AFRICA. MALI: : ARRIVA IL SECONDO PRIMO CITTADINO CITTADINO AMERICANO A SPIEGARE COME GOVERNARE. di Antonio de Martini

I nostri lettori, ricorderanno come l’anno scorso segnalammo l’ ascesa al potere somalo – come primo ministro – di un cittadino americano di colore che aveva come elemento distintivo un periodo di impiego presso il comune di New York nel settore assistenza sociale. Certo, non esistendo uno Stato dal 1991, un somalo, una cittadinanza deve pur averla per poter viaggiare..

L’iniziativa del Primo ministro a doppia cittadinanza deve essere stata giudicata un successo, se dall’Africa Orientale e ( italo)anglofona, si è passati all’Africa Occidentale francofona: il Mali .

Infatti, Cheick Modibo Diarra , 60 anni, è stato nominato Primo Ministro ad interim. Cittadino maliano e statunitense, Diarra è un astrofisico di alto livello e ha collaborato a diverse missioni spaziali, in collaborazione con la NASA. Tale curriculum, inconsueto per un uomo di governo, gli ha garantito una certa notorietà a Bamako, ma non popolarità né peso politico.

Il nuovo governo, composto da tecnici e militari, è stato formato il 25 aprile. La missione : ripristinare la pace nel Nord del Paese, occupato da svariati gruppi armati.

Sembra che la crescita dell’influenza americana in Africa del Nord, proceda di pari passo col progredire della violenza.

L’ex Presidente Amadou Toumani Touré, 63 anni, rovesciato dal colpo di Stato il 22 marzo, si è rifugiato nel vicino Senegal insieme alla sua famiglia, accompagnato dal Ministro degli Esteri senegalese, Alioune Badara Cissé.

Contestualmente, diversi responsabili dell’ancien regime, già arrestati , sono stati rilasciati, tra cui l’ex Primo Ministro, Mmodibo Sidibé, in carica dal 2007 al 2011.

La Giunta, ha ordinato loro di mantenersi a disposizione delle autorità competenti ed ha così risparmiato su vitto e alloggio.

Il 26 aprile, dopo una riunione straordinaria ad Abidjan, in Costa d’Avorio, i delegati della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) hanno approvato l’invio immediato di una forza regionale nel Mali e nella Guinea-Bissau, a seguito dei colpi di Stato che hanno animato la primavera africana, alimentata dalla disseminazione delle armi seguita alla caduta del regime di Gheddafi.

La città di Timbuctu, nel nord del Paese, è ormai sotto il controllo del Fronte Nazionale di Liberazione dell’Azawad – gruppo di recente costituzione che rifiuta la definizione sia di ribelle che di islamista – benché formato prevalentemente da arabi mussulmani. C’è chi sospetta che si tratti di elementi già inquadrati la scorsa primavera in Libia.

L’Africa Occidentale, in una sorta di nemesi storica, sta iniziando a trattare una sorta di ” mercato degli schiavi bianchi” almeno altrettanto lucrativo di quello che nell’800 arricchì i Rockefeller.
Al momento sono all’asta al migliore offerente: due Francesi ( Verdon e Lazarevich), una svizzera ( Stockley) e una italiana ( Urru): il solo brand italiano ben quotato in questi giorni.

Così nella confusione e nel disordine assistiamo al cambio della guardia tra i francesi e i subentranti americani che stanno sostituendo i transalpini in Africa Occidentale , come fecero con gli inglesi nel Levante ai primi anni cinquanta.

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