AFRICA: Guerra di Libia: salvate il soldato Alighieri.

Una serie di attacchi isterici hanno costellato  lo stillicidio degli arrivi di audaci navigatori improvvisati che solcano il Mediterraneo con navigli più fragili di quelli di Ulisse tremila anni fa.  Sono giustificati gli attacchi di isteria o gli sbarchi?  Rispondo prima  con un aneddoto e poi coi numeri.

 Qualche anno fa  a cena con un anziano colonnello britannico  nel senese, gli chiesi  come mai un patriota avesse optato di venire a vivere  in Italia i suoi ultimi anni, invece di rimanere in Inghilterra. 

La risposta è stata illuminante e la riporto come la ricordo: “prima della prima guerra mondiale, l’omosessualità veniva sanzionata con la prigione, ricordiamo tutti Oscar Wilde. Dopo la guerra mondiale è mano a mano stata tollerata. Dopo la seconda guerra mondiale  è diventata alla moda. Sono venuto via prima che diventasse obbligatoria”.

Adesso sono pronto a rispondere  in maniera articolata, ma considero questa storiella un effetto  non secondario del fenomeno che ci minaccia di estinzione culturale.

 Rispondo subito che entrambe le azioni rispondono  alla logica della vita. Noi stiamo morendo e loro stanno per sostituirci  nel mondo Mediterraneo e la natura per affrettare la nostra disparizione, inserisce elementi aggiuntivi su cui moraleggiamo tra fautori e censori, senza arrivare al cuore della questione.

Una cultura per durare oltre il quarto di secolo ( una generazione) deve avere  – è provato dalla scienza demografica – un tasso di crescita che assicuri il ricambio, ossia  almeno il rimpiazzo dei morti.  Il tasso di fertilità femminile per assicurare il ricambio è di 2,11 figli a famiglia.

In tutta l’ Europa occidentale, il tasso di fertilità femminile è di 1,5 figli a famiglia. Una bella fetta  degli Europei attuali,  ha quindi optato per l’acquisto del nuovo televisore  e della lavatrice piuttosto che per l’allevamento del secondo figlio.  Storicamente è provato che tutte le  culture  di cui abbiamo notizia  e  che sono andate al di sotto del  1,9 figli a famiglia, non sono più riuscite a risalire la china. Non è mai successo.

Quale cultura sparirà per prima?  Il tasso di fertilità spagnolo è di 1,47; quello olandese , del 1,66; La Francia ( dopo la cura Debré e gli incentivi) 1,96;L’Inghilterra 1,91; l’Italia 1,39; la Germania 1,41 e il Giappone 1,2. ( tra 30 anni la sua popolazione diminuirà di sessanta milioni di unità).

I tre paesi sconfitti nella guerra mondiale ( Giappone, Germania, Italia)  hanno  subito in questi ultimi 60 anni le pressioni di una serie di lobbies che invitavano a limitare le nascite, invitavano a migliorare il livello di vita , a risparmiare i ventri delle mamme che andavano sformandosi ecc. La cultura omosessuale è stata incoraggiata in nome della libertà di espressione e di scelta.

Gli Stati Uniti sono invece  a livello del ricambio con 2,0 di fertilità per famiglia . 

Se prendiamo paesi in via di sviluppo, vediamo ad esempio la Tunisia che in questo periodo ci sta invadendo con migliaia di giovani,  vediamo che nell’ultimo ventennio  il loro tasso di natalità è passato da ( cito a memoria) circa 6 figli a famiglia a 2,6 . L’Egitto era  a circa otto figli.  Oggi i Filippini sono al livello di 3,2 figli a famiglia.

La lingua di Dante  Alighieri è dunque in via di sparizione, a meno che non ci premuriamo di trasmetterla agli immigrati. Il cardinale Biffi di Bologna  ci invitò, anni fa  a favorire  l’immigrazione dei filippini con la motivazione “che almeno sono cattolici”.

Personalmente preferirei conservare piuttosto la cultura mediterranea e tra queste quella italiana.  Le zone dove l’italiano è meglio conosciuto sono la sponda sud prospiciente la Sicilia, il corno d’Africa e la sponda dell’Adriatico in senso lato, includendo Romania e dodecaneso.  Ecco perché non mi straccio le vesti di fronte alle immigrazioni anche di massa.  L’arma della educazione è ancora nelle nostre mani, la disponibilità  ad apprendere esiste, molti già parlano il dialetto, il che significa che la buona volontà ad apprendere c’è, ma non quella di insegnare la lingua ( per non parlare della cultura).

Un cittadino del  mediterraneo sa già molto della nostra cultura. I filippini  sanno qualche giaculatoria e non so con quanta convinzione la recitano. Un esempio: durante l’anno santo la polizia mise le mani su un gruppetto di quattordici  filippine che esercitava la prostituzione  in abbigliamento ecclesiastico.

I controlli condussero a un rimpatrio alla chetichella: erano proprio suore.

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Commenti

  • Roberto  Il aprile 6, 2011 alle 6:24 PM

    Trombarsi una suora è un doppio merito: fai riposare nostro fratello Gesù che le deve soddisfare tutte, e fai becco un prete!

    • antoniochedice  Il aprile 6, 2011 alle 6:48 PM

      No biasfemie rispetta le sensibilita di tutti anche se sei toscano

  • Stef  Il aprile 6, 2011 alle 7:44 PM

    Daccordo, no blasfemie.
    Parliamo seriamente quindi. Ma davvero si pensa che l’omossessualita’ sia alla radice della denatalita’?
    davvero si pensa che la “cultura omosessuale” (ma cosa diavolo vuol dire poi?) possa essere imposta o quanto meno ‘suggerita’?
    Ti garantisco, ti stragarantisco che nessuna persona che non e’ gia’ omosessuale andra’ mai a letto con un uomo.
    considero gli omosessuali cittadini di serie A come tutti gli altri ma mai e poi mai, nemmeno sotto minaccia di morte andrei a letto con un uomo, altro che “incoraggiamento della cultura omosessuale”.
    Ma basta con ste panzane perdio. La denatalita’ e’ dovuta al fatto che le famigli formate da un uomo ed una donna fanno meno figli che nel passato.
    Il perche’ e’ lungo da spiegare, non puo’ essere riassunto in un commento, ma se vogliamo andare alla radice di cio’ iniziamo a scartare le cause che non sono cause.

  • antoniochedice  Il aprile 6, 2011 alle 8:53 PM

    guarda che se leggi attentamente vedrai che non ho detto che l’omosessualita’ è una causa , BENSI E’ UN EFFETTO NATURALE del calo della fertilità. ed è una accellerazione che la natura da a chi è condannato a uscire dalla evoluzione.
    Potrai non essere d’accordo, ma non puoi dire che è una criminalizzazione. E’ un fenomeno che cresce dove la fertilità diminuisce. Punto. In un secondo passaggio critico le risposte moraleggianti. Se vuoi di più, vuol dire che sta diventando obbligatoria anche qui. Povero colonnello…..

  • lordbad  Il aprile 6, 2011 alle 8:57 PM

    Prepariamoci degna(mente) a tutte le settimane della cultura in Itallia, un po’ come quando viene il Natale e occorre essere più buoni…

    Ad ogni modo parlando di arte e di artisti…In cerca di queste stelle comete dobbiamo porci questo interrogativo: che fine hanno fatto, gli Artisti?

    Ti aspetto su Vongole & Merluzzi

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/04/06/chi-se-ne-frega-della-cultura/

  • Giorgio Vitali  Il aprile 6, 2011 alle 9:35 PM

    IL PROBLEMA DEMOGRAFICO PER L’ITALIA NON è NUOVO. LA POLITICA DEMOGRAFICA DEL FASCISMO NACQUE PROPRIO DAL DRAMMATICO CALO DELLE NASCITE NEL PERIODO SEGUENTE IL PRIMO CONFLITTO MONDIALE. IL FATTO DRAMMATICO RIGUARDAVA LA MANCATA SOSTITUZIONE, in un paese a prevalente economia agricola,di tutti coloro che erano stati eliminati dalla guerra. NON SOLO I MORTI, MA ANCHE I FERITI ED I MUTILATI. Il lavoro dei campi richiede energie e disponibilità fisiche.Se seguiamo la storia “vera” dell’Umanità, in particolare l’Italia, vediamo oscillazioni demografiche notevoli ( pestilenze a parte, che furono tante e devastanti). Non a caso l’Italia è stata definita paese ad altissimo metabolismo. Dove cioè le guerre e le rivalità locali hanno sempre mietuto vittime. POICHE’ e poichè i vuoti in natura sono sempre riempiti, resta la faccenda immigrazione. ( Riferisco l’aspetto demografico per denuncirne l’artificiosità: è vero che in natura i vuti sono autometicamente riempiti, ma è altrettanto vero che la densità della nostra popolazione è cambiata.)nel 1911 eravamo circa 32 milioni. Oggi molti di più. Forse il doppio, ma lo spazio resta lo stesso. Pertanto il concetto di “vuoto” da riempire è piuttosto problematico. L’emigrazione italiana, in questo contesto, ci da 700.00 circa nel 1907, fino a 872.598 nel 1913. Non è uno scherzo. Mafia e Camorra permettendolo.TUTTO ciò premesso, propendo per la definizione di COMPARSE da affibbiare ai NAUTI MEDITERRANEI. Ora si tratta di stabilire per quale REGIA questi emuli dei naufraghi della Medusa stanno lavorando. Col beneplacito di Maometto, beninteso.GV

  • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 4:26 PM

    Nell’articolo non si consira che l’italia è un paese già densamente popolato, un calo demografico, anche drastico, sarebbe soltanto un bene per tutti!
    L’omosessualità c’entra poco, visto che anche i froci possono benissimo fare bambini, e mettere su famiglia, sia sposandosi con le donne, e dedicandossi ai maschi come puro divertimento extraconiugale(come si faceva nel passato, ai tempi di Oscar Wilde), che con gli uteri in affitto, come si usa fare oggi

    • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 4:40 PM

      Caro amico, L’accenno agli omosessuali sembra aver acceso le fantasie: ho parlato di FERTILITA’ e su questa incide certo l’omosessualità. Certo possono fare figli, ma qui ne servono tanti, non “uno tantum”…. L’indice di fertilità necessario è di 2,11 figli a famiglia.

      Antonio de Martini Senior Partner

      • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 5:36 PM

        “FERTILITA’ e su questa incide certo l’omosessualità”
        Mah non mi risulta che oggi gli omosessuali siano molto più numerosi che qualche decennio, o secolo fa. La differenza è che nella società del passato i froci, se volevano vivere in pace, e integrati nella società, avevano solo 2 opzioni: o farsi preti, e tentare la carrierra ecclesiastica, o sposarsi e mettere su famiglie “di facciata”(come fecero anche intellettuali come Thomas Mann, Oscar Wilde, e tantissimi altri)

        Quindi probabilmente in passato gli omosessuali non erano meno numerosi di oggi, ma la natalità era più alta semplicemente perchè sia i froci, che gli etero, facevano tanti bambini(per esempio UMBERTO II di Savoglia, ebbe 4 figli, nonostante la sua netta preferenza sessuale per i maschi!)

        Oggi che fortunatamente lo standard di vita è nettamente migliorato, l’umanità che ha la fortuna di vivere nei paesi ricchi, ha scoperto che senza bambini(o al massimo con un figlio unico), si vive cento volte meglio, che a mettere al mondo un esercito di piccole pesti!

        Mentre nei paesi poveri continuano a fare tanti bambini, per motivi economici(insomma nella speranza di poterli sfruttare), e per arretratezza culturale, non certo per amore(Ma probabilmente nessuno degli oltre 7 miliardi di stronzi che popolano la terra, è stato mai concepito per amore!)

        Quindi secondo me dovremmo difendere la denatalità, e cercare di esportarla anche altrove. Se l’umanità continuasse a riprodursi al ritmo dei paesi sottosviluppati, i problemi di povertà, e di fame, che affliggono una metà del pianeta, non si risolveranno mai, e comunque le risorse del mondo non sono infinite, quindi prima o poi, volente o nolente, l’umanità dovrà pure fermarsi e fare un po’ di sana retromarcia demografica, non è possibile crescere all’infinito!

      • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 6:03 PM

        Sei leggermente pessimista, ma non ho capito se da un punto di vista sessuale o demografico
        Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

      • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 6:11 PM

        Forse l’eccessiva tolleranza, che sconfina fin quasi alla promozione dell’omosessualità, più che una causa della denatalità, potrebbe essere una conseguenza del processo culturale che ha portato al declino della natalità.
        Nel senso che nei paesi europei-occidentali, il maggior benessere economico, ha portato lentamente alla disgregazione della famiglia tradizionale, e alla separazione tra sesso, sentimenti, e procreazione.
        Quindi oggi i rapporti sessuali e sentimentali(sia etero, che gay) sono vissuti più in chiave “edonistica”, o di soddisfazione personale, che in prospettiva procreativa. Questo è senza dubbio un vantaggio dal punto di vista del benessere umano(perlomeno dal mio punto di vista), ma ovviamente in chiave di competizione tra popoli, per il mantenimento di un’egemonia culturale, ovviamente è uno svantaggio.

      • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 6:28 PM

        Ti ringrazio per aver detto meglio di me quel che intendevo dicendo che l’omosessualita’ era un effetto e non una causa

  • Roberto  Il aprile 7, 2011 alle 4:31 PM

    Oh! Delle suore che pipano l’hai detto te!Se invece ti riferisci a Gesù per me è fratello….ma non dio.

  • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 6:26 PM

    “Sei leggermente pessimista, ma non ho capito se da un punto di vista sessuale o demografico”

    Non sono proprio pessimista, credo solo che i bambini di solito, nella stragrande maggioranza dei casi(quando non sono concepiti per “errori” di contraccezione), si mettano al mondo più per soddisfare desideri e sentimenti prevalentemente EGOISTICI, che per il loro bene

    Per vari motivi, nella nostra società, il desiderio di fare dei bambini, è stato in parte sostituito e compensato da altre cose.

    Se invece ti riferisci al discorso demografico, anche li non è pessimismo, è lo spazio e le risorse nel nostro pianeta non sono infinite. Se in 7 miliardi di persone, la maggioranza vive male, come staremo quando l’umanità arriverà a 14, 20, 30, 50 miliardi ??? In futuro si potranno anche scoprire e inventare nuove tecnologie che moltiplicheranno le risorse energetiche e alimentari, in modo tale da poter far vivere nel benessere 7 miliardi di persone, ma se nel frattempo l’umanità fosse triplicata, tutti gli sforzi sarebbero stati vani, ci sarebbe sempre una maggioranza che vive male!
    E la natura poi? che fine farebbero i realativamente pochi spazi di natura incontaminata rimasti? non è più saggio darsi tutti una bella calmata demografica, e tornare a un mondo popolato da un miliardo di persone, e in cui tutti potrebbero stare un pò meglio?!

    • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 6:48 PM

      Insomma voglio dire che una crescita demografica sproporzionata rispetto alle risorse terrestri(che sono FINITE), e alla capacità umana di creare e brevettare nuove tecnologie (per sfruttare in modo sempre più efficiente le risorse naturali), porta inevitabilmente a un futuro pieno di guerre(in cui si combatterà anche per l’acqua potabile), di carestie, di disastri ecologici (vedi l’incidente della BP sul golfo del Messico, causato dalla corsa allo sfruttamento del petrolio) ecc…insomma tante cose decisamente poco piacevoli.
      Invece una decrescita lenta, porterebbe a un po’ meno conflitti, a una maggiore abbondanza di risorse per tutti, e alla preservazione della fauna e della flora(importanti non solo perchè rendono il mondo più bello, ma anche perchè le foreste sono indirettamente necessarie per la nostra sopravvivenza)

      • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 6:56 PM

        Anche cambiare cultura e abitudini andrebbe bene. Insomma tutto tranne l’ansia del futuro tipica – come scrive konrad Lorenz – degli anglosassoni.

  • alexfaro  Il aprile 7, 2011 alle 6:38 PM

    sono pienamente d’accordo con quanto postato da Andrea, anche secondo me se sulla Terra fossimo qualche miliardo,di meno staremmo tutti molto meglio di adesso.

    • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 7:04 PM

      Quando ero adolescente il mondo aveva 2 miliardi di abitanti. Ora siamo in 7. Pero’ il problema a me sembra sia piuttosto il degrado mentale e culturale dei popoli. Se l Italia avesse la stessa densita’ di popolazione degli USA avrebbe 7 milioni di abitanti. Se gli USA avessero la densita’ di popolazione nostra per KM quadrato, avrebbero 1,8 miliardi di abitanti! Il degrado USA a me sembra maggiore. O no?

      • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 7:30 PM

        Dipende da cosa si intende per degrado, in molti stati Usa sicuramente c’è molto più verde, e spazi di natura selvaggia, rispetto all’Italia(ovviamente non perchè gli americani siano più rispettosi della natura, ma semplicemente perchè son meno numerosi). Mentre la nostra penisola è quasi tutta cementificata, se aumentasse la popolazione e si continuasse a costruire nuove strade (molte volte anche inutili), case, centri commerciali, ecc…al ritmo attuale, rubando spazio alle aree boschive, parchi e riserve naturali, tra qualche decennio gli unici spazi verdi che resteranno, saranno le aiule spartitraffico!

        Certo c’è anche tantissimo degrado mentale e culturale, le persone concretamente rispettose dell’ambiente naturale, quasi si contano sulle dita di una mano, però se la popolazione cresce oltre un certo livello, non c’è cultura che tenga…se tutti imparassero a consumare, e soprattutto sprecare e inquinare meno, facciamo tipo il 20% in meno per abitante, ma poi la popolazione crescesse di oltre il 20%, sarebbe tutto vanificato dall’aumento demografico

      • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 7:51 PM

        Cerco di dire che se nella penisola fossimo 7 milioni, sarebbe il paradiso terrestre e se in USA fossero 1,8 miliardi di abitanti, si sbranerebbero quotidianamente. Ne deduco che il nostro livello di civilta’ ( capacita’ di convivere senza conflitti) e’ molto maggiore.

  • andrea  Il aprile 7, 2011 alle 8:16 PM

    “Cerco di dire che se nella penisola fossimo 7 milioni, sarebbe il paradiso terrestre e se in USA fossero 1,8 miliardi di abitanti, si sbranerebbero quotidianamente. Ne deduco che il nostro livello di civilta’ ( capacita’ di convivere senza conflitti) e’ molto maggiore.”

    D’accordo, hai ragione, ma anche in Italia, anche se forse siamo culturalmente più abituati a convivere con un’alta densità demografica, c’è comunque un limite alla sovrappopolazione, superato il quale la situazione diventerebbe invivibile. Secondo me ci siamo già molto vicini a quel limite, e tante zone sono già diventate invivibili, a causa della convivenza forzata di troppe persone, appartenenti a culture ed etnie troppo diverse tra loro, e inconciliabili.
    Insomma secondo me, meno siamo, e meglio potremmo stare!

    Gli Usa che sono molto meno densamente abitati di noi, non è che accolgono a braccia aperte tutti gli immigrati, senza alcun limite, quindi non vedo perchè dovrebbe farlo l’italia, che è già 10 volte più affolata

    • antoniochedice  Il aprile 7, 2011 alle 8:33 PM

      Se non che subentra il tasso di fertilita’ italiano: la demografia ci assicura che tra trenta anni saremo quasi estinti. Vogliamo lasciare il paese ad altri mediterranei o agli asiatici. Questa e’ la scelta

  • piero laporta  Il luglio 3, 2012 alle 10:45 am

    C’è un Leviatano che non è fatto solo di numeri demografici e finché i rozzi come Roberto concioneranno, le speranze sono scarse. La cultura cattolica è la culla nella quale si formarono il diritto e la civiltà occidentali. L’aneddoto del colonnello che fugge dall’omosessualità è quanto mai illuminante. L’intolleranza violenta infatti caratterizza tutt’oggi le culture nord europee che poi ne fanno carico alla Chiesa cattolica con la complicità d’una quantità di imbecilli incolti. Non bisogna mai dimenticare, nonostante film taroccati come “il Discorso del Re”, che nazismo e inglesi camminarono insieme e a lungo. Bertrand Russell, icona del liberismo anglofilo, era un lurido razzista.
    Riafferrare le radici della nostra cultura oggi significa ristudiare il latino nelle scuole, riportare nelle piazze la grande musica italiana, reinsegnare la sintassi italiana e l’analisi logica. Significa anche rifiutarsi di riconoscere l’autorità di un presidente della repubblica fascistissimo e comunistissimo, a seconda delle convenienze e dei tempi, dunque oltraggioso per la stessa Costituzione che dovrebbe custodire e infatti ha oltraggiato, mettendoci in ginocchio davanti al Leviatano.
    Quello che si prepara è una guerra senza speranze per nessuno e non c’è più rimedio. Non ci sono i rimedi ma le responsabilità sono evidenti.

    • antoniochedice  Il luglio 3, 2012 alle 1:08 PM

      Il diritto e la civiltà occidentali si sono appoggiati sulla civiltà greco-romana e lo stesso hanno fatto la Chiesa Cattolica e quella protestante e l’islam che vennero dalla sua costola.. Dopo Roma , non c’è stata piu alcuna civiltà degna di questo nome, ci sono stati solo sviluppi tecnologici che hanno ridotto gli spazi di libertà degli uomini.

  • antoniochedice  Il maggio 23, 2013 alle 8:08 PM

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    LA DEMOGRAFIA ITALIANA CI CONDANNA ALLA SCOMPARSA A MENO CHE ….LEGGERE PER CREDERE

  • Giacomo C.P.  Il maggio 23, 2013 alle 10:04 PM

    Da incorniciare!: “Dopo Roma , non c’è stata piu alcuna civiltà degna di questo nome, ci sono stati solo sviluppi tecnologici che hanno ridotto gli spazi di libertà degli uomini.”

    • antoniochedice  Il maggio 24, 2013 alle 3:38 am

      Bella frase. Visto che è virgolettata, chi l’ha scritta?

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