LA COSTITUZIONE PIÙ BELLA DEL MONDO HA DISEGNATO UN PAESE INGOVERNABILE. di Marco Reis

http://corrieredellacollera.com
L’Amico Marco Reis ha mandato un brillante post circa l’agibilità della nostra Costituzione.
Parla di corda in casa dell’impiccato. Dal1964 continuo sulla via tracciata da Pacciardi, Maranini, Cadorna, Tomaso Smith, chiedendo una revisione della Costituzione per far partecipare alla politica il grande assente: il popolo.
Dove non sono d’accordo con Reis, è sulle cause della mancata riforma.
Egli sostiene che si tratti di follia. Io ritengo si tratti di furbizia.

Se si fosse riformata la Costituzione quando lo proponemmo, i vari governi che si sono succeduti non ci avrebbero indebitato fino al collo.
Merzagora, Pacciardi, Pella, Bettiol, Scalfaro, Scelba, Paolo Rossi, Mauro Ferri, Malagodi, Alessi, Colombo, non l’avrebbero consentito.

Da Saragat in poi la maggior parte dei presidenti della Repubblica avrebbe dovuto scegliersi un altro mestiere e tutti i segretari di partito, avrebbero guadagnato il loro pane col sudore della fronte.

L’Italia si è ridotta come vediamo, ma loro sono tutti individualmente ricchi o hanno lasciato questa valle di lacrime con la consolazione di aver sistemato i parenti.

I mocassini di D’Alema sarebbero rimasti in vetrina, Berlusconi avrebbe dovuto accontentarsi di guatare le bambine ai giardinetti come faceva il papà di Saragat piu volte pizzicato dai CC, e Mario Monti da Varese si sarebbe limitato ad insegnare teorie del piffero in una università commerciale per figli di raggiunat un po’ ritardati, tendendo trappole ai colleghi per fare il Preside.
Credimi, non sono pazzi. Sono furbissimi.


La Costituzione Più Bella Del Mondo ha disegnato un paese ingovernabile con almeno 4 grandi centri di potere in conflitto: 2 parlamenti ben distinti ma con le identiche prerogative, 1 presidente che sembra la figurina Panini della Regina Elisabetta ma è completamente un’altra cosa con in mano due o tre assi giocabili a piacimento, più 1 magistratura svincolata da tutto e da tutti, e sempre e comunque con l’ultima parola in mano. A questi si aggiunge il 5° potere, che non sono i media ma una massa di bramini strapagati che controlla e porta il carrozzone dello Stato (circa il 60% del Pil) dove gli pare (cioè essenzialmente in tasca propria), al cui vertice ci sono i bramini nerovestiti con l’ultima parola sempre e comunque in mano.
***
Qui non si fa nessuna riforma della giustizia, per il semplice fatto che non si fa nessuna riforma. Tantomeno una riforma che tagli un po’ di unghie ai bramini svincolati da tutto e con l’ultima parola in mano. Tantomeno una qualunque riforma che per arrivare alla fine deve seguire un percorso che è un gioco dell’oca colossale le cui regole sono scritte sulla Settimana Enigmistica (ma con soluzione solo sul prossimo numero, che non uscirà mai), in cui basta una piccola scoreggia di un qualunque bramino tra i milioni, per bloccare qualsiasi cosa.
***
Dunque, sì, contrariamente a quello che pensi siamo alla follia. Perché il meccanismo è strutturalmente folle, e tutti quelli che ci sono dentro con la testa (in quanto ci sono dentro con il portafoglio: dunque, milioni) sono folli.
***
E già me l’immagino. Riforma della giustizia ! Si ricomincia con anni di ravanate, titoli urlati e sempre uguali, urgenze e proclami di Re Giorgio, aventini e cappi nel Doppio Parlamento, finchè un giorno, per un miracolo che ovviamente nessuno sa immaginare, metti per assurdo che arriviamo alla Riforma della Giustizia.
***
Ah, sì? Bella, interessante… I bramini nerovestiti e con l’ultima parola in mano si trovano nel segreto del loro Tempio e, mentre sul portone il carabiniere balla il Dadaumpa, decidono. Poi i bramini, quando il carabiniere ha finito di ballare, escono e te la comunicano, la decisione sulla riforma: “No, niente da fare. E’ incostituzionale, contraria alla Costituzione Più Bella del Mondo”.
***
Lo hanno appena fatto con lo Statuto dei Lavoratori Più Bello del Mondo, quando un tizio che fabbrica automobili ha invocato il Terzo Versetto, Quinto Paragfrafo: “Ooooh, là. Per poter continuare a lavorare stavolta sono io che invoco il Terzo Versetto, Quinto Paragrafo”. I bramini si sono riuniti, mentre il carabiniere passava al Tuca-Tuca, e hanno deciso: “Bravo. Hai proprio invocato il Vangelo giusto, che abbiamo sempre strenuamente difeso, notoriamente a vantaggio del Popolo. Peccato però che il Terzo Versetto, Quinto Paragrafo, è incostituzionale. Scusa, se non ce ne siamo accorti prima: stavamo guardando il carabiniere ballerino”.
***
Spiacente, amico mio: non se ne esce neanche se metti l’Ufficio Internazionale di Berlusconi alla Dogana di Chiasso, con vista Italia.
Il casino vero è appena appena cominciato.

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Commenti

  • Marco Reis  Il agosto 3, 2013 alle 11:45 am

    Onoratissimo. Davvero. 🙂
    ***
    Spinto dall’orgoglio di questa ospitalità da parte di un amico che stimo a mille, ti stavo preparando… una seconda puntata molto brillantona, ma mi servirebbero dei dati che non trovo: sulle ascisse un percorso –mettiamo- di un secolo, sulle ordinate i dati sull’incremento del numero dei bramini di Stato, nonchè il trend di esplosione dei bilanci pubblici da loro controllati. Da qualche parte sulla riga si trova il punto di non ritorno. Economico e ideologico al tempo stesso.
    ***
    Uno bravo –che voglia capire meglio anche la fabbricazione del moderno oppio dei popoli- ci può aggiungere il grafico della crescita dei servizi, e in particolare dei servizi di produzione culturale (e mediatica, cioè trasmissiva) generata dai bramini di Stato (ti offro un caffè se mi trovi oggi un intellettuale che, direttamente o indirettamente, non sia un produttore culturale che vive di soldi pubblici, cioè provenienti dal Tempio dei Bramini), e hai tutto quello che serve per capire perché stiamo andando a sbattere senza alternative, e per di più ci stiamo andando con qualche migliaio di super bramini nerovestiti, più alcune centinaia di migliaia di prima fascia, più milioni di furbi inconsapevoli che… danno la colpa al Berlusca. La follia cui accennavo è questa: NON certo una CAUSA, ma il banale EFFETTO di una produzione mentale volta alla propria furbizia tattica, ma moltiplicata per svariati milioni di vassalli, valvassini e valvassori braminici di Stato.
    ***
    Una roba semplicissima, insomma, che disegni a colori e in un paio di righe il rapporto tra risorse materiali, struttura sociale e –quindi- sovrastruttura ideologica braminica.
    ***
    Io non li trovo, i dati di base, perché sono un marxista da quattro soldi. Ma sono tutte fonti aperte: potremmo chiedere a Leo Rugens…

    • antoniochedice  Il agosto 3, 2013 alle 11:55 am

      Buona idea, anche perché sto per andare al mare.
      Ti posso dare un numero rozzo: l’Italia che produce ( 30 milioni) versa all’Italia dei Bramini & compari ( (2 milioni secondo Martelli a un Congresso di Bari, che ormai saranno diventati quattro) il 52% dei propri guadagni.
      Quindi fatto cento il prodotto nazionale lordo, i trenta milioni che lo producono vivono con cinquanta e i quattro milioni di approfittatori vivono con l’altro cinquanta. Un pro capite sette volte superiore.
      Il resto mancia.

  • Marco Reis  Il agosto 3, 2013 alle 2:01 PM

    Altolà ! 2 milioni ??? Ma che dici ?
    I quattrocentomila euro di un bramino di prima fascia non sono lontani (ideologicamente) dai 40 mila di un usciere delle province, che si frega le mani al pensiero di continuare a riceverli a vita senza sudare e senza il bisogno di suicidarsi, e pure con la maggiorazione di diventare a breve un ‘regionale’. Perché bisogna far finta di risparmiare almeno le Province.
    ***
    Passando attraverso i ‘commessi’ della Camera e tutto il resto si tratta di milioni di persone SOGGETTIVAMENTE non profittatori di default (a parte i profittatori, che tra loro sono una barbarità), ma di sicuro abituate a stare ben ben attente a non uscire dal Tempio, centro e origine della loro Vita. Tutti compresi sono oltre 4 milioni. Poi c’è un problemuccio: ci devi mettere i famigliari: vorrai mica che aspirino a veder perdere il ‘posto’ di casa? E i ragazzini aspiranti a entrare nel Tempio?
    A QUANTI MILIONI SEI ARRIVATO ?
    ***
    POI FAI UN TEST SEMPLICE, che io faccio spesso e con risultati divertenti: chiedi a un tuo amico quanti dipendenti pubblici conosce. Lo fai pensare e ti fai dare, alla fine, un numero. Poi gli chiedi quanti di quelli secondo lui votano ‘a destra’. Fai la percentuale e vedi se c’è un po’ di somiglianza con i dati medi nazionali. Magari conosce qualche raro parà della Folgore, però se conosce soprattutto funzionari, e insegnanti, giornalisti di stato e altri simili produttori di cultura braminica dominante, non stare neanche lì a perdere tempo. E goditi la spiaggia.

  • Frank  Il agosto 3, 2013 alle 3:22 PM

    Troppo spesso di dimentica e si omette di dire che la nostra costituzione viene fuori da un periodo di dittatura. E perciò esistono pesi e contrappesi al fine di tutelare l’equilibrio tra i poteri dello stato.
    La carta costituzionale e’ largamente inapplicata, non servono riforme, besterebbe applicarla e si scoprirebbe che il federalismo era già presente.
    Tutte chiacchere quelle sulle riforme, fumo negli occhi.
    Non basta fare una legge o una costituzione solo sulla carta. Bisogna applicarla, e quindi, parlare di riforme non significa assolutamente nulla.
    Riformate pure certe leggi o articoli della costituzione, ma senza leggi antitrust il concetto stesso di democrazia e’ risibile.
    Inoltre, troppo spesso si nomina la magistratura come se fossero dei maghi con palla di vetro tramite la quale scoprono questo e quello.
    Nessuno parla mai di chi porta le notizie di reato, i magistrati non sono altro che dei cittadini che vivono in una torre di avorio. Tutto ciò che sanno o vengono a sapere e’ determinato da forze di polizia e suggeritori vari.
    Poiché molti dei critici della magistratura NON menzionano mai questi fatti, mi pare evidente che si tratta di attacchi a un ordine che, giustamente, e’ sottratto al potere politico, in teoria.
    La follia e’ credere a certe cose senza aver letto un testo costituzionale, non la costituzione.
    La follia e’ invocare riforme in un paese dove di leggi ce ne sono anche troppe.
    La follia e’ tacere il ruolo dei servizi di sicurezza, attaccando solo e soltanto la magistratura.
    La follia e’ continuare a vivere in questo cesso chiamato Italia.

  • gicecca  Il agosto 3, 2013 alle 3:42 PM

    Secondo Le Monde di ieri il 27% dei giovani francesi vuole emigrare. Noi chiamiamo “cesso” la nostra patria. Mi pare che facciamo solo ammuina. Andiamo tutti chi può) al mare !!! Ci vediamo a settembre. giC

    • antoniochedice  Il agosto 3, 2013 alle 5:42 PM

      Ragazzi, tutti al mare. Specie se ci sono le elezioni.
      Riguardo ai cessi, mi sono ricordato di un detto napoletano: ‘a vita è nu cesso. E tu, sì a vita mia!

  • Monica  Il agosto 3, 2013 alle 8:27 PM

    40 mila euro un usciere della provincia? siete impazziti? io come funzionario di una regione prendo circa 25 mila lordi l’anno, se conoscete una provincia dove pagano un usciere 40 mila ditemi qual’è che chiedo trasferimento e contestuale demansionamento. buon mare a tutti.

    • Marco Reis  Il agosto 4, 2013 alle 7:58 am

      ‘usciere’ stava per impiegato medio. comprensivo di PREMI DI PRODUZIONE’, straordinari, ticket restaurant e pacche sulle spalle. Ci aggiunga un po’ di ‘malattia’ a gratis. I costi sono quelli. Il vigile del mio paese batte a 1700 in busta: faccia un po’ lei i conti. 🙂 E comunque un Funzionario regionale a 25 mila lordi fuori tutto devo ancora vederlo: che regione, signora ?

      • Monica  Il agosto 4, 2013 alle 11:48 am

        Regione Emilia-Romagna, stipendio di un funzionario in categoria D1 ammonta a ben milletrecento euro netti al mese, più la tredicesima, più un premio di produzione di circa duemilaeuro netti all’anno. la malattia a gratis è un po difficile farla, la visita fiscale è assicurata, io non sto in malattia nemmeno quando sono malata 🙂 dato che poi non potrei più uscire per accompagnare mio figlio all’asilo, o in piscina, o per le sue varie necessità; i ticket restaurant dopo la manovra Monti dell’anno scorso ammontano a ben 7 euro per ogni giorno di rientro pomeridiano, direi che per mangiare vengono spesi! bene, se non mi crede le mando il mio cud via mail. ho come la sensazione che sui dipendenti pubblici circolino leggende a manate, e soprattutto che non si facciano le dovute distinzioni tra i dirigenti e il resto dei lavoratori. saluti cordiali.

      • antoniochedice  Il agosto 4, 2013 alle 1:00 PM

        Brava Monica!
        Tiriamo fuori i dettagli.

  • Marco Reis  Il agosto 4, 2013 alle 8:48 PM

    Adesso vi rovino la giornata sotto l’ombrellone. 🙂
    ***
    Cara Monica, se la Casta dei Bramini non vi passasse, a voi Sacrestani del Tempio di Stato, anche delle calcolatrici cinesi farlocche, lei potrebbe sapere che 1300×13 più 2000 di premio, più 700 per un centinaio di ticket annui, fa 19.600. Di netto.
    Qui si parlava di stipendio lordo, e il lordo è all’incirca il doppio, tra ritenute fiscali (la parte di suo stipendio da dare a Letta) e quelle previdenziali (ergo: salario differito). Il suo lordo è dunque di 39.200: ho sbagliato di 800 euro annui ? Sì, se lei non fa 1 minuto di straordinario. 🙂 E’ lei che ha sbagliato di 15.000. 🙂
    ***
    E non mi mandi il Cud: lo conosco bene perchè la mia dolce metà è una D2 e questi discorsi glieli faccio sempre. Piuttosto, compatisca la povera donna che mi ha sposato. 🙂
    ***
    Ma… ma manca una cifra. Grossa. Grossissima.
    Quanto vale la certezza dello stipendio sicuro a vita, mai neppure in ritardo di 24 ore, garantito anche se fate una rapina all’asilo di quartiere? Non è una gran bella cosa, ancorchè impalpabile, che avete in busta? Non vale forse UNA ENORMITA’ CHE VI GUARDATE BENE DAL MONETIZZARE ?
    In questa crisi che è semplicemente una corsa all’indietro, ha mai sentito parlare di un dipendente pubblico suicida? Io ho sentito di un vigile omicida, indignato perchè non dovevano cacciarlo se rubava.
    ***
    In altri termini: siete dentro il Recinto del Tempio. Non avete la più pallida idea di cosa succede là fuori. Non potete sentirlo sulla pelle. Non potete sentirlo nell’ansia di quella mia vecchia amica, mamma di 2 figli, licenziata due volte, che ha trovato lavoro solo perchè è una amministrativa bravissima. E che grazie a una estrema e riconosciuta bravura può ripartire, a 55 anni con 1.000 euro al mese. Con il capo che l’ha avvertita: “A settembre potremmo chiudere”. E’ sotto l’ombrellone anche lei, oggi. L’ombrellone della piscina comunale, perchè ha fatto uno sforzo per uscire dall’afa di casa.
    Non lo sapete. Non immaginate. Pensate che i ticket servono “per mangiare”. Quando “per mangiare” sono invece gli 80-90 pacchi di pasta e riso e altre povere cose che solo la mia Parrocchia fa fuori a ogni distribuzione.
    ***
    Non è colpa vostra, ovvio. Le voglio rovinare la giornata, ma, certo, non colpevolizzandola assurdamente e non interferendo nel vostro mantra “Non è di mia competenza”.
    ***
    Non assurdamente, però, le dico che siete ormai un blocco sociale, chiuso nel Recinto delle Garanzie. Ancorchè apparentemente minime, per carità. Ma le assicuro che tra lei e la mia amica, di differenze professionali ne immagino ben poche; c’è però un abisso in termini di rapporto materiale con la vita.
    E non mi stupisco dunque se questo vostro blocco è sostanzialmente schierato in politica. E non mi stupisco se io, vecchio Pci, ricordo l’Ultimo Operaio eletto nel mio consiglio comunale nel 1985. Poi più niente. E non a caso se vedo adesso l’elenco dei dirigenti, leggo che sono tutti nel Recinto del Tempio.
    Un blocco sociale che governa il Tempio di cui dice di essere Servo.
    ***
    Non si offenda, Monica. Pensi alla povera donna che mi ha sposato. Ma a queste cose che le ho detto ci pensi un pochino, la prego.
    ***
    Intanto lascio tutti voi sotto l’ombrellone e mi godo la montagna. Sono a Cogne, in Valle d’Aosta. Aria pura, una fantastica ‘ndrina calabrese che controlla il Tempio Regionale -alla faccia della fontina-, e monti bellissimi. E pensate un po’: non ho tra le balle quel Servo dello Stato di Ingroia.
    Mi ha salvato le vacanze, andando a fare il Sacrestano del Tempio in Sicilia.

  • Monica  Il agosto 5, 2013 alle 9:21 am

    ho la sensazione che sia una questione di punti di vista.
    l’irpef che io “verso” ammonta a meno di 5000 euro l’anno, ma è chiaro che è una posta figurativa, io non verso niente, ne tantomeno il mio datore di lavoro; e così pure i contributi previdenziali, che come è noto la pubblica amministrazione non versa proprio per niente. i quali ammonterebbero a circa 8000 euro all’anno, per un totale quindi di 32 mila euro annui, considerando che non faccio un minuto di straordinario e non potrei farlo nemmeno volendo in forma retribuita, dato che è contingentato da anni e consentito solo alle strutture speciali.
    ma il problema è un’alto: se lei dipinge l’immagine di questo bramino di prima fascia gongolante perchè percepisce una retribuzione di 40 mila euro si suppone che la percepisca, giusto, è questo che capisce chi legge, non che stia gongolando al pensiero dell’ammontare della sua retribuzione lorda comprensiva pure di oneri previdenziali , della quale si intasca meno della metà. un conto è scrivere che un usciere si becca 40 mila euro l’anno, un conto è scrivere che un funzionario se ne becca 19.600. l’impatto dell’articolo cambia, non le pare? provi a scrivere di questo funzionario gongolante perchè si ciuccia ben milletrecento eurini al mese tondi tondi e vedrà che forse l’effetto cambia.

    per quanto riguarda la saga del dipendente pubblico che vive nel suo mondo fatato e non sa cos’è la crisi ecc. ecc., perbacco, in questo periodo non c’è sito internet che non ne racconti un episodio, chiusi in questo castello dorato non percepiamo niente perchè abbiamo occhi, orecchie e naso foderati di prosciutto, anzi, di culatello, perchè con tutti gli sghei che indebitamente intaschiamo compriamo solo di quello. suggerirei di mettere i piedi bene a terra e di cominciare a pensare che forse sappiamo benissimo dove siamo, noi bassi ci chiediamo tre o quattro volte al giorno come fa a vivere la gente in queste condizioni, e per quanto ci riguarda per quanto continuerà ad arrivare lo stipendio, quelli in alto per quanto ancora sarà possibile continuare a manovrare soldi pubblici come se piovesse, noi bassi per quanto ancora in alto continueranno a manovrare soldi pubblici come se piovesse, e com’è che ancora non hanno pensato di smettere, ecc. ecc.
    dobbiamo suicidarci per fare notare che abbiamo ben presente qual’è il problema? seriamente si pensa che non abbiamo mariti, figli, vicini di casa nei guai, che non andiamo a fare la spesa, che non entriamo nei negozi? come si fa a pensare che non ci frega niente di niente
    l’immagine del dipendente pubblico che lei dipinge è da opereretta, il recinto dorato, il mantra non è di mia competenza, ma dove vive?? e come pensa di rovinarmi la giornata con quello che scrive, secondo lei davvero vivo nella casa di campanellino ed è la prima volta che i miei delicati occhietti leggono discorsi di questo tipo? mi scusi, ma è la crema delle banalità scritte e pensate sull’argomento.

    in definitiva, secondo il mio modesto parere sarebbe meglio smettere di inventarsi i “nemici” e di dipingere la realtà degli altri secondo il proprio modo di vederla, magari è più utile mettere le basi per attivare sani confronti produttivi tra le persone evitando di chiudere le stesse in categorie delle quali si predefiniscono condizioni e addirittura pensieri o non pensieri. non so francamente a chi possa giovare un’operazione del genere. personalmente non sono schierata in politica da nessuna parte, ho una posizione anzi abbastanza critica e del tutto indipendente che non nascondo affatto, non sono entrata nel pubblico impiego grazie a raccomandazioni di alcun genere e non godo di alcun favore nell’avanzamento di carriera, come si vede dalla mia retribuzione.
    come me parecchi altri.
    purtroppo non è alla nostra portata alcuna iniziativa in ordine alla riduzione della spesa pubblica che contribuiamo ad alimentare, come lei secondo me sa bene se sua moglie è funzionario di cat. D2, così come nessuna proposta. la spesa pubblica si alimenta indebitamente con ogni probabilità grazie alle clientele delle quali la politica ha bisogno per garantirsi, e per questo motivo sono necessari e urgenti i dovuti distinguo in ogni analisi del tipo di quelle che lei fa; un conto sono i dipendenti, e mi consenta anche malpagati, necessari per il reale svolgimento delle funzioni pubbliche, un conto sono gli ulteriori clienti pagati a fronte di nessuna reale necessità, e non certo con stipendi come il mio. facendo di tutta l’erba un fascio si ottiene il risultato di non fare nessuna analisi utile al fine di non individuare per niente il problema allo scopo di propinare soluzioni improbabili e di nessuna utilità ma di grande risalto pubblico e mediatico in perfetto stile Brunetta, e di fare anche imbestialire quei poveracci che lavorano più seriamente possibile in cambio di retribuzioni di certo non ottime. certamente il risultato può essere di chiudere per benino il recinto.

  • Marco Reis  Il agosto 5, 2013 alle 9:00 PM

    Aaaaagh, Monica ! Se lei, oltre alla calcolatrice rotta, pensa che sono “poste figurative” i soldi delle tasse e per la pensione dei dipendenti pubblici, hoccapito perchè abbiamo qualche difficoltà a intenderci. 🙂 Cosa le daranno, di pensione: i bigliettini del Monopoli? 🙂
    ***
    Mi scusi, ma alla seconda riga sono crollato.
    Comunque, al primo suicidio di un dipendente pubblico, mi avvisi e riprendiamo questa simpatica chiaccherata. Intanto io mi metto comodo. 🙂

  • Monica  Il agosto 5, 2013 alle 9:08 PM

    senz’altro, al primo suicidio corro ad avvisarla, intanto lei si riposi che si vede che ne ha bisogno.

    • antoniochedice  Il agosto 5, 2013 alle 9:09 PM

      Brillanti entrambi!

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