GEOPOLITICA DELL’UCRAINA:UN FILO NERO DA ADOLF HITLER A BARAK OBAMA di Antonio de Martini

Un falso lettore del blog che si è firmato Seth è intervenuto nella scorsa analisi sullo stesso tema, salvo poi risultare inesistente quando gli ho mandato un link a fini informativi per offrirgli ” lo straccio di prova” che lui dichiarava inesistente circa l’interesse USA nella vicenda ucraina..

Segno che è un argomento sensibile e quindi approfondisco.

Oggi, a margine di un convegno a Monaco di Baviera, la 50 convention sulla sicurezza, John Kerry ha trovato il tempo per ricevere una delegazione di ucraini appartenenti all’opposizione ( Vitaly Clichko e Arseny Iatseniouk), ai quali ha rivolto parole di incoraggiamento e commentato gli avvenimenti dicendo che ” La stragrande maggioranza degli ucraini vorrebbe vivere in un paese libero e prospero”. Sottoscriviamo e allarghiamo questa aspirazione a tutti i paesi europei del Mediterraneo afflitti da 20 milioni di disoccupati e sbeffeggiati  nelle loro ansie di indipendenza da decisioni prese costantemente altrove. Quanto alla democrazia, in Parlamento i deputati di opposizione sono 48 su 132.

Interessante la dichiarazione di Kerry – che ha abbandonato Ginevra e i negoziati di pace sulla Siria dove evidentemente la sua presenza è inutile e probabilmente dannosa – per raggiungere Monaco di Baviera, dove è certo di poter contare su amici di lunga data, come quelli di Radio Free Europe  e le rimanenti cellule di nazionalisti ucraini che in Baviera hanno vissuto e lavorato a lungo.

Qui il KGB uccise un nazionalista ucraino , Stefan Bandera,  con un pacchetto di sigarette americane ( Lucky Strike) avvelenato.

Da qui Radio Free Europe ha incitato per anni gli ucraini alla rivolta armata contro l’Unione sovietica; qui l’organizzazione Gehlen nascose i suoi archivi raccolti quando era il servizio “I” del gruppo armate est  durante la seconda guerra mondiale; qui ci furono nel 1942 approcci di pace separata tra URSS e Germania e si consolidò la dottrina geopolitica tedesca circa l’Ucraina.

Nel libro “ Beria, il Giano del Cremlino” una ponderosa biografia di quasi mille pagine ( su cui torneremo) scritte dalla storica d’oltralpe Françoise Thom ( les editions du Cerf 2013 con il concorso della Università della Sorbona) da pagina 393 a 400 si riferiscono i negoziati  informali tra  Heinrich Himmler ( Gestapo e SS) e Sergo Beria ( NKVD), per interposte persone per negoziare una pace separata, nel 1942.

Contrariamente a quanto si sapeva, Hitler ne fu pienamente coinvolto e informato e seguì con attenzione l’evolversi degli incontri dall’autunno 1942 fino ai primi del 1943 con da una parte Edgar Klaus – un ebreo lettone a fedeltà variabili – che a un certo punto coinvolsero anche Alessandra Kollontaj ambasciatrice URSS a Stoccolma e Dekanozov nominato appositamente ambasciatore a Sofia altro paese “mediatore”.

Adolf Hitler volle rimandare la conclusione dell’accordo a dopo una vittoria significativa  che non ci fu, perché, come, ribadì più volte, non intendeva restituire l’Ucraina, il granaio del mondo. e aveva bisogno di un successo militare per tenersela.

Sappiamo come andò.

Ho ripreso questi lontani eventi per chiarire che l’acquisizione dell’Ucraina alla Germania era un punto fermo della strategia hitleriana (fino ad accettare il rischio, avveratosi, di perdere la guerra piuttosto che cederla) proprio come lo è della strategia tedesca del secondo dopoguerra, tanto che ha accettato un legame diretto con il regime nazista proprio nel salvaguardare e trasbordare – armi e bagagli –  l’intera organizzazione del generale Reinhard Gehlen  nella nuova repubblica democratica tedesca, non appena costituita, riprendendosi l’intero gruppo che durante le trattative di pace aveva lavorato alle dipendenze dell’ OSS americano ( cfr Servizio Segreto, le Memorie di Reihard Gehlen, reperibile anche su amazon.com). E’ una strategia essenziale per la geopolitica tedesca e lo è anche per quella americana, in perfetta continuità con il Fuhrer.

Conseguenza di tanta attenzione, anche nel secondo dopoguerra, fu la guerriglia nazionalista ucraina durata anni contro l’occupazione dell’URSS ed il rinascere del partito nazionalista (  Praviy Sektor ” zona destra” col nucleo duro degli ultrà di calcio) che ha fatto la sua apparizione durante le manifestazioni cosiddette ” europeiste” di questo periodo.

Gruppi ( c’ é una foto su “Le Figaro” on line del 28 gennaio) nazionalisti con evidenti simpatie neo naziste caratterizzano le manifestazioni di questi giorni  e conducono azioni violente , inalberano come simbolo la croce runica – nota anche da noi  e in Francia- e due numeri simbolici – l’ho appreso sempre da “Le Figaro” – il 14 dal numero di parole usate in una frase chiave di uno storico appello alla razza bianca e 88 che rappresenta la doppia H ( ottava lettera dell’alfabeto) di Heil Hitler.

La signora Merkel continua i suoi interventi  sempre più minacciosi e si è fatta appoggiare da John Kerry e dai suoi apparati di intelligence e controinformazione, ripetendo l’errore già commesso in Siria di appoggiare e rifornire gruppi di fanatici in odio a Putin ed alla smerdata ricevuta nella vicenda siriana.

Ecco perché sostenevo che si stanno scontrando due strategie anni trenta ( di Hitler e Beria) sul povero corpo dell’Ucraina che ha il solo torto di avere un potenziale agricolo invidiabile  e si trova a un tiro di missile da Mosca.

 

 

 

Annunci
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

Commenti

  • Anafesto  On febbraio 2, 2014 at 5:22 pm

    Soprattutto ora che si è riaccesa la seconda guerra mondiale con altre modalità vengono a galla strategie degli anni 30.
    Credo che in Ucraina abiti più di qualche milione di cittadini russi che non credo sarebbero molto felici spezzare i legami con la madre patria e anche gli ucraini, in varie interviste di anni orsono, all’epoca della Timoshenko, dicevano: “Putin è alle porte di casa, Bush dall’altra parte del mondo, in caso di necessità ….”, magari anche solo per il metano a prezzo amico.
    Non credo che le cose siano molto cambiate, soprattutto ora che la Russia sta riprendendo il suo posto in un mondo multipolare; fomentare rivoluzioni più o meno colorate non so quanto possa essere utile a paesi decisamente in declino.
    Una nota: credo che Beria si chiamasse Laurenti Pavlovich

    • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 5:32 pm

      Sergo é il nomignolo credo caucasico. Era Georgiano Come Stalin.
      E’ stato molto calunniato, me è il padre di quel filone che ha portato alla Perestroika.
      Anche di lui, come di Gheddafi, Farouk ed altri hanno detto che era un predatore di bambine. Leggendo la biografia si vede che erano calunnie.

    • Fabrizio  On febbraio 2, 2014 at 5:44 pm

      E chi ci va più dietro la volontà del popolo, che gli italiani volevano entrare in europa?… e i meridionali, che volevano l’unità d’Italia?
      Sono guerre di conquista. E di regola i popoli conquistati vengono ridotti in miseria.

      • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 6:06 pm

        Si gli italiani hanno sempre contato la più alta percentuale di europeisti. Molti tra i capi carbonari erano del sud a partire da Rosolino Pilo.
        Caro Mrlboro, i soldi spesi da tuo padre per farti studiare, mi pare siano finiti in fumo.

  • Luigi za  On febbraio 2, 2014 at 6:03 pm

    Quindi la Germania ci riprova e probabilmente non ha mai smesso di pensarci.
    Mi sto convincendo sempre di più giorno dopo giorno che aveva ragione quel tale che una volta disse in occasione della possibile riunificazione delle due germanie: “Amo tanto la Germania che preferisco averne due”.

    Non ne sono certo ma mi par di ricordare che fosse il ns. Andreotti

  • luigiza  On febbraio 2, 2014 at 6:12 pm

    @ antoniochedice
    Ecco perché sostenevo che si stanno scontrando due strategie anni trenta ( di Hitler e Beria) sul povero corpo dell’Ucraina…

    La strategia russa é chiara e comprensibile visto che con l’Ucraina confina.
    Non mi spiego invece la posizione tedesca che lei suggerisce.
    Se si guarda una piantina dell’Europa dell’Est si vede che tra Germania e Ucraina c’è di mezzo la Polonia.
    Forse che i tedeschi danno per scontato che sia solo una espressione geografica e non uno Stato sovrano?
    Cioè pensano che Slesia e Pomerania torneranno a far parte della Germania mentre il resto dellla Polonia é trattabile?

    • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 7:06 pm

      La Polonia è lo stato più filo USA ligio alla NATO, quindi acquisito. L’Ucraina è a portata di mano, avvicina eventuali basi USA a Mosca (460 km) e in più la Russia è una minaccia tradizionale per l’alleato polacco e per i tre stati baltici abbandonati malvolentieri. Essi temono la vicinanza di una Russia stretta alleata dell’Ucraina e vedrebbero volentieri allontanarsi il pericolo.

  • robertobuffagni  On febbraio 2, 2014 at 6:57 pm

    Grazie per la bella analisi, e per la segnalazione libraria molto interessante. A me sembra che oggi, la Germania faccia geopolitica per conto terzi…

    • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 7:14 pm

      Si sta scaldando i muscoli per poi operare in proprio ed ha annunziato che da quest’anno avrà un ruolo politico e militare più incisivo che per il passato. Si noti il “militare”, l’invio di truppe in centro Africa ” a sostegno dell’Europa” e il crescendo di ammonimenti al presidente ucraino, la tutela della Tomaschenko e gli acquisti di derrate alimentari in Ucraina con smistamento del ” non più fresco” ai mercati degli Stati baltici. La Finlandia ormai giura in tedesco come l’Olanda.
      Dei vicini della Germania, si salva la sola Danimarca per il rapporto tradizionale con la GB…

  • robertobuffagni  On febbraio 2, 2014 at 7:22 pm

    e a suo parere, dove gli tireranno la riga del nec plus ultra, Oltreatlantico?

    • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 7:32 pm

      Per ora stanno saggiando le difese russe. In Siria i russi sono riusciti a reggere senza frizioni troppo evidenti. In Ucraina le frizioni si evidenziano già di più, ma c’è l’intercapedine tedesca che non andrà troppo oltre per non perdere il cliente migliore. In Caucaso saranno guai seri se i sauditi non si fermeranno, ma la Russia potrebbe prendersela con loro. Attraverso i suoi alleati in Medio Oriente. Pakistan non escluso.

    • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 7:37 pm

      Lei parlava della Germania e io ho frainteso. La Germania cerca di assumere il controllo imponendo una economia basata sul Gold exchange Standard abbandonato dagli USA nel 1971. Se riesce distrugge gli USA. Qui, prima o poi, si scontreranno direttamente e non solo per interposto euro come adesso.

  • luigiza  On febbraio 2, 2014 at 8:03 pm

    Grande, grandissimo de Martini. Analisi stupenda.
    Però pur essendo il sottoscritto un cinico malfidente realista mi consenta una ultima amara riflessione: la ns. specie sembra incapace di agire senza prevaricare il proprio simile. Il termine ‘collaborare’ non é contemplato nel suo dizionario.

    Le grandi fiammate della WWII sembra non siano state da monito e paiono ormai dimenticate.

    Siamo un fallimento biologico, non vedo motivi perchè esso debba continuare visto il grado di distruzione acquisito in grado di mnettere fine all’esistenza anche di altre specie che abitano in condominio questo pianeta.

    • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 8:54 pm

      Al contra rio: gli USA e la Russia “collaborano” coi rispettivi vassal li.

      • antoniochedice  On febbraio 2, 2014 at 9:03 pm

        Il problema è che in queste vicende che cerco di illustrare sommariamente manca il termine ” spontaneamente” o ” fraternamente” . La Geopolitica è la “scienza” della competizione per il controllo di un territorio, le sue risorse, i suoi abitanti.
        Io mi limito a misurare.
        La collaborazione – anche tra gli uomini – è nata per esigenza di caccia di grandi prede e per esigenze belliche.
        Se non siamo uniti da un pericolo imminente, ciascuno fa per se.
        La saggezza italiana condensa il tutto nel detto: ” chi pecora si fa, il lupo se la mangia”.

  • donato  On febbraio 2, 2014 at 11:34 pm

    L’Ucraina ha 27000 milioni di $ di debito estero lascerei che a pagarlo fosse
    la Kanzlerin Merkel la cui generosità è oramai leggendaria.Cmq IMHO la crisi
    viene attizzata ad arte per bloccare intesa russo/vaticana sulla Siria rinfocolando
    la questione degli uniati.

    • antoniochedice  On febbraio 3, 2014 at 8:24 am

      Sempre il solito pusher eh?

  • Matteo Thomann  On febbraio 2, 2014 at 11:39 pm

    Se vi interessa, ho tradotto un articolo tedesco di Germain Foreign Policy, proprio sulla situazione ucraina, Stepan Bandera, Tjahnybok e la Germania…
    “L’espansione degli interessi europei….”
    http://matteothomann.blogspot.it/2014/02/lespansione-degli-interessi-europei.html

    • antoniochedice  On febbraio 3, 2014 at 8:25 am

      Grazie, ora cerco di aprirlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: