NAZIONI UNITE: RAPPORTO SULL’AUMENTO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE. NEL 2050 UN ABITANTE DEL MONDO SU QUATTRO SARÀ AFRICANO E ITALIA E GERMANIA IN VIA DI SPARIZIONE. di Antonio de Martini

Una notizia interessante per tutti gli schizzinosi che paventano l’invasione in Europa degli Arabi o dei Turchi: l’ONU, per bocca del vice segretario generale agli Affari Economici e sociali Wu Hongbo, ci avverte con un rapporto ( ” Revisione 2012 delle prospettive della popolazione mondiale” presentato il 13 giugno u. s. ) che nel 2050 la terra conterà 9,6 miliardi di abitanti , un uomo su quattro avrà la pelle nera, India+Cina saranno a quota tre miliardi e la popolazione nigeriana sarà più numerosa di quella statunitense. Noi italiani, saremo praticamente estinti.

Già nei prossimi dodici anni, nel pianeta terra ( che ha il 70% di acqua e continuiamo a chiamarlo terra) giungeremo a quota 8,1 miliardo.
Il 50% di questo incremento verrà dall’Africa.
Entro la fine del secolo, l’Etiopia potrebbe raggiungere quota 200 milioni di abitanti.

Ho già scritto nel post ” salvate il soldato Alighieri” ( se battete questo titolo sulla finestrella a sinistra in alto “cerca” lo ritroverete) che l’elemento chiave è il tasso di fecondità ( oggi in Africa è di 4,9 figli per donna contro l’1,3 di Italia e Germania mentre per ottenere il semplice mantenimento del numero di abitanti deve essere di 2,1 figli a donna).

A fine secolo la popolazione europea sarà diminuita del 14%. Già nel 2028 l’India avrà tolto alla Cina la palma di paese più popoloso del mondo, mentre l’intero nostro continente marcia veloce verso gli standard della nostra esangue città di Ravenna che già a fine del secolo scorso (1996) totalizzava due ultra sessantacinquenni per ogni infra quindicenne.

Due sole considerazioni, anche perché ad ogni variazione del tasso di fecondità ( o progresso di Ebola…) i numeri potrebbero cambiare.

A) questo calo di popolazione colpisce in particolare Italia, Germania, Giappone e Russia: i paesi che hanno perso rispettivamente l’ultima guerra mondiale e la guerra fredda con relativo trauma.
Oltre ai decessi causati direttamente dagli eventi, si aggiunge evidentemente una maggiore valorizzazione di beni materiali che porta a ridurre il numero dei figli.

Anche Ravenna, da sempre non sentendosi libera ma oppressa dalla stagnazione politica cinquantennale, ha avuto lo stesso senso di disperazione esistenziale che porta, come gli animali in cattività, a non riprodursi.
I tre pasti al giorno assicurati non sono la vita. La vita è progetto.

B) le beghe tra italiani e tedeschi su chi debba risparmiare e chi spendere per il welfare, alla luce di questi dati assume l’aspetto delle baruffe tra i polli di Renzo ( vds ” i promessi sposi” di A. Manzoni) che si beccavano furiosamente mentre erano entrambi in marcia verso la pentola. Si tratta del naturale egoismo di chi sa che tra poco non esisterà più e si aggrappa disperatamente alle cose infischiandosene dell’avvenire.

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Commenti

  • Raphael Pallavicini  On settembre 24, 2014 at 7:12 am

    L’ha ribloggato su Buseca ن!e ha commentato:
    “L’elemento chiave è il tasso di fecondità: oggi in Africa è di 4,9 figli per donna contro l’1,3 di Italia e Germania mentre per ottenere il semplice mantenimento del numero di abitanti deve essere di 2,1 figli a donna….
    Le beghe tra italiani e tedeschi su chi debba risparmiare e chi spendere per il welfare, alla luce di questi dati assume l’aspetto delle baruffe tra i polli di Renzo…. Si tratta del naturale egoismo di chi sa che tra poco non esisterà più”

  • gicecca  On settembre 24, 2014 at 9:04 am

    Le previsoni sul futuro spesso e volentieri vengono smentite dal medesimo futuro (ricordarsi del Club di Roma, 1970 circa). Il Giappone ha perso la II guerra mondiale ma ha un tasso di natalità sufficente. Nel 1961 vinsi un premio di 100.000 lire per un mio studiolo sulla limitazione delle nascite; allora il problema in italia, in pieno baby boom, era quello di essere troppi: ora mi boccerebbero alle elementari. Per mia fortuna, a 82 anni le previoni sul mio futuro mi consentiono di dire 2Vedetevela voi”.-

    • antoniochedice  On settembre 24, 2014 at 10:01 am

      Il problema del Giappone è l’altissimo numero di vecchi. Perderà 60 milioni di abitanti entro il 2030. Fa parte del club. Vista la mia età, non è un mio problema, ma lo è di tuo figlio e dei tuoi nipoti. La variabile che può cambiare è quella della fertilità, dato che la morte è inevitabile. La fertilità europea e al limite solo per la Francia. Gli altri stanno sotto quota.

  • gicecca  On settembre 24, 2014 at 11:13 am

    caro Antonio,la fertilità nei Paesi ricchi è anche un problema di “infuturazione” come dicono gli psichiatri, o di “speranza e provvodenza” come dicono i teologi. Il mondo “occidentale” ha perso più che le guerre il “gusto” (come diceva Churchill) di vivere; quando hai fatto un po’ di soldi e non hai tempo per goderteli, quando hai fatto un po’ di sesso e non ti resta nulla e non hai “investito” su nulla etc etc. non vedi proprio il motivo per “infuturarsi”. aggiungi che da cinquanta anni le politiche statali sono tutte antifamiglia e ne ricavi che … Ma il mondo, stanne certo, non finisce nè con me nè con te. Per i miei figli e i miei nipoti, io la mia parte per farli star bene l’ho fatta stando dalla parte della Dc del 1948 e del 1953; ora é giusto che siano loro a stabilire qual’è la attuale Dc che vale la pena di scegliere. O no ? GiC

    • antoniochedice  On settembre 24, 2014 at 12:19 pm

      Parole sante. In teoria. In pratica hai vinto nel48 è perso nel 53 e adesso ti lavi le mani per aver fatto un po’ di soldi e un po’ di sesso?

  • Francesco Venanzi  On settembre 24, 2014 at 12:04 pm

    Se gli africani fossero capaci di vivere e prosperare in Africa, il loro aumento demografico non sarebbe un problema. Ma già oggi gli africani dimostrano di non essere capaci di darsi un’autonoma capacità di sopravvivenza nella loro terra. Andranno allora sempre più numerosi in Europa, che è lì vicina e demograficamente deficitaria. Questo non sarebbe un problema se gli africani divenissero bravi cittadini europei, capaci di condividere i tradizionali valori degli europei, compresi quelli della conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Ma questo purtroppo non accadrà, perché quei valori non si improvvisano e noi stessi europei li stiamo perdendo o sentendo sempre più pallidamente. Allora accadrà – e questo mi provoca angoscia – che monumenti, cattedrali, architetture e borghi storici, paesaggi, saranno abbandonati perché la loro sopravvivenza e semplice manutenzione richiede ingenti risorse economiche che i governi – condizionati dalle forti minoranze o addirittura maggioranze di africani e altri immigrati (musulmani avversi al Cristianesimo che ha generato gran parte del patrimonio storico culturale dell’Europa) – non saranno più capaci di stanziare. Così inizia la decadenza di un continente che è stato la culla di una grande civiltà.

    • antoniochedice  On settembre 24, 2014 at 12:29 pm

      Un bell’epitaffio. Dimmi, se tu avessi fame e potessi rivenderti la primavera del Botticelli, cosa faresti? In realtà vedo che la Francia ha in quel di Parigi “negri educati” la Francofonia ha espresso poeti come Leopold Sengor o letterati come Amine Maalouf entrato all’Accademia di Francia . Noi no. Nemmeno uno.
      La profezia di Don Bosco diceva che i COSACCHI. Avrebbero abbeverato i loro cavalli nelle acquasantiere di San Pietro, non parlava dei nigeriani . La demografia futuribile è soggetta ad errori ( vedi Gic) figuriamoci l’immaginazione. Al massimo continueranno a ricevere turisti dicendo loro che Gesù era negro.

  • Mario Maldini  On settembre 24, 2014 at 12:35 pm

    Appropriato il riferimento a Ravenna, la mia città. Ricordo quando i miei concittadini inveivano contro i nostri Fratelli delle regioni meridionali italiane che
    venivano a stabilirsi qui. Ora gli stessi, incanutiti e sgomenti, osservano le cento e più etnie che vivono nella antica capitale di Romolo Augustolo, e tacciono.
    Non possono più nemmeno leggere il quotidiano ” L’Unità ” che gli dispensava
    ogni giorno la verità e i giusti pensieri.

    • antoniochedice  On settembre 24, 2014 at 12:36 pm

      Non si potrà dire che il partito non gliene ha fatte di tutti i colori!

  • luigiza (@luigiza1)  On settembre 24, 2014 at 5:40 pm

    Uno su quattro nel 2050 sarà di pelle nera.
    Wow chissà che faville faranno i portatori di nègritude. Ebola permettendo ovviamente.

    • antoniochedice  On settembre 24, 2014 at 7:24 pm

      Molti degli altri, di nero avranno l’anima, vero?

    • Nicola  On novembre 16, 2016 at 9:26 pm

      Si parla di abitanti dell’Africa in generale, include anche il Nordafrica ad esempio, quindi non solo persone di pelle nera

  • abrahammoriah  On settembre 24, 2014 at 7:38 pm

    24 settembre 2014

    La geopolitica è in primo luogo una dimensione mentale e progettuale (costruttivismo, Wendt, etc.). Sotto questo punto di vista, se Ravenna riuscisse nella sua velleitaria pretesa di diventare la capitale europea della cultura, non vi sarebbe peggiore smentita per questa scienza. Fidiamo tuttavia nell’Hegeliana astuzia della ragione che, se permette sovente di raggiungere il successo anche ai più sventati progetti umani, successivamente sempre ne decreta la più profonda inutilità e ridicolaggine quando non un ben meritato oblio.

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  On settembre 24, 2014 at 8:55 pm

      Non ho capito granché. Quel che so è che se Smirne è stata capitale europea della cultura, può esserlo anche Ravenna. Questo non toglie che la città sia la più vecchia del paese più vecchio. L’asilo geriatrico dell’umanità .

  • abrahammoriah  On settembre 24, 2014 at 9:31 pm

    Si può impiegare l’ironia o l’invettiva, ma se non è zuppa è pan bagnato… massimo morigi

  • assurdo  On settembre 24, 2014 at 10:36 pm

    state parlando del rapporto che dà la Nigeria a 800 milioni nel 2050??? ma chi l’ha redatto? un fumato di crack?

    vi rendete conto che in Africa già oggi si muore di fame? come è possibile pensare che un paese poverissimo come la Nigeria quadruplichi i propri abitanti?

    questi fenomeni fanno le proiezioni in base al tasso di natalità odierno. dei geni!

    emigrazione/immigrazione/crisi/guerre/cambiamenti societari gli fanno una pippa.

    si prende il tasso di natalità di oggi e si proietta per 50 anni. complimenti. spero che almeno sti lavori non li abbia fatti un laureato.

    • antoniochedice  On settembre 25, 2014 at 7:57 am

      Nel commento ho specificato che c’erano, Ebola compreso, possibili varianti. Per quanto discutibili non è possibile ignorare i dati su cui si decide il nostro destino. Visto come scrive, spero che anche lei non sia laureato…dire che la Nigeria è un paese poverissimo è un temerario azzardo. Le sue riserve petrolifere e di altre materie prime sono le maggiori del continente. Che poi il ricavato venga usato male, è un altro conto.

      • Nicola  On novembre 16, 2016 at 9:24 pm

        Resta il fatto che la proiezione della Nigeria nel 2050 con 800 milioni di abitanti non ha nessun senso, per il semplice fatto che i tassi di natalità di oggi non sono quelli di domani … non è questione di varianti imprevedibili , anche senza ebola o guerre ecc.ecc. NON arriveranno a quella cifra

      • antoniochedice  On novembre 16, 2016 at 10:45 pm

        Tutte le previsioni , per natura, sono incerte. Quelle africane in cui l’anagrafe è una categoria dello spirito, sono ancora più aleatorie.

      • Nicola  On novembre 16, 2016 at 9:25 pm

        L’Africa subsahariana è la zona del mondo in cui si fanno più figli, ma anche lì i tassi di fertilità sono in calo

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