“SIAMO GOVERNATI DA IDEE ECONOMICHE MORTE” ( Joseph Stiglitz) LIBERIAMOCENE PRIMA CHE UCCIDANO ANCORA. di Antonio de Martini

Grazie alla segnalazione di Giovanni Ceccarelli che tutti conoscete come Gic. ho scoperto di avere un’anima gemella almeno per quanto riguarda la politica estera e quella economica  che è più di quanto abitualmente condivida con i miei cari.

Si tratta di un giornalista della Reuters, Anatoly Kaletsky, che ha un suo blog in quella galassia e che fa anche consulenze e analisi economiche sugli investimenti in Asia dal suo osservatorio di Honk Kong. Anche lui prevede una guerra ( ” che da impossibile sta diventando inevitabile”) e ha chiare idee di economia su cosa ci ha nuociuto e potevamo evitare.

Egli ha presieduto un convegno a Toronto la settimana scorsa e riferisce e commenta una domanda posta dal premio Nobel per l’economia  Joseph E. Stigliz al consesso di esperti presente: ” Perché le Banche centrali e i governi stanno ancora tentando di predire gli effetti delle loro politiche economiche utilizzando modelli economici dimostratisi palesemente assurdi?”

A ben vedere è quel che ci sforziamo di capire noi, assidui di questo blog, da un buon triennio pur non avendo la stessa profondità di pensiero, ma certo la stessa bruciante curiosità.

Riassumo le sue conclusioni:

1)I modelli macroeconomici studiati nelle Università e pubblicati nelle piu importanti riviste del settore sono largamente basati su un concetto semplificativo detto del ” representative agent” ossia che in economia ciascuno resta sempre quel che è. Quindi questi modelli non tengono conto del prestito o del credito, ignorano l’esistenza delle banche e dei fallimenti ritenendoli ininfluenti ai fini del risultato finale. Nessuna meraviglia che non prevedano gli accadimenti.

Si tratta del modello adottato dalla maggior parte delle Banche centrali.

Una seconda idea ” strana” è che i modelli macroeconomici ritengono che ogni economia tenda a stabilizzarsi da sola. La conseguenza virtuale è che qualsiasi politica economica venga adottata, questa tende per definizione all’auto-regolazione e cioè al pieno impiego virtuale, ahimè non reale.

2)Anatoly cita anche un altro bell’errore strategico mettendolo in bocca a Adair Turner  ex presidente della FSA ( Financial services Authority britannica): le regole dell’Eurozona, messe a punto nel 1991 erano basate sulla credenza che ” gli economisti avessero decifrato il problema della macroeconomia e cioè che una inflazione bassa e stabile non era solo condizione necessaria, ma anche sufficiente per il successo economico”. Noi stiamo morendo di questa credenza degna del Dio Baal.

3) A completare il disastro, è intervenuto, all’atto della stesura del Trattato di Maastricht,  lo sposalizio di questa idea con il concetto germanico di ” ordo liberalism” che dichiarava che l’unico legittimo compito dei governi consisteva nel porre regole chiare per la concorrenza e stabilità dei prezzi e poi  curarne la rigida applicazione. Il sig Turner ha aggiunto che si può notare come conseguenza che il reparto legale della Bundesbank ha raggiunto lo stesso grado di potenza del dipartimento economico della stessa. Questo è il secondo nostro assassino.

(Ho avuto modo di vedere gli effetti nefasti di questa cultura anche nelle grandi società e banche italiane come La Telecom e l’Eni, la BNL, Banca Intesa ecc. in cui la compliance fa premio su tutto: non contano più i risultati economici o sociali, ma “l’atto giuridicamente perfetto” il responsabile della compliance spesso impone il suo punto di vista anche al capo azienda, per non parlare dei responsabili commerciali o delle risorse umane).

Adesso sappiamo che l'”ordo liberalism ” non funziona in Macroeconomia. Ci sono voluti novemila suicidi e 15 milioni di disoccupati per capirlo, ma non ammetterlo: i cambiamenti saranno lentissimi e tali da non compromettere le posizioni di potere raggiunte dai mandarini del regime europeo e continua TurnerL’Europa rischia di diventare come il Giappone  degli anni novanta: con molti anni di crescita minima o nulla, ma con molte più tensioni sociali, essendo il Giappone socialmente più compatto e “consensuale” che non l’Europa.

La conclusione di Anatoly e di Turmer è di sapore sturziano: che l’economia deve tornare ad essere una branca della morale come dicevano Adamo Smith e gli economisti classici e che essa non può prescindere dalla politica che deve tener conto in primis dei risultati sociali delle proprie scelte.  Temo che ormai sia una risposta troppo teorica per placare le novemila famiglie che piangono i loro morti.

La mia conclusione è più concreta: se non se ne vanno entro breve ( sei mesi), dobbiamo fare quel che gli abitanti di Crotone fecero agli adoratori dei numeri dell’epoca  – i pitagorici –  nel lontano VI secolo A C :   bruciare loro la casa, evitando che accada, come allora, che se ne salvino due.

Se vi intenerite, pensate ai novemila sacrificati alle idee di costoro ( che erano pagati per vegliare alla salute dell’economia) ed ai 15 milioni di uomini che cercano la sopravvivenza e vivono di mendicità, mentre loro – i nomi li conosciamo tutti –  nuotano negli agi e nei fringe benefits.

 

 

 

 

 

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Commenti

  • luigiza (@luigiza1)  On luglio 3, 2014 at 6:39 pm

    Bella sintesi sui concetti (? Forse meglio dire fantasie) alla base della economia voodo che impazza in occidente.

    • antoniochedice  On luglio 3, 2014 at 7:05 pm

      Nervosetto, eh!

      • luigiza (@luigiza1)  On luglio 3, 2014 at 7:52 pm

        No incavolato come una iena.
        Ciò che Lei chiama adoratori dei numeri io li chiamo costruttori di Utopia.
        La loro opera é deleteria in tutti i tempi ed a qualunque latitudine.
        Andrebbero fermati ad ogni costo. I siracusani ebbero l’intelligenza di capirlo e agirono per il meglio.
        Noi non l’abbiamo capito non abbiamo reagito per tempo ed ora ne paghiamo le conseguenze.

      • antoniochedice  On luglio 3, 2014 at 8:07 pm

        Crotonesi, non siracusani. Calma e gesso.

  • antoniochedice  On luglio 3, 2014 at 7:08 pm

    Caro Antonio, grazie ancora una volta della “propaganda” sul blog. Immeritata, ma che aumenta la mia autostima in questi momenti molto in ribasso. Il tuo accenno alla crescente importanza, nelle organizzazioni, della governance, e in definitiva degli atti formalmente corretti ma sostanzialmente fallimentari, mi ha fatto venire in mente la mia esperienza di medico nell’industria farmaceutica. Negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso il ruolo fondamentale era quello del medico, perché era l’unico che capisse qualcosa dei nuovi farmaci (antibiotici, cortisonici etc) che irrompevano; poi sono diventati importantissimi quelli del marketing, perché i farmaci erano sempre gli stessi e bisognava inventare motivi nuovi -falsi- per venderli; poi sono diventati importantissimi gli amministrativi, perché sapevano come far fruttare i soldi fatti a palate grazie ai precedenti; poi sono diventati fondamentali i legulei, perché bisogna difendersi dalla cause che i malati, assistiti da altri legulei, fanno per i danni alcuni veri e altri inventati opportunamente- da farmaci. In tutto questo percorso, che vale non solo per l’industria ma anche per gli ospedali divenuti nel frattempo aziende, l’importanza del medico si è via via assottigliata, fino quasi a scomparire; per non parlare di quella del malato, che nei discorsi che si fanno nei congressi è al centro di tutto e nella pratica è divenuto una necessaria calamità.
    Grazie ancora. GiC

    • luigiza (@luigiza1)  On luglio 3, 2014 at 7:48 pm

      @GIC
      ..per non parlare di quella del malato, che nei discorsi che si fanno nei congressi è al centro di tutto e nella pratica è divenuto una necessaria calamità.

      Sicuro? Io son quasi convinto che il malato sia in realtà una bella mucca da mungere spillando soldi allo Stato.

  • abrahammoriah  On luglio 3, 2014 at 8:49 pm

    3 luglio 2014

    Parafrasando Mosca, Pareto e Michels, siamo governati da idee economiche (e politiche ) morte ma soprattutto da oligarchie e agenti strategici estremamente vivi e vitali che di queste idee si fanno paravento per continuare a prosperare alla faccia dei governati da loro presi per i fondelli e che, sebbene delusi ed abbattuti per loro prospettive di vita sempre più disperanti, non hanno ancora compreso che il primo passo per riprendersi la vita in mano è fare tabula rasa di tutti quei pseudoconcetti politici ed economici usati per infinocchiarli. E anche se la consapevolezza politico-economica del mainstream della nostra opinione pubblica sembra ora essere compendiata da un raggelante “se potessi avere ottanta euro al mese”, non si deve dimenticare che grandi delusioni possono avere effetti assai benefici. Il repubblicanesimo geopolitico è quindi in fiduciosa (e vigile ed attiva) attesa che l’astuzia della ragione (che significa che prima che ancora che traumatici ed epocali cambiamenti a livello politico ed economico, si compia finalmente quel chiarimento nelle idee che non consenta più le suddette truffe) possa finalmente fare il suo corso … La nottola di Minerva inizia il suo volo al far del crepuscolo. E questo crepuscolo è ormai trapassato in una profonda notte.

    Massimo Morigi

  • Anafesto  On luglio 4, 2014 at 12:25 pm

    Dopo aver capito che il “libero mercato” è tutto meno che libero e autoregolante, che gli stregoni pomposamente definiti “economisti” non hanno alcuna comprensione e tanto meno capacità di controllo sulle macumbe propiziatorie da loro praticate, che una bassa inflazione stabile con qualsiasi scenario è sintomo di economia comatosa, che il compito dei governi è ben altro che quello di legiferare a favore delle lobby, che le multinazionali hanno una morale ben più indecente di Cosa Nostra, che l’Europa non sta rischiando, ma è molto più mal messa del Giappone degli anni ’90, quale soluzione si può proporre a parte quella di cacciare i mercanti dal tempio?
    Tutti i governi di questo flaccido e psicopatico Occidente hanno consegnato alla alta finanza tutte le armi per poter scannare a piacimento le popolazioni; basterà, sulla falsariga di Crotone del sesto secolo a.C., bruciare le case, evitando la fuga, dei quisling marionette “posti nella vigna a far da pali”?
    Nel libero e democratico occidente figure come Xi Jinping e Vladimir Putin sono sempre più additate come affidabili e competenti politici, per di più, difensori delle libertà, che chiaramente sembrano non coincidere con le stesse libertà e democrazia che ci ostiniamo ad esportare a piene mani a popolazioni recalcitranti.

  • davide  On luglio 5, 2014 at 9:07 pm

    dove sarà la miccia per la guerra prossima a venire? Iran o korea o ukraina o…

    • antoniochedice  On luglio 5, 2014 at 11:05 pm

      O isole Senkaku o Kurdistan o Artico o Leviathan o la Georgia o…..La miccia è come quella delle prima e seconda guerra mondiale: un incidente che si ingigantisce per l’accavallarsi automatico di obblighi di alleanze creano una catena di interventi incrociati che scattano fino al verificarsi dell’imprevedibile

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