FEMMINICIDIO OVVERO IL SUICIDIO DELL’INTELLIGENZA. IOSEFA IDEM REMA NEL SENSO SBAGLIATO. ALFANO NON SEGUA LA CORRENTE. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Non bastava una tedesca a spiegarci quel che dobbiamo fare in economia e così ce ne hanno affibiato un’altra.
il neo ministro Josefa Idem vuole creare una Task Force per fare un intervento legislativo sul ” Femminicidio”.
Bisogna essere mortalmente stupidi per accettare l’idea di fare una nuova legge sull’omicidio distinguendo tra l’uccisione di un uomo e quello di una donna, considerando quindi non uguali gli esseri umani e più sanzionabile l’omicidio di una femmina.

Intanto perché numerosi tra gli assassini che hanno infierito su donne, mostrano – anche in foto – elementi evidenti di disturbo mentale.
E anche chi non mostra segni di palese anomalia, di certo non ha tutti i venerdì.

Secondopoi, perché l’omicidio di una donna è un fenomeno non significativo dal punto di vista quantitativo: Vittorio Feltri in un bell’articolo pubblicato oggi, fa notare che su tremila omicidi annui solo trecento riguardano donne.

Si tratta certo un reato particolarmente odioso, ma non può essere considerato un fenomeno crescente e, sopratutto, dai tempi di Alessandro Manzoni ( e del suo patrigno Cesare Beccaria) mi sembrava ormai dimostrato che l’inasprimento delle pene non provoca una diminuzione dei reati.
La vera differenza che crea l’allarme sociale rispetto a un ” normale” omicidio, consiste nel fatto che si è spesso trattato di un omicidio annunziato.

Il modo per fermare questo aberrante fenomeno è semplice ed efficace e non richiede interventi legislativi, bensì amministrativi.

Con una circolare di servizio il ministro dell’interno Angelino Alfano, può avvertire tutti i funzionari di polizia – carabinieri inclusi – che qualora si verificasse un caso di omicidio annunziato nel loro territorio, il questore della città, il dirigente del commissariato e il comandante provinciale dei Carabinieri dovranno essere, automaticamente e in giornata ( dal magistrato di turno?) , rimossi dall’incarico e licenziati – per giusta causa – dall’Amministrazione centrale da cui dipendono entro trenta giorni dall’accertamento del delitto.

In caso di inadempienza alla disposizione di cui sopra, il licenziamento d’ufficio colpisce anche il Prefetto e/o il comandante regionale dei Carabinieri.
Analoga sanzione colpisca anche il dirigente di commissariato o il sottufficiale di servizio di una stazione o una tenenza ( o della GDF che comunque dipende anche dal Ministro dell’interno) che rifiuti di accogliere l’esposto di una cittadina che si sentisse minacciata.
Il reato esiste e si chiama abuso d’ufficio ( un tempo si chiamava omissione di atti d’ufficio, poi inglobato).

Con la stessa circolare, il ministro autorizzerà i funzionari a sguarnire postazioni fisse ( da anni) di guardia o sospendere un servizio esterno o amministrativo per dare protezione semi permanente ( accompagnare al lavoro e riaccompagnare a casa come hanno fatto a Befera/equitalia) alla persona minacciata, autorizzandolo a viaggiare nell’auto della persona da proteggere.

Il dirigente potrà altresì chiedere con urgenza il rimpiazzo di organico direttamente al servizio scorte competente per territorio che invierà un militare addestrato, se necessario prelevandolo da una scorta più numerosa ( alcune scorte sono composte da tre e più uomini).
Vorrà dire che per qualche giorno la Finocchiaro ( o la Pivetti come ex presidente della Camera) il carrello della spesa se lo porterà da sola.
E non vengano a dire che devono mantenere le scorte per via del caso Preiti , perché non ci caschiamo e potremmo ficcare il naso nell’inchiesta.

Cara la mia Josefa, ecco un compito non costoso da perseguire in tema di uguaglianza dei cittadini. La scorta venga data ai più minacciati e deboli, non ai più importanti.
Poi un post scriptum per il ministro : esiste un indirizzo internet http://www.freeguns.biz in cui si può acquistare una pistola senza numeri di serie e senza verifiche ( insegna a farla) che c. aspettano ad oscurarlo?

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Commenti

  • donato donato  Il maggio 7, 2013 alle 10:04 pm

    Molto bene Antonio,condivido,come spesso mi accade,completamente quanto da te espresso.
    Sicuramente non e’ possibile avere pene diverse secondo il sesso della vittima.
    A presto!!!!!!
    Donato(chiavari)

    • antoniochedice  Il maggio 7, 2013 alle 10:05 pm

      A prestissimo spero

  • Mario Maldini  Il maggio 8, 2013 alle 7:38 am

    Come definire un’omicidio annunziato? In Romagna c’è ancora l’abitudine, fra
    le persone di una certa età, di salutare un amico con la formula ” cut vegna un
    colp! “. Nell’augurare il ” colpo” ( sarebbe un ictus, un’infarto o altro infortunio
    grave) si cela un sicuro e scaramantico affetto, non si fa fra sconosciuti, ma la formula potrebbe
    indicare anche un colpo di pistola o di archibugio. Noi cultori del dialetto locale,
    che ci viene dai Padri Romani, che tennero gli Alemanni a debita distanza per secoli, rischiamo una incriminazione nel caso il
    destinatario del rituale saluto venga poi trovato, o trovata, senza vita?

    • antoniochedice  Il maggio 8, 2013 alle 8:09 am

      Per omicidio annunziato intendo – e mi scuso per non averlo precisato – una situazione in cui una persona depositi la denunzia di minacce ricevute da un ex o aspirante spasimante o di un creditore usuraio. Cio’ che ha colpito la pubblica opinione e’ che in parecchi casi si verifica un omicidio con vittime che avevano depositato esposti a carico di personaggi rivelatisi fondati. Le forze dell’ordine dicono che “hanno le mani legate” perche’ considerano proprio compito la repressione ( ormai quasi mera registrazione) di reati e non la prevenzione a meno che non si tratti di una rapina in banca che da lustro e attenzione dei media. Colpire nella carriera questi burocrati dell’ordine e’ il miglior modo per fargli alzare il culo dalla sedia.

      • tassokan  Il dicembre 31, 2014 alle 12:19 am

        In inghilterra sono riusciti a ridurre di tantissimo il numero dei “femminicidi”, o , per meglio dire degli omicidi commessi da persone conviventi con al vittima, non necessariamente compagni , ma anche solo figli, fratelli, ecc.
        Prima di tutto con pene draconiane in caso di violenza sotto l’efetto dell’alcool, si va in galera anche solo con un pugno o uno schiaffo..
        Poi con i servizi sociali che seguono i singoli casi e con l’allontanamento coatto dei mariti o parenti violenti o affetti da turbe psichiche.
        Se si riavvicinano alle famiglie i cacciati finiscono subito in galera, per direttissima, in quanto di solito già condannati in parola oppure con la condizionale per le botte precedenti.
        Funziona.

      • antoniochedice  Il dicembre 31, 2014 alle 12:22 am

        A mio avviso la cura del fenomeno non può essere unicamente giuridica, ma anche medica. Con pene e cura per i maschi che ricorrono alla violenza e pene e cura per le donne che calunniano specie coinvolgendo i figli.

  • roberto buffagni  Il maggio 9, 2013 alle 11:48 am

    Purtroppo credo che l’intelligenza, in questo come in altri casi, non si suicidi da sé ma venga suicidata. La sua proposta di prevenzione degli omicidi annunciati sarebbe ottima, ma, etc. Comunque speriamo che qualcuno la ascolti.

  • antoniochedice  Il dicembre 30, 2014 alle 4:44 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Josefa non c’è piu, ma il problema è rimasto…..BUON ANNO anche a lui

  • gino monte  Il dicembre 30, 2014 alle 11:15 pm

    caro de martini, non concordo sull'”omicidio annunziato”, non farebbe che inasprire il nazifemminismo. non c’è già il reato di “minacce”?
    sai quante volte na donna m’ha detto “t’ammazzo!”… le dovevo far arrestare tutte?
    invece di dire cazzate, analizziamo la realtà:
    1) ogni 10 violenze uomo-donna ce n’è 6 donna-uomo
    2) la donna è più specializzata in ammazzare bambini, che è più vigliacca
    3) nelle separazioni c’è un fioccare intenso di infami calunnie contro gli uomini, addirittura di stuprare i propri figli (se una fa così con te poi che gli fai?)
    4) le violenze sono la risposta a una situazione insopportabile culturale, legislativa e finanziaria SOLO a favore delle donne, la natura non può essere cambiata. e la natura prevede che io reagisca all’infamia, alla vessazione, alla schiavitù, alla rapina.
    DI QUESTE COSE OCCORRE PARLARE, CON CORAGGIO!
    altrimenti l’islam vincerà.

    • antoniochedice  Il dicembre 31, 2014 alle 12:06 am

      Non ho trattato casi di malattia conclamata limitandomi ai casi ” normali” ma questo intervento conferma che oltre a tipi alla Josefa esistono tipi alla monte per i quali c’è poco da fare.

      • tassokan  Il dicembre 31, 2014 alle 12:21 am

        Gino è un noto troll, purtroppo.

      • demo  Il dicembre 31, 2014 alle 1:55 am

        fai il brillante ma sei un cretino

      • antoniochedice  Il dicembre 31, 2014 alle 8:35 am

        A Natale siam tutti fratelli

  • gino monte  Il dicembre 31, 2014 alle 9:23 pm

    è pieno anche di masochisti ai quali piace farsi schiacciare (dalle donne in questo caso) e di demagoghi i quali usano la parolina magica (troll), alla quale è legata un’aura di negatività, per combattere idee contrarie.
    ho scritto migliaia di commenti su rischicalcolato, scenarieconomici in vari anni e definirmi troll è alquanto da ignoranti.
    divinizzate le donne perchè evidentemente nella vita ne avete viste poche, la merce rara acquista valore.
    quando si tratta di donne perdete la ragione. buona schiavitù!

    • antoniochedice  Il dicembre 31, 2014 alle 11:14 pm

      Devi aver avuto una madre dal carattere difficile. Buon anno.

  • gino monte  Il gennaio 2, 2015 alle 3:13 am

    al contrario. una pezza di pane.
    no, è che io di donne ne ho avute tante (vivo in sudamerica da 20 anni) e quindi dò loro il giusto valore.
    e purtroppo ho visto troppi uomini italiani rovinati dalle donne.
    alla fine il nocciolo della questione è la domanda/offerta di sesso (che è definita in fin dei conti da costumi che nascono nell’ambito delle religioni).
    poi, caro de martini, dire della gente (senza conoscerla) ” tipi alla monte per i quali c’è poco da fare” è molto poco scientifico. ma non mi offendo, in fatto di scienze umane le posso dare scuola, doposcuola, scuola serale e pure ripetizioni.

    • antoniochedice  Il gennaio 2, 2015 alle 6:25 am

      Sopratutto ripetizioni. Ripetizioni.

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