DAL DEBITO GRECO ALLA RIVOLTA (O RIVOLUZIONE? ) EUROPEA: VERSO GLI STATI UNITI D’EUROPA CON UNA COSTITUENTE EUROPEA E LONTANO DA BRUXELLES.

La lotta comincia adesso. Gli storici del futuro faranno il paragone tra il rifiuto dei coloni americani al pagamento della tassa del tabacco e il rifiuto greco che darà il via al processo di creazione degli Stati Uniti d’Europa su basi completamente diverse da quelle immaginate e imposte dagli gnomi di Bruxelles.

La Merkel è con le spalle al muro, specie dopo le dimissioni di Yoannis Varoufakis che la priva dell’avversario già marcato col segno dell‘uomo nero. Alexis Tsipras l’ha privata anche della possibilità di segnare un punto – marginale- chiedendo il cambio del ministro delle Finanze.

Ora, la Cancelliera si trova davanti al dilemma di dimissionare Wolfgang Schauble oppure, se chiederà la testa del suo ministro, si troverà in grave difficoltà all’interno della sua stessa maggioranza nel partito. Sta raschiando il barile. A sua difesa è insorto Joseph Daul, presidente del PPE, sconosciuto al portalettere.

Di fronte a questo incaglio politico, l’unico a guadagnarci è il partito che chiede l’uscita della Germania dall’Euro, che sarebbe per tutti un grande sollievo politico, economico e sopratutto monetario. L’Euro si svaluterebbe permettendo una ripresa dell’export, gli equilibri europei si stabilizzarebbero e sarebbe percorribile la via degli Stati Uniti d’Europa a condizione di convocare un’assemblea Costituente.

L’alternativa è sotto gli occhi di tutti: L‘Ungheria contesta la politica migratoria, La Grecia quella monetaria, L’Inghilterra, quella istituzionale, La Francia, l’egemonia politica  tedesca, la Germania i paesi mediterranei che rifiutano il pensiero unico dell’austerity, gli iberici recrimineranno  l’austerity bovinamente copiata dai tedeschi che rischia di costare all’intera classe dirigente un prezzo che potrebbe includere l’istituzione monarchica.

La prima reazione dei tedeschi sarà, more solito, l’irrigidimento irragionevole. Poi la politica di disgregazione inizierà il suo lavorio. L’Italia, more solito, sarà la prima a tradire. Da amica della germania, già si è offerta di mediare e starà inciuciando a livello della internazionale socialista per creare un fronte che sbalzi di sella Junker e la sua inutile giunta.

La fine di Mussolini non ha insegnato nulla a nessuno. Persino i media, primo tra tutti il Corriere della Sera, ripetono che la guerra continua.

Il vantaggio minimo che ne trarremo è il cambiamento della classe dirigente italiana,inadeguata e  provinciale quanto lo sarebbe stata quella calabrese nel 1870.

Al finale – magari dopo triboli e disastri –  vedrete che accadrà l’ineluttabile: la creazione di un nuovo stato almeno confederale mediante una assemblea costituente o il caos, con dimissioni da bowling fino allo strike.

Se preferite il Caos, state sereni e senza manifestare. Ci penserà Matteo. E’ bravissimo a “cambiar verso”.

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Commenti

  • abrahammoriah  On luglio 6, 2015 at 10:47 am

    6 luglio 2015

    Non più relegata ai polverosi manuali scolastici di storia del Risorgimento (veramente tutti da riscrivere) e nemmeno ai – per fortuna – tramontati dibattiti sul comunismo prossimo venturo e “sol dell’avvenire”, l ‘oxi greco riporta nel dibattito, almeno nel dibattito di chi non ha consegnato il cervello all’ammasso, una parola, la parola “rivoluzione”. Ai ben intenzionati ma tremebondi si notifica che se identità della modernità occidentale qualcosa significa, questa identità è stata proprio forgiata da questa parolina… Massimo Morigi

    • antoniochedice  On luglio 6, 2015 at 10:56 am

      Se sarà un rigurgito o una rivoluzione dipenderà da noi.
      Chiedere a gran voce l’assemblea Costituente Europea ( che a noi italiani è negata da 40 anni) boicottare tutto con azioni mirate e individuali di disobbedienza civile, rifiuto dei prodotti tedeschi, richiesta di rateizzazione delle tasse anche per piccoli importi, lettere al presidente della Repubblica, assegnazione del 5×1000 ai valdesi, acquisto delle sigarette dai contrabbandieri, sputi sulle auto blu

      • robertobuffagni  On luglio 6, 2015 at 5:55 pm

        Condivido: però l’8×1000 lo do agli ortodossi.

      • antoniochedice  On luglio 6, 2015 at 6:08 pm

        Vanno benissimo anche quelli. Anzi…

  • Mauro  On luglio 6, 2015 at 11:02 am

    wishful thinking !!!

    • antoniochedice  On luglio 6, 2015 at 11:10 am

      Ci vediamo a Filippi. Era un wishful thinking anche il referendum, anche il rifiuto del debito, anche presentarsi alle elezioni.
      Da un WT all’altro vedrai passarti la vita davanti senza averla vissuta.

    • luigiza (@luigiza1)  On luglio 6, 2015 at 4:22 pm

      @Mauro
      wishful thinking !!!

      No questa volta non lo credo perchè é finalmente caduto il velo che nascondeva la truffa ai danni delle popolazioni europee tutte.
      E già appaiono nei media italiani (ma immagino anche all’estero) video dove giornalisti (Mentana) e politici (D’Alema) raccontano la verità: il falso salvataggio della Grecia mirava al salvataggio delle banche tedesche e francesi in primis, succhiando soldi ai cittadini europei tedeschi e francesi compresi.

      La rabbia quando si unisce alla miseria compie miracoli ed apre prospettive impensabili fino a pochi istanti prima.
      La lotta comincia adesso. scrive il DeMartini. Vero, ma cominciano ora anche i problemi seri finora ben nascosti dalla truffa ben coperta dalla fuffa mediatica e dai QE del Draghi.

      • antoniochedice  On luglio 6, 2015 at 4:53 pm

        Guardi che lei non ha capito che chi ha salvato la Grecia è proprio Mario Draghi. Scriverò un pezzo dedicato a lei e quanti sproloquiano senza leggere i numeri.

  • gicecca  On luglio 6, 2015 at 11:23 am

    Io aspetto Draghi. Poi anche Schauble. Tutti i referendum popolari finora tenuti hanno bocciato l’Europa. Risultato ? GiC

  • URC  On luglio 6, 2015 at 12:05 pm

    Antonio il tuo pezzo sembra fantapolitica, aggiungo di che lo condivido come auspicio. Smontare tutte lesovrastrutture parassitarie che hanno permesso ai crucchi di sollevarsi e di riunirsi, a nostre spese, mi ricorda i discorsi di Lutero contr i Fugger.

    • antoniochedice  On luglio 6, 2015 at 12:17 pm

      Troppo Elevata eticità ? La via è quella, inevitabile. Lutero lo ricordano tutti e i Fugger solo cinque persone.
      Fuor di metafora, accadrà perché è ineluttabile. È come essere su una collina e vedere un treno che va a forte andatura verso un ponte crollato. Si sa che finirà nel baratro, ma la gente dice che non è possibile perché sei troppo lontano e non puoi farlo.

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