LA TORRE DI BABELE DEGLI ALLARMI E CONTROALLARMI TRA IRAN E ISRAELE.

Israele continua ad autorizzare la costruzione di nuovi insediamenti nei territori occupati, mentre il solito inviato speciale dell’ONU, Robert Serry, ha definito la decisione «deplorevole», e si dice convinto che essa «allontanerà ulteriormente l’obiettivo» di giungere a un accordo sulla costituzione di due Stati indipendenti.

Si tratta di un ennesimo abbaglio della politica estera americana – questa volta col cappello ONU –
I colloqui del 20 febbraio tra il Consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca Tom Donilon e Netanyahu sul programma nucleare iraniano si sono svolti in un’atmosfera molto tesa, perché Netanyahu ha accusato l’amministrazione Obama di permettere a Teheran di portare l’uranio arricchito al 20% a un livello pari al 90%, soglia a suo parere necessaria per la realizzazione dell’atomica.
Nessuno affronta peró il nodo del vettore, ossia, non basta fabbricare un ordigno nucleare, bisogna anche essere in grado di lanciarlo o sganciarlo da un aereo appositamente attrezzato.
Il sito israeliano Debka File, molto vicino all’intelligence , sostiene che il regime di Teheran sembra aver irrigidito le proprie posizioni sul programma nucleare, in sfida alle sanzioni e in prospettiva della ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti.
Il Generale Mohammad Hejazi, vice delle forze armate iraniane, ha infatti minacciato di effettuare un attacco preventivo contro i «nemici» della Repubblica Islamica. Le autorità iraniane hanno poi vietato agli ispettori dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) di visitare l’impianto di Parchin, dove sembra vengano condotti esperimenti sugli esplosivi nucleari e hanno rafforzato le difese antiaeree per proteggere i siti nucleari.
Queste informazioni fanno seguito ad un periodo di notizie ” rasserenanti” che miravano a far ritenere lontano il momento dell’attacco preventivo di Israele.
L’alternanza di notizie ” calde” e ” fredde” mira a nascondere ,con eccesso di notizie, la data dell’attacco.
I tedeschi, alla vigilia delle operazione “Overlord” dello sbarco in Normandia, avevano collezionato, dalla intelligence e dalle intercettazioni, 106 date diverse, tra cui quella rivelatasi poi esatta.
Il ripetersi dello schema puó far credere sia alla tesi del bluff che alla confusione prima dell’attacco.
L’Iran, per non essere colto di sorpresa organizza manovre di allarme antiaereo a ritmo quasi quotidiano. Quanto potrà durare?

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Commenti

  • gicecca  Il marzo 2, 2012 alle 7:39 PM

    Tra pochi giorni Obama parla all’AIPAC, l’associazione America Israele per gli affari pubblici e ne sapremo di più, credo. L’anno scorso per Israele fu un disastro, ma in quest’anno elettorale Obama dovrebbe tener conto degli effetti delle sue affermazioni. Personalmente sono pessimista e vedo possibile lo strike anche se gli USA non offrissero copertura. GiC

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