ISRAELE-HAMAS : ARRIVANO I MARINES?

La tregua raggiunta tra Israele e Hamas ha provocato due conseguenze politiche su cui porre attenzione.
La prima é che l’Egitto si é visto riconoscere un ruolo di mediazione tra i due contendenti.
Era un ruolo che non esercitava da anni.
L’ultimo periodo di Mubarak era stato caratterizzato da interventi unilaterali egiziani miranti a limitare i flussi di contrabbando d’armi tra Rafah e Gaza esercitati a mezzo di tunnel, a portare messaggi ai palestinesi, ma non a svolgere un ruolo di protezione-mediazione- arbitraggio.
Notevole successo della Clinton aver ottenuto l’accettazione di Netanyahu e mi chiedo quale sia la promessa fatta per ottenere il placet israeliano.

L’aver riconosciuto a Morsi questo ruolo di mediazione internazionale ( ambito per un breve momento da Erdoghan) che lo rafforza anche all’interno ( e indebolisce Netanyahu) ha implicato per gli Stati Uniti un ruolo di tutoraggio della vicenda che comporta l’essersi spostati dal fianco del tradizionale alleato a una posizione più mediana, accentuando il rischio di isolamento politico di Israele, non attutito dall’accoglienza trionfale offerta al premier di Israele in Francia da Francois Hollande.

Il sito ” Debka” anticipa la notizia che gli USA interverranno già in questa settimana, militarmente e in diretta, per svolgere la duplice funzione di bloccare il contrabbando di armi ( e merci) attraverso la frontiera e contemporaneamente garantire con la presenza di proprie truppe il mantenimento del trattato di pace del 1979 tra Egitto e Israele ( e assumendo di fatto il controllo del Sinai e il monitoraggio ravvicinato del canale di Suez) .

Vedremo se arriveranno i Marines nel Sinai, ma l’interruzione del contrabbando di frontiera provocherà anche la cessazione anche del flusso di merci che rappresenta la principale attività commerciale della striscia di Gaza, aggiungendo problema a problema.
La seconda conseguenza politica è rappresentata dal coinvolgimento diretto degli Stati Uniti che hanno sempre evitato di ereditare lo scomodo ruolo di forza di interposizione tra i due contendenti.
Quando assunsero questo ruolo in Libano, persero 250 uomini in un sol colpo.

Il ritorno al vecchio ruolo di protezione e guida dei palestinesi ( quindi degli arabi) porrà in concorrenza l’Egitto e l’Arabia Saudita che allo scorso G20 era stata l’unico invitato in rappresentanza del mondo Arabo, detronizzando l’Egitto.
Il Katar ha assunto l’iniziativa in seno alla Lega Araba, anch’esso surrogando la funzione tradizionale egiziana.
Al prossimo settembre al G20 di San Pietroburgo – Re Abdallah sepulto? – vedremo chi rappresenterà gli arabi e con che forza.

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