L’ ITALIA, LA GRECIA E IL 28 OTTOBRE. di Antonio de Martini

Oggi è il ventotto ottobre. Alcuni italiani lo ricordano come giorno in cui, nel 1922 avvenne la marcia su Roma, ma è anche festa nazionale in Grecia e grazie agli stessi attori.

Fu in quell’anniversario che il regime decise di muovere un ultimatum alla Grecia invitandola a far entrare le truppe italiane nel suo territorio.
Ancora oggi non si capisce con quali finalità geopolitiche.
La Grecia rispose OXI che credo – non conosco la lingua – sia una forma di secco diniego.
Da allora i greci festeggiano La ricorrenza con una giornata di vacanza al ricordo del rifiuto di ottemperare all’ordine di Galeazzo Ciano e lo chiamano OXI DAY.

Nel 1939 dopo l’occupazione dell’Albania, il SIM ( servizio informazioni Militari) inviò pattuglie di frontiera per riconoscere il territorio greco e le sue fortificazioni. La scusa, in caso di scontri, sarebbe stata quella solita dello sconfinamento per errore.

Il rapporto dei capi pattuglia diceva che i nostri militari avevano – cronometro alla mano – registrato una cinquantina di esplosioni all’ora nello intero periodo di penetrazione in territorio ellenico.
I greci stavano facendo brillare mine nella roccia per predisporre capisaldi a prova di bombardamento e lavoravano a ritmi serratissimi anche di notte.

Il rapporto finale del SIM offriva l’alternativa tra l’attacco immediato e la rinunzia , giudicando irrealistico, coi mezzi dell’epoca, un attacco contro capisaldi così ben fortificati.
Il governo non tenne conto del documentato avvertimento e attaccò l’anno seguente col risultato che sappiamo.

La conseguenza fu che i tedeschi dovettero ritardare l’Operazione Barbarossa contro la Russia per soccorrerci e il ritardo fu fatale per l’arrivo dell’inverno che intralciò la presa di Mosca e influì negativamente sulla conduzione della guerra.

Il premier greco Samaras ha colto il destro di questo anniversario per rivolgere un messaggio ai greci ricordando i sacrifici sofferti e comparandoli con quelli attuali. Ha concluso dicendo che in entrambi i casi i cittadini hanno potuto vedere i risultati di tanto sacrificio.

Anche noi possiamo fare un parallelo tra lo sfascio causato dall’incompetenza della nostra classe dirigente di ieri e quella di oggi.
I risultati di ieri li abbiamo visti. Quelli di oggi stanno arrivando.
In entrambi i casi siamo finiti in mano a un gradasso pieno della cultura del pressapoco e ricco di frasette ad effetto che piacciono ai piccoli borghesi, ma risultati …..
Per fortuna questo non ha un genero.

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Commenti

  • Francesco  On ottobre 31, 2014 at 6:47 pm

    Per ora non ha un genero…

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