RASSEGNA STAMPA INTERNZAZIONALE DEL 10 MAGGIO 2015  a cura di Gianni Ceccarelli

NOTIZIE DAL MONDO, 4-10 MAGGIO 2015

 

In questa settimana settanta anni fa finiva la II guerra mondiale, almeno in Europa. Mi pare interessante iniziare questa breve rassegna riportando di conseguenza una piccola notizia connessa, dopo tanti anni, a quei tragici momenti. In questi giorni a Velletri – la cittadina dei Colli Albani- in zona piazza Garibaldiall’incrocio con via dei Cappuccini, sono stati sottratti allo strato di terra che li ha celati per 70 anni i resti di un soldato tedesco che era stato seppellito in quel punto da altri soldati, statunitensi, due genieri e un fante. Lo sconfitto aveva ricevuto, dopo la sua morte, un gesto di umanità da chi lo stava ricacciando indietro o lo cacciava per ucciderlo. Anche se quel tratto di strada, in quel momento storico era troppo importante perché quel soldato marcisse sulla carreggiata (l’Appia era un transito continuo di gente in fuga e soldati anch’essi in fuga), il fatto che così si decise per una degna sepoltura resta un segno di umanità. Il ritrovamento si deve, con la collaborazione di archeologi e altri cittadini, a un ex pilota militare che abita da sempre proprio sul punto in questione e che nei suoi ricordi di bambino aveva impressi chiaramente quei momenti.

http://www.lanotiziaoggi.it/ visitato 8 maggio

 

In questa settimana il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che lascia liberi i singoli Stati membri di decidere circa la coltivazione o il bando dei cosiddetti OGM (organismigeneticamente modificati).

Il nuovo regolamento diventa effettivo dalla prossima primavera e permette la costituzione, nell’ambito dei singoli Stati, di zone di protezione tali che gli OGM non possano oltrepassare i confini degli Stati in cui essi siano proibiti.

In base ai nuovi regolamenti, i singoli Stati possono restringere o proibire nel loro territorio la coltivazione di specifici OGM anche se essi siano approvati dalla Autorità Europea a ciò deputata (la European Food Safety Authority).

Sono nove i Paesi europei che si oppongono alla coltivazione di OGM (Austria, Bulgaria, Francia, Germania, GreciaUngheria, Italia, Lussemburgo e Polonia) mentre i Governi del Regno Unito e dell’Olanda sono OGM favorevoli.

La notizia viene dall’Ungheria, che sta promuovendo un accordo tra i membri della UE al fine di rifiutare l’uso di OGM in tutto il territorio dell’Unione.

www.thedaily.hu/ vis 7 mag. 15

 

Il periodo di deflazione dovrebbe terminare in Polonia entro gennaio 2016, secondo la previsione del Governatore della Banca centrale di quel Paese, Marek Belka che si è detto ottimista sulle condizioni dell’economia del suo paese: “La nostra economia sta ricuperando posizioni –ha affermato- e sta accelerando significativamente verso una situazione moderatamente tranquilla”.

http://www.thenews.pl/ vis 7 mag. 15

 

Una notiziola divertente: in un pub di Bucarest, suonando alcuni motivi al pianoforte lo strumento “produce” determinati drinks. Il pianococktail -inventato da due ragazze romene di 27 anni,Antonia Dumitrescu e Raluca Macalet– è capace di emettere cinque tipi diversi di cocktails, quali –ad esempio-  il BloodyMary, il Manhattan e il Planter’s Punch (un long drink fatto di solito con ghiaccio, arancio, succo di limone, rum scuro e granatina; l’origine è lontana nel tempo –se ne parla già nella seconda metà del XVII secolo ed è ovviamente giamaicana). Ogni “brano musicale” produce un cocktail diverso e gli ingredienti vengono mescolati mentre suona un’altra pianista, Sandra Popescudi 26 anni, 

http://www.romaniantimes.at/

 

Si assiste negli ultimi tempi a un certo dinamismo dei rapporti tra gli Stati Scandinavi e Baltici, da un lato, e la Russia. Dieci nazioni appartenenti alla NATO e la Svezia hanno lanciato delle manovre programmate nel Mar del Nord, a partire dai primi giorni di maggio. Lo scopo è quello di migliorare le loro potenzialità antisommergibili. Contemporaneamente la Finlandia, che non è un membro NATO, ha cominciato a inviare lettere a circa 900 mila riservisti informandoli dei loro possibili ed eventuali ruoli in una ipotetica situazione di crisi. Sempre allo stesso momento, il ministro degli esteri svedese ha formalmente protestato verso i Russi, dichiarando che navi russe hanno disturbato i lavori di posa di cavi nelle acque tra la Svezia e la Lituania, asserendo che si tratta dell’ultima di una serie di azioni non amichevoli. Infine, in questi giorni, i ministri degli esteri svedese e lituano hanno incontrato a Chisinau (la città più popolosa della Moldavia) alcuni leaders moldavi filo occidentali. Tutto ciò sembra confermare che gli Stati Baltici e Scandinavi stanno lavorando per incrementare misure comuni in relazione alla supposta attività militare russa nella regione. 

Stratfor, visitato il 5 maggio

 

Il Turkmenistan possiede grandi riserve di gas (si situa al quarto posto mondiale da questo punto di vista), il che dovrebbe far tutti felici in quel Paese. Ma per quel lontano Paese centroasiatico trasformare in realtà operativa questa situazione si dimostra da tempo estremamente difficile. La scorsa settimana MarosSafcovic, vice presidente della commissione europea per l’energia,in una sua visita a Ashgabat (la capitale del Turkmenistan) si è espresso positivamente anche se in maniera piuttosto vaga circa il progetto da oltre 5 miliardi di dollari di un gasdotto attraverso il Caspio che dovrebbe pompare qualcosa come 30 miliardi di metri cubi di gas prodotto nel Paese verso i mercati europei. Il progetto dovrebbe essere operativo per il 2019. Ma c’è anche un altro progetto – di cui sempre Safcovic ha parlato- che intriga gli analisti: un gasdotto attraverso l’Iran. Attualmente la Cina importa qualcosa come 35 miliardi di mc (bcm) all’anno dal Turkmenistan e il Paese vende altri 4 bcm alla Russia e circa 10 bcm all’Iran, ma nella attuale situazione c’è sempre una minaccia di riduzione di tali acquisti. Mentre Safcovic parlava del gasdotto transcaspico, il presidente afgano Ashraf Ghani metteva sul tavolo un altro progetto vitale per le ambizioni del Turkmenistan: il TAPI o gasdotto che dovrebbe connettere TurkmenistanAfghanistanPakistan e India, progetto che risale a quasi venticinque anni fa,  il cui costo dovrebbe ora aggirarsi sui 10 miliardi di dollari, ma che si è arrestato sia per la situazione in Afghanistan sia per mancanza di fondiGhani lo ha in un certo qual modo risuscitato, addirittura parlando del 2020 come possibile data di operatività. Tutto questo ha aumentato l’ottimismo a Ashgabat. Ma va considerato che la Russia e l’Iran sono due Stati che danno sul Mar Caspio e hanno detto molto chiaramente che bisognerà dettagliare al massimo i loro diritti sul fondo di quel “mare” che alcuni considerano un “lago”. Si tratta di un problema che oscura l’ottimismo turkmeno.

http://www.eurasianet.org/ 7 mag. 15 

 

Un’altra piccola notizia: il Takasakiyama Nature Zoo nella provincia di Oita in Giappone sta ripensando al nome assegnato dopo un referendum tra il pubblico a una scimmietta nata al suo interno: il referendum era stato a favore di Charlotte. In seguito però alla decisione di dare lo stesso nome alla piccola principessa inglese, nata negli stessi giorni, la direzione dello zoo è stata subissata di proteste. 

http://www.japantoday.com/ 7 mag

 

I ministro delle finanze giapponese Taro Aso durante un incontro dell’Asian Development Bank (ADB) si è detto favorevole ad aumentare gli investimenti in infrastrutture nel continente asiatico, ma senza specificarne l’entità. Tale decisione potrebbe contrastare l’analoga decisione della Cina che anch’essa vuole intervenire nel settore. Aso intende promuovere una nuova cooperazione finanziaria tra la ADB e la Japan International CooperationAgency allo scopo di favorire uno sviluppo di alto profilo della regione. La ADB aveva tenuto il suo incontro annuale a Baku, in Azerbaijan. 

Un altro problema interessante è come la ADB coopererà con la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) a guida cinese. La Cina ha reso noto che finora 57 Nazioni hanno firmato come membri fondatori della AIIB, ma gli USA hanno deciso di restarne fuori, mantenendo la oro posizione preminente nella Banca Mondiale. Anche il Giappone, con un ruolo importantissimo nella ADB, non ha aderito alla AIIB, giustificando questa decisione col fatto che alcune procedure in quest’ultima appaiono poco “trasparenti”

http://www.japantoday.com/ 5 mag

 

Aceh è un “territorio speciale” dell’Indonesia, situato sull’estremità settentrionale dell’isola di Sumatra, con oltre 4.700.000 abitanti ed è la sola provincia indonesiana (il Paese ha la più vasta popolazione musulmana al mondo) in cui è consentito seguirerigidamente e implementare la legge islamica; di conseguenza nella provincia l’omosessualità, il gioco e l’assunzione di alcool sono già puniti con la bastonatura. La situazione legale deriva da una speciale forma di autonomia ottenuta dalle autorità centrali di Jakarta nel 2001, in seguito a una lunghissima vertenza in favore di un separatismo ancor maggiore. Le ultime novità al riguardo, secondo però quanto viene riferito da una fonte britannica, riguarderebbero la proibizione di corse in moto; mentre già in atto è la norma secondo cui le donne non possono stare a cavalcioni di una moto guidata da maschi, ma debbano in tal caso sedersi in un sidecar. Altre norme approvate di recente nella regione riguardano la proibizione di performances musicali dal vivo e la separazione dei sessi nelle scuole.

http://www.telegraph.co.uk/ 4 mag

 

Annunci
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

Commenti

  • Francesco  On maggio 9, 2015 at 5:36 pm

    in virtù dell’accenno che Lei ha fatto nel video con Germinara al silenzio internazionale sulle minoranze cristiane coinvolte nel cd. “conflitto di civiltà” , mi permetto di segnalare, anche se in ritardo, l’episodio della monaca cattolica Diana Momeka che avrebbe dovuto relazionare a Washington sulla persecuzione dei cristiani in Iraq ma si è vista rifiutare l’entrata negli USA dal dipartimento di stato, a differenza di rappresentanti yezidi e islamici
    http://www.nationalreview.com/article/417679/malice-toward-nun-nina-shea

    • antoniochedice  On maggio 9, 2015 at 6:30 pm

      La questione non è geopolitica, probabilmente è politica….e si chiama Germinario, non Germinara.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: