SCANDALO A ROMA: LE IMPLICAZIONI SINDACALI DI CUI TACCIONO TUTTI. di Antonio de Martini

Con questi appalti fasulli siamo nel ” terzo settore” quello da cui Renzi si aspetta il rilancio economico e i valori sociali.
Quello che viene chiamato dei ” servizi alla persona”. Forse sarebbe meglio chiamarli meglio ” sevizietti”.

Si tratta di una attività dichiarata strategica da tutte le amministrazioni politiche , rispettata dai sindacati al punto che finora – anche in pieno scandalo- non hanno fiatato anche se sarebbero i principali interessati.
I settori economici li ho già illustrati nel post in cui parlavo di come ridurre la precarietà dell’occupazione e risparmiare denaro pubblico.

LA LEGGE PROIBISCE IL SUB APPALTO DI MANO D’OPERA.

Eppure tutti questi settori ” cattolici e sociali” lo praticano arricchendo ” imprenditori” tipo Gaucci e Lotito.
I servizi di pulizia, di metronotte, di assistenza ai Rom, portinerie, controlli aeroportuali, infermieri, eccetera sono servizi utili in permanenza,
Non c’è ragione che gli addetti non vengano assunti ( magari con un contratto ad hoc) dagli enti e società private di pertinenza. Non sono lavori una tantum.

COME FUNZIONA

Fatto cento il prezzo cui il lavoro di un singolo operatore viene appaltato, trenta vanno a chi fa il lavoro ( spesso è un sub appaltatore del sub appaltatore vincitore della gara, irregolarmente vinta, è ovvio).

Il restante settanta va alla catena intermedia tra la tesoreria appaltante e il lavoratore e serve nell’ordine: a farsi la casa a San Domingo, il castello a Castel Viscardo ( Umbria) , comprare una squadra di calcio per portar voti al politico di riferimento del momento, finanziare l’attico alla zoccola di turno più qualche aiutino ai suoi parenti. Il grosso serve a riciclare i denari – ecco perché tanti pregiudicati- e a DARLI a chi gli fa assegnare i lavori.

Lo stesso avviene nel settore della refezione, da anni tradizionale feudo di Comunione e liberazione ( e fatturazione per i malevoli) , delle costruzioni ( cooperative), della sicurezza ( due legali rappresentanti di queste confraternite di vigilantes che fatturano milioni si sono visti togliere la licenza prefettizia perché indagati per mafia) e di tutti i lavori temporanei che un tempo temporanei non erano.

È l’economia catto-comunista: fa lavorare i disoccupati perché porta via loro metà di quel che è loro dovuto e gli ruba anche il voto.

La sinistra ha la MANUTENCOOP ( ultimo fatturato un miliardo) che ha preso in appalto anche migliaia di comuni la nettezza urbana, dove però nessuno pulisce più in diretta.
E anche il gruppo Berlusconi ha creato la sua società di pulizie per le proprie aziende.
Meglio limitarsi a tesserare i pensionati e rompere i coglioni al governo sull’articolo 18.
Per eliminare la corruzione questi disgraziati che lavorano per 5/6 euro l’ora – e nemmeno sempre- vanno assunti: guadagnerebbero il triplo , cioè l’equivalente del plus valore che arricchisce questi falsi imprenditori e se non lavorano bene, li licenzino visto che l’art 18 è abolito. O no?

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Commenti

  • fausto  On dicembre 6, 2014 at 11:48 pm

    La mafia dei subappalti è in effetti un elemento centrale del nostro degrado economico e sociale. Una malattia che ci divora da decenni.

  • armstav  On dicembre 7, 2014 at 5:26 am

    Un’altra bella precisazione. E si, i sindacati, da quelli grandi a quelli piccoli(fra l’altro ho notato che c’e’ una pletora di sigle sindacali nella PS). Probabilmente sono stupido, quindi chiedo umilmente che mi si spieghi (visto che non e’ ammissibile che ogni sindacato rappresenti una specifica categoria, altrimenti si chiamerebbe vergognosamente corporazione di mestiere [ironia]), che differenza c’e’ fra l’orifizio di entrata e di uscita di questo o quel operaio o impiegato per essere rappresentati da piu’ sindacati? Io penso che per molti e molti decenni, alla faccia dei loro acefali iscritti, sono stati congeniali ai vari partiti, coalizioni e camarille varie. Ora la delusione e non il buon senso ha provocato loro una forte cura dimagrante e spero che il loro destino sia finalmente quello di diventare un sindacato unico che curi puramente gli interessi dei loro iscritti e non per una questione etica. Sono troppo idealista?

    • antoniochedice  On dicembre 7, 2014 at 7:30 am

      No, un po’ fascistello

      • armstav  On dicembre 7, 2014 at 4:23 pm

        Per fortuna che, eccetto quando adolescente a Udine o eri come Armando Cossutta o come me per le note vicende di confine(ora, ma per noi anche allora, grazie a coloro che hanno disonorato il nome di Garibaldi), dalla maggiore eta’ in su sono andato sempre piu’ sviluppando anticorpi anti -ismo e quindi -ista. Faccia un po’ l’elenco dei vocaboli che terminano cosi’!

  • abrahammoriah  On dicembre 7, 2014 at 11:40 am

    7 dicembre 2014

    Le implicazioni politiche dello scandalo (e mai sostantivo fu tanto inadeguato e fuorviante per una vicenda che riflette una situazione generale di pervasiva ‘normalità’ predatoria e criminale non più emendabile per via ordinaria) del cupolone mafioso-amatriciano di Roma: il sistema, anche presso i più sprovveduti, ha perso qualsiasi legittimità democratica. Ad ognuno la responsabilità di trarne le conseguenze per adottare le necessarie contromisure …

    Massimo Morigi

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