GEOPOLITICA DEL PALLONE: GLI INGLESI INSISTONO PER SPACCARE LA F.I.F.A.  LA DANIMARCA È D’ACCORDO, PLATINI RESISTE.

l’iniziativa è stata presa dal sottosegretario britannico allo Sport John Whittingdale che nel Question Time  in Parlamento ha risposto a una domanda – probabilmente sollecitata- dicendo che l’idea di organizzare una coppa del mondo totalmente indipendente da quella organizzata ogni quattro anni sotto l’egida della FIFA. sarebbe attivabile se sostenuta dalle organizzazioni forti del calcio europeo. Il rappresentante danese Allan  ha approvato rumorosamente, ma la UEFA ha annacquato tanto entusiasmo.

La dichiarazione inglese ha un sapore politico e polemico e non poggia evidentemente su basi etiche o improvvisate, dato che l’Economist un mesetto fa aveva pubblicato un ampio servizio dal titolo ” perché 50 squadre inglesi sono le padrone del football mondiale” e perché nel suo appello agli Europei sono compresi unicamente paesi NATO.

Del Brasile, Argentina, Uruguay, Nigeria o Costa d’Avorio, nazioni forti nel calcio,   non una parola.  Michel Platini è più cauto sulla scissione. Evidentemente nutre speranze ulteriori anche  dopo aver visto affondare la  frettolosa candidatura di un principotto arabo  di nessuna caratura.

I tentativi di sabotare gli sforzi russi di entrare nel mondo dello sport mondiale, non sono mancati, ma non sono mai stati tanto sfacciati: iniziò con  il sabotaggio gli atletici mondiali  di Mosca ( gli italiani ne approfittarono per creare a Roma il  Golden Gala – da allora diventato un appuntamento fisso di atletica e permettere ai campioni che di erano  ormai allenati di confrontarsi ugualmente).

Poi i sabotaggi proseguirono col sabotaggio dei giochi olimpici di Mosca  ( per l’Afganistan… 1988) prima e delle Olimpiadi invernali di Sochi poi.

Adesso finiti i pretesti dei diritti umani, siamo passati ai inchieste di tipo etico e con la proposta di sabotare la FIFA rea di non aver accettato di cancellare il Mundial di Mosca del 2018.

L’assurda assegnazione del Mundial del 2022 al Katar – non sono un esperto di calcio, ma credo non sia normale designare i siti a due alla volta –  probabilmente aveva la funzione di identificare la filiera finanziaria utilizzata dai funzionari corrotti e poi indagare a colpo sicuro su uomini e passaggi di denaro.

Intendiamoci sono certo che tutte queste manifestazioni sportive internazionali ( dal football alla Formula uno, ai giochi olimpici, ai mondiali di nuoto, di scherma, per passare alle varie EXPO ecc)  siano dopate con donazioni, scambi e corruttele varie, proporzionali agli investimenti immobiliari e finanziari che vengono impegnati, ma qui siamo di fronte a una trappola politica e strategica organizzata a tavolino da un servizio di intelligence.

I dubbi sulle Olimpiadi e la candidatura italiana dei soliti compari ebbi modo di esprimerli sia quando Monti rifiutò di candidare l’Italia, sia quando Carraro ( sindaco di Roma durante l’era Sbardella è già coinvolto in magheggi finiti sotto la lente dei magistrati) , Montezemolo ( il candidato a sindaco di Roma presentato dal DC Sbardella nel ’93) e Pescante ( sottosegretario di Berlusconi per lo Sport).

Le inchieste dei magistrati su tutte le iniziative di questi signori, Montezemolo a parte,  riempirebbero un elenco telefonico. I mondiali di nuoto sono l’ultimo exploit.

Sempre su questo blog ho spiegato che l’unico settore più corrotto della politica è quello del calcio.

Non mi meraviglio della corruzione. Mi limito a notare la forza di ricatto del “partito internazionale della legalità” che consente di rubare pur sapendo tutto e potendolo documentare. La denunzia scatta quando si disobbedisce al Grande Fratello.  Spero che Matteo Renzi tanto lesto a sfilarsi dalle situazioni che puzzano, ne approfitti per rifiutare di appoggiare la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Sappiamo tutti come finirebbe.

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Commenti

  • abrahammoriah  On giugno 3, 2015 at 7:45 am

    3 giugno 2015

    Bizzarra ma sommamente istruttiva storia geopolitica. Succede che americani vanno in Svizzera e arrestano persone per vicende di corruzione di uno sport che negli stati uniti non viene, sostanzialmente, praticato e per reati che non sono avvenuti in territorio statunitense. IL tutto ricorda L’ ‘hague invasion act’ ma, almeno dal punto di vista giuridico, in versione ancora più espansiva ( o, con un termine scientificamente discutibile ma euristicamente efficace, imperialista come si sarebbe detto un tempo). Intanto, tutto prosegue, come al solito, come se niente fosse successo e si continua a blaterare di democrazia, libertà e dei più fantastici e fantasmagorici diritti per le più fantastiche e fantasmagoriche categorie. IL mondo è bello anche perché si può sempre vivere di illusioni e autoinganni, prima fra tutti quella che ci fa sperare che il conto non arriverà mai … Massimo Morigi

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