Daily Archives: agosto 21, 2017

TERRORE IN CITTÀ . COME SVENTARE GLI ATTACCHI PREVENENDOLI.  di Antonio de Martini

Se gli italiani credessero veramente alla resurrezione, brevetterebbero subito una bara con apertura telecomandata dall’interno! 

La lettura del “Corriere” di oggi mi ha messo decisamente di buon umore. Una serie di architetti e vivaisti ha intravisto il business e vi si è lanciata famelica.

Tra gli “amici” intervistati c’è chi raccomanda di mettere all’imbocco delle strade pedonali querce ( dieci anni per una crescita adeguata…) e melograni ( per i primi cinque anni sono poco più di un cespuglio).I nostalgici del medio evo propongono fossatelli con acqua, tutti raccomandano ” più verde in città ” e una sequela di altre pazzesche stronzate.

FACCIAMO ORDINE.
a) anzitutto esiste una legge dello stato che proibisce di trasformare in zona pedonale una strada. È consentito solo alle piazze. Pare che anche questa non la sappia nessuno, eppure, gli abitanti ( o i commercianti…) di Borgo Pio a Roma riuscirono a far revocare la zona pedonale che temevano avrebbe danneggiato il commercio….
b) esiste – e resiste – una mentalità legalitaria incapace di immaginare comportamenti eterodossi. Una volta, un tutore della sicurezza mi tranquillizzò , esaminando un certo tragitto, dicendomi ” da lì non possono attaccare : è un senso unico”.
c) esistono inoltre strade che nonostante non siano pedonali, lo diventano nei giorni festivi e semifestivi ( ad esempio via del Corso e adiacenze a Roma, ma ce ne sono ovunque) stipate all’inverosimile che potrebbero costituire “obbiettivi paganti” e al contempo non potrebbero usufruire di ostacoli passivi fissi data l’informalità dell’utilizzo. 
d) si dimentica troppo spesso che il terrorista-guerrigliero è un essere mutante e che una volta trasformata una zona pedonale in una fortezza senza armi, potrebbe usare l’altra arma imparabile dagli inermi: il coltello. E a quel punto gli ostacoli all’entrata si trasformerebbero in ostacoli al deflusso.

È dimostrabile ( e ahimé, dimostrato) che un uomo ( o una donna, non dimentichiamolo) armato/a di un coltello ben affilato può colpire molte persone in breve tempo ed essere anche indistinguibile dagli altri membri della folla. Due assassini procedenti in senso inverso in una area pedonale potrebbero provocare una ecatombe. Vedremo in appresso come reagire a questo tipo di attacco.
COME DIFENDERSI.
A) Contro gli esplosivi radiocomandati

1) isolare le zone pedonali rispetto ai ponti aerei dei telefonini e obbligare i frequentatori a chiudere i loro apparecchi prima di accedere alle zone sicure. Molti attentati sono fatti innescando l’esplosivo con un impulso elettronico.
Inoltre ” mappare” magneticamente le zone da proteggere ( come hanno fatto gli americani in Afganistan) in maniera che – se i cittadini hanno spento i loro apparati- il/i possessori di un cellulare acceso verrebbero evidenziati come una mosca bianca sugli schermi di rilevamento delle forze dell’ordine e messi in condizione di non nuocere.

2)Il presidente della Repubblica e le principali personalità dello stato, nei loro spostamenti, sono scortate da un furgone nero al cui interno ci sono attrezzature che inibiscono l’uso dei cellulari utilizzabili per innescare una esplosione ( e anche quelli dei malcapitati innocui passanti ) .Anche numerosi ambasciatori ( e Berlusconi…) hanno questa forma di protezione.

Le cinquecento/mille principali piazze d’Italia meritano questo trattamento, unico sistema per evitare apparati da stato d’assedio e stragi.
Le tecnologie esistono, gli uomini sono addestrabili in sei settimane. Certo la gara d’appalto non andrebbe commissionata a CONSIP, ma ai militari perché le stellette che sono l’ultima cosa pulita rimasta in questo paese.
B ) Contro l’utilizzo dei furgoni per attentati.
La sola Ford Motor Company ha immesso sul mercato 44 versioni differenti del TRANSIT. La città , in specie le grandi metropoli, rigurgitano di furgoni che – sia detto per inciso- intralciano il traffico cittadino parcheggiando ovunque.

Anche qui troviamo disposizioni comunali disattese: i rifornimenti ai negozianti vanno fatti PRIMA degli orari di apertura dei negozi ( tra le 5,30 e le 7,30, oppure tra le 21,00 e le 23,30).
Il ripristino di questo provvedimento comunale , oltre a snellire il traffico e alleggerire la carenza di parcheggi delle grandi città, ridurrebbe di molto Il numero dei mezzi da monitorare specie negli orari dello “struscio”.

Vitale regolamentare anche la circolazione dei mezzi pesanti ( Benne, impastatrici di cemento, camion delle immondizie, camion frigoriferi e autobotti con benzine. ) che valgono quanto un carro armato o una grossa bomba e sono inarrestabili.                                
Terroristi decisi possono impadronirsi , senza affittare, questi mezzi bloccabili solo con bazooka o strumenti analoghi .

Zelante e doverosa la decisione di monitorare gli autonoleggi, ma si dà per scontato che i terroristi non pensino….
C) Contro attacchi con armi leggere e all’arma bianca.
È il tipo di attacco più probabile e meno complesso da pianificare.

Richiede buoni contatti con la malavita per l’acquisto di armi a meno che non si tratti di coltelli.
Contro questi attacchi vanno armati – anche in libera uscita- tutti gli ufficiali di polizia e delle FFAA ( anche quelli in congedo di età ragionevolmente limitata) , sottufficiali e graduati fino a caporal maggiore.

Anche – sopratutto- quando vestono abiti borghesi. Ai militari andrebbe ripristinato l’obbligo di vestire l’uniforme. La gente si sente più tranquilla e protetta da un uniforme.
Solo creando una rete diffusa di persone armate ( stimo circa centomila tra ufficiali, sottufficiali in servizio e in congedo) che si trovino nei cinema, nei centri commercial, nelle piazze, nel metrò, è possibile intercettare e abbattere dei malintenzionati che attaccano credendo di trovare esseri inermi.
L’aver servito in armi la Patria e lo Stato può e deve essere considerata garanzia di buon uso ed utilizzo di un’arma. 
Se la polizia insistesse nel cercare di mantenere il monopolio delle armi assieme alla malavita, porterà la responsabilità di questa stupida miopia e delle conseguenze.
Nota aggiunta posteriormente, alle 13.00: i funzionari della polizia diventano tali superando un concorso pubblico. Niente di male.

Chiunque può perdere la testa durante il primo scontro a fuoco e non intendersi di esplosioni.
A parte che “colpire la cultura italiana” per un medio orientale , secondo me, significa colpire Venezia ( chi intercetterebbe un motoscafo che arriva al ponte di Rialto e si fa esplodere facendo saltare una perla d’arte e di storia?) credo che ogni tunnel ( da quello del Tritone a quello di fuorigrotta, ai sottopassaggi) funzionerebbe come ” camera di scoppio” moltiplicando l’effetto di una eventuale esplosione.  

Andrebbero inibiti a autobotti trasporti di bombole ecc. Ma non basta mettere il palo col segnale di divieto…….

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