L’ ATTACCO ALL’ITALIA COMINCIA OGGI. HA RAGIONE NAPOLITANO: O L’EUROPA CAPISCE E CI DIFENDE O E’ LA FINE DELL’EUROPA . di Antonio de Martini.

Tra i lettori di questo blog ci sono alcune persone che mal digeriscono i miei tentativi, non sempre riusciti di essere ” neutrale” rispetto alla morale o ai torti e le ragioni.

UNA PREMESSA NECESSARIA.

Per raggiungere un punto di vista il più possibile oggettivo ( anche se si è sempre oggettivi a favore o contro qualcuno) bisogna cercare le proporzioni del reale e , oggi, il reale è il mondo nella sua interezza. Se si ragiona a livello locale o per categorie morali,, si conquista certo il paradiso, ma si perdono molte opportunità di capire quel che accade.
Provo a sintetizzare alcuni dati che trascrissi qualche tempo fa e che considero la cornice del mondo.
Semplifichiamo calcolando che tutti gli abitanti del mondo siano pari a cento persone, dobbiamo sapere e accettare che 57 di questi sono asiatici, 21 europei , otto africani e quattro americani. Altri sono frazioni.
52 sarebbero donne e 48 uomini; 89 gli eterosessuali; 70 sarebbero di colore; 30 bambini e 30 cristiani. Una sola persona avrebbe una istruzione universitaria e 6 persone possederebbero il 59% delle ricchezze della terra e due di questi sarebbero americani. Gli analfabeti sarebbero settanta.

Occuparsi di Geopolitica significa tenere a mente queste proporzioni e cercare di ragionare il più scientificamente possibile attorno alle rivalità di potere che gli Stati hanno sui territori , senza che ne scaturisca necessariamente uno scontro armato, ma non potendo prescindere dai rapporti di forza che si instaurano.
Non si tratta di attenersi a una neutralità di tipo relativista, ma di non confondere il piano etico con quello degli accadimenti.
Alla Geopolitica propriamente detta, si è aggiunta la ” Geoeconomia e finanza” che diventa ogni giorno più importante da capire e da divulgare, perché oggi come oggi – lo ha detto il politico giapponese Korekyo Takahashi – ” Le conseguenze di una sconfitta economica sono più difficili da superare che quelle di una disfatta militare.”

ENTRIAMO NEL VIVO

L’attacco all’Italia è cominciato oggi . Ventiquattro ore dopo la soluzione della crisi spagnola.
il New York Times titola ” worry for Italy Quickly replaces relief for Spain” mentre più modestamente l” Herald Tribune ” che è la versione venduta in Europa, ” After rescrue for Spain, focus turns to Italy’ s risks” . Entrambi gli articoli sono firmati da Elisabetta Povoledo.

La differenza tra ” forte preoccupazione” ( worry) e attenzione ( focus) è già indicativa del tono con cui parte l’attacco.
Le affermazioni indimostrabili e indimostrate, sono molto simili a quelle della campagna contro la Siria: ” italian officials privately expressed concern” che il prestito alla Spagna non fosse sufficiente…( che c’entra l’Italia?).
” Italy main stock index ” è stato lunedì il peggiore d’Europa” ( succede a turno a tutti e da noi in borsa non ci va più nessuno perché non c’è nulla da comprare).
The main fear is that Italy cannot grow its way out of recession fast enough to pay a montainous national debt ( nessuno ci ha mai chiesto di saldare il debito pubblico).
Poi l’affondo: un tale Daniele Sottile dello studio commercialista Vitale &associati , da Velletri dico io , ha detto che ” è la prova che i meccanismi europei destinati a fermare la crisi, non stanno funzionando” e Sergio Marchionne – sempre allo stesso seminario veneziano – ha detto ” qualcuno faccia qualcosa prima che si arrivi al punto di non ritorno” .
In entrambi i casi abbiamo avuto l’onore della prima pagina, assieme ad un’altra banalità detta da Monti in una delle mille occasioni di intervento: ” esiste un permanente rischio di contagio”.
Per accreditare il convegno veneziano, la Povoledo dice che ha ricevuto un messaggio da Monti, senza spiegare che un messaggio non si nega a nessuno.
Dice anche che Monti ha preso più decisioni di politica economica in sei mesi che gli altri governi in dieci anni e infine che è il solo ad aver preso misure contro gli evasori…
Vado sul Web a vedere chi è questa analista politica che da il “la” alla borsa di New York di domani.
Ha un master in Arte preso alla università Mc Gill di Montreal in Canada ed ha trascorso l’adolescenza a Winnipeg nel Manitoba. Nel curriculum vitae ha anche aggiunto che ha studiato arte a Urbino.
A giudicare da quel che scrive, appartiene a qualche corrente surrealista.
Che brutta fine per ” l’autorevole” New York Times, fare il buttafuori di Soros e della citybank.

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Commenti

  • Roberto  Il giugno 13, 2012 alle 9:17 am

    Bel post! Complimenti

    • antoniochedice  Il giugno 13, 2012 alle 9:32 am

      Se sei d’accordo, fai circolare.
      E’ indispensabile che l’Europa si muova , ma è imperativo che l’Italia prenda l’iniziativa. Oggi.

  • libertyfighter  Il giugno 14, 2012 alle 9:35 am

    Napolitano non ha mai ragione su fattori economici. Capisce di Economia più o meno come di Meccanica quantistica. Non è indispensabile che l’Europa si muova. E’ indispensabile che si capisca che CONDIZIONE NECESSARIA ALLA SOPRAVVIVENZA UMANA è che la Produzione deve essere maggiore del Consumo.

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