LA MEDIAZIONE FRANCESE SULLA LIBIA AI LIMITI DELL’UMORISMO di Antonio de Martini

Intrigante l’interesse suscitato dalle prime azioni pubbliche  del Presidente francese Emmanuel Macron che ha inizato il suo mandato con una serie di azioni di politica estera incontrando Trump. Putin e chiunque altro  fosse disposto a fare una gita a Parigi.

I francesi, più smaliziati di noi, lo hanno sanzionato togliendogli immediatamente dieci punti percentuali di popolarità nel solo primo mese di governo. Hanno capito di aver preso un granchio e lo hanno classificato come Hollande: un arrivista che li ha giocati grazie a una buona comunicazione.

Gli unici a prenderlo sul serio sono stati ” Il Corriere della Sera” e “il Messaggero” che cercano di darsi arie da esperti di politica estera assieme al giovane ambizioso francese che pare voler frequentare più Versailles che Parigi.

Si grida alla “marginalizzazione” dell’Italia nelle vicende libiche, si invocano interventi riparatori , ci si strappa le vesti.  La materia del contendere è presto detta: Macron, ha invitato i due pretendenti al dominio della Libia a Parigi per un fine settimana perché si parlino e magari facciano miracolosamente pace. Per dare una impronta internazionale si è invitato anche il rappresentante delle Nazioni Unite Ghassan Salamé. L’Ordine del giorno era aperto: vogliatevi bene e mostratelo alle telecamere.

Non era la prima volta che i due si incontrano. Era già accaduto a maggio in quel di Abu Dahbi,  senza risultati apparenti.

Il rappresentante del GUN ( Governo di unità nazionale) Fayez Serraj  – governo che siede a Tripoli  e gode del riconoscimento delle Nzioni Unite-  si è incontrato con il comandante dell’Armata Nazionale Libica  ( ANL Khalifa Haftar .

A solennizzare l’evento, la presenza di Ghassan Salamé, uomo politico franco-libanese che dal 2003 vaga tra le crisi mediorientali  come rappresentante del Segretario Generale dell’ONU, senza risultati apprezzabili.

A Parigi, rappresentava sopratutto “un successo della diplomazia francese” reduce dal fiasco di una mancata candidatura alla guida UNESCO . Insomma, un premio di consolazione vivente all’orgoglio francese.

Cosa chiede la Francia ( a nome dell’Europa , degli USA e del Mondo non escluso Putin?): quisquilie come la tenuta delle elezioni presidenziali ( Haftar vorrebbe  piuttosto una monarchia), le lezioni legislative ( che portino la pace tra Cirenaica e Tripolitania) e la ripresa della guerra contro l’ISIS.

La materia del contendere con l’Italia è che qualcuno voleva che fosse Roma la sede di questa riunione, mentre Yves Le Drian – ministro della Difesa con Hollande , sbarcato agli esteri con Macron, ha battuto sul tempo il nostro Angelino Alfano e ha fatto l’invito per primo.

Nei fatti, entrambi questi ministri ” des affaires etrangeres , etrangers aux affaires” mostrano di non aver chi.ara la situazione in loco.

Ormai la Libia è divisa in quattro parti e non più in due. Nell’interno, verso l’Africa,, le tribu e i clan beduini hanno ripreso la loro libertà di azione e si sono divisi il territorio in die macro areee.

la parte costiera, invece  è divisa tra Cirenaica ( governata da Haftar anche se esiste un parlamento regolarmente eletto e inefficace) e la Tripolitania ( governata da un sistema consociativo incoraggiato dalla ” comunità internazionale” e presieduto da Serraj che ormai non gode del rispetto nemmeno del suo autista).

Questo assetto si è ormai stabilizzato al punto che alcune entità statali del tempo si Gheddafi si sono organizzate e tendono all’autonomia:  A Misurata,” l’ente porto”, chiamiamolo così, ( Misurata fin dal tempo dei romani è sempre stata il porto commerciale più attivo) ha assunto una serie di iniziative semi sovrane compresa la costruzione dell’Ospedale che si affianca all’ospedale da campo italiano operante in loco. L’ospedale è gestito da una società americana e curerà malati e feriti di ambo le parti ( ISIS incluso ovviamente). Gli stipendi dei dipendenti statali ( dell’epoca di Gheddafi) operanti in entrambi i campi…..

In pratica , sulle cose essenziali, il paese si è riunificato per conto nelle questioni essenziali: Sanità e proventi del petrolio. Pensate che il petrolio viene estratto in Cirenaica, i fondi vengono versati in Tripolitania e gli stipendi vengono distribuiti ai dipendenti statali operanti in entrambe le regioni…

Intanto un paio di venduti allo straniero – entrambi ampiamente sputtanati –  giocano alla democrazia a Parigi tra la goduria dei Macron e l’invidia degli Alfano che sospira all’idea che avrebbe potuto ospitarli in Sicilia facendo un favore a un albergatore amico. Tutti voti persi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • albertoritteri  On luglio 26, 2017 at 8:18 am

    Complimenti per il testo spigliato e irriverente. Se la realtà non è che quella che è (Jacques de La Palice docet) che almeno la si descriva in modo divertente.

    • antoniochedice  On luglio 26, 2017 at 3:44 pm

      La spigliatezza è dono naturale, l’irriverenza fu dettata dalla fretta e dalla inconsistenza degli attori. 🙂

  • gicecca  On luglio 26, 2017 at 2:40 pm

    Forse stavolta sei stato un poco più pessimista del dovuto. A parte Alfano che conta sia in Italia che fuori come il famoso due di coppe con briscola spade, forse una riunificazione libica giova a molti r soprattutto a Al Sisi, l’egizio. Macron non é proprio stupido e in confronto a Hollande mi pare un gigante; oltre tutto vivendo a Parigi, non ama viaggiare, e fa bene. Bisogna stare a vedere. GiC

    • antoniochedice  On luglio 26, 2017 at 3:42 pm

      Contrariamente al tuo solito pessimismo, sei convinto che la Francia riesca nell’unificazione libica. Ma non è così. Ormai , dopo il ” tana libera tutti” di Gheddafi gli attori principali sono almeno otto. Questi due sono a) Haftar, lo sconfitto nella guerra col Chad e Serraj con faccia e ruolo da servo. Anche c volendo, non caveranno un ragno dal buco. E nel deserto non ci sono ragni. Solo scorpioni.

  • donato zeno  On luglio 29, 2017 at 5:18 pm

    Come comico Alfano non ha rivali.

  • luigiza  On agosto 1, 2017 at 8:52 am

    (i francesi) hanno capito di aver preso un granchio e lo hanno classificato come Hollande: un arrivista che li ha giocati grazie a una buona comunicazione.

    Monsieur le Macheron, futura Lasagna (=stirato piatto).

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