ISRAELE IN DIFFICOLTA’ CON L’ OPINIONE INTERNAZIONALE RISCHIA DI FINIRE DAVANTI AL TRIBUNALE INTERNAZIONALE di Antonio de Martini

Con 29 voti contro uno ( gli Stati Uniti) il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha aperto una inchiesta sugli avvenimenti di Gaza. Tra i diciassette astenuti, tutti i paesi europei presenti alla votazione.

Scopo dell’inchiesta è accertare se e quali crimini di guerra siano stati commessi durante la scorsa vicenda bellica.
L’inchiesta è stata votata su proposta dei paesi arabi e ha fatto l’ en plein dei voti, mentre l’opposizione degli USA alla mozione è stata vista come una difesa d’ufficio.
Il dato politico fondamentale mostra l’isolamento internazionale di Israele ( e in subordine degli USA)e la non disponibilità di paesi tradizionalmente ” fedeli”  a schierarsi dalla parte israeliana sfidando la pubblica opinione mondiale e quella interna, di peso crescente, rappresentata dall’immigrazione stabilizzata in paesi come l’Inghilterra e la Francia, dove le manifestazioni pro-Palestina stanno diventando un problema anche per il Presidente Hollande.
Il nodo negoziale centrale non è tanto lo stabilirsi di una tregua, quanto il blocco navale di Gaza e per farlo saltare che Hamas ha dato il via a questo ennesimo scontro.
Israele ha già delineato la sua linea difensiva accusando Hamas di farsi scudo dei “civili” – in realtà indistinguibili dai miliziani- ma questa linea cultural-politica cozza contro la filosofia che diede a Israele la simpatia del mondo durante l’assedio del ghetto di Varsavia e le stesse cerimonie di fidelizzazione dei paracadutisti israeliani che giurano in quel di Massadda, il luogo in cui il tribuno Silva, secondo una tradizione non confermata da tutti gli storici, trecento ebrei preferirono – dopo un lungo assedio ( mi pare tre anni)- suicidarsi in massa piuttosto che arrendersi.
Una eventuale levata del blocco navale di Gaza verrebbe vista da Israele come una catastrofe perché Gaza perderebbe la presente caratteristica di ghetto controllabile e la possibilità di usufruire di un porto e di una flotta da pesca sarebbe per Gaza l’inizio di un periodo di boom economico ( I giacimenti di Gas trovati sono nelle sue acque) oltre che una opportunità di ricevere rifornimenti bellici dai paesi amici ( Iran, Turchia ecc).

La prevalenza del problema mediorientale sulla crisi ucraina risalta in maniera ancora più chiara e indica che la strada intrapresa dagli occidentali ( la NATO e non l’ONU)  non ha inciso sulla pubblica opinione internazionale, che considera con crescente sospetto la sequela di informazioni che i media disseminano su questo tema, con intenti di drammatizzazione.

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