IL NUOVO PRINCIPE ” GRAMSCIANO” È L’ORDINE GIUDIZIARIO: GODE COME IL PRINCIPE MEDIOEVALE DI IMMUNITÀ E IMPUNITÀ SULLE PROPRIE AZIONI E DI POTERI ASSOLUTI SULLA LIBERTÀ DEGLI INDIVIDUI. di Antonio de Martini

Vedo un ennesimo segnale del nostro provincialismo nella miopia a riconoscere il carattere globale di alcuni fenomeni sociopolitici, come ad esempio il rafforzamento del ” partito dei giudici” in sempre piu numerosi paesi, mentre noi evitiamo ogni analisi e preferiamo ritenerlo una sorta di baruffa locale verso un singolo e i suoi amici.

Ritengo invece che il fenomeno stia assumendo la forma e i contenuti di un quasi ritorno al biblico ” governo del giudici” privilegiato da Jahvé, rispetto al sistema ” monarchico” di prevalenza del potere esecutivo, tollerato dal Dio biblico, obtorto collo, a causa della insistenza del popolo di Israele per essere governato da un re-guerriero ” come gli altri popoli” invece che dai giudici.

In questo stesso istante, in Egitto, Pakistan, India, Stati Uniti, Italia, Spagna, Francia, sappiamo esistere – senza pretese esaustive di conteggio – conflitti tra l’ordine magistrale ed il potere esecutivo, per determinare una prevalenza della magistratura rispetto ai governanti eletti, presentata come lotta per l’autonomia ma che in realtà è una guerra di indipendenza che fa seguito all’ottenimento della completa immunità de facto , precede l’assunzione del controllo politico e si è già sostanziata nella ” correzione” di importanti equilibri istituzionali.

Negli USA Richard Nixon fu defenestrato, Carter imposto, Clinton paralizzato da un magistrato.
Mentre i Presidenti USA restano in carica per un massimo di otto anni, i membri della Corte suprema durano a vita e i pubblici ministeri sono eletti a suffragio universale.
In Israele, Shimon Peres, candidato cronicamente sfortunato, giunse alla presidenza dello Stato di Israele grazie alla sentenza di un giudice che condusse alla eliminazione del Presidente eletto Moshe Katzav. Ehud Olmert fu fatto dimissionare da un magistrato e lo sarebbe stato anche Sharon ( col figlio) se fosse vissuto abbastanza.
Avigdor Lieberman , ministro degli esteri, incriminato per frode, ha dovuto cedere la gestione del dossier più delicato del governo – quello palestinese – al guardasigilli Tzipi Livni.
Bisogna ammettere che si tratta di tutte scelte in meglio. Irrituali, ma in meglio.

Nei paesi mediterranei, il fenomeno sta assumendo aspetti inevitabilmente personalistici, ma i risultati investono gli equilibri politici delle corporazioni di riferimento.
In Spagna, la penetrazione di questo nuovo ” contender” del potere è stata bloccata con l’alt deciso inferto a Balthazar Gárzon, anche se il potere giudiziario sembra riprendersi, mirando direttamente alla casa reale.

In Italia la scomposta lite da cortile in corso è troppo nota per soffermamici, ma forse un pensierino sulla genesi di Tangentopoli sarebbe utile, svelenirebbe il clima politico e si smetterebbe di incolpare i comunisti ( che han dimostrato, anche recentemente, di essere stati sopravvalutati per anni ).
Oltralpe, il fenomeno è in ritardo ma in sviluppo con gli ultimi due presidenti della Repubblica ( Chirac e Sarkozy) imputati in procedimenti penali e un paio di ministri già condannati per reati comuni.

Il tutto ebbe inizio con il Presidente Valery Giscard d’Estaing e la vicenda ricordata come ” i diamanti di Bokassa”.
la Francia è ” in ritardo” rispetto a noi e agli spagnoli, per la soggezione che la legge impone ai giudici rispetto al governo, ma l’ostacolo sembra essere ormai superato attendendo la scadenza del mandato del governante. I giudici sono a vita e possono attendere.
In India, siamo noi stessi vittime casuali del nuovo ruolo della magistratura che ha umiliato il Governo indiano ( e non solo) mostrando di essere in grado di condizionare perfino la politica estera, ma in realtà l’obiettivo è il condizionamento ( e il ridimensionamento) della casa reale dei Ghandi.
In Pakistan, i magistrati hanno appena condizionato l’elezione presidenziale escludendo dalla candidatura l’ex Presidente Pervez Musharraf ed infliggendo a lui e all’esercito l’umiliazione dell’arresto.

In Egitto, il lungo braccio di ferro tra il Presidente Mohammed Morsi e l’intera classe dei giudici è sulle prime pagine dei giornali del mondo.
I continui rinvii del processo all’ex Presidente Hosni Mubarak, sembrano far parte di questo confronto.
In Inghilterra, la magistratura con la sua inchiesta sui reati sessuali della/nella BBC ( la vera roccaforte della governance) e dei politici, sta assumendo caratteristiche da rastrellamento.
L’inchiesta sullo sfruttamento sessuale dei piccoli ospiti dei dodici orfanotrofi del Galles che venivano portati a Londra in pullman per i festini, minaccia di aprire scenari drammatici nella capitale e negli equilibri del potere anche finanziario.

Per converso hanno l’immunità piu completa. Non riesco a trovare un solo nome di magistrato. In tutti i paesi citati, che sia stato, non dico condannato, ma nemmeno indagato per un qualche reato, magari una multa, nessuno indagato per aver comprato una casa ( qui torniamo in Italia) – come dire – a buon mercato, nessuno cui si attribuiscano abusi o peculati. Nessuno cui si addebitino responsabilità di sorta ( nemmeno per il caso Tortora), nessuno che venga indagato per corruzione. Nemmeno chi ha gettato i soldi nel cassonetto o a chi hanno trovato 12 miliardi sul conto corrente. La massima punizione sono le dimissioni spintanee.

I poteri forti hanno già registrato questo cambiamento del baricentro del potere e in tutte le banche, assicurazioni, imprese multinazionali , si sono venuti creando sempre piu importanti uffici destinati alla compliance ossia alla verifica preventiva di ogni atto societario con lo scopo di renderlo inattaccabile da parte della magistratura.
Basta che vi sia un sospetto minimo di ipotesi di intervento di un giudice e l’azione viene cancellata.

Si tratta di una cultura nata negli Stati Uniti – paese in cui la lettura letterale della Bibbia fa premio anche sulle teorie scientifiche di Darwin al punto che ne è vietata la divulgazione scolastica in molte scuole – cresciuta nelle periodiche Conventions di magistrati che si tengono con regolarità, e divulgate nel mondo tramite il fedele e obbediente veicolo dell’FBI dovunque questo abbia presa culturale con corsi, collaborazioni a indagini ecc. Altro che CIA.

Mi sono spesso interrogato cosa verrà dopo la democrazia. Adesso comincio a intravvederlo.
Se la qualità della classe politica non migliorerà e se le cariche dei magistrati non diventeranno elettive, possiamo dire serenamente addio alla libertà.

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Commenti

  • gicecca  Il maggio 12, 2013 alle 7:21 am

    Capisco perfettamente il tuo “volare alto” sul tema “che cosa dopo la democrazia”; é molto tipico del tuo blog. Io mi limito terra terra a ricordare a noi italiani che 26 anni fa nel 1987 votammo un referendum, di cui riporto tema e risultati.
    Abrogazione delle norme, per stabilire una responsabilità civile anche per i giudici.
    Quesito: “Volete voi l’abrogazione degli articoli 55, 56 e 74 del codice di procedura civile approvato con regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1443?”
    totale percentuale (%)
    Iscritti alle liste 45 870 931
    Votanti 29 866 249 65,10 (su n. elettori) Quorum raggiunto
    Voti validi 25 896 355 86,70 (su n. votanti)
    Voti nulli o schede bianche 3 969 894 13,30 (su n. votanti)
    Astenuti 16 004 682 34,90 (su n. iscritti)
    Risultati
    Voti %
    RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 20 770 334 80,20%
    RISPOSTA NEGATIVA NO 5 126 021 19,00%
    bianche/nulle 3 969 894
    Totale voti validi 25 896 355 100%
    Dopo la scelta degli italiani circa la responsabilità civile dei giudici, il Parlamento approvava la Legge 13 aprile 1988 n. 117 sul “Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati”, nota come «legge Vassalli», (votata da Pci, Psi, Dc) il cui disposto, secondo molti, si allontanava decisamente dalla decisione presa dagli italiani nel referendum, facendo ricadere la responsabilità di eventuali errori non sul magistrato ma sullo Stato, che successivamente poteva rivalersi sullo stesso, ma solo entro il limite di un terzo di annualità dello stipendio. Dall’epoca della sua entrata in vigore, nessuna sentenza di condanna è mai stata pronunciata sulla base di tale legge.
    Come si vede, la sovranità non risiede nel popolo, ma altrove. La trappola sta, secondo me, nell’art. 1 (b) della Costituzione che prima recita: é vero, “La sovranità appartiene al popolo” ma aggiunge subito dopo “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
    Si noti che gli articoli del CPC che il referendum ha abrogato erano articoli dell’era fascista.
    Un medico che svaglia viene condannato da un giudice; un giudice che sbaglia non viene neanche raggiunto da un avviso di garanzia. La legge é eguale per tutti. GiC

    • antoniochedice  Il maggio 12, 2013 alle 7:49 am

      GiC, i tuoi apporti sono sempre preziosi.
      i dati che offri ai lettori ed a me, sono un’altra prova della presenza – anche in Italia – di questo nuovo potere in marcia, che non risponde a nessuno e cui nessuno si oppone.
      Almeno ” qualcuno” dovrebbe avere interesse a impostare il problema in questi termini politici e costituzionali – ad esempio uno della cerchia che circonda Berlusconi – potrebbe mirare a creare un ampio fronte di forze politiche a difesa, mentre con l’impostazione data al contenzioso tra B e ” i magistrati comunisti” di Milano, è inevitabile che questi sia condannato a difendersi in solitudine politica attorniato da famigli, forse devoti, ma certamente fessi.

  • donato  Il maggio 12, 2013 alle 5:02 pm

    E’ dal 1992 che è così.

  • Giacomo C.P.  Il maggio 12, 2013 alle 8:53 pm

    Ineccepibile. Che strano che nessuno dica perlomeno un terzo di quello che dice lei. Visto che lo stesso Berlusconi – che considera la magistratura il suo principale nemico – non ha fatto nulla contro di essa, ritiene possibile che dietro si muovano altre forze?

    • antoniochedice  Il maggio 13, 2013 alle 5:52 am

      Quando un nuovo fenomeno cresce, le forze egemoni tendono a contrastarlo e coloro che aspirano a diventare nuove forze cercano di strumentalizzarlo o ad aggiungersi .

  • Mario Maldini  Il maggio 13, 2013 alle 12:26 pm

    Analisi ben argomentata, ma si potrebbe aggiungere che l’origine remota e primaria dei problemi politici italiani risiede nel fatto che per decine di tornate elettorali, europee, nazionali e regionali, i nostri lamentosi concittadini hanno
    sempre elargito un grande sostegno alle tre famiglie politiche- comunisti, cleri-
    cali e fascisti – e alle loro mimetizzazioni, che non hanno il bagaglio etico per
    condurre una democrazia. Chi è causa del suo mal………..

    • antoniochedice  Il maggio 13, 2013 alle 1:26 pm

      Approfitto per segnalare anche la significativa defenestrazione di Dominique Strauss Khan dal Fondo Monetario internazionale e il suo non luogo a procedere non appena firmò le dimissioni.
      La procedura duro tredici minuti a cura del procuratore Vance ( figlio di ).
      Vero che le famiglie politiche aspiranti al potere in Italia siano prive di un bagaglio etico che le legittimino a governare.
      Vero però che anche in USA si trasmettono il potere di padre in figlio ( o moglie).
      Vero però che la famiglia laica italiana stia messa anche peggio, essendo diventata non solo monarchica con trasmissione del seggio di padre in figlio, ma anche per “diritto divino”, nel senso che si trasmette anche ai discendenti intellettualmente non dotati.
      Basta il sangue.

  • antoniochedice  Il settembre 19, 2013 alle 3:16 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERA.

  • oraetsemper  Il settembre 19, 2013 alle 12:16 pm

    Rober Bork, avvocato generale dello Stato negli USA e aspirante giudice della Corte Suprema ha scritto il libro: “Coercing Virtue: the Worlwide Rule of Judges” in cui mette in guardia dal pericolo del potere giudiziario non solo negli USA ma in tutto il mondo. L’attivismo della magistratura sta intaccando seriamente il potere politico che, bene o male, ha una legittimazione popolare e, soprattutto, può essere defenestrato, i magistrati no. Non si possono toccare e se commettono reati, c’è sempre un collega pronto alla clemenza, a meno che lo sfortunato non sia un cane sciolto…. in quel caso si può anche infierire per dimostrare che tutto quello che si dice, anche in questa sede, non è vero.
    Curiosità: dei nove giudici della Corte Suprema degli USA tre sono ebrei, nonostante la percentuale di ebrei negli USA sia infinitamente inferiore, che voglia dire qualche cosa?

    • antoniochedice  Il settembre 19, 2013 alle 1:13 pm

      Che gli ebrei prediligono le professioni liberali tipo l’avvocato.

  • oraetsemper  Il settembre 19, 2013 alle 3:00 pm

    Giusto. Ottima risposta!

  • fausto  Il settembre 20, 2013 alle 4:50 pm

    I magistrati disonesti fanno il paio con i disonesti in generale. Ne siamo pieni purtroppo.

    Provocazione: perché un magistrato dovrebbe rispondere civilmente delle proprie fesserie e tutti gli altri invece no? Voto a favore della responsabilità civile da addossare loro, a patto che si faccia altrettanto con i politici. Se fanno schifo, paghino i danni.

    Detta così è sterile. Provate ad immaginarvi il nano che va da un assicuratore e gli dice: ” mi voglio candidare alla guida dell’Italia; mi fate una polizza per responsabilità civile nell’esercizio delle mie funzioni istituzionali?” Immaginate cosa risponderebbe l’assicuratore eventualmente sano di mente….quanti problemi risolti sul nascere!

    • antoniochedice  Il settembre 20, 2013 alle 5:25 pm

      Fausto, l’assicurazione è sua…….

      • fausto  Il settembre 20, 2013 alle 10:22 pm

        Era solo umorismo. Mi resta sempre indigesta questa faccenda dei politici che pretendono giudizio immediato per chiunque faccia qualcosa di sbagliato, meno che per se stessi. E’ poco sportivo, vero?

      • antoniochedice  Il settembre 20, 2013 alle 10:28 pm

        Lo dicono anche gli indiani: quando lo scontro politico si accentua e qualcuno si lamenta. Dicono: this is no cricket.
        Intendono che non ci sono obblighi di lealtà.
        Credo che per ripristinare un po’ di correttezza si debba ripristinare la pena di morte.
        È non faccio umorismo.

  • Papi  Il ottobre 4, 2013 alle 10:54 am

    Molto interessante.
    Però per non dare adito a dubbi, di tutte quelle inchieste fatte dal potere giudiziario, che hanno influito negli equilibri politici, ce n’erano di inventate o non suffragate dai fatti? Quante? Applicando leggi fatte da chi?
    Altrimenti l’articolo è da ribaltare e l’emergenza prioritaria rimane sempre quella politica, non a partito preso tipo ‘abbasso la politica’.
    Oggi per chi governa sono tempi impossibili, il sistema, chiamamolo occidentale, crolla, per non dire che è in caduta libera.
    Infine anche il mandato dei politici, in Italia, è a vita…

    • antoniochedice  Il ottobre 4, 2013 alle 1:08 pm

      L’articolo non è da ribaltare: la classe politica NON gode di impunità e sopratutto non è inamovibile per legge.
      Nei fatti le concedo che si tratti di due facce dello stesso conio.
      La nostra politica è eterodiretta dalla CIA e la magistratura dall’FBI.
      Con maggior discrezione non necessitando i magistrati di consenso popolare. Se non è zuppa….

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