OBLABLABLA’ : LA NUOVA STRATEGIA DI OBAMA CONSISTE NELL’ADDESTRARE I RIBELLI SIRIANI IN ARABIA SAUDITA INVECE CHE IN GIORDANIA. di Antonio de Martini

Il presidente USA. Ha annunziato la nascita di una grande Coalizione anti EI, ma non ha fatto nomi. Il solo ministro degli esteri francese ha detto che il suo paese parteciperà SE NECESSARIO alle forze aeree, ( sottinteso non con truppe).

I ribelli ” moderati” siriani che non sono riusciti finora a sconfiggere il governo siriano, d’ora in poi attaccheranno anche l’ISIS ( ennesimo nome dei soliti banditi di Al Baghdadi) e oltre che in Siria, in Irak. Auguri.

Qualcuno in alto pensa,evidentemente, che combattendo su due fronti, i moderati siriani, saranno più efficaci e finalmente vittoriosi.
Dopo l’adozione del Quantitative Easing monetario, questa è la seconda imitazione che il governo USA fa delle scelte strategiche di Adolf Hitler.

La vera novità è che mentre finora Obama aveva combattuto le guerre di Bush jr, adesso ne ha una tutta sua. La perderà se insisterà ad usare solo la superiorità aerea e truppe demotivate e inaffidabili.
La divisione Bari nella guerra mondiale fu ” riaddestrata” undici volte e altrettante crollò sotto il fuoco.

La popolazione americana è favorevole per due terzi a questo intervento presentato l’11 settembre – tredicesimo anniversario dell’attacco alle due torri gemelle – come fu portata ad approvare l’intervento in Vietnam, in Afganistan e in Irak.

Il fatto che i campi di addestramento dei ribelli siano stati spostati dalla Giordania all’Arabia saudita la dice lunga sullo stato della sicurezza giordana, sulla ripresa dei buoni rapporti USA-A.SAUDITA e sui miei sospetti sul luogo in cui furono addestrati gli islamisti che ora si vogliono combattere.
Chi fa le spese di questa nuova stagione di rapporti sauditi-usa è la Francia che si sta facendo portar via il programma già assegnatole di costruzioni navali per la Marina Saudita SAWARI III di un valore superiore ai 3 miliardi.

Ed è anche una rappresaglia USA per il rifiuto francese a cancellare la fornitura delle due navi classe MISTRAL alla Russia nel quadro delle sanzioni per la crisi ucraina. Questa decisione è il primo legame tra crisi ucraina e crisi mediorientale. Brutto segno.

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Commenti

  • abrahammoriah  On settembre 11, 2014 at 7:57 am

    11 settembre 2014

    Il grado di asservimento dei media nazionali ed internazionali e anche di quelle forze che pomposamente – da destra come da sinistra – in Italia come altrove si autoproclamano alternative e antagoniste all’attuale sistemo ha giunto un tale livello di ridicolo asservimento che praticamente nessuno, tranne che in pochi ed elitari cenacoli (ogni riferimento è puramente voluto e non casuale …) osa proclamare questa semplice verità: l’ ISIS è la diretta conseguenza della politica americana di destrutturazione “caotica” dell’area (come del resto gli attuali casini ucraini risalgono direttamente ai tentativi degli agenti strategici occidentali di destrutturare l’area di influenza geopolitica dell’Unione sovietica in europa orientale). Un nuovo modo di ragionare che sappia andare oltre l’ideologia pseudemocratica (l’ideologia non la fondamentale acquisizione culturale prima che politica occidentale della democrazia) e che sappia semplicemente proclamare che “il re è nudo” e che per quanto ci riguarda sappia indirizzare l’Italia, come scelta migliore per il suo futuro, verso la neutralità è il compito del repubblicanesimo geopolitico. Sulla base di questa analisi e di questo programma dovranno svilupparsi l’azione, le alleanze e la “razionalità strategica” e politica di un rinnovato repubblicanesimo. Dalla constatazione, invece, della pigrizia e dall’inerzia alla ripetizione dei vecchi slogan pseudodemocratici, dovrà invece essere facilmente delimitato l’altrettanto fondamentale campo del “nemico”.

    Massimo Morigi

  • fed  On settembre 11, 2014 at 1:31 pm

    La Francia ha cancellato le Mistral…

    • antoniochedice  On settembre 11, 2014 at 2:23 pm

      non è esatto. ha detto che “non sono riunite tutte le condizioni” per procedere alla consegna. Questo non significa che non si possano riunire le condizioni in futuro. Non è un no definitivo.

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