SE SCOPPIA UN CONFLITTO, COSA FARÀ L’ITALIA? NESSUN POLITICO SI SBOTTONA, MA IL DIBATTITO INIZIA UGUALMENTE SUL WEB E NELLE TV LIBERE. di Antonio de Martini

L’aumento della tensione internazionale, il processo in corso di ricomposizione dei vecchi blocchi, il moltiplicarsi dei focolai di guerra asimmetrica, la depenalizzazione di fatto dei bombardamenti su agglomerati urbani, hanno ” innervosito” la pubblica opinione mondiale. Numerose autorità morali, incluso il Pontefice Romano, si stanno ribellando a questa macabra prospettiva.

Le nostre autorità cercano di prepararci alla guerra ” santificando” i militari morti per cause di servizio con solenni funerali di stato come se si fossero volontariamente immolati in combattimento.

Oltre questo grottesco cerimoniale, resiste la finora isolata
proposta de Martini” di avviare alla neutralità il nostro paese prima che sia tardi.

Allo scoppio di entrambe le guerre mondiali, l’Italia ha tentato di restarne fuori ( per nove mesi nella prima e dieci nella seconda) poi gli avventuristi presero il sopravvento in entrambi i casi con le conseguenze che abbiamo constatato sulla nostra pelle.

Nessuna sostanziale differenza tra guerre vittoriose e perse. lutti, nessun vantaggio, debiti, sommovimenti sociali in entrambi i casi.

LA FINANZA SUL WEB ha ripreso oggi, con un editoriale che verrà trasmesso da domani in alcuni telegiornali di TV libere, la proposta di neutralizzazione – o di non belligeranza – fatta dal nostro Corrieredellacollera.

Parlando con linguaggio giornalistico, accenna alla ” uscita dalla NATO”, ma non è necessario.

Sia l’Irak che l’Ucraina NON SONO PAESI NATO e quindi non vige l’automatismo a intervenire previsto dal trattato se un membro è aggredito e la Costituzione della Repubblica ( art 11) non consente “l’attacco a scopo difensivo”.

Se la condividete la necessità di dibattere questo tema, diffondete il video e mandate un link de http://www.corrieredellacollera.com a amici e conoscenti Potreste salvare la vita di un vostro familiare.

È necessario aprire un dibattito nazionale su cosa debba fare l’Italia in caso di guerra prima che il libero dibattito venga soffocato dai tamburi della guerra che per ora vi sembrano ancora lontani.

Questo blog favorisce il dibattito delle idee diffuse da persone capaci di esprimersi senza insultare.

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Commenti

  • gicecca  On settembre 3, 2014 at 7:00 am

    Penso che il movimento “proneutralitate” potrebbe avere un minimo di successo se, sfuggendo alle sirene dei pacifisti a ogni costo, riuscisse a coagulare alcuni delle nazioni del sud Europa più esposte sia economicamente che geograficamente ad un eventuale e deprecato estendersi delle “primavere” che poi si trasformano, come si è visto, quasi inevitabilmente in rigidissimi inverni. Intendo, al solito, Spagna, Portogallo e Grecia. I Salandra oggi, come cento anni fa, sono molto eterodiretti; occorre innanzi tutto una soprta di autarchia di pensiero che non è affatto diffusa. GiC

  • abrahammoriah  On settembre 3, 2014 at 7:34 am

    3 settembre 1914

    Condivido parola per parola il post e quanto commentato in proposito dalla “Finanza sul web”. Ma visto l’evolversi della situazione internazionale il punto non è esprimere lungimiranti analisi sull’opportunità dell’Italia di uscire dalla NATO e sull’essere il punto di riferimento per un costruendo schieramento internazionale neutrale ma suscitare un forte movimento d’opinione che spinga in questa direzione. Questione a questo punto non tanto di pensiero ma di organizzazione del consenso e di lungimiranti intese con tutti coloro che hanno capito che il vero problema del nostro paese è l’ essere terreno di scorribanda di agenti strategici interni ed internazionali il cui unico scopo sociale è operare costantemente contro i nostri interessi nazionali.

    Massimo Morigi

  • raymond issa  On settembre 3, 2014 at 9:16 am

    Il vaticano con il papa chiede ai libanesi di non allinearsi con nessuna delle fazioni in guerra nel Medio Oriente.La neutralita in certe situazioni e la migliore risposta . Proteggere i nostri interessi e non quelli di altri paesi

  • robertobuffagni  On settembre 3, 2014 at 4:04 pm

    Ottima battaglia la sua, collaboro per quanto mi è possibile.

  • Lorenz  On settembre 3, 2014 at 9:01 pm

    Penso che visto i precedenti della nostra storia politico-militare per i quali un certo Truman non ci voleva nell’ Alleanza Atlantica definendoci “infidi e inaffidabili” (parole sacrosante) la soluzione è non entrare in Guerra contro la Russia ne contro nessun’ altro, nemmeno nel caso che una nuova “Blitzkrieg” ci facesse intravedere la possibilità di chissà quali guadagni territoriali o economici. Dobbiamo essere chiari e coerenti fin dall’ inizio, non entriamo, soffriremo quel che ci faranno soffrire per non aver partecipato, ma i danni da pagare nel caso di una guerra saranno comunque di gran lunga peggiori e più duraturi. Per una volta cerchiamo di stare dalla parte dei vincitori.
    Questo sarebbe quello che un Paese di buon senso dovrebbe fare, ma poi mi viene in mente che Schettino è stato relatore nell’ università italiana mentre un Papa no.

    • fausto  On settembre 7, 2014 at 10:00 am

      La “Blitzkrieg” purtroppo la stiamo già combattendo in Ucraina, al fianco di personaggi impresentabili al limite del ridicolo. E la cosa ironica (ironica per chi non è morto, ovvio) è che forse l’abbiamo già persa. Come dei fessi, come le altre volte. Non impariamo proprio mai.

  • meditabondo  On settembre 4, 2014 at 6:20 am

    refuso Iraq con la Q, ciao ^^

  • regestoonline  On ottobre 18, 2014 at 10:57 am

    L’ha ribloggato su .

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