IL NUOVO GOVERNO ITALIANO: UN AZZARDO O UNA NECESSITA’? di Carlo Cadorna

Le modalità attraverso le quali il segretario del PD Matteo Renzi è arrivato al potere hanno suscitato allarme in molti commentatori politici: si è giunti a paragonarlo a Benito Mussolini La situazione delle istituzioni è ormai, già da tempo, simile a quella del primo dopoguerra:  l’incapacità della classe dirigente di risolvere i problemi è percepita ormai da tutti con l’aggravante che la corruzione,  diffusa a tutti i livelli, oltre a costituire in sé un problema finanziario cruciale toglie ogni credibilità a chi ci dovrebbe governare.

 Inoltre gli ultimi quarant’anni  ci hanno abituato ad una prassi governativa felpata e quasi “cardinalizia”, abilissima nell’aggirare le distorsioni  del  nostro paese che si sono, quindi, sempre più aggravate e cronicizzate. 

Serve quindi e con urgenza una terapia d’urto che chiami i problemi con il loro vero nome e li affronti di petto:  soltanto una persona dotata di notevole coraggio e disinvoltura può agire con successo in questa direzione perché dovrà saper usare con maestria di tutti i poteri che sono attribuiti, di fatto, al capo del governo. 

Così hanno fatto gli statisti passati alla storia perché hanno avuto il coraggio di abbandonare le colonie,  di licenziare migliaia di controllori di volo in sciopero,  di vendere ad imprenditori stranieri capaci le migliori industrie nazionali. 

D’altro canto, il modo “arbitrario” attraverso il quale Renzi è arrivato al potere, è figlio della mancanza di regole democratiche nella vita dei partiti che della corruzione e dell’inefficienza sono diventati i principali protagonisti :  difatti, siamo passati per molte tornate elettorali ma gli eletti (o meglio i designati) si sono sempre dimostrati degli incapaci (salvo forse uno che è mancato prematuramente).  

Se Renzi veramente possiede le qualità che dice di avere, è giusto che lo possa dimostrare ed anche che chi tiene al futuro del nostro Paese faccia il tifo per Lui. 

Il paragone con il ’22 non regge perché allora, il quadro istituzionale era garantito da un monarca che ha più volte dimostrato di non essere all’altezza di quel ruolo;   oggi invece siamo legati mani e piedi all’Europa che ci controlla e regola.

  Molti se ne lamentano, quasi tutti le attribuiscono gran parte dei nostri problemi  ma dimenticano che senza di essa la nostra moneta sarebbe carta straccia mentre oggi nelle banche giacciono  quasi tremila miliardi di soldi buoni. 

Cercare di scaricare sugli altri paesi europei le nostre colpe è un gioco inutile ed alquanto stupido perché ci distrae dal vero problema che è quello di rispettare le regole liberamente accettate al momento dell’adesione alla moneta unica. 

E per farlo bisogna andare a toccare corruzione, sprechi ed inefficienze. Speriamo che il nuovo governo operi in tal senso. Se lo farà, avrà il nostro “in bocca al lupo”.

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Commenti

  • Francesco  On febbraio 23, 2014 at 6:38 pm

    sinceramente a considerare le quote rosa al governo e Padoan all’economia mi chiedo che senso abbia fare reprimende verso i critici e mostrare tutto questo lealismo per delle regole “liberamente accettate” (!) che vengono ridiscusse da molti membri europei eccetto che da noi. già si parla di patrimoniale di stato su suggerimento del capo della Bundesbank, ma guai a sospettare di direzioni politiche di personaggi non eletti e già in evidente continuità con quelle precedenti. sconfortante il ragionamento “Se Renzi veramente possiede le qualità che dice di avere, è giusto che lo possa dimostrare” . strano trovare un post così banale su questo blog

    • antoniochedice  On febbraio 23, 2014 at 8:12 pm

      Sta al generale Cadorna difendere le sue tesi, ma quando parla di regole liberamente accettate, non parla di oggi, ma di quando fu creato il mewrcato comune e deciso di mettere i destini in un sol solco…

      • Francesco  On febbraio 23, 2014 at 8:51 pm

        le parole del Gen. sono chiare, e mi pare che la sua precisazione cambi di fatto nulla. le regole del mercato comune sono in evoluzione e perennemente ridiscusse, il punto è: da chi? in Italia i nostri si sono sempre piegati alle direttive europee, e non hanno alzato la testa nemmeno dopo il caso Rogoff & Reinhart. troppa grazia! Padoan all’economia certifica che Renzi si allineerà supinamente (la benedizione di Olli Rehn a Padoan annichilisce la dichiarazione di Renzi “con Padoan meno austerity”). in più il “liberamente” funziona per i signori che in Europa ci hanno portato, non per noialtri, visto che non vi fu consultazione democratica (e mica solo da noi), così come per Monti e ora Renzi.

  • luigiza  On febbraio 23, 2014 at 7:00 pm

    Cercare di scaricare sugli altri paesi europei le nostre colpe è un gioco inutile ed alquanto stupido perché ci distrae dal vero problema che è quello di rispettare le regole liberamente accettate al momento dell’adesione alla moneta unica.

    Peccato che le regole liberamente accettate valgono solo per alcuni.
    Sig. Cadorna dia una occhiata a questo grafico. Spiega tutto.

    German GDP vs DB Derivatives

    Per chi lo ignorasse DB sta per Deutsche Bank

  • Frank  On febbraio 23, 2014 at 7:15 pm

    E’ giusto che Renzi possa dimostrare le sue qualità governando…….e chi ha deciso che ha le qualità?

    • antoniochedice  On febbraio 23, 2014 at 8:14 pm

      lo ha deciso chi lo ha eletto a segretario del PD e il Presidente della Repubblica. e lo dice lui. A ciascuno la responsabilità di quel che dice e fa.

      • antoniochedice  On febbraio 23, 2014 at 8:19 pm

        Il ragionamento del Generale Cadorna è il seguente: dobbiamo pagare i nostri debiti, serve una cura da cavallo e abbiamo un nuovo premier.
        Non ha senso criticarlo a priori, auguriamogli/ci che riesca e vediamo che sa fare.
        Il generale Cadorna è uno sportivo e un gentiluomo.

  • David  On febbraio 23, 2014 at 8:25 pm

    Renzi rappresenta il meglio della solita minestra rimescolata , la nuova creatura dell’alta finanza.
    Ne vedremo delle belle.

  • donato  On febbraio 23, 2014 at 11:19 pm

    IMHO il sindaco di Firenze è una nullità patetica ,magari avessimo una prassi
    di governo cardinalizia o andreottiana qui siamo all’immobilismo più totale
    interrotto da misure che invece di risanare affossano ulteriormente la nostra
    economia a beneficio esclusivo dell’asse franco-tedesco.

  • Carlo Cadorna  On febbraio 24, 2014 at 12:09 am

    In un governo è il presidente del consiglio che comanda e si assume la responsabilità degli atti: io non so se Renzi valga qualcosa oppure no (avete letto il titolo dell’articolo). Mi pare però che non abbiamo altra scelta che quella di metterlo alla prova; l’alternativa è quella di andare alle elezioni per eleggere una maggioranza che non ci potrà essere e dei politici che ci prendono in giro da qualche lustro. Renzi sa bene che si gioca tutto, che non servono ulteriori tasse ma tagli di spesa improduttiva per ridurle: quindi non mettiamo il carro davanti ai buoi. Aspettiamo fino a maggio e poi giudicheremo quello che ha fatto.

  • Lisetta Sperindei  On febbraio 24, 2014 at 12:41 am

    Scusi ma come si può parlare di regole liberamente accettate? Io non ho accettato proprio niente, e come me la maggioranza degli italiani. A chi vogliamo prendere in giro? Il cappio europeo ce lo hanno girato attorno al collo senza chiederci minimamente cosa ne pensassimo, sparando previsioni illusorie per condirci via senza che ci rendessimo conto di quello che andavano, “loro” , a firmare per conto nostro, e senza che i giornali ci informassero della gravità della cosa. Diventeremo schiavi delle multinazionali, perderemo ulteriormente le nostre sovranità, e ancora ci si dice che dobbiamo ringraziare l’Europa? Ma quando mai? A chi volete darla ad intendere? Meglio contadini al lume di candela, ma liberi, che inondati da fiumi di gas e petrolio ma schiavi degli usurai mondiali per 600 euro al mese!

  • Carlo Cadorna  On febbraio 24, 2014 at 6:07 am

    Non siamo “schiavi degli usurai mondiali” ma piuttosto delle mafie (100 mld.), della politica allargata (100 mld.) e della corruzione (60 mld.). Il vero nemico ce l’abbiamo in casa: quando avremo almeno circoscritto il loro potere, l’economia italiana decollerà e sarà possibile ricominciare con gli investimenti. Se Renzi aumenta le tasse è morto: propongo di concordare un giorno per andare tutti a Roma a deporlo….

    • luigiza  On febbraio 24, 2014 at 7:47 am

      Generale lei si sta illudendo, l’economia italiana con o senza mafie, NON decollerà perchè siamo all’interno del iV Reich, anche se non ufficialmente dichiarato.
      Io non so ne capisco perchè si consenta alla Germania per salvare se stessa dalle fesserie combinate dai suoi idioti di Dusseldorf, come pare gli americani abbiano chiamato i banchieri della Deutsce Bank, di distruggere economie di interi paesi, ma questo é ciò che in effetti succede in Europa dal 2008 ad oggi.
      La Grecia aveva un debito di 50 milardi, ad oggi ne sono stati versati senza risultato positivo per quel paese, ben oltre 250.
      La gran parte degli interessi pagati dai popolo greco su quel prestito nelle tasche di chi sono andati?
      E questa sarebbe una COMUNITA’ economica?
      Ma chi vogliamo prendere in giro?

  • clack  On febbraio 24, 2014 at 7:08 am

    Espiazionismo, collaborazionismo, iperliberismo fondamentalista sostanzialmente ottuso e autolesionista, dato che non tiene conto che le decine di migliaia di licenziamenti invocati causerebbero il crollo definitivo di una domanda interna già ora ridotta a valori post bellici, e quindi del sistema economico del paese.
    Come se già non fosse più che abbastanza, vi si aggiungono le giaculatorie riciclate dai media servi del regime collaborazionista tipo quelle dela castacriccacorruzzzione o della “libera adesione”.
    E con l’avallo di CHI, di grazia?
    In un simile contesto poteva mancare il mantra della “moneta carta straccia”? No davvero, sarebbe stato fin quasi un affronto.
    Viceversa se oggi avessimo una moneta fuori dall’Euro, non potrebbe svalutare più di tanto. Il che non equivale a inflazione, tanto per sfatare un altro falso luogo comune di solidità inossidabile.
    Il motivo sta nel fatto che i nostri competitori non potrebbero lasciare che il prezzo del nostro prodotto incerto per certo, ovvero espresso in valuta estera di riferimento, euro, dollaro, marco, nella loro o in quel che si vuole, diventasse troppo concorrenziale.
    Quindi sarebbero costretti LORO STESSI a sostenere la nostra valuta, qualora volessero avere una possibilità di continuare a vendere il loro prodotto su qualunque mercato ne esista uno nostro.

    Allora, Caro Cadorna, altro che Corriere della Collera: il suo coacervo di luoghi comuni già troppo abusati potrebbe al massimo andare in testa alla prima pagina del Corriere della Corbelleria

  • Riccardo  On febbraio 24, 2014 at 8:03 am

    Semplicemente il peggiore articolo mai postato su questo, altrimenti esemplare e rispettatissimo, blog.
    Come già commentato da più parti, Renzi ha un preciso mandato, l’ha già palesato con la nomina dei suoi ministri (e in primis di Padoan) e non può uscire di un millimetro dal solco tracciato.
    A volte commenti come quelli del sig. Cadorna fanno davvero capire quanto gli italiani siano fondamentalmente buoni, buoni e buoni.
    Tre volte buoni.

  • SC  On febbraio 24, 2014 at 8:25 am

    Trovo risibile la frase ” quasi tutti le attribuiscono gran parte dei nostri problemi ma dimenticano che senza di essa la nostra moneta sarebbe carta straccia”.
    Se il mercato forex fosse lineare sui parametri di masse monetarie circolanti, la vecchia lira varrebbe (rispetto al dollaro, che e’ la moneta cardine del nostro sistema da i disastrosi accordi di bretton wood) poco piu’ del 5% meno.
    I tedeschi ci hanno vincolato ad un salvataggio delle banche sul modello cipro e con “le regole liberamente accettate” (non da me dato che non ho potuto votare sull’ingresso nella nuova urss) i denari depositate nelle nostre banche che sono state COSTRETTE ad acquistare i titoli di stato italiani per liberare liquidita’ alle banche franco tedesche sono in ogni caso carta straccia.

  • mauro marabini  On febbraio 24, 2014 at 10:20 am

    RITENGO le argomentazioni di Cadorna molto valide.A volte usando il buon senso si hanno le risposte migliori : ritengo che ogni discussione debba partire da un semplice assunto la causa dei mali italiani sono gli italiani.

  • Anafesto  On febbraio 24, 2014 at 12:37 pm

    Allora i mali degli italiani sono gli stessi italiani?
    Io direi che più che le mafie sono stati i politicanti che si sono succeduti per lustri, le mafie ne sono gli effetti, non le cause.
    La lira invece dell’euro sarebbe carta straccia?
    Ma la lira ai tempi di Biffi non era portata ad esempio come valuta? Cosa è successo per ritenerla oggi carta straccia?
    Forse su posti delicati si sono installati cialtroni incompetenti?
    Eppure avevamo teste pensanti, ricordo Galloni e Ioppolo per citarne due …
    Qualcuno poi dovrebbe spiegarmi perché tra le 20 economie mondiali più in recessione, o meno in espansione (a seconda si voglia vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno), vi sono 13 paesi che hanno adottato l’euro?
    Il questa poco invidiabile graduatoria l’Italia è terza, ma la grande Germania è decima …. forse qualcosa non funziona in questa Europa della finanza?
    Vorrei ricordare un famoso detto di origine capitalistica, se non erro, che cita: “se da qualche parte c’è qualcuno che percepisce un reddito che non ha prodotto, da qualche altra parte qualcuno ha prodotto un reddito che non percepisce”.
    Quale massima descrive così bene l’Europa in particolare e l’Occidente in generale?
    La soluzione è confidare in Renzi, che è già partito col piede sbagliato?
    La domanda è chi paga i fallimenti?
    Berlusconi si è autodefenestrato con i suoi intrighi, i suoi errori, le sue politiche “ad personam” e l’ilarità che i suoi comportamenti destano in contesto internazionale e visto che sembra che gli italiani siano abbastanza acculturati per comprendere il nocciolo della questione complessiva, sta rinascendo dalle sue ceneri, non ostante una condanna passata in giudicato, senza pagare alcuna conseguenza, anche pecuniaria, delle sue malefatte se non meritarsi l’appellativo di Dubol, sussurrato in sordina.
    Monti, professore alla Bocconi (poveri studenti!), ha applicato acriticamente tutte le ricette pervenute dall’estero, accreditandosi, come un vero quisling, presso chi ora sembra vincente al gioco, sicuro di scamparla perché rispetto a Vidkung Quisling ha quasi il doppio degli anni.
    Su Letta stendiamo un velo pietoso di silenzio.
    Adesso attendiamo Renzi …. con speranza?
    Minimo comun denominatore: nessuno paga per i suoi errori!
    Gli italiani pagano per tutti, tanto noi siamo splendidi!

  • Dostoevskij  On febbraio 24, 2014 at 3:07 pm

    in un certo senso il punto di vista è condivisibile se s’intende che dato un paese posto nell’assoluta incapacità di far qualsiasi cosa che non sia infierire in qualche modo su se stesso ben venga anche un Renzi alla guida, perchè no? chi siamo noi per giudicarlo come direbbe il sommo pontefice?

    certo che se si vuol intendere che Renzi e chi lo spinge da dietro siano in qualsiasi modo qualcosa di nuovo o se si vuole far passare l’idea che i “soldi buoni” che stiamo scambiando con la nostra capacità di produrre ricchezza reale e sostentamento per il paese siano mossa buona e giusta allora io non posso che dissentire.

    Ritornando al primo punto che dire? data la classe dirigente del paese e il livello medio di chi la sostiene (e non!) a tutti i livelli adesso meno si fa meglio è per tutti. andare con una nuova (o vecchia) moneta è ininfluente (anche se la teoria economica ci dice, a ragione, il contrario) e fossi nel generale starei attento ad invocare questi benedetti tagli alla spesa improduttiva in un paese dove non troverebbe neanche 2 dirigenti d’accordo sulla sostanza di quest’ultima.

    l’unico rimpianto per quanto mi riguarda è aver perso il governo Letta in un momento così delicato che in quanto ad immobilismo era stato di grande esempio per tutti e inspirato per lo più dalla lungimirante capacità di frenare ogni passo in qualsiasi direzione (non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare!). Speriamo a questo punto che Renzi non sia da meno e che prima o poi qualcuno risolva in maniera civile e ragionevole i problemi più in alto e trovi il tempo e la pazienza di venirci a spiegare (senza secondi fini ovviamente!) cosa è giusto fare per mandare avanti in maniera sostenibile questo paese in tempi così difficili (ah ah ah ah)

  • donato  On febbraio 24, 2014 at 3:17 pm

    Aldilà della posizione del Gen.Cadorna che trovo costruttiva anche se ahinoi
    eccessivamente “wishful thinking”.Esaminiamo se il governo in carica diretto
    da un personaggio che finora ha brillato per demagogia,incompetenza,esibizionismo e trovate cervellotiche (come la grottesca ricerca della Battaglia di Anghiari) possa conseguire qualche risultato
    positivo.Nella composizione del governo ci si è attenuti come al solito al Manuale
    Cencelli (incomprensibile rimozione della Bonino) e non sembra che la personalità del nuovo ministro dell’economia sia tale da indurre un evoluzione favorevole delle distrose dinamiche economiche in atto .Il capo di questa male assortita compagine si è distinto negli ultimi mesi
    per aver fatto esattamente il contrario di ciò che annunziava pubblicamente e
    non dubito che continuerà a farlo specialmente in campo fiscale anche in futuro.

  • clack  On febbraio 24, 2014 at 3:23 pm

    Cadorna, sicuro di non chiamarsi Badoglio?

  • Carlo Cadorna  On febbraio 24, 2014 at 5:09 pm

    Impossibile: Badoglio era un generale capace ma dedito all’interesse ed all’arricchimento personale. Il Gen. Cadorna era incorruttibile e dedito esclusivamente all’interesse primario delle istituzioni ( Oietti-Cose viste, Rocca-Cadorna, Lettere famigliari).

  • SC  On febbraio 25, 2014 at 11:18 am

    Condivido l’ultimo post di anefasto in pieno.
    non ho elementi per criticare Cadorna, ma Badoglio era strategicamente un incapace e politicamente un incompetente.
    Bella la premessa di Renzi costrtto da Napolitano ad avere nel dicastero piu’ importante del governo uno come Padoan che disse: «La riforma Fornero è stato un passo importante per la risoluzione dei problemi dell’Italia». Uno che lavorava per FMI come responsabile per l’argentina… quando l’argentina e’ andata in default a seguito delle imposizione di Padoan stesso.

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