MONDO ARABO: JOHN KERRY AMMETTE IL NESSO TRA DIGNITA’ NAZIONALE E ESTREMISMO ISLAMISTA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Oggi, sul quotidiano israeliano Haaretz, una importante notizia proveniente dagli USA.             In occasione di una cerimonia interna al Dipartimento di Stato per celebrare l‘Aid Al Ahda          Islamica ( la festa che ricorda il sacrificio di Abramo capostipite anche degli arabi) , Il segretario di Stato John Kerry ha fatto una ammissione strategica per il perseguimento di un accordo di pace tra Israele e i Palestinesi.

Per i lettori  abituali del corriere della collera non è una novità, ma per il resto della pubblica opinione, si:              ” durante i miei incontri ( in medio oriente ndr) per costruire la coalizione ( antislamista ndr) non c’è stato un solo leader in tutta la regione che non abbia spontaneamente sollevato l’esigenza di provare a ottenere la pace  tra Israele e Palestinesi indicata come motivazione di reclutamento degli estremisti e di rabbia della pubblica opinione  con la quale devono confrontarsi” 

E ancora ” e la gente deve capire il nesso esistente (tra i due problemi ndr) che ha a che vedere con ( i concetti ndr) di umiliazione , diniego e assenza di dignità, mentre l’Aid  rappresenta il contrario di tutto ciò.”

Si tratta di una importante constatazione che chiunque abbia dimestichezza con il mondo arabo ha capito da tempo.

C’è però un’altro elemento da assimilare per completare un quadro realistico della situazione internazionale, non solo araba.

I leaders del mondo arabo ( tutti ndr) che hanno sollevato il problema con Kerry hanno attuato quella che Konrad Lorenz chiamerebbe un atto di aggressività deviata: hanno parlato della Palestina perché se avessero parlato della loro situazione interna, e del loro rapporto coi rispettivi amministrati che subiscono analoghe umiliazioni ed hanno  le stesse esigenze di dignità,  avrebbero dato il via a un processo di sostituzione di leadership come è accaduto  di recente all’iracheno Al Maliki e tanti altri, anche fuori dell’area araba.

Sembrerà strano a molti, ma per la maggior parte dei mediterranei – specie arabi – la dignità viene prima di tutto, anche del benessere.

Se  gli americani non sempre se ne rendono conto, è perché essi sono stati – fin dalla guerra – principalmente  avvicinati in genere da gente priva di questi requisiti e di cui si sono avvalsi per esigenze  anche non commendevoli.

Dopo questo passo avanti, un vecchio ritornello: il segretario di stato insiste nel voler attivare una serie di “cantierei” di attività miranti al raggiungimento della pace. E’ un errore. Siamo in presenza di due popoli entrambi molto versati per il commercio: o si raggiunge una intesa globale o non otteremo mai il risultato come sintesi di una serie di accordi settoriali.

Dopo questo passo indietro, uno in avanti: Kerry deve aver capito che si chiama Kerry e non Ferry e che fare la spola tra numerosi negoziati ( Ucraina, Siria, Estremo oriente , Eu per citare i principali) non è produttivo . Dal 24 ottobre il quartetto si tiunisce a Bruxelles per dargli una mano.

Dopo il passo avanti, due indietro: la Turchia, paese anche mediterraneo si è vista ” trombare” la propria candidatura come membro non permanente del Consiglio di sicurezza a favore della Spagna.

Il secondo passo falso, nella stessa direzione, è consistito nella notizia che la Shell ha messo a punto un nuovo sistema di approntamento al trasporto del Gas che sembra fatto apposta per i giacimenti Leviathan e Tamar  del Mediterraneo orientale e che Israele e Cipro sono interessati a questo nuovo sistema. Che rende superfluo il dover usare il gasodotto in costruzione sul territorio turco.

Dopo mezzo secolo di ambigue relazioni col mondo arabo, faranno il bis coi turchi?

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • raymond issa  On ottobre 17, 2014 at 9:51 am

    Si vede che conosci bene L’anima araba

    • luigiza  On ottobre 17, 2014 at 12:16 pm

      Però é ben strana questa anima araba. Se é come il post la descrive perchè non si ribella.
      Noi occidentali la dignità l’abbiamo conquistata andando dietro a personaggi come Cromwell, Robespierre e pure Lenin.
      E meno male che l’abbiamo fatto!

      • antoniochedice  On ottobre 17, 2014 at 12:58 pm

        Cosa crede che stia facendo, sport?

  • donato  On ottobre 17, 2014 at 4:47 pm

    IMHO sarebbe il caso di distinguere tra (sacrosante) rivendicazioni nazionali degli arabi
    ed il pan islamismo che ha obiettivi e cause ben diversi esemplificando è la differenza che passa tra Nasser ed i partiti baathisti e la Fratellanza Musulmana ed i salafiti,il secondo rivendica un Califfato che comporterebbe la distruzione degli stati nazionali in favore di una entità religiosa e tribale dai contorni indefiniti.
    Da approfondire ulteriormente il ruolo della Turchia tra pan-ottomanismo ed eredità di Ataturk.Il principale torto di Al Maliki è stato quello di aver vinto le elezioni al posto di Allawi non perché quest ultimo sia “laico” ma per via dei suoi legami con l’intelligence britannica.

    • antoniochedice  On ottobre 17, 2014 at 4:53 pm

      Lei scrive molto ma legge poco. Ho ripetutamente scritto che la religione è lo sfogato io di chi si vede bloccato in politica. È successo anche in Polonia col cattolicesimo e in Germania est col Luteranesimo. Quando il nazionalismo non può esprimersi si cantano i salmi.

  • donato  On ottobre 17, 2014 at 11:37 pm

    Anzi per la Turchia si possono individuare
    1) modernità “laica” Ataturk
    2) nostalgie “ottomane”
    3)Panturanesimo (verso asia centrale)
    4)Panislamismo

    • antoniochedice  On ottobre 18, 2014 at 6:06 am

      Il Panislamismo NON ESISTE. È una costruzione mentale occidentale. L’Islam è una religione di tipo individualistico. Non esiste un clero se non in occidente dato che i vari ministeri vogliono avere – scegliendoli- degli interlocutori a immagine di quanto accade col cattolicesimo. Anche la parvenza di clero esistente ( non giustificata dal Corano ) è di tipo nazionale, mai sovranazionale o internazionale. Riunioni periodiche internazionali servono a scimmiottare gli occidentali e sono organizzate e frequentate da politici.

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