo di Delfi, vuol sapere da me quale sia la verità su un tema di bruciante attualità, lascia intendere che intuisce la risposta e salta alla domanda successiva: ” a che gioco si sta giocando?” Ottima e opportuna la forma impersonale in quanto i giochi sono molteplici.

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