Gic HA UN DUBBIO. E UN’OTTIMA MEMORIA. SE UN GRANDE TI “GASA” IL MONDO ” ABBOZZA” ?

Il nostro amico Gic ( Giovanni Ceccarelli) è un medico in pensione che segue con passione e indipendenza di spirito gli avvenimenti del mondo. Non ha preconcetti e analizza le situazioni con tutta l’oggettività di cui un essere umano è capace. Eccone un esempio:

“Quando Putin, nell’ ottobre 2002, fece pompare un gas rimasto di natura almeno poco chiara nel teatro Dubrovka a Mosca, durante l’assalto di terroristi ceceni e determinò la morte di almeno 200 persone, la comunita internazionale, come si dice, ammutolì.
Le conseguenze nel tempo di quella azione sui sopravvissuti furono ancora piu gravi.
San Giovanni Paolo II non indisse digiuni e ognuno pregò se voleva.

Piazza san Pietro rimase desolatamente vuota. Mi domando perche ora la stessa comunita internazionale che allora tacque, ONU compresa, ora in Siria, chiunque sia stato a lanciare i gas, ha portato il mondo al bordo di una guerra dalle conseguenze imprevedibili.

Mi viene il dubbio che il gas e i poveri morti c’entrino poco, come al solito.
Non è un commento al blog, è una mia riflessione, ma se credi di pubblicarla, fai pure. GiC”

Rispondo io visto che non possiamo aspettarsi una risposta da nessuno.
Eravamo nel 2002 e il ricordo dell’attentato alle torri gemelle era ancora fresco. Tutto sembrava lecito: fare guerra all’Irak, occupare l’Afganistan, ” cecare” l’occhio rimasto allo sceicco Omar.
Adesso , grazie a persone come te che usano la testa invece che la pistola, cominciamo a pensare e ripensare al mondo che vorremmo.

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Commenti

  • abrahammoriah  On settembre 11, 2013 at 3:36 pm

    11 settembre 2013

    Ai tempi della guerra fredda, la politica internazionale era improntata, se non ad una maggiore moralità, certamente ad una maggiore serietà. Se un paese voleva abbandonare il blocco sovietico, l’URSS lo invadeva senza tante storie e lo slogan dell’ “aiuto fraterno”, al di là della retorica di maniera, segnalava espressamente il serissimo punto di vista dell’invasore che non intendeva permettere la fuoruscita del disgraziato paese dal blocco di appartenenza. Stessa cosa accadeva nell’occidente democratico dove se il paese era minacciato dalla rivoluzione rossa, prima con le buone e poi con le cattive, lo si faceva rientrare nei ranghi. La giustificazione in questo caso era che non si poteva permettere una rivoluzione antidemocratica e totalitaria ma la ragione, molto poco fra le righe e leggibile da tutti con facilità, era anche in questo caso che non ci si poteva permettere cambi di campo. Oggi finita quell’epoca storica ma non terminata, ovviamente, da parte delle oligarchie internazionali al potere, la necessità di esercitare il potere secondo le loro ferree leggi, si inventano per poter giustificare la loro azione – interna ed internazionale – di fronte alle pubbliche opinioni, le balle della protezione dei diritti umani et similia, fino alla pretesa – del tutta illegale in punta di diritto internazionale e ridicola dal punto di vista del buon senso – di voler sindacare su come nel corso di una guerra civile si debbano comportare i contendenti (vedi caso Siria). Per concludere, se da un certo punto di vista Nihil novi sub sole, sotto un altra angolatura, e non di scarso rilievo, le novità ci sono e di grande rilievo. Questa novità è che le pubbliche opinioni sono meno reattive del passato e che, con ogni evidenza, si bevono con più facilità – o minor reattività – le baggianate che gli ammanniscono le loro classi dirigenti. E a questo punto, oltre a svolgere riflessioni sull’evoluzione – o meglio, involuzione – della democrazia nel XXI secolo, più modestamente potremmo continuare parlando anche di quanto sta succedendo nella politica interna del nostro paese…

    • Luigi za  On settembre 11, 2013 at 5:41 pm

      … ma la ragione, molto poco fra le righe e leggibile da tutti con facilità, era anche in questo caso che non ci si poteva permettere cambi di campo.

      Per forza, c’era stato il patto di Yalta che sanciva le zone di influenza ed a quel patto ci si doveva attenere.
      E i ‘guardiani’ del patto a quello si sono scrupolosamente attenuti.

  • Adam  On settembre 11, 2013 at 7:31 pm

    hai proprio ragione http://www.youtube.com/watch?v=49gmKcPKdvU

    • antoniochedice  On settembre 11, 2013 at 7:50 pm

      Caro Adam, qui vedo una differenza: a Fallujah ( che si vede nel tuo filmato) il fosforo bianco – altra arma chimica proibita – è stato usato da americani contro arabi ( sunniti).
      In Siria è stato usato da arabi ( di ignota fazione) contro altri arabi.
      Forse per il governo Obama questo fa una differenza, non per i morti.

  • Kautostar Smith  On settembre 11, 2013 at 10:20 pm

    Putin nel caso Dubrovka ha usato le armi chimiche contro i terroristi, e i civili(ne sono morti “solo” 130) sono morti per una tragica fatalità, e la responsabilità di quelle morti è tutta dei terroristi ceceni. Gli ostaggi sarebbero stati uccisi comunque! anzi, se non avessero neutralizzato i terroristi con le armi chimiche, forse sarebbero morti tutti gli oltre 800 ostaggi, visto che Putin non aveva alcuna intenzione di piegarsi alla volontà dei terroristi!

    Mentre il regime baathista(nazista..per chi non lo sapesse il partito baath è nato dal nazismo tedesco) dall’inizio delle proteste(ricordo a chi non avesse memoria che all’inizio erano proteste civili PACIFICHE, che si sono trasformate in guerra civile a causa della repressione militare ordinata da Assad) è responsabile della morte di più di 20 mila civili. E questi oltre 20 mila civili,a differenza dei 130 morti del teatro Dubrovka, non sono una tragica fatalità, non sono stati sacrificati per l’interesse nazionale, ma solo per l’interesse della DINASTIA ASSAD. Solo per difendere il potere di quella mafia che da oltre 40 anni tiranneggia in Siria.

    Come si possono paragonare eventi così tanto diversi tra loro?

    • antoniochedice  On settembre 11, 2013 at 10:43 pm

      Poche verità e alcuni falsi.
      Il baathismo è stato fondato dal siriano cristiano Michel Aflak dopo la seconda guerra mondiale.
      Chiedeva indipendenza e socialismo.
      Quando gli americani cantano l’inno nazionale anche al gabinetto, è uno spettacolo di democrazia di un giovane popolo, quando lo fanno gli altri sono fascisti.
      Falso che la guerra sia nata da manifestazioni pacifiche represse brutalmente.
      Gli Stessi Stati Uniti ammettono di aver predisposto il tutto – non solo in Siria – dal 2007.( vedere progetto POMED su internet).
      Vero che la Siria era una dittatura, ma ugualmente vero che con Assad figlio vi era stata una progressiva liberalizzazione specie in campo economico.
      I paragoni tra le varie tirannie non li ha fatti Gic ricordando un episodio antiterrorismo, ma tu.
      Gic si è limitato a notare che l’uso del gas da parte di un soggetto ha creato indignazione e da parte di un altro si.
      Quello che non ha suscitato indignazione è grande e grosso, quello cui tutti vogliono saltare addosso è piccolo e ricco.

      • Kautostar Smith  On settembre 11, 2013 at 11:17 pm

        I russi hanno usato il gas per autodifesa dal terrorismo, in una situazione in cui il gas era il male minore(in una sparatoria potevano morire molte più persone). Assad invece, armi chimiche o non armi chimiche(il problema non sono solo le armi chimiche, quello è un dettaglio!), ha massacrato migliaia di persone, solo per difendere un potere mafioso.

        Chi non vuole capire questa grossa differenza sostanziale, o è stupido o è in malafede!

        Quanto alla supposizione che la protesta siriana sarebbe stata organizzata dagli usa, quali sarebbero le prove?a me risulta che nella primavera del 2011 sono scesi in piazza migliaia di siriani affamati, che chiedevano riforme economiche al regime. Tutti pagati dagli americani? non è credibile!

      • antoniochedice  On settembre 11, 2013 at 11:21 pm

        A lei può risultare quel che le pare.
        Se ha tempo e voglia vada a vedere su internet.
        La manfrina delle manifestazioni di massa ormai la conosciamo. Divertente che persino i governi americano e francese ammettano anche le loro ingerenze iniziali e lei si attardi a presentare un film ormai ritirato dal commercio.

  • donato  On settembre 11, 2013 at 10:29 pm

    In la “Rivoluzione Araba” di G.Valabrega 1967 si definisce il Baath metà socialista
    metà fascista debbo cmq ricordare che per Aflak suo fondatore le categorie ideologiche europee non si possono traslare automaticamente nel M.O.
    In quanto alla mafia IMHO somiglia molto di più alla Fratellanza Musulmana.

  • Kautostar Smith  On settembre 12, 2013 at 12:02 am

    “Divertente che persino i governi americano e francese ammettano anche le loro ingerenze iniziali e lei si attardi a presentare un film ormai ritirato dal commercio.”

    Che ci siano state ingerenze è ovvio, é normale e più che legittimo sfruttare le divisioni e le rivolte popolari per abbattere un nemico!

    Ma buona parte del popolo siriano ne ha le palle piene di Assad(tranne i preti cattolici, che hanno sempre avuto una grande affinità per i regimi nazi-fascisti, e che hanno logicamente paura degli islamisti più radicali), perciò gli americani avranno buttato pure benzina sul fuoco, armando e finanziando i ribelli.
    Ma scintilla che ha fatto scoppiare l’incendio non è merito degli americani, un popolo unito e soddisfatto del proprio governo, non si ribella certo a comando degli americani! In Siria c’era già malcontento da anni!

    Si legga il rapporto Amnesty international del 2010:
    http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010

    • antoniochedice  On settembre 12, 2013 at 5:18 am

      Nessuno contesta che si sia trattato di un paese a conduzione dittatoriale.
      ce ne sono decine.
      la Siria proprio nel Marzo 2010 fu elogiata dal nostro presidente della Repubblica Napolitano per i progressi fatti nel campo delle libertà. ( vedasi il video nel link dell’ufficio stampa del Quirinale) .
      Ecco un estratto del rapporto annuale Amnesty 2008 in cui i lettori potranno vedere che il grosso dei problemi descritto nel sommario sono stati provocati da uno stato straniero.

      “Contesto
      La Siria ha accolto all’incirca 1,4 milioni di profughi iracheni, compresi molti giunti nel paese durante l’anno, così come circa 500.000 profughi palestinesi residenti ormai da lungo tempo. Decine di migliaia di siriani sono rimasti sfollati a causa della continua occupazione del Golan da parte di Israele.

      A febbraio, la Siria ha ratificato la Carta araba sui diritti umani.

      Il 6 settembre, le Forze aeree israeliane hanno bombardato un edificio nella Siria nord-orientale. Secondo fonti di stampa israeliane l’obiettivo sarebbe stato una struttura nucleare; il presidente Bashar al-Assad ha dichiarato che si trattava di un edificio militare dismesso. Il presidente dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha criticato Israele per «aver agito autonomamente senza tener conto del diritto» e ha dichiarato che le autorità israeliane non avevano fornito prove che l’obiettivo fosse una struttura nucleare segreta.

      Il 9° rapporto della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sull’assassinio nel 2005 dell’ex primo ministro libanese Rafiq al-Hariri, pubblicato a novembre, ha dichiarato che erano state raggiunte «conclusioni preliminari più precise» e ha riaffermato la cooperazione della Siria con la Commissione.”

      • Dostoevskij  On settembre 12, 2013 at 1:24 pm

        http://www.stefanogiantin.net/focus/le-dittature-cadono-se-cresce-il-prezzo-dei-cibi/

        interessante commento ad uno studio sul rapporto fra prezzo del cibo e rivolte in medioriente. Il signor smith parlava di siriani affamati che scendono in piazza e sostanzialmente ha ragione a metà, poiché se il signor smith si andasse ad informare sui cartelli che controllano come un oligopolio la speculazione sugli indici di grano, mais, ecc. capirebbe che la sua affermazione non dimostra assolutamente nulla, anzi…

      • Kautostar Smith  On settembre 12, 2013 at 1:55 pm

        Ti pareva che non era tutta colpa di Israele?tanto per cambiare! 🙂

        Vabbè, ho capito la sua fede ideologica, inutile continuare a discutere.

        Saluti!

  • Kautostar Smith  On settembre 12, 2013 at 2:23 pm

    “interessante commento ad uno studio sul rapporto fra prezzo del cibo e rivolte in medioriente. Il signor smith parlava di siriani affamati che scendono in piazza e sostanzialmente ha ragione a metà, poiché se il signor smith si andasse ad informare sui cartelli che controllano come un oligopolio la speculazione sugli indici di grano, mais, ecc. capirebbe che la sua affermazione non dimostra assolutamente nulla, anzi…”

    E’ vero che purtroppo il mercato delle commodities alimentari, è un oligopolio controllato da poche famiglie ricche. Come è vero che a causa delle speculazioni, nel 2010-2011 i prezzi dei generi alimentari sono aumentati in tutto il mondo, portando molta gente sotto la soglia della povertà, e scatenando di conseguenza molte rivolte “del pane”!

    La differenza è che governi più democratici come la Spagna, hanno gestito le rivolte politiche senza sparare addosso a nessuno, governi non democratici, ma meno repressivi, come quello di Ben Alì in Tunisia, hanno fatto dei morti, ma a un certo punto, dopo qualche giorno di rivolte, hanno avuto il buon senso di ascoltare il malcontento popolare, e deporre il governo.
    Mentre il governo di Assad, ha reagito con la massima violenza possibile, affogando la protesta in un mare di sangue, e senza sentire ragioni!

    Insomma, la crisi economica e l’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari, purtroppo ha sconvolto e acceso focolai di rivolta e violenza in mezzo, ma questo non può giustificare la reazione criminale di Assad.

    Io, come voi sono contrario all’intervento militare americano, ma da qui a far passare Assad per un santarellino, povera vittima dei complotti internazionali, ce ne passa!

    • antoniochedice  On settembre 12, 2013 at 2:40 pm

      Nessuno è innocente e memento Assad, anche se bisogna distinguere tra padre e figlio.
      Ma il problema della geopolitica non è capire chi ha ragione e chi torto.
      È vedere quale sia l’interesse nazionale e mostrarlo a tutti.

    • Dostoevskij  On settembre 13, 2013 at 8:31 am

      Assad non è un santo tanto quanto non lo sono gli altri paesi che cavalcano e hanno cavalcato la congiuntura per imporre un cambio di regime a loro favore con il beneplacito occidentale.
      la rivolta del pane è stata parallela ad attacchi di milizie paramilitari alle caserme governative (così come successo in Libia) ed una risposta militare del governo diventa obbligatoria a questo punto e vista la fine ignobile che hanno destinato a Gheddafi Assad non può essere biasimato per la sua tenace resistenza.
      Evito di citarti l’abile propaganda a cui sono state esposte le popolazioni in questione (tutti hanno un’antenna satellitare in medioriente) da parte di al jazeera e al arabiya che negli ultimi anni hanno fabbricato bufale di ogni tipo con un obiettivo ben preciso.

      Assad non è un santo tanto quanto non lo è chi s’imporrà dopo di lui (se riuscirà), il punto è continuare a far affluire armi in un contesto del genere e spostare senza alcuna logica o strategia gli equilibri in quella regione passando da un cavallo all’altro in cerca di quello vincente (e conveniente) è semplicemente inaccettabile.

      capisco le esigenze di libertà del popolo siriano e degli altri popoli mediorientali ma dovrebbe essere lampante a tutti che abbinare queste richieste a qualsiasi tipo di violenza non è semplicemente il modo giusto, ci sono troppe parti pronte a sfruttare ogni episodio e in quest’ottica anche un attivista che chiede l’intervento militare occidentale ha sulle mani lo stesso sangue di cui si è macchiato Assad

      • antoniochedice  On settembre 13, 2013 at 9:04 am

        Intervento a mio avviso perfetto.
        Mi chiedo solo come mai tutti cerchino di distribuire torti e ragioni tra i contendenti e nessuno cerchi di individuare l’interesse nazionale italiano in questi paesi e fatti.

  • abrahammoriah  On settembre 12, 2013 at 3:15 pm

    12 settembre 2013

    Che cos’è l’ideologia? E’ l’applicazione di una schema teorico (e retorico) a situazioni che non hanno nulla a che spartire con questo schema. La diffusione della democrazia e la difesa dei diritti umani sono le parole d’ordine per tenere a bada le popolazioni dell’Occidente sviluppato che, tendenzialmente, non sarebbero favorevoli ad avventure militari. L’alternativa realmente democratica a questa strategia dell’inganno sarebbero classi dirigenti che giustificano il loro comportamento non in base a vuoti slogan ma sulla scorta di reali e concreti interessi per il proprio paese. Ma questo approccio antideologico certamente più proficuo sul piano dei risultati, innescherebbe una reazione a catena dove anche i privilegi interni, ideologicamente mascherati, cadrebbero come castelli di carte … e allora tanto vale continuare a gridare – tanto non costa niente ed è così proficuo – viva la democrazia da esportazione e viva i diritti umani contro tutti e contro tutto (con le vittime di tanta generosità e lungimiranza che riconoscenti ringraziano per l’iniezione forzosa di cotanta civiltà politica e giuridica…).

    Massimo Morigi

  • Armando Stavole  On settembre 13, 2013 at 1:49 am

    OK, il piu’ pulito ha la rogna, ma la verita’ dove sta? forse nelle mani della finanza internazionale, vedi Trilateral e/o Bildenberg o come sta scritto nell’allegato che inviero’ al nostro “incollerito”? sto cercando di alleggerire…

  • Gicecca  On settembre 15, 2013 at 3:52 pm

    Intanto grazie per i vari commenti al mio iniziale dubbio. Faccio notare solo al signor Smith che come i lettori del posto e AdM sanno ormai bene, io sono sempre dalla parte di Israele, anche per motivi familiari; ma nel management by objectives cui sono stato abituato a operare nella mia vita di medico, ho imparato che c’é sempre un motivo quando il malato, ahimé ti muore; ma resta un fallimento e spesso -sempre- genera un senso di colpa. Questo per dire che all’impiego di qualunque arma a volere si trova sempre una giustificazione, un motivo per.. , ma per il povero morto (ammazzato) il risultato non cambia. Per me era solo così e così resta. giC

    • antoniochedice  On settembre 15, 2013 at 4:18 pm

      Caro Gic ” A lavar la testa all’asino, si perde il tempo e il sapone” ( proverbio arabo)

    • Kautostar Smith  On settembre 16, 2013 at 11:20 pm

      Per usare una metafora medica, potrei risponderle che per asportare un cancro, bisogna anche sacrificare qualche parte di tessuto sano(in caso di chirurgia) o uccidere e intossicare cellule e organi sani(chemioterapia). Certo non è bello asportare un’intera mammella( nel caso di carcinoma mammario), però può essere necessario per la sopravvivenza dell’intero organismo(in questo caso della donna)!

      Così per sconfiggere il cancro del nazifascismo, è stato necessario bombardare molte città tedesche e italiane, uccidendo anche persone “innocenti”(la maggior parte dei tedeschi e degli italiani erano colpevoli, e meritavano le bombe in testa). O lei è uno di quelli che pur di non ammazzare nessuno(tranne i milioni di persone torturate e uccise nei campi di concentramento, e sui fronti di guerra aperti dalla Germania),pur di non sporcarsi le mani, avrebbe lasciato il cancro libero di proliferare?

      Stessa discorso vale per il caso del teatro Dubrovka, i gas hanno ucciso poco più di 100 persone, ma ne hanno salvate più di 700(i terroristi minacciavano di uccidere tutti gli 850 ostaggi!). Uccidere qualche persona innocente, insieme al cancro(i terroristi islamici) è sempre meglio che lasciar morire 850 ostaggi, pur di non sporcarsi le mani di sangue.

      I pacifisti ragionano come un ipotetico medico “pazzo”, che per pietà dei virus o delle cellule tumorali, lasciasse morire i suoi pazienti senza intervenire!

      PS: A scanso di equivoci sono contrario all’intervento americano in Siria, ma solo perché credo che la cura in questo caso specifico sia peggiore del male. Se tagliare la testa al regime di Assad fosse risolutivo dei problemi del medioriente, e non comportasse grossi rischi, sarei favorevolissimo all’intervento. Da parte mia nessuna pietà per i regimi di stampo nazista, la morte di certe persone, è un bene per l’umanità intera!

  • gicecca  On settembre 19, 2013 at 11:57 am

    Caro Signore, la mastectomia totale, cui venne sottoposta per due volte mia madre, é stata sostituita da venti anni dalla tumorectomia; la chemioterapia tende ad essere, ma non lo é affatto almeno ancora, sempre più selettiva e personalmente penso che vivere una settimana -una settimana- di più e poi in quella settimana magari piove pure non vale la pena .. insomma, io non credo che il bombardamento di Dresda fosse necessario, come non credo lo fosse quello di Coventry e che il secondo sia stato punito a Norimberga e il primo sia rimasto impunito dipende solo da chi ha vinto o perso al guerra. I bombardamenti “chirurgici” o “incredibilmente limitati e ridotti” sono e si rivelano alla fine come mastectomie totali per chi li subisce oppure non ottengono lo scopo. Poi, ognuno la pensa come gli pare, ma a me pare che Lei pensi proprio male. Con tutto il rispetto. E chiudo per quanto mi riguarda questa polemica. GiC

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