A CAPODANNO IN AFGANISTAN FINISCE L’AVVENTURA . SENZA RISULTATI E SENZA GLORIA. di Antonio de Martini

Dopo tredici anni di scontri e bombardamenti, 3.400 soldati NATO morti e oltre un miliardo di dollari spesi in loco, finisce ufficialmente l’avventura afgana.
Sul posto resteranno 12.500 militari – in maggioranza americani – con compiti di formazione e addestramento dei militari e poliziotti afgani.
Si tratta di un’altra forza armata alleata degli USA e concepita priva dell’ appoggio aereo che finora è stato il fattore deterrente a favore degli occidentali e dei loro alleati.
La situazione sicuritaria è lungi dall’essersi ridimensionata, visto che nel 2014 si è avuto un incremento di ” incidenti sicuritari” del 10,3% rispetto al 2013.

Il nuovo Presidente, il primo avvicendato pacificamente nella storia afgana, Ashraf Ghani, ( Ashraf = tigre) consapevole della posizione delicata del suo paese ha iniziato a contattare – con visite ufficiali – i veri protagonisti del conflitto: la Cina ( sponsor del nucleare pakistano) , il Pakistan sponsor dei Talibani e ospite del loro quartier generale sul proprio territorio e l’Arabia Saudita sponsor economico e ideologico principale delle rivolte sunnite.
È già una bella differenza rispetto al predecessore Hamid Karzai.
Una seconda importante differenza è rappresentata dalla signora Rula Ghani, moglie del presidente, libanese e cristiana,  che gira a volto scoperto e senza paura creando scompiglio tra i più tradizionalisti.

Questa signora di mezza età, ex giornalista, americana di vita e francese di cultura , in una intervista a “Le Monde” ha detto con franchezza che approva la legge francese recentemente promulgata che proibisce il niquab – una forma di copertura del volto più leggera che il burqua vigente in Afganistan –  e con il pretesto di scusarsi per la gaffe commessa ripete volentieri  di aver citato il suo vecchio prof di Sciences Po ( Georges) proposito dei partiti americani  : ” sono due bottiglie vuote con due differenti etichette”.

In un’altra intervista a L’Orient le Jour, quotidiano francofono libanese, è stata ancor piu dura e chiara.

Se ci sarà innovazione nei costumi afgani, lo si dovrà a lei e non ai tremila caduti o i  trentamila soldati che si ritirano ingloriosamente questa notte.

 

N.b. Questo articolo è stato corretto nella descrizione di Rula Ghani.

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Commenti

  • tassokan  On dicembre 29, 2014 at 12:12 am

    L’idea di levarsi di torno i sauditi, un giorno ol’altro, diventa sempre più attraente.

    • antoniochedice  On dicembre 29, 2014 at 12:13 am

      E più difficile

  • luigiza  On dicembre 29, 2014 at 7:26 am

    Parbleu anche da quelle parti maschi mancati cominciano ad alzare la testa.
    Bene, bene..

    N.B. la definizione é di Aristotile, mica dello luigiza. Al massimo quest’ultimo approva.

  • SC  On dicembre 29, 2014 at 10:01 am

    Auguri du buone feste inanzitutto!
    Deve aggiungere 000000 alla cifra del costo della guerra afghana. 1 milardo viene speso per il funzionamento dei condizionatori in meno di 1 anno e mezzo.

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