LA BANCA CENTRALE EUROPEA ISPEZIONA LE 130 BANCHE PIÙ GRANDI : IL 20% È BOCCIATO. PER ORA. di Antonio de Martini

Dopo almeno quattro anni di preavvisi e 1500 miliardi di finanziamenti a zero virgola interessi, la BCE ha effettuato i controlli preliminari sulla solidità delle principali banche della zona euro ( con trenta miliardi e comunque almeno tre banche a paese), prima di ” prenderle in carico” e controllarle poi direttamente a partire dal 4 novembre prossimo.

Questi controlli, detti stress test, non sono una novità assoluta essendo stati fatti nel 2010 e 2011 e hanno perso credibilità a causa dei fallimenti di banche poco prima promosse agli esami: Bankia in Spagna e Esprito Santo in Portogallo.

Il rimedio,per ora, è consistito nel togliere i compiti ispettivi alle Banche Centrali nazionali ed affidarli alla BCE che però ha usato, oltre seimila ispettori reclutati negli stessi ambiti e con criteri sconosciuti. Le connivenze permangono.

Personalmente dubito che questa iniziativa aiuti a ristabilire la credibilità del sistema bancario europeo che continua ad essere gestito dagli stessi dirigenti che si sono fatti sorprendere da tre crisi recessive negli ultimi sei anni senza produrre altro che miopi reazioni corporative.

Gli obbiettivi di questa manovra sono analoghi a quelli che hanno ispirato da sempre le manovre militari: approfittare del tempo di pace per mettere alla prova le strutture esistenti immaginando condizioni ” estreme” e rassicurare pubblico e critica. Complimenti reciproci, sbatter di tacchi, cocktail finale e sipario.

Non è mai successo che una manovra militare abbia consentito di prefigurare la ” guerra del futuro” e non credo che queste manovre bancarie faranno eccezione. Si dice che ” un avvocato che in un processo si difende da se, è difeso da un cretino” . Non capisco per quale ragione un banchiere che si ispezioni da se debba essere considerato diversamente.

Ad onta del tempo avuto per prepararsi e dell’addomesticamento inevitabile dei controllori utilizzati, una banca su cinque del vecchio continente è già stata trovata carente di mezzi propri e si rendono necessari interventi per un totale di 48 miliardi di euro.

Le banche segnalate oggi come inadeguate avranno due settimane di tempo per sottoporre alla BCE. Un piano di ristrutturazione atto a sanare la situazione entro sei mesi.
In caso i tempi di intervento non vengano rispettati, azionisti e creditori saranno oggetto di interventi d’autorità atti a ristabilire la situazione.
In altre parole, gli stati nazionali non interverranno più nei salvataggi che vengono così ” privatizzati”.
La reazione degli azionisti bancari ( italiani) che vedremo oggi temo non siano state previste dagli strateghi da tavolino e speriamo che non inneschino un’altra crisi ( italiana?).
Paradossi sclerotici: tutta la terminologia di questi riti è in inglese benché in zona euro non vi sia alcun paese di lingua inglese. Alcune delle ipotesi fatte dagli stress test sono pericolosamente vicine ai dati statistici reali. Forse si sarebbe dovuto accentuarle per ipotizzare una situazione anomala.
Il tutto mostra una accurata pianificazione e la non attenzione al fattore tempo che invece – in finanza e in guerra – è tutto.

Segnalato un venti per cento di ” cattivi”, la BCE dovrà dedicarsi ad almeno un altro venti di ” finti buoni” che hanno effettuato interventi di restauro dei bilanci con criteri “soggettivi”.

Da almeno un paio di anni le banche italiane assumono quasi esclusivamente addetti alla ” compliance” al tributario, al legale, ma poco o nulla nel campo commerciale, dove d’altronde non troverebbero elementi validi: nessuno sa più fare banca perché erano tutti abituati a fare profitti coi derivati e le auto valutazioni dei portafogli. I clienti erano considerati quasi dei disturbatori.

Tra queste banche per adesso in bilico troverete i ” quotisti” intestatari fiduciari delle quote BANKITALIA che sappiamo tutti per averlo più volte scritto che hanno rivalutato in bilancio le quote che NON SONO DI LORO PROPRIETÀ .
Possiamo quindi tranquillamente affermare che le banche ( solo le italiane? ) problematiche non sono solo quelle indicate oggi o quelle che hanno predisposto rivalutazioni fasulle e che verranno snidate in via confidenziale, ma che almeno una banca su due si trova in posizione delicata, oggi, in un momento di calma.

Visto che la BCE. si è ispirata al criterio delle ” manovre militari” sul campo, mi permetto di suggerire l’adozione di una pratica chiamata ” manovre coi quadri” : si riuniscono unicamente i capi banca e si porge loro uno stress test costringendoli a immaginare un cambio di scenario a sorpresa, chiedendo loro di prendere decisioni a tambur battente e senza ricorrere a terzi.
Si vedrà allora la pochezza culturale, mentale ed etica di questi sciagurati geronti che ci hanno condotto sull’orlo del baratro e continuano ad andare verso la deflazione e la miseria popolare con la protervia di chi sa che non sarà chiamato a pagare.
Spero si sbaglino.

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Commenti

  • ...  On ottobre 27, 2014 at 8:33 am

    L’ha ribloggato su Il Blog di giornalismo economico e finanziario.

  • abrahammoriah  On ottobre 27, 2014 at 9:38 am

    27 ottobre 2014

    Altre che ‘stress test’ ed altri truffaldini ammennicoli del genere: le banche che non ce la fanno, come qualsiasi altra impresa, dovrebbero fallire e stiamo pur sicuri che le tanto paventate ‘ricadute di sistema’ sarebbero unicamente la fine degli emolumenti faraonici dei loro dirigenti (con, nella maggior parte dei casi, la necessità di restituzione, causa comportamenti da codice penale, da parte di questa oligarchia finanziaria, del maltolto). Il credito e la sua organizzazione è il vero ‘Cuore di tenebra’ dell’attuale fase post-democratica, un ‘Cuore di tenebra’ i cui termini, ancor prima che economici, sono geopolitici e riguardano direttamente la strutturazione del potere fra gli agenti strategici operanti sia all’interno dei singoli stati che a livello delle relazioni internazionali infrastatali. E le soluzioni in senso democratico non possono essere certo i minuetti tipo gli attuali stress test …

    Massimo Morigi

  • luigiza  On ottobre 27, 2014 at 1:12 pm

    Visto che la BCE. si è ispirata al criterio delle ” manovre militari” sul campo, mi permetto di suggerire l’adozione di una pratica chiamata ” manovre coi quadri” : si riuniscono unicamente i capi banca e si porge loro uno stress test costringendoli a immaginare un cambio di scenario a sorpresa, chiedendo loro di prendere decisioni a tambur battente e senza ricorrere a terzi.

    Ma non ce ne é bisogno; il FMI ha già pronto, al momento, un consiglio, presto una imposizione: sequestrare il 10% dei depositi bancari per ripagare i debiti della banche medesime.
    Quindi i capi banca possono dormire sonni tranquilli e stappare champagne.
    Oddio ogni tano si legge di qualcuno di loro che é stato suicidato, ma sono solo rigurgiti di scrupoli morali individuali che vengono prontamente repressi.

  • luigiza  On ottobre 27, 2014 at 1:18 pm

    Guarda che combinazione: un altro appena ‘suicidato’:
    Avvocato di Deutsche Bank trovato impiccato a New York

    Pure l’entourage ora viene toccato.

    • antoniochedice  On ottobre 27, 2014 at 3:23 pm

      Molto facile muovere accuse generiche che non possono essere impugnate perché rivolte genericamente a un ambiente. Questo tipo di accuse la prima volta squalifica l’accusatore, la seconda il blog. Quindi non vi sarà una seconda volta.

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