MARCO TULLIO CICERONE E TAJIP ERDOGAN. DEMOCRAZIE GEMELLE CON SUGGERIMENTI PER NOI. di Antonio de Martini

Marco Tullio Cicerone, nel pieno della confusione creata dalla congiura di Catilina, prese una decisione “antidemocratica” che oggi farebbe rabbrividire quei campioni di ipocrisia anglosassone di Amnesty International.

Diede ordine, in spregio alla legge romana, di strangolare i senatori Lentulo e Cetego che si sapeva essere la quinta colonna di Catilina in città.

Questo gesto fece capire ai romani che non si trattava più di politica ma di sopravvivenza e  Catilina capì  che la Repubblica gli aveva tagliato le unghie ed era pronta a combattere.

Erdogan ha licenziato tutti gli appartenenti alla numerosa ( 60.000) congrega di Fetullah Gulen che operava silenziosamente per sabotare la Repubblica Turca su mandato – o sotto lo sguardo benevolo- del governo USA. Non si capisce perché non avrebbe dovuto, visto che la Germania democratica , riunificandosi, ha licenziato tutti gli impiegati statali della Repubblica Democratica Tedesca, senza che nessuno fiatasse. Un milione e mezzo di individui.

Lo scopo recondito, ma sempre più evidente, è quello di ridurre le dimensioni di ogni protagonista della vita politica mediterranea in maniera da rendere meno pericolose eventuali crisi per la ridotta capacità militare di ciascuno.

La Jugoslavia è spaccata in quattro, il Sudan in tre, la Libia in tre, la Siria in tre ( operazione in corso), lo Yemen in tre. Con l’Algeria ci hanno provato con dieci anni di guerra civile, come pure nella Russia mussulmana ( Cecenia).

Si vuole privare la Turchia del kurdistan ( paese mai esistito come nazione indipendente, proprio come il Kosovo o la Repubblica di Macedonia) , dividere in due l’Irak, minacciare – per ora solo politicamente – la Spagna e l’Italia con la secessione rispettivamente della Catalogna e del Lombardo Veneto.

Gli stessi fremiti disgregatori interni alla Unione Europea, sono alimentati dagli Stati Uniti e la secessione inglese è emblematica di quanto dico.

I paesi più riottosi verso l’Unione. Sono i più amichevoli verso gli USA ( gruppo di Visegrad) e i più aiutati ( Bulgaria e Romania).

Si analizzano con pretesti sociologici le diversità ( religiose, di lingua etc) e si finanziano individui ambiziosi che i media mondiali si incaricano di rendere famosi e intoccabili per minacciare prima e provocare poi spaccature e secessioni vere e proprie con l’aiuto di ONG tutte finanziate da ” fondazioni” nate e cresciute in America. La difesa è non tener conto delle cosidette regole democratiche che  sono loro i primi a violare quando gli conviene ( in patria – con le pantere nere- e all’estero, ormai ovunque)

La reazione, in nome del principio unitario è legittima, doverosa e giusta e deve giungere alle logiche conseguenze.

Come è avvenuto per gli agitatori ” egiziani” e ” siriani” tutti dotati anche di passaporti USA, dei nove cittadini tedeschi detenuti oggi in Turchia per attività pseudo democratiche, quattro hanno la doppia cittadinanza. Chiedono cose che negli USA, ai neri, costano ancor oggi la vita.

La Turchia è stata subappaltata alla Germania come Libia e Siria alla Francia.

La ragione è di fingere l’ amicizia USA vista la superiore necessità strategica di contenere la Russia nel fianco sud della NATO.

La Turchia reagisce, per ora, punzecchiando, come ad esempio facendo rivelare alla Agenzia Anadolu la posizione di due basi segrete USA in territorio siriano.

Diventa sempre più necessaria una nuova politica estera italiana e la creazione di una struttura statuale in grado di resistere a questo nuovo tipo di guerra, rafforzare la solidarietà europea e limitare drasticamente le attività delle fondazioni, ONG , Think Tank e tutti gli altri strumenti di sovversione miranti- nei fatti- a disgregare il nostro stato. La Patria è finita a puttane da un bel pezzo.

Ne riparleremo dopo averli cacciati.

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Commenti

  • gicecca  On luglio 22, 2017 at 3:43 pm

    Cicerone scrisse le Filippiche contro Antonio, fidando nell’amicizia di Ottaviano. Finì a Gaeta ( e non in quel locale carcere militare, ma nella sua villa) Speriamo bene. GiC PS. “dopo averli cacciati”: chi ? gli americani ? AriGic

    • antoniochedice  On luglio 22, 2017 at 4:05 pm

      Le filippiche le scrisse Demostene contro Filippo, ma vabbè, fa caldo 🙂 .
      A Cicerone, in viaggio verso la sua villa di Zgaeta, mozzarono la testa, raggiungendolo lungo la strada:) ma vabbe fa caldo:)
      Cacciare chi? Gli americani ? Non solo ma anche i loro famigli. Ma vabbè, fa caldo anche per me:)

  • feniceitaliana  On luglio 23, 2017 at 12:13 am

    Tutto chiaro e condivisibilissimo… ma pur avendo riletto 2 volte non comprendo il senso di “rafforzare la solidarietà europea”.

    Ognuno fa i suoi interessi, come è giusto che sia, e noi (o meglio, chi ci governa illegittimamente) siamo campioni nel fare gli interessi degli altri, troppo spesso anche andando in netta contrapposizione ai nostri interessi nazionali.

    In questo quadro di cose non riesco proprio a figurarmi il concetto di “solidarietà europea”, entità astratta che ci ha tolto ogni sorta di sovranità e dignità, oltre che il mio futuro..

    • antoniochedice  On luglio 23, 2017 at 8:52 am

      La dignità è come il buco del culo: può essere maltrattato, ma non possiamo esserne privati, così come ” il mio futuro” : è nelle sue mani e può essere più o meno difficile fabbricarselo. Ma su sette miliardi di persone, un individuo può sempre riuscire in qualche campo.
      Resta la ” solidarietà europea”.
      Invece di considerarci piccoli e corteggiare i grandi, proviamo a considerarci grandi – non grandissimi- e coalizzare i piccoli: Malta e Cipro e la Grecia e L’Albania. La Slovenia e la Croazia e il Montenegro. Riprendere i tradizionali rapporti con la Serbia.
      Riprendere il progetto della Pentamerale di De Michelis che fu affossato in silenzio dai successori. Far pesare ai rumeni il fatto che quasi un milione di loro vive e lavora da noi. Ricordare a Simeone di Bulgaria che sua madre era una Savoia e tessere una nuova tela.
      Otterremmo così di controllare otto voti, più il nostro, in seno all’Unione Europea.
      Di conseguenza, oltre un quarto dei semestri di presidenza UE e il controllo del Mediterraneo orientale zuppo di gas e petrolio.
      Io, invece di andarmene e fare il cameriere in Grrmania, me ne sono andato in Tunisia a fare il quasi ingegnere.
      Se vuole chinare la testa, le suggerisco di aprire una pizza al taglio a Prsga o Budapest.

      • sereupin  On luglio 25, 2017 at 9:43 am

        a ringrazio della sua risposta e mi scuso se le scrivo solamente ora..
        Purtroppo ha ragione su tutto… anche solo anagraficamente, se non tutto, ho moltissimo da imparare da Lei per l’esperienza di un’intera vita vissuta da persona curiosa e consapevole.. leggerla è sempre prezioso perchè mi permette di vedere altre prospettive che io semplicemente non sono ancora in grado di vedere o concepire, quindi grazie di nuovo..

        Riguardo a quanto dice sicuramente il mio futuro è nelle mie mani, le mie colpe e limiti ci sono eccome, resta il fatto che ora sono qui, nella mia nazione e per il percorso che ho fatto, praticamente non avro’ alcun futuro dignitoso davanti a me.. capisco che “me” conta poco, ma in quel “me” mi pare vi siano altri milioni di ragazzi ed ex ragazzi italiani, quindi, non per sentirmi meno scemo e colpevole, ma qualcosa vorrà pur dire..

        Tolto il mio punto di vista che giustamente interessa ben poco a tutti, mi ha incuriosito non poco il “Pentamerale di De Michelis” .. da piccolo ricordo la figura di De Michelis, ma non avevo mai sentito di questo Pentamerale.. potrebbe, se non le rubo troppe energie darmi qualche informazione in piu’?

        La testa non la chino, anche se guadagno 1080 euro al mese e tutto il resto…una cosa non me la leveranno mai: l’amore per la Patria e la ricerca continua nel voler comprendere il mondo che mi circonda che poi porti il piu’ possibile alla consapevolezza.. sicuro che non bastano 10 vite a raggiungerla date le infinite prospettive, credo non sia una buona ragione per rinunciare a provar di capire.

        termino sottolineando che forse mi ha fraintesto: sono l’ultima persona che vuole chinare la testa, soprattutto andando a fare il cameriere ai tedeschi..
        E non c’è giorno della mia vita che non mi rattristi e arrabbi osservando quanti italiani si considerino tali, sottostimandosi o ancora peggio incensando gli altri sempre come migliori, a tal punto da convincersi intimamente che è meglio farsi comandare dagli stranieri. Niente di piu’ becero e offensivo..

        Concludo: personalmente l’unione europea lo reputo solo un inferno, un’esperimento da combattere con ogni forza, se non è una dittatura ben mascherata, poco ci manca.. Dentro vi è solo la morte e l’impoverimento di milioni di persone e la fine della nostra Nazione.. prima ne usciamo, e minori saranno le perdite.
        Sono certo che nei decenni o secoli a venire, i patrioti italiani si chiederanno come è stato possibile farsi cosi’ tanto male da soli.

        grazie ancora e buona giornata..

      • antoniochedice  On luglio 25, 2017 at 3:06 pm

        Se un palazzo crolla, non è colpa delle pietre, ma dell’ingegnere ( o capomastro) che ha creduto di essere all’altezza di un compito che non era in grado di fare, non dell’edificio.
        L’idea di unire l’Europa va da Carlo Magno a Dante, a Carlo V, a Napoleone, Mazzini e Hitler….
        Se i governanti italiani l’hanno gestita male, è colpa loro, non dell’idea. Il solo fiore nato dal letamaio della guerra.
        La ” Pentamerale di De Michelis” è stata una iniziativa politica dell’ex ministro degli esteri consistente nello scegliere – come area privilegiata per gli aiuti italiani nel dopo URSS- la zona delle ex Jugoslavia, l’Ungheria e , mi pare, anche la Repubblica Ceca, per creare una zona di co- prosperità e di influenza prevalentemente italiana.
        A tal uopo fece creare una banca pubblica ( la SIMEST) .
        Lo fecero fuori immediatamente.
        La Simest vive tutt’ora e ha prestato denari a dritta e manca, ad esclusione dell’area per cui era stata creata.

  • donato zeno  On luglio 23, 2017 at 12:29 am

    Molti sostengono che il golpista autentico fosse Cicerone e non Catilina

  • gicecca  On luglio 23, 2017 at 3:43 pm

    Caro Antonio, fa caldo e va be’, ma le 14 invettive che Cicerone scrisse contro Antonio, la sua vita pubblica e privata, alcune dette in Senato altre pubblicate si chiamano ” Filippiche” in ricordo di quelle di Demostene (vedi W. Durant, Storia della civiltà, vol II, Cesare e Roma, pag. 260, ed. Mondadori, 1957). Per la morte di Cicerone, Appiano (Storia di Roma, 3 vol., Lipsia 1939, Libro IV) e Filone (nella sua opera Quod omnis probus) riportano che Cicerone tentò di fuggire alle ire di Antonio fuggendo da Roma per mare, ma soffrendo il male del medesimo scese a terra e passò la notte nella sua villa di Formia Gaeta. I suoi schiavi lo convinsero a entrare in una lettiga e stavano trasportandolo lungo il mare in vicinanza della villa quando i soldati di Antonio lo sorpresero. Cicerone si oppose alla difesa ad opera dei suoi servi, e “tutto coperto di polvere, con la barba e i capelli incolti e il viso scavato dalle sofferenze” offrì il capo perché potessero tagliarglielo (Plutarco). Fa caldo, va be’, ma un po’ di storia me la ricordo ancora.
    Per quanto riguarda gli “americani” che poi sarebbero gli statunitensi, non so se dopo averli cacciati (coi loro famigli) staremo meglio o peggio; Francia o Spagna… (o -magari- Germania)…
    Ciao. giC

  • gicecca  On luglio 23, 2017 at 3:54 pm

    Nella bibliografia sulle Filippiche di Cicerone puoi aggiungere Guido Clemente, Guida alla Storia romana, Mondadori, 1997, pag. 220 ( a non fidarsi di Will Durant, bieco statunitense). Ariciao. giC

  • gicecca  On luglio 24, 2017 at 10:34 am

    Per Catilina santo subito il libro di Massimi Fini si immette nel filone che va di moda ad opera di storici o pseudo tali per cui tutto quello che é stato detto in passato va semplicemente ribaltato. Tra un po’ (o forse anche prima) ci diranno che Hitler o Stalin o Pol Pot ? Santi subito anche loro, tanto la misericordia di Dio é ben più grande dei nostri – e loro- peccati (vedi Papa Francesco e il generale dei Gesuiti, padre Sosa, coi baffetti ridenti). giC.

    • luigiza  On luglio 24, 2017 at 4:30 pm

      @giC
      Santi Hitler e PolPot certamente no, ma fu il ns. Andreotti a dire che la figura di Stalin avrebbe dovuto essere riabilitata.
      Del resto è cosa nota che Russians are always late to the party, any party.
      Non è che siano stupidi, ma é la loro indole che li rende un poco apatici quindi necessitanti di calci in culo periodici da parte dei loro governanti (da Pietro il Grande in poi) per, diciamo così, ‘aggiornarsi’ e riagganciarsi al flusso della Storia.
      In fondo anche l’attuale Vladimiro si inserisce nella serie dei ‘calciatori’: per impedire la disintegrazione della federazione russa ha assunto la funzione di zar senza formalmente esserlo.

  • antoniochedice  On luglio 24, 2017 at 11:41 am

    Grazie Gic!

  • gicecca  On luglio 25, 2017 at 6:34 am

    Al signor Donato Zero. Da Erdogan siamo andati un po’ lontano. Comunque il trafiletto di L. Canfora su sir Syme adombra molte cose, ma non “riabilita” certo il buon Catilina, se non per l’amore che questi -come Canfora- dice di avere per “le masse”. Forse anche per allora, come sovente per oggi, si potrebbe far valere il detto romano -guarda caso- sul “più pulito che c’ha…”. Sfortunatamente, della politica, come della democrazia, é molto pericoloso fare a meno (io ricordo un famoso: “Qui non si parla di politica !” nei bar, che Antonio de Martini, per ragioni di età, non può ricordare. Buon caldo e buona acqua -sulle polemichette-a tutti. GiC

    • antoniochedice  On luglio 25, 2017 at 7:19 am

      Gic, ti devo un altro caffè. C’è gente che ha imparato a fare i link e conta sul fatto che non si vada a leggere 🙂

  • gicecca  On luglio 25, 2017 at 10:47 am

    Per la caffé o meglio per un Negroni, stavolta tocca a me, ma a settembre. GiC

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