IL NOSTRO FUTURO ECONOMICO SI STA CONSUMANDO NEL SILENZIO DEGLI ECONOMISTI

 
 
 

 

I principali dirigenti politici d’Europa stanno facendo in questi giorni, pubblicamente, una serie di ragionamenti pericolosamente “virtuosi”, nel silenzio – non si sa quanto complice o dissenziente – degli economisti del continente.

 
 
 
 
 

zio Sam non punta più il dito?

Secondo questi leader politici,  i deficit degli stati e l’ampiezza

chi guadagna dal disastro?

dei relativi  debiti pubblici

·         hanno effetti depressivi sull’economia. 

·         Incrinano la fiducia degli operatori economici ( i famosi mercati),

·         spingono al rialzo i tassi di interesse,

·         fragilizzano la credibilità degli stati e dei governi sui mercati finanziari.

I piani di austerità, invece,riassicurano  consumatori  imprese e  mercati, promettendo  a tutti un avvenire più solido. Questi piani, sempre secondo loro, incitano i consumatori al consumo, le imprese agli investimenti e   i mercati a prestare  fondi con fiducia.

Questi comportamenti virtuosi provocherebbero un abbassamento dei tassi di interesse, favorendo la crescita e ogni investimento di denari pubblici, sarebbe compensato da ingenti afflussi di capitali privati.

 In Italia, ognuno sta constatando la falsità di questi ragionamenti sulla propria pelle.

LA NOVITA’:

Il FMI ( fondo monetario internazionale) che fino a pochi mesi fa perorava proprio questa cura, applicata all’Indonesia, all’Argentina ecc. ha appena ( ottobre) pubblicato un documento basato sull’esperienza, che si può così sintetizzare:

·         In questi anni, tutti i piani di austerity realizzati dagli stati più ricchi hanno  avuto come conseguenza un restringimento delle attività industriali e commerciali ed aumentato la disoccupazione.

·         Se tutti i paesi si impegnassero in una politica di questo tipo, l’effetto depressivo  in termini di decrescita e disoccupazione, ne risulterebbe amplificato, specialmente considerando la debolezza  dei tassi di interesse che non sono mai stati tanto bassi.

Siamo avvertiti: se continuiamo su questa strada, ci attendono  anni di decrescita e disoccupazione con annessi turbamenti sociali e politici.  Nessuno che abbia letto Schumpeter o Keynes tra i politici?

Se ne potrebbe fare una edizione a fumetti. Faciliterebbe.

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Commenti

  • Giorgio Vitangeli  Il ottobre 11, 2010 alle 5:46 pm

    Vien da ridere, anzi, da piangere. Il Fondo Monetario Internazionale, dopo aver per decenni predicato e imposto cure da cavallo di “austerity” ai Paesi con bilanci in difficoltà, scopre solo ora, sulla base dei risultati di fatto, che quella cura è peggiore del male, perché deprime economie già sfiancate, crea disoccupazione, e attraverso la disoccupazione endemica trasmette recessione al sistema economico, che induce ulteriore disoccupazione, innescando una reazione a catena che porta al collasso economico e sociale.
    Il Fondo Monetario in realtà ha scoperto, in ritardo, l’evidenza. Viene in mente il sarcasmo del ministro dell’economia argentino cui, alcuni anni or sono, chiedevano come avesse fatto a far uscire il Paese dalla crisi “facendo l’esatto opposto di quel che mi consigliava il Fondo Monetario Internazionale”.

    Il Fondo Monetario dunque sembra accennare ad un rinsavimento (ma è sincero? E quanto durerà?) Non rinsavisce ancora invece la Commissione Europea, con la monomania ossessiva dei “parametri di Maastricht”, cioè il disavanzo pubblico non più ampio del 3% del “pil” come unico criterio di omportamento virtuoso, e con rafforzati obblighi per gli Stati aderenti all’Unione di ridurre deasticamente il debito pubblico eccedente il 60% del “pil”. Una gigantesca e generalizzata manovra di freno all’economia, in un momento in cui la crescita stenta a superare l’1%, cioè un livello del tutto insufficiente a riassorbire la disoccupazione.
    Atteggiamento schizofrenico, tra l’altro. Perché da un lato si impone agli Stati di spendere meno (tagliare pensioni spese sanitarie, spese scolastiche, di ricerca, investimenti in infrastrutture, ecc.) dall’altro le Banche Centrali creano denaro dal nulla, cioè stampano moneta, ed inondano le banche di liquidità, nell’illusione che ciò rilanci l’economia. Ma il denaro dalle banche non va alle imprese o alle famiglie: alimenta la speculazione con cui le banche rabberciano i loro bilanci devastati dai “titoli tossici” che in buona parte hanno ancora “in pancia”, calcolati come “attività” invece che carta straccia.
    La verità è che tutti i caposaldi del “Washington Consensus”, cioè l’insieme di regole e di comportamenti imposti dagli Stati Uniti al mondo negli anni ’90 (la privatizzazione di tutta l’economia pubblica, lo Stato minimo,l’abbandono di ogni politica keynesiana, il liberismo senza freni e senza regole ecc. ecc.) si vanno rivelando disastrosi.
    Il mondo è piombato nella peggior crisi eonomica dal 1929 ad oggi. E nessuno, tra gli economisti “ortodossi” sa spiegare il perchè. Nella migliore delle ipotesi scambiano l’innesco (ad esempio i mutui “subprime”) con la carica esplosiva.

  • antonio de martini  Il ottobre 11, 2010 alle 6:09 pm

    data l’attualità e l’importanza dell’argomento, questo intervento lo trasferisco come articolo in maniera da dargli la massima diffusione. Grazie Giorgio

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