Africa :inizia la cooperazione transfrontaliera, mentre il governo del sud sudan pensa di fare “il dispetto del marito” a Khartoum. Somalia: c’è un primo ministro con passaporto USA. di Antonio de Martini

 La vita va avanti e noi siamo ancora  benvenuti nei paesi del corno d’Africa.  Il Sudan ha  appena concluso un accordo di Joint Venture con la italiana Eridania Sadam per costruire una raffineria  da oltre mezzo milione di tonnellate annue con la sudanese Kenana che attualente ne produce 400.000 annue.

Il contratto vale  130 milioni di dollari e  la produzione inizierà nel primo trimestre del 2014.    I principali azionisti  sono il governo sudanese ( 30,5%diretto e circa il 6% indiretto), L’Arabia saudita ( 11%) e ( della Lega Araba) l’Arab Authority  for Agricultural Investment and  Development ( 6%), ossia proprio i partners da me indicati nel progetto AAA Africa ( vedi  il post del 17 gennaio ” Il problema dell’Africa, soluzione ragionevole e nuova. Come non si è realizzato  il piano di autosufficienza alimentare  per l’Africa. Adesso lo fa la Cina”.) che ho pubblicato in questo blog e che ha  finora battuto tutti i records di visite da quando pubblichiamo notizie che altrove non si trovano mai. Del piano si può fare il download.

Mentre il Sud Sudan sta prendendo in seria considerazione la possibilità di chiudere i rubinetti del petrolio che ridurrebbero del 40% il PIL del Sudan del Nord,  ma annienterebbero il nuovo stato,   L’Etiopia e il Sudan  (  meglio:le province del Tigrai e del Cassala)  hanno appena firmato  un accordo di cooperazione  regionale  tra la camera di commercio  di Makallé ( città nota agli italiani per i fatti d’arme coloniali) e la “comunità commerciale”( le camere di commercio ancora non esistono) di Cassala ( anche questo  nome è un residuo dei libri di storia patria) che si trova nel Sud Sudan.

Trattandosi di  un accordo a livello regionale, il presidente  della CCIA di Makallé ha avuto la cautela di far firmare il suo vice Ataklti Seyoum, mentre  per il Sudan ha firmato Ali Farah Ali.   Come primo passo gli etiopici hanno partecipato ad una fiera durata un mese in territorio Sudanaese a Gedaref e  questi renderanno loro visita a Makallé alla locale fiera che verrà inaugurata il 28 maggio, festa della liberazione  dal tiranno Menghistù Hailé Mariam.

Confortanti anche le notizie dalla Somalia, dove sembra che si sia arrivati alla fase di “libanesizzazione” del conflitto, nel senso che   è subentrato un tale senso di stanchezza tra gli Shabab che combattono dal 1992 che stanno smobilitando volontariamente  senza ripensamenti . Un invio  di dieci trattori spediti dalla FAO e  destinato a una serie di fattorie dell’interno è stato sbarcato a Mogadiscio  e sono stati recapitati a destinazione senza che nessuno alzasse un dito per impossessarsene.  Non succedeva da venti anni.

 L’ arrivo dei fondi dell’ONU ha fatto tornare i soldati ugandesi – finalmente pagati –  a  fare il loro dovere ONU invece di associarsi ai saccheggiatori, come erano abituati a fare per sopravvivere.

Unici  piccoli nei in tanto fervore di attività , sono i governi centrali che  non operano, interessandosi unicamente dei rapporti con governi donatori e  il  nuovo primo ministro somalo: un bravo ragazzo classe 1962 che   è in carica dal 14 ottobre: E’  succeduto a Omar Abdulrashid  Ali Sharmarke ,  che cercava di equilibrarsi  tra i vari clan. 

 Il nuovo premier  si chiama  Mohammed Abdullahi Mohammed  è praticamente sconosciuto ai somali  perché lavorava negli USA ed è cittadino americano .   Gli impieghi avuti negli USA dove è stato educato, sono impieghi pubblici ( Erie county come equal opportunity commissioner e A Buffalo ( N.Y. usa) come commissioner for New York State  Department of transportation and housing) . Qualcuno ha letto Buffalo e deve aver pensato che avesse esperienza di Africa.

 La prima conseguenza è che il TFG ( temporary federal government)  è stato prorogato di altri  due anni, mentre il governo precedente  voleva  limitare a sei mesi questo intermezzo  di cocacolonizzazione che comincia ad essere troppo lungo per essere credibile.

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Commenti

  • Mario Maldini  Il aprile 17, 2011 alle 9:22 am

    Piccola e petulante osservazione: la città di Cassala non si trova nel Sud Sudan, bensì nella
    parte settentrionale del Paese, circa alla stessa latitudine di Kartoum.
    Secondo la Guida dell’Africa Orientale Italiana del 1938, stampata dalla Consociazione Turi-
    stica Italiana (nome dato al Tourung Club dopo la purga linguistica adottata dal Governo),Cassala, fondata dagli egiziani nel 1834, si trova a 485 metri di altezza, contando
    all’epoca 72.000 abitanti, oggi quasi cinquecentomila. Fu occupata due volte dagli Italiani,la
    ultima nel 1940/41.
    Mario Maldini

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    • antoniochedice  Il aprile 17, 2011 alle 10:13 am

      Hai ragione circa la latitudine. Kassala e’ pero’ a due passi dal confine eritreo ( e dal Tigrai che fa parte dell’Etiopia ma la popolazione e’ quella) tanto che gli inglesi ce la cedettero nel 1898 ( Circa?). Adesso che il Sudan del sud e’ indipendente e’ diventata “terrona” anche lei.

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  • Mario Maldini  Il aprile 17, 2011 alle 10:41 am

    Già. ognuno è sempre il terrone di qualcun’altro.

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