MEDITERRANEO. un sito web splendido e struggente, ahimé non in italiano, ma ci basterà guadare mappe e figure per capire cosa stiamo perdendo.

Ho trovato un link che ha del meraviglioso, peccato non si sia trovato un museo italiano che abbia aderito/collaborato/partecipato all’iniziativa. Quando ho visto che c’era anche un museo cipriota, ho avuto un fremito di invidia.

Si tratta del programma Euromed  QUANTARA  ( ponte/passaggio) finanziato dalla UE e disponibile in Francese, spagnolo, arabo e inglese. Illustra tutti i legami culturali esistenti tra le rive del Mediterraneo attraverso le epoche, le tecniche costruttive, i commerci,  le arti, le battaglie ecc.

Lo dedico al lettore Francesco e a  quanti si ostinano a voler credere che il nostro avvenire sia collegato all’Europa del Nord.  Ho inserito un doppio link perché come è noto credo nella tecnologia, ma fino a un certo punto.

Mi si spezza il cuore all’idea che non ci sia una versione italiana, ma un proverbio arabo dice che ” la più bella donna del mondo non può dare che quello che ha” e , considerato quel che ha, forse è meglio così. Ci siamo certamente risparmiati la prefazione di sua eccellenza.

Buon fine settimana a tutti.  A de M

 

http://www.qantara-med.org/qantara4/public/show_carte.php?carte=carte-03

http://www.qantara-med.org/qantara4/public/show_carte.php?carte=carte-03

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Commenti

  • Francesco  On giugno 14, 2014 at 12:33 pm

    Carissimo sig. Antonio,
    La ringrazio per la dedica, ma ha frainteso le mie parole! non ho né scritto né mai pensato di legare il futuro della nostra giovane nazione all’Europa del Nord! Concordo con lei sul fatto che l’Italia sia potenzialmente un Paese ricco, ricchissimo, pieno di possibilità e opportunità…ma la questione è:
    i nostri dirigenti, ma anche noi cittadini, siamo in grado di sfruttare appieno la nostra stessa ricchezza?

    • antoniochedice  On giugno 14, 2014 at 1:08 pm

      Lo spillo sull’Europa del Nord era dedicate a Luigiza, per il resto, perché attendere i nostri dirigenti? Possiamo fare da soli, come fecero le Repubbliche di Amalfi, Pisa, Genovese e Venezia. Il nostro paese può fare moltissimo e quando parlo di “nostro paese” intendo noi, non i famelici chierichetti che ci vorrebbero amministrare.

  • gicecca  On giugno 14, 2014 at 2:54 pm

    Il sito e bellissimo; mi spiace un poco che sia stato dedicato ai dubbi del signor Antonio. Ma va bene lo stesso. Torniamo alla vecchia idea dei due euro, quello Mediterraneo e quello “nordico”; é una utopia, lo so bene, ma almeno é una utopia con un lato mediterraneo. E invece forse ci tocac uno Schultz !! GiC

    • antoniochedice  On giugno 14, 2014 at 3:36 pm

      I dubbi sono del sig Francesco. E niente Schultz inchallah !

      • Francesco  On giugno 14, 2014 at 4:54 pm

        Scusate, ma nessuno ha capito il mio intervento! Faccio mea culpa per la poca chiarezza!
        La mia era ed è una provocazione: noi cittadini, oggi, riusciremmo a prendere esempio da ciò che di buono è stato fatto dalla Repubbliche citate dal Sig. Antonio? Io credo di no.
        @gicecca Io non ho mai preso in considerazione l’idea dei due euro! Come lei dice, è un’utopia e, come tale, per come sono abituato a pensarla, non la prendo in considerazione!

      • antoniochedice  On giugno 14, 2014 at 4:59 pm

        Allora: l’idea dei due euro è di Gicecca. Se Francesco non crede nelle iniziative individuali o di gruppo e spera nel governo, temo sia destinato ad una attesa senza fine.

  • Francesco Maiolo  On giugno 14, 2014 at 7:13 pm

    Avevo posto una domanda circa i rapporti dell’Italia con i vicini nel bacino del mediterraneo…non posso dedurre che il Francesco in questione sia io. Siamo almeno in due. Anch’io approfitterò del sito “splendido e struggente”! Aggiungo una considerazione. Nel nord dell’Europa sono in tanti a pensare che il sud dell’Europa (un sud molto sui generis visto che fra i paesi del mediterraneo alcuni aggiungono il Portogallo mentre non sanno come maneggiare il caso della Francia: sud o nord?) sia la causa dei mali della cd. unione. Nel sud dell’Europa sono in tanti a pensare che i mali della cd. unione dipendano dal nord. Non se ne esce. O meglio, se ne uscirà tutti malconci, a mio parere, se continueremo a battere su questo tasto (nord/sud). Quanto all’Italia: al contrario di Francia, Germania, UK, Olanda e da qualche tempo anche altri paesi come ad es. la Svezia, l’Italia non riesce a mandare personale politico capace ed esperto (anche capace di maneggiare almeno due lingue) nelle sedi in cui si decide. Non è questione di governi. E’ questione di strategie che mancano o che tardano a maturare. La soluzione di alcuni problemi si prepara allevando non solo professionisti capaci di bene operare in vari angoli delle istituzioni comunitarie e internazionali in genere (che per altro si allevano da soli!) ma vere e proprie squadre di interlocutori autorevoli. Noi, al contrario di altri, non abbiamo il senso del lavoro di gruppo e della ricerca delle teste adatte a fare questo tipo di lavoro che è sì specialistico ma richiede una preparazione di base molto ampia. Chi all’interno delle nostre istituzioni ha il coraggio di creare questi nuovi spazi di coltura? Per una volta credo si possa dire che Inglesi, Americani e Francesi (aggiungo gli Olandesi, i Tedeschi e gli Svedesi) sanno fare tale cosa meglio di noi. Se noi non lo facciamo possiamo poi accusare gli altri – i nordici – di farlo ed anche efficacemente? Pongo al domanda senza per questo polemizzare. Sarebbe utile capire perchè ostinatamente non ci attrezziamo. Buon fine settimana!

    • antoniochedice  On giugno 15, 2014 at 1:41 am

      Ho spesso scritto che gli altri fanno bene a fare i loro interessi e chi demerita siamo noi. Resta il fatto che la nostra strategia dovrebbe consistere nel coalizzarci con paesi che ci apprezzino, abbiano bisogno di noi e non siano in grado di prevaricare. Questo lo troviamo a sud. Quando mancano le grandi strategie, mancano anche i grandi esecutori. È matematico.

    • antoniochedice  On giugno 15, 2014 at 1:43 am

      @maiolo .il Francesco in questione non era lei. Ma un altro che chiedeva perché mai l’Italia avesse titoli di leadership nel mediterraneo.

      • Francesco  On giugno 15, 2014 at 10:12 am

        Mi dispiace signori!
        Io sarei contento di essere smentito e altrettanto contento di dare ragione al Sig. Antonio!
        Ma come possiamo oggi, noi cittadini, prendere esempio dalle gesta delle antiche Repubbliche Marinare?
        Anche se noi cittadini saremmo in grado di unire le nostre forze e infischiarcene dei nostri Signori Politici-dirigenti-chierichetti, non potremmo fare granché!
        Voglio dire, chi deciderà le strategie da adottare, chi firmerà e stipulerà accordi commerciali e/o di qualsiasi altro genere, fino a prova contraria, saranno sempre i nostri cari politici-dirigenti-chierichetti!
        E se i nostri cari dirigenti-politici.chierichetti non si accorgeranno che la strategia illustrata dal Sig. Antonio è la più lungimirante, nonché l’unica strategia di buon senso, allora credo che molto sarà perduto!
        Anzi, l’Italia stessa sarà perduta!
        Dunque: concordo con Voi circa la strategia da adottare per rilanciare l’Italia; non capisco cosa noi cittadini, oggi, concretamente, possiamo fare per rilanciare le sorti del nostro stesso Paese!
        Noi cittadini non abbiamo nessun potere, o nessun potere tale da poter cambiare la sorti delle nostra stessa Italia.
        Con questo chiudo il mio intervento, sperando di non avervi annoiato troppo e,soprattutto, di essere stato il più chiaro possibile!
        Auguro al signor Antonio e a voi altri lettori una buona domenica!

      • antoniochedice  On giugno 15, 2014 at 10:34 am

        Intanto difendere l’italiano: si dice anche se noi cittadini FOSSIMO e non saremmo. Poi per incrementare l’export possiamo mo’ fare da soli. Gli ” accordi commerciali” vengono dopo le realizzazioni e quasi mai prima. Gli scambi culturali, idem. Il ” Fai da te” è il modo migliore per far conoscere il nostro paese. Nel 2013 ( fonte : il Sole24ore) l’export di divani verso il Libano è aumentato del 335%. E non c’è nessuno accordo sui divani firmato tra governi. I mercanti di Genova che posero una colonia nella odierna Istanbul, firmarono in proprio e non a nome della Repubblica. Negli ultimi 20 anni l’export di agroalimentare in USA è aumentato di 3,5 miliardi di dollari….

  • Sandro Benvegnu  On giugno 14, 2014 at 9:49 pm

    L’ha ribloggato su Investimenti e fondi azionari.

  • Francesco  On giugno 15, 2014 at 11:21 am

    Ha ragione, la lingua italiana prima di tutto! Mi scuso per il mio errore.
    Il “Fai da te” è possibile solo per chi ha i mezzi, economici e non solo…ai piccoli imprenditori cosa consiglia, esportare? e se non hanno i mezzi necessari?

    • antoniochedice  On giugno 15, 2014 at 1:51 pm

      Esistono le reti d’impresa e associazioni che aiutano i piccoli che hanno prodotti di qualità . Se ne avesse bisogno, mi scriva.

  • Francesco  On giugno 15, 2014 at 5:29 pm

    Io no, sono uno studente! Ma se mi dovesse capitare l’occasione, eventualmente, saprei a chi chiedere! La ringrazio!

  • antoniochedice  On giugno 4, 2016 at 9:28 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Il nostro futuro è il mediterraneo. Il resto sono chiacchiere.

  • luigiza  On giugno 5, 2016 at 9:54 am

    antoniochedice On giugno 14, 2014 at 1:08 pm

    Lo spillo sull’Europa del Nord era dedicate a Luigiza, ….

    Ecco ora mi spiego quel dolorino che sentivo al cuore due anni orsono 🙂

    Sorprendende nel sito la pagina <Accueil. Complimenti all’ideatore.

  • Diego J.  On giugno 5, 2016 at 4:00 pm

    Grazie Antonio di questa preziosa segnalazione, come per tutte le altre. Ricevo le Mail dal 2011 e le ho sempre lette con interesse senza però mai commentarle. Ho imparato molto. Un solo disappunto quando con ” Troppi due anni per non finire col C. per terra”, era sembrato che vi fosse allora anche un suo scoramento, e che lei stesse per… gettare la pugna. Per fortuna mi sbagliavo e non è stato così. Da lettore spero le serva, quindi, anche un Grazie di Cuore!

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