PROFILO DEL JIHADISTA TIPO: CUGINETTI DI GHEDDAFI. di Antonio de Martini

se clikkate nella finestrella in alto a sinistra dove è scritto “cerca” la frase “sperduti di Allah”, finirete alla data dal 30 marzo 2011 in cui facevo un primo tentativo di abbozzo dei diversi tipi di arabi esistenti. Niente di scientifico per carità, solo voglia di far capire la complessità di una galassia che sarebbe stata sempre più vicina ai nostri destini.

Non posso ribloggare il post, perché l’ho già fatto e il software ( made in USA) non concepisce la ripetizione della ripetizione. O forse sono io che ignoro una procedura..

Per darvi un’idea del testo, ho ripreso la parte degli “sperduti di Allah” ossia di quegli arabi – mussulmani e anche cristiani- che ispirati forse dagli spazi del deserto, immaginavano con piu fervore la ricerca di Dio. Illustra anche quali sistemi siano stati usati dalla comunità levantina per gestire il fenomeno.

Ai mestatori istruiti appositamente col reclutamento forzato o la lusinga della sussistenza per creare bande armate, si aggiungono una serie di “squinternati” che sono in realtà personaggi alla ricerca dell’assoluto.

Sono questi  “sperduti di Allah il ferro di lancia di ogni organizzazione con obbiettivi palingenetici. Sono loro che si sacrificano volontariamente, sono loro che eccedono in atti crudeli convinti di compiacere la divinità. Questi soggetti resistono anche all’omologazione dell’immigrazione.

Ecco il testo del capitoletto, ma mi auguro che non vi limiterete a questo e andrete a leggere tutto il pezzo del 30 marzo 2011 sulla galassia araba:

Maniaci depressivi, ciclotimici. Così sono definiti nel mondo occidentale e solo di recente li si cura adeguatamente. Gli arabi ritengono che queste persone siano alla ricerca dell’Assoluto che, da uno stato mistico, possano perdere in tutto o in parte la ragione per una troppo potente  illuminazione o rivelazione ricevuta.

La nota sugli sperduti o toccati di Allah, in questa sede, sarebbe un tratto folkloristico, se non sussistesse più di un sospetto che siano diventati uno dei bacini di reclutamento per gli attacchi suicidi.  Il rispetto per queste persone, in Oriente, è quasi assoluto.

Una cospicua fetta di mistici fu recuperata dai Dervisci, apparsi attorno al XII secolo. Essi,  praticano la danza e altri riti religiosi che producono crisi estatiche ed altri fenomeni parapsicologici. Molto avversati dai mussulmani modernisti e in particolare da Ataturk.

Il loro nome è di provenienza persiana Darwish (visitatore di porte di casa  = mendicante). Fakir è l’altro termine, arabo, per indicare “povero” ha avuto più successo perché popolarizzato dagli inglesi con esperienze nel Medio Oriente indiano.

Schiacciati tra gli Ulama da una parte e i modernisti dall’altra, i seguaci di Mevlana ( il mistico turco che creò la scuola) si sono arroccati in poche zone (Konya in Turchia, Aleppo in Siria e Fayum  in Egitto) dove sopravvivono in confraternite ai limiti del folklore.

Sono invece tra i pochi capaci di contrastare efficacemente, assieme ai Sufi, il macabro fascino irredentista dell’attacco suicida per ricongiungersi a Dio.

Sparsi nel mondo arabo e anche in Nord Africa, si trova spesso  un  Marabutto.

Si tratta di tombe di uomini pii “morti in odore di santità” ai quali la comunità costruisce un monumento proporzionato ai propri mezzi . La tomba è quasi sempre fuori dal cimitero del villaggio.  Una caratteristica frequente è che il marabutto non ospita un appartenente al clan, ma un pellegrino – uno sperduto di Allah- morto, qualche volta ucciso, in un povero villaggio per portare prosperità al luogo grazie al flusso dei pellegrini attratti dalla fama del santo al quale le donne spesso chiedono la grazia di un figlio.

Anche questa caratteristica, è  araba  ma non  esclusivamente  islamica.

Ne è riprova la pletora di anacoreti, eremiti e profeti proliferati in quelle zone sia in campo israelita che cristiano o mussulmano nel corso dei secoli e alcuni santuari sincretistici in cui cristiani e mussulmani venerano congiuntamente le tombe di personaggi dell’uno o l’altro credo.

Noi europei dobbiamo accettare il fatto che le religioni monoteistiche,tutte nate nel Levante un fazzoletto di terra, hanno in comune molto più di quanto i rispettivi sacrestani siano disposti ad ammettere anche in privato.

Utile e deliziosa potrebbe essere la lettura del libro  “Dalla montagna sacra” un viaggio all’ombra di Bisanzio (Rizzoli) di William Darlymple, un giovane inglese che ha recentemente rivisitato i luoghi e i monasteri già visitati nel 587 da due pii individui preoccupati della possibile sparizione degli eremiti e anacoreti dei primi secoli cristiani.

In realtà, mistici monoteisti e Cristiani d’Oriente non potranno mai estinguersi perché essi sono il tratto principale che divide l’identità arabada quella mussulmana. Gli arabi sono fieri di aver dato l’Islam al mondo, ma ci tengono alla distinzione. Il sangue non è acqua.

 

 

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Commenti

  • Frank  On ottobre 11, 2014 at 12:15 pm

    Anche nel mondo cristiano e/o protestante e/o laico esistono individui simili. Basta sostituire la parola presidente del consiglio al termine assoluto/dio. per il dio denaro sono pronti a tutto, per un avanzamento di carriera anche. e’ molto semplice dare dei “pazzi” a questo e quello per giustificare/condannare dei comportamenti. Se si guarda alle statistiche dei femminicidi e’ del tutto evidente che in casa nostra e’ pieno di pazzi che uccidono, o di studenti che seviziano un povero sfortunato. In quanto a follie,anche la storia ha dimostrato e dimostra che l’occidente non ha nulla di meglio rispetto ad altre culture.

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2014 at 1:38 pm

      Essere pronti a ogni sacrificio per la ricerca dell’assoluto è un conto. Scambiare l’Assoluto col presidente del Consiglio è altro e non presuppone il sacrificio della vita, ma quello della dignità

  • luigiza  On ottobre 11, 2014 at 12:38 pm

    Gli arabi sono fieri di aver dato l’Islam al mondo

    Dalle letture di storia che ho fatto mi pare che furono i conquistati sasanidi (gli odierni persiani) a riempire di contenuto l’islam.
    Avicenna era uzbeko che al tempo faceva parte del regno sasanide.

    Dove non riuscirono i Romani, riuscì quella banda di nomadi esaltati provenienti dalle sabbie del deserto.

    Peò posso sbagliarmi.

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2014 at 1:42 pm

      Che l’antico impero persiano e quello romano d’oriente abbiano offerto intelligenze e rispetto per la cultura al nucleo primigenio dei conquistatori arabi è un fatto. Ma che siano stati gli arabi ( e non i conquistati) a dare l’Islam al mondo è un altro fatto.

  • luigiza  On ottobre 11, 2014 at 12:55 pm

    Sig. Antonio nell’aricolo che parla degli “sperduti di Allah’ che mi sono andato a leggere trovo scritto:
    L’etica beduina viene ritenuta dagli arabi il codice morale ideale. Essa è molto semplice: si basa sul coraggio, ospitalità, onore, generosità e rispetto di sé.

    Beh, forse la contrarierò, ma il sottoscritto preferisce l’etica romana che si basa(va) sulla gravitas.
    Sulla carta le due etiche praticamente coincidono, ma nei risultati pratici le differenze sono enormi e neppure comparabili.
    Sig. Antonio ha vinto la seconda.

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2014 at 1:48 pm

      Quando descrivo un fenomeno sociale o politico, non esprimo preferenze ne faccio classifiche. Ognuno preferisce la cultura che gli è più congeniale. Se domani descrivessi i valori fondamentali dei pellerossa o dei cattolici, non vorrà dire che li condivido. Lo tenga per favore a mente. Fare le classifiche poi, lo lasciò fare agli americani che adorano gli aspetti quantitativi dei fenomeni.

      • luigiza  On ottobre 11, 2014 at 5:37 pm

        Lei sig. Antonio mi stupisce sempre con le sue risposte; quando credo di averla inquadrata come tipo umano ecco che appare una sfaccettatura che non immaginavo.
        Ho deciso di affiffiarle il soprannome di anguilla. Le piace? 🙂

      • antoniochedice  On ottobre 12, 2014 at 12:02 am

        Se crede, sempliciotto.

      • luigiza  On ottobre 11, 2014 at 5:39 pm

        Errata corrige:
        affibbiarle non affiffiarle.

  • Frank  On ottobre 11, 2014 at 5:21 pm

    Essere pronti ad ogni sacrificio e’ il cardine. Poi nel caso della politica la differenza e’ il sacrificio dell’altro e non il proprio.

    • antoniochedice  On ottobre 12, 2014 at 12:03 am

      Errore. Dell”‘altro” se ne fregano….

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