INTELLIGENCE: IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO ACCUSATO DI ESSERE UN AGENTE INGLESE DAL CAPO DELL’ INTELLIGENCE

Il granduca Henry del Lussemburgo è stato – ed è tuttora – ” in contatto permanente” con l’Intelligence Service inglese che è stato tenuto puntualmente al corrente di ogni pensiero e decisione presa dal governo democraticamente eletto di Jean Claude Junkers , il quale era in contemporanea presidente dell’Eurogruppo, il comitato composto dai ministri economici dei 27 membri della Unione Europea che decide le sorti economiche e finanziarie dell’Europa.

Chi ha svolto questa grave accusa riportandola al premier lussemburghese , ha un nome italianeggiante – Marco Mille – e lo ha fatto nella sua veste di Capo dell’intelligence del granducato, poco prima di lasciare l’incarico per assumere quello più lucrativo e di potere di capo della sicurezza del gigante globale dell’elettronica Siemens.
Certamente si tratta di un incarico per il quale è indispensabile il gradimento da parte del servizio segreto tedesco.

La vicenda, avvenuta agli albori della crisi finanziaria europea ( 2008/9), è venuta alla luce solo adesso a causa della registrazione che il Mille ha effettuato del colloquio col suo primo ministro che probabilmente ha tentato di incastrare per ottenere una reazione.

La registrazione è saltata fuori nel corso di un’altra inchiesta legata a vicende di spionaggio industriale, è cifrata e pare che la magistratura abbia difficoltà a mettere in chiaro la conversazione. Pare che l’intera vicenda sia di uno strascico della operazione ” stay behind” che la NATO predispose in caso di attacco sovietico all’Europa. I legami creatosi continuano e non a vantaggio della causa della libertà .

Se ne deduce che , oltre al Vaticano come risulta dai recenti fatti , anche il granducato del Lussemburgo dispone di un servizio di controspionaggio di buona efficenza e che, comunque si vogliano interpretare gli eventi, i paesi membri della Unione Europea si spiano tra loro.

L’unico servizio di controspionaggio che non ha mai identificato nessuna spia è quello di Roma, ,benché i fondi che spende per questa funzione siano il 50% dell’intero stanziamento previsto dal Parlamento per il funzionamento dell’intero servizio segreto.

Avevamo già constatato che su punti cardine come ad esempio la questione palestinese e la politica finanziaria, non esista convergenza tra i paesi firmatari dei trattati di Roma, Maastricht e Lisbona, ma adesso si scopre che si svolgono lotte segrete come ai tempi della guerra fredda con l’URSS.
Della costruzione di De Gasperi, Schuman e Adenauer resta solo il prezzo dei carciofi.

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Commenti

  • Orazio  Il dicembre 4, 2012 alle 7:22 pm

    Qui non si salva nessuno.

    • antoniochedice  Il dicembre 4, 2012 alle 8:50 pm

      Leggi il post di domani…..

  • antoniochedice  Il luglio 6, 2013 alle 3:01 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    POST DEL 4 DICEMBRE 2012. LO RIPUBBLICO PER L’IMMINENZA DI NUOVE RIVELAZIONI CHE PUBBLICHERÒ ENTRO DOMANI E CHE POTREBBERO COINVOLGERE L’ITALIA. LA MAGISTRATURA TORNA A INDAGARE SU GLADIO?

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