Archivi del giorno: giugno 7, 2022

SOGNO DI UNA NOTTE DI ESTATE

MARIO MALDINI ( UN ROMAGNOLO DOC) HA MANGIATO TROPPI CAPPELLETTI E HA FATTO UN SOGNO…

     Amo gli inglesi, li ho sempre amati: nel 1944 mio padre, giovanissimo, ebbe la peritonite, e fu salvato da un chirurgo militare inglese, nella nostra città c’era il fronte e si trovò solo lui, per fortuna.

Forse non sarei  nato, senza quel medico. Da bambino, negli anni sessanta, leggevo che la Gran Bretagna abbandonava i suoi possedimenti, il Gambia piuttosto che Trinidad, e mi sembrava una cosa sbagliata, mi dispiaceva.

L’altra notte mi è capitato di sognare queste cose, in modo confuso, avevo mangiato troppi cappelletti, e ci sono rimasto male quando, nel sogno, molti inglesi  mostravano di avercela con me e con l’Italia.

Uno, mi pare un colonnello con i baffi  color  carota, mi rinfacciava che gli italiani, qualche decennio fa, avevano armato i guerriglieri dell’IRA, nell’Irlanda del Nord, e che questi avevano conquistato Belfast e dintorni, cacciandone i protestanti, dopo averne infoibato qualche migliaio. Adesso l’Irlanda, mi urlava l’ufficiale, era unita sotto un governo catto -comunista anti inglese, e aveva diciotto milioni di abitanti, essendo molti irlandesi rientrati dagli Stati Uniti, stanchi di fare i poliziotti e i camionisti in quel paese.

Stavo riflettendo, sempre nel sogno, su queste cose, quando mi apparve una bella signora, insegnante di Italianistica a Oxford, a suo dire; era affranta perché gli italiani a un certo punto, non saprei dire in quale anno, avevano invaso le Isole del Canale, e le avevano scambiate con la Francia, facendosi dare la Corsica e Nizza.

La voce della donna si spense e comparve un ragazzo dai capelli lunghi, una icona pop, mi sembrò, ma non mi viene il nome; era veramente arrabbiato, minacciava di spaccare la sua chitarra sulla mia povera testa, perché, mi strillò con un fiato alcoolico,  che gli italiani avevano sobillato gli spagnoli ( al comando di una tale Dolores Ibarruri) a occupare Gibilterra con la cosiddetta Marcia della Pace. Un milione di iberici infuriati  erano entrati nella gloriosa Rocca e ne avevano cacciato gli inglesi, e anche certe povere scimmiette che abitavano lì, e la colpa era del governo di Roma e dei suoi alleati tedeschi e sovietici, Già che c’erano, i fanatici, mi urlò l’icona pop, si erano impadroniti della sua villa a Marbella, non lontano da lì.

Non paghi di questo scempio, mentre il mondo seguiva col fiato sospeso questi drammatici eventi, e la crisi di nervi che colpì la regina Elisabetta II per questa ragione, gli italiani, sempre doppi e codardi, erano sbarcati sull’isola di Malta, instaurando un loro governo fantoccio chiamato, chissà perché, Fede, Speranza e Carità.

Stavo per balbettare una risposta, quando comparve, nel sogno, un barbuto navigatore solitario, ambientalista disse lui, che mi raccontò la triste storia di quando suo padre e tanti altri inglesi, furono cacciati a cannonate da Cipro: erano intervenuti i russi, che avevano occupato la base inglese di Akrotiri, e la avevano regalata, ma questo mi parve incredibile, ai Palestinesi,

Stavo sudando sotto le coperte, il mio cuore batteva all’impazzata, ma non riuscivo a svegliarmi dall’incubo.

A quel punto si materializzò un giornalista, un tipo molto distinto, che aveva studiato a Urbino e a Catanzaro, mi disse: amava l’Italia, riteneva che il nostro sistema politico       ( ma quale era..? ) fosse  il migliore in assoluto; non capivo bene, ma mi fece i nomi di don Sturzo, Pacciardi, Togliatti, Craxi e altri, e mi disse che in Inghilterra erano molto studiati e venerati, e che molti leaders  dell’isola si ispiravano a loro. 

Il giornalista era meno aggressivo degli altri, sembrava quasi amichevole, ma mi rimproverò perché l’Italia, mi spiegò, stava facendo cose orribili alla Gran Bretagna, che non era in grado di difendersi, anzi nemmeno di comprendere gli accadimenti in corso.

Chiesi chiarimenti, non ne sapevo nulla, e il giornalista , molto cortese, mi raccontò che proprio in questi giorni era un corso una sanguinosa guerra in Canada.  Succedeva, in due parole, che gli inglesi avevano suscitato un  referendum a Terranova, e  che gli isolani, al 92 %, avevano chiesto l’annessione a quel che restava del Regno Unito, quel che restava perché nel frattempo la Scozia e il Galles avevano costituito due repubbliche “ celtiche “.     A quel punto, del Canada, intendo, gli americani avevano invaso l’Ontario e Vancouver, e ne era nata una grande guerra. Gli italiani, dopo aver promesso agli inglesi un intervento in appoggio, con migliaia di volontari papisti da tutto il  mondo, si erano messi, in combutta con tedeschi e sovietici, e anche con lo zampino cinese, a trattare con gli americani.  Molti pensavano, a Bath, la nuova capitale del Regno, che il governo di Roma chiedesse agli USA basi militari a Panama e Porto Rico, oltre che la assoluta impunità per Cuba; in cambio gli astuti e inaffidabili italiani avrebbero lasciato gli inglesi al loro triste destino.  Sapevo che dovevo svegliarmi dal sogno, ma non ci riuscivo, ero come ipnotizzato, incatenato a quel turbine di lamenti, furie e vituperi. Trovai la forza per domandare al mio interlocutore, mi sembrava pacato e riflessivo, non avevo nulla da temere da lui, perché mai gli inglesi non reagissero  a queste continue umiliazioni che lui stesso  esecrava.  Il mio popolo, mi spiegò mestamente, ha perso ogni fiducia in se stesso, si vergogna del suo passato, non ha nerbo, è stato convinto, anche da voi, sussurrò, di essere una massa di incapaci. Pensi , continuò, che alla Camera dei Comuni ci sono gruppi interi di parlamentari che si  presentano come  “ Scusaci Pianeta Terra se Esistiamo noi Inglesi “  o anche  “ Scomparire Tutti, Scomparire Subito“. Concluse con un proverbio italiano, ammise che ormai pensava in italiano: chi pecora si fa il lupo  se la mangia. Lui svanì ed io mi  svegliai, finalmente. Ero madido di sudore, feci una doccia e mi precipitai alla caffetteria sotto casa: un cappuccino e un cornetto  mi  rimisero in sesto.  Diedi una occhiata ai giornali;  italiani, greci e spagnoli erano stati dichiarati Nemici dello Sviluppo dei Popoli, la regina Elisabetta II aveva bisbigliato  che un piccolo tributo atomico era accettabile a fronte della Democrazia Planetaria, e un battaglione di RoyaMarines, arruolato  negli slums di Chicago e Nairobi, aveva preso la scalinata a mare di Odessa, quella della Corazzata Potemkin e di Fantozzi.

Tutto a posto, era stato solo un brutto sogno, ora dovevo andare alle Poste, già pregustavo che  entro pochi minuti certo avrei potuto dichiarare  con orgoglio  che mi vergogno di essere italiano, come  quasi tutti gli italiani.

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