GRECIA: INTENDONO USARE LA CRISI COME GLI SPARTANI USAVANO GLI ILOTI.   di Antonio de Martini

Proviamo a uscire dal clima di guerra di religione che si è creato attorno alla crisi del debito greco e cerchiamo conforto tra i numeri.

Sulla mia pagina Facebook ho pubblicato i soli dati che a mio parere : il debito consentono di capire: il debito complessivo greco è di 320 miliardi di euro e il PIL ( prodotto interno Lordo)  della Grecia è di 180 miliardi annui.

Immaginiamo per un istante che la crisi economica scompaia d’incanto e che la Grecia ottenga- a partire da quest’anno- un avanzo budgetario dell’1% e che questo miracolo sia destinato a ripetersi indefinitamente.

Come è noto, in base al trattato di Maastricht ogni paese firmatario – incluso il nostro – deve avere un rapporto tra debito e PIL ( prodotto interno lordo, ossia il “fatturato” del paese)  pari o inferiore al 60%.

Per rientrare in questo parametro obbligatorio,  grazie alla situazione favorevole – e favolistica –  descritta, la Grecia impiegherebbe 120 anni. ( l’Italia 40 anni).

Si badi bene che non stiamo parlando di ripagare il debito, ma solo di rientrare nel parametro di Maastricht. Per ripagare il debito,la Grecia impiegherebbe la bellezza di 180 anni.

Credo che ogni commento sia superfluo e che nessuno possa ipotecare il futuro di sei generazioni di greci, o di congolesi, ed essere minimamente credibile, sia politicamente che economicamente. Quindi l’obiettivo di questa manovra non è riottenere i quattrini,Se ne deduce che la posta in palio è un’ altra: piegare all’obbedienza.

È patrimonio di chiunque abbia fatto la scuola dell’obbligo, il raccontino che, per indurre i giovani spartani a non ubriacarsi, uno schiavo Ilota veniva indotto a bere al punto di dare uno spettacolo ributtante. Pare che questa rappresentazione fosse tanto efficace da indurre gli educandi alla sobrietà .

Poiché l’ impegno che qualsiasi governo greco per anni centottanta non è credibile, il sospetto, esternato da Giorgio La Malfa in un ben strutturato articolo su ” Il Mattino” di ieri,  cioè che l’esempio greco serva ad educare noi italiani, è più che fondato.

Combattendo per Atene si difende l’Europa mediterranea intera, Francia compresa ( che quest’anno ha visto aumentare di 50 miliardi di euro il suo debito).  Passaparola.

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Commenti

  • Luciano  On luglio 2, 2015 at 6:11 am

    A mio avviso in questo c’è del vero: le derive di vari paesi mederranei e non solo sono alquanto allarmanti per la teneuta dell’europa e dell’euro. Ma secondo me c’è anche dell’altro. Ad esempio che dire di una nazione che a fronte dei numeri che lei riporta si mette a fare del deficit spending massiccio con non soldi che non ha e che chiede in prestito insieme a quelli per pagare gli interessi sul debito senza presentare alcun programma industriale degno di questo nome(non le ricorda l’Italia ?) e quindi senza possibilità di generare, se non ora in un ragionevolmente prossimo futuro, quella ricchezza che permetterebbe quel tenore di vita.

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 7:15 am

      Considerazioni a mio avviso sensate.
      Insensato è stato chi ha prestato quelle cifre irrestituibili a chi non solo non ha un piano industriale, ma non ha mai avuto industrie.
      I denari prestati alla Grecia sono serviti – una sorta di piano Marshall- a creare ricchezza nei paesi prestatori sotto forma di commesse.

      • luigizaluigiza  On luglio 2, 2015 at 10:23 am

        Insensato è stato chi ha prestato quelle cifre irrestituibili a chi non solo non ha un piano industriale, ma non ha mai avuto industrie.
        e criminale farsi risarcire il credito dai partner con la scusa di aiutare il debitore (Grecia).

        Ah quindi prima mi banna ma poi riconosce la correttezza della mia argomentazione.
        Debbo e voglio sperare che fu la forma espositiva e non la sostanza a causare la cancellazione del mio intervento.

      • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 10:52 am

        L’ho bagnato perché usa l’indulto come argomento ed è un provocatore.
        Esistono varie forme di comunicazione su internet. C’è il leghista, l’attività di cinque stelle, il Troll qualunquista e pesino scampoli dell’attivista PD.
        Al minimo cenno, li banno.
        Gradisco persone educate, capaci ci argomentare e che non si lancino in previsioni basate più sul narcisismo che sulla conoscenza delle cose.

  • gicecca  On luglio 2, 2015 at 6:30 am

    Mi domando se dopo l’inverecondo spettacolo dato dallo schiavo ubriaco gli Spartani si ubriacassero ancora o siano divenuti modelli di sobrietà. E poi, molto in breve, sono d’accordo con Luciano. inoltre chi ha fatto debiti non ripagabili fino alla settima generazione per “stare al bar” merita di essere appeso per le pupille, come dice un mio amico catalano. I levantini di sinistra mi piacciono meno dei Tedeschi, che non mi piacciono affatto dal tempo di Federico II, di Bismarck e di Hitler. GiC

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 7:21 am

      Ti vedo un po’ inc…..
      Si comincia a parlare di levantini di sinistra, poi di levantini tout court per poi arrivare agli ebrei…
      Le distinzioni etniche finiscono inesorabilmente in razzismo e le responsabilità ( o irresponsabilità) politiche sono a mio avviso come quelle penali: personali.
      Poi mettere in uno stesso elenco Federico II e Hitler, o la Merkel, francamente mi sembra esagerato.
      In seno alla UE esistono – coesistono- due stili di vita. I tedeschi vogliono imporre a noi mediterranei quello germano-protestante.
      Dovranno passare sul mio cadavere.

    • Anafesto  On luglio 2, 2015 at 7:22 am

      Potrei quasi concordare se non fosse che gli ultimi governi greci sono stati imposti dalla UE, ovvero dalla Germania … lo chiede l’Europa!
      Altro discorso: ma i danni di guerra mai pagati dai tedeschi, se fossero rivalutati di un 3% annuo, non coprirebbero totalmente tale debito?
      Nel 1945 si rimandò il discorso al 1953, poi la Germania era divisa … il discorso riprese nel 1990, ma c’erano i problemi della riunificazione delle due Germanie e fu ottenuta una moratoria di 5 anni … ora siamo nel 2015 e Schauble ha risposto alla domanda con un’alzata di spalle ….
      Allora chi sono i furbetti del quartierino (UE) ?

      • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 8:31 am

        Tutti. Se si vuole parlare di geopolitica bisogna smettere di cercare i furbetti

      • CV  On luglio 3, 2015 at 6:31 am

        L’aver a che fare coi crukki è un abbraccio sempre mortale. E’ inevitabile che l’Europa mediterranea (quella dell’impero romano tanto per intenderci) si stacchi dai paesi nordici (i barbari di una volta).

      • antoniochedice  On luglio 3, 2015 at 7:03 am

        Togliamoci dalla testa che i greci di oggi siano gli eredi diretti di Platone e Aristotele come noi non siamo i discendenti di Giulio Cesare o di Scipione.
        Il miscuglio di trecento e passa generazioni è indistinto e indistingubile.
        La storia può essere fonte di ispirazione, ma la proprietà transitiva si è persa da una quindicina di secoli .
        Ogni generazione è nuova e padrona di quel che è capace di realizzare. La nostra non ha nulla.

  • gicecca  On luglio 2, 2015 at 7:39 am

    Buttarla in razzismo mi pare peggio che sbagliato, inutile e un po’ cattivello (e poi, io col mio passato agli Ebrei voglio molto bene, compreso Nataniahu). Qui é un semplice problema economico e di furbi passati (la Grecia non avrebbe mai dovuto far parte dell’Europa, conti alla mano; come l’Italia). Se si firmano i Trattati, bisogna adeguarvisi,; magari piano piano.. Per la storia dei danni di guerra, Sparta potrebbe chiederli ad Atene e la Teheran di Khomeini alla Atene di Varoufakis. E moltissimi alla Roma di Ottaviano Augusto. Non mi pare un ragionamento molto europeo. GiC

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 8:29 am

      Il ragionamento è rimetti a noi i nostri debiti come noi li abbiamo rimessi a te.
      Ti ha solo, senza cattiveria, fatto notare che quando si comincia a distinguere le etnie, si sa come si comincia, ma non dove si finisce.

  • Antonio2  On luglio 2, 2015 at 7:45 am

    Il debito greco è il 320/180=177% del pil. Quello italiano viaggia intorno al 140%. Perché, guadagnando un 1% l’anno, la Grecia impiegherebbe 120 anni ad andare sotto il 60% e l’Italia _solo_ 40 anni per me è un mistero.

  • Luciano  On luglio 2, 2015 at 8:43 am

    Per prima cosa grazie dei commenti, mi fa piacere discutere, e per far ciò bisogna avere opinioni diverse.
    Inoltre, a scanso di equivoci, non mi ritengo Nostro Signore a seconda dei credi Gesù, Maometto o Allah, per cui posso sbagliare.
    Qualche piccola precisazione su quello che volevo dire:
    per antoniochedice: giusto non hanno industrie, io intendevo con piano industriale un piano che facesse nascere un settore industriale ragionevolmente competitivo.
    Per gicecca: lo dico con profonda tristezza una parte della sinistra europea e non solo si concentra sui diritti dimenticando che se vuoi garantirti un diritto che non sia un privilegio devi importi a te e agli altri uno o più doveri.
    Non è facile imporre ad altri uno stile di vita, la democrazia non si impone come la correttezza personale a un popolo se il popolo vuole rimanere popolo invece che insieme di cittadini con tutti i doveri che ne consegue.
    Poi vi pongo una domanda: ma siamo sicuri che i tedeschi (ma anche noi, ricordo che siamo la seconda nazione per manifattura in europa) volessero che la Grecia diventasse un paese come la Germania -> i beni che avrebbero prodotto i greci e venduto nel mercato internazionale chi non li avrebbe più prodotti: i Tedeschi, noi, i Francesi o chi ?
    Questo punto merita, secondo me, una profonda riflessione.
    Grazie a tutti e scusate per il mio pessimo italiano.

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 9:32 am

      Caro
      Luciano,
      1) avevo capito benissimo il significato del termine piano industriale ( mi sono guadagnato la vita facendoli). Ho detto che non hanno industrie proprio per dire che chi non ha industrie è difficile faccia piani industriali.
      Gic ti risponderà lui, immagino, ma vorrei aggiungere la mia.
      Noi mediterranei abbiamo una mentalità naturalmente commerciale e marittima: dal Libano alla Catalogna, a Istanbul, a Napoli è tutto un fluire di commerci.
      Numerosi altri ( Turchi, calabresi, greci, ) hanno preferito lavorare nelle industrie del Nord ( da Torino in su) dove vige una mentalità e un’etica del lavoro differente.
      Tentativi di innesto di una mentalità nel campo dell’altra, hanno avuto alterne vicende.
      Personalmente preferisco la mentalità mediterranea in quanto più ” umana” e rifiuto l’idea protestante che se Dio ti ama ti arricchisce.
      Se fossero felici non verrebbero da noi tanto spesso
      Noi andiamo da loro solo se spinti dal bisogno o in campo di concentramento.
      Personalmente, quando vado in Germania, resto in ammirazione per due giorni. Il terzo cerco la via di casa.

  • Alberto  On luglio 2, 2015 at 9:11 am

    mi scuso se dico anche io cose ovvie ripetendo che alla base della realtà greca c’è sopratutto la evidente mancanza totale di una sua macchina produttiva, di un motore capace di generare ricchezza in quantità autosufficiente per le necessità interne correnti.
    figuriamoci per ripagare debiti contratti nel tempo e che hanno nel tempo generato spese pubbliche sproporzionate alle possibilità.

    i nodi vengono sempre al pettine.

    l’incoscienza e dilettantismo con cui l’attuale governo affronta i fratelli europei conferma la assenza sia di classe politica adeguata, sia di soluzioni che non aprano problemi ulteriori probabilmente maggiori e forse strade oscure a nuovi squilibri geo-politici-

    in uno scenario realistico, la ampia fessura di una Grecia che ipoteticamente si ponesse fuori dall’Europa potrebbe viceversa creare focolai gravissimi e perturbativi in ambito NATO.La Grecia è porta di ingresso potenziale di “infezioni ” gravissime.

    in uno scenario pauroso per il mondo Putin potrebbe divenire alleato di Grecia con avamposto in casa altrui pericolosissimo per EU e per USA.

    non parliamo poi della Cina che continua, nenche troppo silenziosamente, ad espandere i confini invisibili delle propria influenza economica e che potrebbe con piccole cifre alla Grecia avvantaggiarsi di posizioni strategiche in prima linea.

    come il soldato Ryan, la Grecia va salvata a tutti i costi, non per problemi di soldi. la Grecia va sicuramente salvata, in qualche modo, per motivi di geo-politica che creano minacce ai suoi fratelli più ricchi e forse virtuosi.

    concludendo: in un mondo globalizzato, appiattito e competitivo perde sicuramente chi non ha innovazione, chi non ha capacità di offrire prodotti e servizi in qualche modo desiderabili agli altri attori della commedia della vita.
    ma non ci si improvvisa industriali.
    come ampiamente condiviso la bellezza straordinaria della Grecia è ‘unico elemento naturale di desiderabilità internazionale.

    temo che la soluzione migliore e forse unica sia di tenere in comunità EU la sorellina bella ma poverella e pazzarella , con tutti i suoi pregi e difetti.

    mal minore, mezzo gaudio.

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 9:34 am

      Questi sfoghi sono la miglior dimostrazione della mancanza di dibattito sui media nostrani.

    • Luciano  On luglio 2, 2015 at 9:51 am

      Ciao Alberto, per prima cosa grazie per il tuo commento.
      Poi a parole incontro solo gente che dice cose o uguali alle tue o molto simili.
      Quando poi faccio notare che allora sono pronti a versare tutti gli anni 100-200 o forse 300 euro dei loro soldi presi dalle loro tasche alla Grecia cambiano discorso.
      Inoltre siamo sicuri di voler pagare e che sia la cosa più giusta ?
      Poi se gli spagnoli con Podemos che magari vince le elezioni e ci chiedono altre 300-600 euro a testa all’anno siamo pronti a pagare ?
      Mi fermo qua: quante nazioni nell’euro se la passano male ?
      Putin fa, giustamente, gli interessi della Russia e li fa molto bene, ed è il suo compito.
      Siamo sicuri che sia interesse nostro mantere uno o più popoli invece che far si che ogni popolo generi la ricchezza che gli serve per vivere dignitosamente ?
      In altre parole non è il caso di smettere di cercare nemici da combattere per cui va bene ogni stonzata commessa da qualcuno che “è nostro amico” purchè non passi al campo avverso ?

    • Anafesto  On luglio 2, 2015 at 11:24 pm

      Vorrei far presente che le spese folli della Grecia, soprattutto militari, andavano benissimo a Germania (con un margine del 25% su tale spesa, per la fornitura di Leopard e sommergibili tipo 214 forse nemmeno tanto funzionanti), alla Francia 13% (Mirage), agli USA 42%(F-16 e quant’altro).
      Ora non vanno bene le spese per far vivere il popolo con un minimo di dignità, o semplicemente per far sopravvivere la parte più indigente della popolazione; magari se qualcuno spiegasse questa moralità europea altalenante e bustrofedica.
      Credo inoltre che non sia per nulla una gran perdita l’uscita dalla NATO, anzi … ma ricordo gli attentati che ebbe a subire De Gaulle per certe sue prese di posizione; tuttavia se si anela a non essere più colonie, va fatto, magari iniziando con dichiarazioni di neutralità che il buon Antonio De Martini spesso ci ricorda.
      Credo che anche il gran baccano su un possibile Grexit sia dovuto all’incubo USA di potersi trovare un’altra Crimea al centro del Mediterraneo, ma non gestita dalla Russia come vorrebbero farci credere, ma dalla nazione che si sta espandendo in Africa, America Latina, che vuole riaprire la via della seta verso l’Europa e che ha già creato una banca in grado di competere con FMI e BM.
      Non credo che col pensiero unico che tutto pervade si possa contrastare questa deriva e la strada per il passaggio da una colonizzazione americana a una cinese sembra tutta in discesa e non giovano certamente all’occidente comportamenti da schegge schizofreniche in geopolitica.
      La crisi greca per l’occidente è un problema, per il mondo multipolare è un’opportunità, forse sarebbe il caso di tenerlo presente.

  • gicecca  On luglio 2, 2015 at 9:58 am

    Purtroppo, caro signor Luciano, il necessario, utile e doveroso bilanciamento tra diritti e doveri si è perso da noi in Italia da almeno 40/50 anni. E’ molto triste ma é così, e non solo da parte della sinistra (che però ha cominciato) ma anche da parte della destra.. Poi, se io mangio a casa mia, posso mangiare anche le formiche, se mi piacciono. Ma se voglio a tutti i costi andare a mangiare in casa d’altri, e trucco l’invito pur di essere invitato, poi devo (dovrei) mangiare quello che mi viene offerto. Non é che il mio ospite mi obbliga a mangiare quel che dice lui, é che io sono voluto andare a mangiare quello che mangia lui.
    Alla fine, sono certo che la Grecia verrà salvata in qualche modo, come sono certo del fatto che ognuno-(meno il barista greco)- dirà che si è fatto come diceva lui. E tra due anni saremo da capo, e forse senza una Merkel. GiC

    • Luciano  On luglio 2, 2015 at 10:09 am

      Caro signor gicecca
      che dire non posso che essere d’accordo con lei. Per i doveri è partita per prima la sinistra che si è concentrata a far averi i giusti diritti e poi tutti dietro a ruota.
      Per la Grecia non lo so se la salvano. Se così succedera lei ha ragione dopo poco saremo d’accapo debito esploso, e nuova crisi.
      Questo perchè questa crisi lascerà un segno pesantissimo sull’economia greca che, comunque vada, sarà molto costoso e se rimane in europa gran parte di quel conto lo pagheremo noi.
      Per essere chiaro mi va bene pagare un conto purchè sia uno e serva a qualcosa -> generare un apparato industriale in grado permettere ai greci il tenore di vita che gli ha permesso l’euro, meno bene pagare tanti conti che non servono anulla solo a calciare un pò più in la il barttolo.

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 10:47 am

      Sono anni che da noi succede lo stesso con Sicilia e Calabria ,mima nessuno ha lanciato alti lai! A parte qualche raglio del trota e compari.

  • abrahammoriah  On luglio 2, 2015 at 10:19 am

    2 luglio 2015

    L’Unione europea nacque – così narra la leggenda che in altra occasione argomenterò per sfatarla – per impedire lo scoppiare un nuovo conflitto entro il recinto del Vecchio continente. Missione compiuta. Ora non è più possibile alcuna guerra (se non contro la Russia, e questo è parte del mito delle origini che non sta in piedi in alcun modo) perché la Germania, senza la guerra che si è riusciti ad evitare, sta prendendosi tutto. Chapeau …

  • gicecca  On luglio 2, 2015 at 11:09 am

    Propongo a tutti o a molti di rileggersi il dialogo degli Ateniesi e dei Meli riportato da Tucidide nella sua Storia del Peloponneso. Ci ho messo un po’ a trovarlo, ma mi pare molto utile anche oggi. Lo trovate in

    http://www.liceogalvani.it/download_file.php?id=10098

    E poi mi taccio. Notate anche “come va a finire”. giC

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 11:18 am

      Grazie! Lo cercavo da un anno, ma non ricordavi i Meli ( o Deli?)

  • gicecca  On luglio 2, 2015 at 2:47 pm

    Niente Deli, solo Meli. GiC

  • abrahammoriah  On luglio 2, 2015 at 3:33 pm

    2 luglio 2015

    Dialogo dei Meli e degli Ateniesi, ovvero le ragioni del diritto (diritto inteso soprattutto come morale) contro le brutali ragioni della forza. In aggiunta, sempre dalla Guerra del Peloponneso di Tucidide, L’Orazione funebre di Pericle, ovvero quando la volontà di potenza aspira ad eternarsi attraverso grandi imprese, realizzando “la gloria che resta eterna nella memoria”. Per secoli la volontà di potenza ha sempre oscillato fra questi due poli, la feroce violenza e l’aspirazione di sublimare questa pulsione in qualcosa di più alto. La modernità si distingue per la perdita di questa dimensione più elevata e, giungendo alla vicenda Greca, se si fa fatica a vedere in Tsipras un novello Pericle, è assolutamente sicuro che Angela Merkel è un’ottima interprete della feroce modernità, che dal Secolo breve dei totalitarismi si è traslata nel nostro nuovo secolo delle “neutralizzazioni e delle spoliticizzazioni”. Per trovare simboli adatti a definire il nostro ineffabile presidente del consiglio, suggerisco invece di rivolgersi a Plauto e al suo eterno Miles gloriosus… Massimo Morigi

    • piergiorgio leone  On luglio 2, 2015 at 11:57 pm

      Una riflessione che si può fare sulla guerra peloponnesiaca è il fatto che il vero vincitore fu la Persia con la politica di Tissaferne.

  • Lisetta Sperindei  On luglio 2, 2015 at 5:31 pm

    Io non capisco un a cosa: dato che la Grecia non ha problemi per l’acquisto di materia prime, dato che non ha industrie, perchè Tsipras non si decide a tornare alla drachma senza farla tanto lunga? Più euro riceve più si ingrossa il debito, perchè dunque elemosinare così?

    • antoniochedice  On luglio 2, 2015 at 6:27 pm

      Perchè è meglio incassare euro che non si rimborseranno che dracme da guadagnare col sudore della fronte. ( Catalano)

  • gicecca  On luglio 2, 2015 at 5:47 pm

    A tutti un’ultima cosa. facciamo in questa tragedia greca un gioco. come votereste essendo Greci ? Mi aspetto almeno due risposte. Non ci si può astenere. Appena le ricevo, vi dico il mio voto. GiC

    • Antonio2  On luglio 2, 2015 at 6:06 pm

      No, ovviamente. Il castello va fatto saltare per aria.

  • Alberto  On luglio 2, 2015 at 6:41 pm

    gioco anche io allo stimolo di gicecca: essendo Greco voterei certamente Si, per le ragioni che sopra ho accennato nel mio commento ed anche perchè sono completamente d’accordo con la sintesi di antonioche dice delle 6:27

    un caro saluto a tutti gli amici ed illustri commentatori appassionati di queste pagine

  • gicecca  On luglio 3, 2015 at 11:00 am

    Devo il mio voto, dopo il pareggio sovrastante; SI. Nel gioco della torre, mi piange il cuore, ma bisogna salvare la terribile tedesca. GiC

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