FREGATE E FREGATURE: LA MARINA STA PER SPENDERE 6 MILIARDI PER NUOVE NAVI. SONO INDISPENSABILI? UNA PROPOSTA ALL’AMMIRAGLIO DE GIORGI. di Antonio de Martini

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Le misteriose pieghe del bilancio italiano non smettono di stupirmi.                                                     Avevo appena tirato un sospiro di sollievo per il risparmio di un paio di miliardi in via di realizzazione sugli aerei F35, quando scopro che la nostra Marina Militare si appresta a firmare un contratto di 5,8 miliardi si euro per dotarsi di cinque vascelli polivalenti, con un esborso netto di 4,8 miliardi e interessi sul prestito ventennale per 1,3 miliardi di euro.

Le nuove navi si chiamano PPA ( pattugliatore polivalente d’Altura)  e sono destinate a sostituire le fregate classe Cassiopea, i pattugliatori classe Soldati e i cacciatorpediniere classe Durand de La Penne che mi pareva fossero abbastanza recenti.

Sono certo che si tratti di gioielli della tecnica e che siano stati spesi tesori di ingegnosità per risparmiare,  ma la domanda cui qualcuno dovrà rispondere è se sia questo il momento di rinnovare mezza flotta e se sia il caso di dotarsi di battelli di questo tipo o non di mezzi di maggiori capacità operative in vista di un possibile crescente ruolo italiano nel mediterraneo.

Trattandosi di investimenti ventennali, mi viene da chiedermi se la Marina si sia posta il problema  della nostra integrazione e/o subordinazione in ambito interalleato per il prossimo quarto di secolo, oppure abbia posto il quesito all’autorità politica e ne abbia avuto assicurazione.

Dare per scontato che il dispositivo NATO esisterà ancora per venti anni e rimarrà con identici rapporti di forza e subordinazione tra i contraenti senza  fare un passaggio parlamentare ( e sarebbe comunque azzardato ipotecare il futuro con tanto anticipo), non è successo nemmeno durante gli anni della dittatura di Mussolini.

Qui si inserisce un vecchio ricordo bellico. Nel 1914 allo scoppio della guerra europea due incrociatori tedeschi – il Goeben e il Breslau –  si trovarono in crociera nel mediterraneo e dunque impossibilitati a a varcare le colonne d’Ercole per tornare in patria e non desiderosi di chiudersi a Pola per il resto della guerra.

L’ammiragliato britannico, sempre attentissimo, iniziò la caccia.  Il contrammiraglio  tedesco Wilhelm Souchon  che comandava i due incrociatori  – la faccio breve –  fece rotta sul Bosforo e per non violare la regola di smilitarizzazione degli stretti , appena arrivato nelle acque turche  issò la bandiera turca mentre la diplomazia tedesca annunziava in contemporanea al Sultano che la Germania gli faceva omaggio dei due incrociatori.

I tedeschi non iniziarono la guerra con una perdita, la preda sfuggi a Winston Churchill primo lord dell’Ammiragliato e la Turchia ebbe un dono che forse influenzò i suoi comportamenti successivi.

In questo momento la Francia è in imbarazzo evidente per la dilazionata consegna di due portaelicotteri classe Mistral, già costruite e in prove in mare.  Gli USA e l’Inghilterra premono perché non siano consegnate alla Russia che le ha commissionate e pagate ( 1,2 miliardi ) per rivalsa in seguito alla crisi ucraina.

Un accordo a tre tra Francia, Italia e Russia potrebbe essere la soluzione: l’Italia compra o affitta le navi alla Russia ( non viola le sanzioni) e le Francia cede i battelli a noi che avremmo un vantaggio immediato di prezzo e fornitura rapida. Il bilancio statale risparmierebbe 3,5 miliardi di euro e forse più.

Russia e Francia eviterebbero un contenzioso costosissimo e avvelenatore dei rapporti.              Gli USA non potrebbero obbiettare essendo le navi cedute a un alleato. Italia e Russia  stipulerebbero un contratto ( di affitto o di acquisto con patto di riacquisto) subordinato alla cessazione della crisi ucraina.n I cantieri francesi avrebbero la possibilità di avviare una collaborazione e Finmeccanica  e compari imparerebbero a fare prezzi da furto con poca destrezza.

La Russia  – prima o poi questa crisi finirà – potrebbe recuperare, pagandoci bene si intende, le due navi  che nel frattempo sarebbero utilizzate da noi. Con quattro portaelicotteri saremmo  a un livello diverso sotto ogni punto di vista.

Con buona pace di tutti e in particolare della Banca che chiede la bellezza di 1,3 miliardi di interessi mentre è probabile che stia prendendo i fondi dalla BCE a interessi zero.

La nostra Marina avrebbe  a disposizione altri  due importanti portaelicotteri invece di “pattugliatori d’altura polivalenti”  e penso che sarebbe meglio anche per lei abituarsi a tecnologie e modalità di impiego diverse dalle solite. Prima o poi anche cantieri  e marinai dovranno accettare la cultura della integrazione europea.

Resta da capire come mai  alla aeronautica si amputino i bilanci e alla Marina no e  come mai cinque pattugliatori polivalenti costino quattro volte di più ( 4,8 mld) di due portaelicotteri ( 1,2 mld), ma questo lo lasceremo alla competenza  degli appassionati o del magistrato.

 

 

 

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Commenti

  • Mario Maldini  On ottobre 28, 2014 at 3:28 pm

    Forse si prevede che nei prossimi anni il Mediterraneo sarà attraversato da
    milioni di migranti ogni anno, e ci si prepara a fronteggiare il flusso con vascelli
    idonei a raccogliere i viaggiatori e gli scafisti anche con mare avverso….

  • Giuseppe Fronzuti  On ottobre 28, 2014 at 4:14 pm

    Mi permetto di dare una risposta: e’ diversa la tipologia e l’utilizzo delle navi, ed in particolare le portaelicotteri come le chiama lei sono navi da sbarco tuttoponte, con pochi equipaggiamenti che costano, radar, sonar, misssili etc. etc. ( il ferro costa poco), i pattugliatori invece a dispetto del loro nome che saranno prodotti in 2 versioni una soft ed una diciamo hard saranno fitti di tecnologia ed armi antinave ed antiaeree, che non hanno le 2 navi da sbarco tuttoponte. Mi permetto di far notare inoltre, che le due navi francesi devono essere scortate per navigare in quanto hanno solo una capacita’ di autodifesa minima ma zeppe di uomini e materiali sarebbero una facile e pagante bersaglio.

    • antoniochedice  On ottobre 28, 2014 at 4:49 pm

      Vero: esistono una versione hard ( una nave) e una versione light ( 4 navi), ma questo serve a spendere meno, non di più . Tecnologie antinave e antiaerei le hanno tutti, almeno stando alla società francese che ha costruito i mezzi. Resta il fatto che il periodo non credo sia propizio a questi investimenti. Se abbiamo rinunziato agli aerei, possiamo anche rinviare la costruzione delle navi di un paio di anni.

  • antoniochedice  On gennaio 24, 2015 at 6:30 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    MA QUANDO RISPONDONO A DOMANDE come questa SUI COSTI?

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