LEZIONE DALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI: IL PIÙ SERIO È L’EX PAGLIACCIO

“Ciao Tonino, grazie per gli auguri di pasqua con tante scuse per averti risposto con molto ritardo. Sto viaggiando molto ma ti seguo sul tuo blog con molto interesse.
Come italiano all’estero sono molto soddisfatto per la sconfitta di Prodi alla votazione per presidente della repubblica. Quando ho sentito Berlusconi dichiarare che aveva intenzione di espatriare se fosse stato eletto Prodi, mi sono veramente preoccupato.
Ora mi sento meglio. Tenetevelo in Italia.
un abbraccio”

Credo che questa mail pervenutami da un caro amico che si guadagna la vita lavorando nelle Americhe, sia il miglior commento si possa fare alla ennesima farsa che ci viene ammannita da una classe dirigente che rifiuta di accettare di restituire al popolo il suo sacrosanto diritto di scegliere il capo dello Stato direttamente.
I capi cosca ( hanno rubato anche il nome di “partito”) litigano tra loro senza mai uscire allo scoperto rendendo l’elezione incomprensibile, inaccettabile e nauseabonda.
Ogni giorno che passa mostra che, a casse vuote, continuano a rubare quel che è rimasto: le briciole di dignità che ci permettevano di girare per il mondo senza vergognarci di dover ammettere di essere italiani.
Mi torna alla mente la battuta che Francesco Cossiga fece a De Mita a proposito della sua elezione: quando non si ha una maggioranza, bisogna accontentarsi della unanimità.
Speriamo che il prossimo capo dello Stato lo elegga il popolo direttamente. Altro che D’Alema.

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Commenti

  • gicecca  Il aprile 20, 2013 alle 6:41 am

    Credo che nel titolo, quando é scritto “ex pagliaccio” ci sia un ex di troppo. E chi si affida a un pagliaccio, ricordi che di pagliaccio si muore. GiC

    • antoniochedice  Il aprile 20, 2013 alle 12:55 pm

      Non ho notizia di pagliacci, o ex pagliacci, che abbiano provocato i lutti che hanno provocato le cosiddette persone serie.

  • urc  Il aprile 20, 2013 alle 8:55 am

    Come al solito la situazione ripropone il dilemma di Garibaldi fatta l’Italia si devono trovare gli “italiani”. Quando l’età – come è nel mio caso – diventaragguardevole e si ha avuto la fortuna di osservare molte situazioni dagli anni ’60 ( il rumor di scabole, ve lo ricordate?) ad oggi nasce un profondo disprezzo per i mtanti caudatari che sopravvivono, parassitariamente, all’ombra di grandi e piccoli leader e aspirano a prenderne il posto. Convinzioni, opinioni sproloqui si espandono. Oggi abbiamo il parlamentarismo “individuale” con tante teste, più o meno “idioti” più o meno “sapienti” ( in campo psicologico si intende un individuo che presenta una o più capacità super sviluppate in concomitanza con un certo grado di ritardo mentale – vedi Wikipedia) con un contorno di scribbacchini di politologi da strapazzo etc.
    Ma rari sono i “cittadini” senza poi considerare i cosiddetti attributi e i servitori del Paese.

    • antoniochedice  Il aprile 20, 2013 alle 12:57 pm

      Insomma, un po’ mancano i italiani, un po’ gli attributi.
      Mi pare contraddittorio….

      • urc  Il aprile 20, 2013 alle 1:44 pm

        E che mancano gli uni e gli altri. Tant’è che si ricorre a un giovane di 88 anni, che poi ha anche in qualche modo partecipato al pateracchio.

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