ASSEMBLEA DELLA BANCA D’ITALIA : POSSONO I BANCHIERI SALVARE L’ITALIA ? SECONDO GAILBRAITH, SONO UN PO’ FESSI E AFFETTI DA BUROCRATISMO. di John Kenneth Galbraith e Antonio de Martini

Il testo di Galbraith è tratto da ” BREVE STORIA DELL’EUFORIA FINANZIARIA ” ( ed Rizzoli 1991, pag 23)

Siamo indotti ad associare un livello di intelligenza non comune  con la direzione di importanti istituzioni finanziarie: grandi aziende di credito, banche di investimento, compagnie di assicurazione e società di intermediazione.

Quanto maggiori sono le attività patrimoniali e il flusso di reddito controllati tanto più profondamente si presume la percezione finanziaria, economica e sociale.

In realtà gli individui ai vertici di quelle istituzioni occupano quei posti perchè,

 come succede di norma nelle grandi organizzazioni, le loro facoltà mentali erano le più prevedibili e, in conseguenza, dal punto di vista burocratico, le meno ostili per il rivale.

Essi sono dunque dotati dell’autorità che incoraggia l’acquiescenza dei loro subalterni e il plauso degli accoliti, che esclude critiche e opinioni diverse.

Sono perciò gelosamente protetti in quella che può essere considerata una forte coazione all’errore.”

e ancora ” C’è poi  anche un altro fattore . nella routine quotidiana chi ha del denaro da prestare è oggetto di speciale deferenza, per forza di abitudine, tradizione e, più in particolare, in rapporto alle esigenze e ai desideri dei mutuatari.

ciò è subito tradotto dal destinatario in una conferma della propria superiorità mentale. se mi trattano in questo modo, non posso che essere saggio. Di conseguenza, l’autoanalisi, condizione indispensabile perchè vi sia un minimo di buon senso, è a rischio.”  Fin qui Gailbraight e vigliacco a chi non ammette di aver pensato, per associazione di idee , a Corrado Passera.

Il nuovo governatore di Bankitalia, Ignazio Visco,  oggi ha vissuto il suo momento di gloria, leggendo delle “considerazioni finali”,, scritte da altri, con una sceneggiatura creata da altri,  il cui succo è questo:

a)” il peso fiscale sulle imprese  è insostenibile e quindi non può durare a lungo”.

b) le imprese devono subito ricapitalizzarsi (” il che migliorerà il rapporto tra imprese e banche”) . Testuale. Il signor governatore non spiega come possa un sistema  industriale in tensione competitiva mondiale, finanziatosi fino a ieri all’80% col credito bancario a  riuscire in contemporanea a restituire i finanziamenti alle banche e ricapitalizzare le proprie imprese, e magari anche a finanziare la ricerca come chiede il Presidente della Repubblica.

E poi , via, indicare come obbiettivo di questo exploit  “il miglioramento del rapporto tra banche e imprese” , equivale a consigliare alle signore che vengono stuprate, di essere carine con lo stupratore per migliorare il rapporto. Se Gailbraith avesse conosciuto costui, avrebbe allungato il capitoletto dedicato alla intelligenza dei banchieri ,  lo avrebbe fatto citando Lombroso.

In contemporanea – un tempo sarebbe stato giudicato  scorretto –  il governatore della B:C.E. Draghi, ha rilasciato – in assenza di contraddittorio –  dichiarazioni politicamente molto  impegnative quali  ” le banche nazionali dovrebbero essere controllate dalla BCE”., perché le soluzioni nazionali sono tardive e le più costose.   Vero.  Verissimo.

Domanda: vale anche per la Germania o solo per gli untermenchen mediterranei?  L’articolo 11 della Costituzione  chiede reciprocità.

La prossima violazione avrà conseguenze.

Peccato che il prof Draghi di questi inconvenienti  si  sia accorto solo dopo essere diventato capo della  BCE. Quando era a Bankitalia, non mi pare che abbia lamentato questa situazione o che abbia preso provvedimenti a carico di questi vampiri della industria e dell’artigianato italiane che hanno portato , dal 2008 a oggi, al fallimento cinquantaquattromila imprese.

Se Mario Draghi  vuole intervenire subito  e non limitarsi a chiedere piu potere,  gli suggeriamo  di far leva su quella che Guido Carli chiamava la “ moral suasion” per cominciare a far  commissariare le banche che hanno i ratios di” linciaggio imprese” troppo  più alte della media del sistema bancario  italiano e la rapidità ( si fa per dire)  di risposta alle imprese del 35% superiore alla media di risposta del sistema bancario italiano. Potrebbe anche proibire agli azionisti delle Banche di prendere prestiti approvati dai consigli di amministrazione in cui siedono essi stessi ed infine stabilire che i vertici di una banca NON possano candidarsi alle elezioni, se non si siano dimessi dalla banca almeno sette mesi prima della data di indizione dei comizi elettorali.

Questi sono  – a fidarsi di Gailbraith che li conosceva bene – i profili psicologici  cui affidiamo i nostri destini e quelli dei nostri figli.

Sono certo che l’Italia ha di meglio.

Il fior fiore di questi intelligentoni si sono annidati nelle FONDAZIONI BANCARIE impossessandosi delle azioni delle banche e  prelevano gli utili – anche quando non ci dovrebbero essere – e li distribuiscono a famiglie bisognose. Le loro. ( leggere in questo blog del 24 ottobre 2011 ” le fondazioni bancarie, finte privatizzazioni ” dell’avv. Simona Siani).

Credo sia il momento  – SE NON ORA, QUANDO? – di nazionalizzare  con un semplice decreto, le azioni in possesso delle “fondazioni ex bancarie” e distribuirle a cittadini che paghino la patrimoniale per sistemare i conti del deficit dello stato, impegnandosi a conservarle per almeno sei anni.

Rimedieremmo così  allo scandalo immorale  della loro esenzione fiscale dall’IMU  – una vera e propria “mano morta” –  ridurremmo il debito pubblico di oltre cento miliardi senza contropartita di indennizzi  ed affideremmo  ai cittadini che pagano le tasse la salvaguardia e il controllo  sulle banche del territorio.

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Commenti

  • Mario Maldini  On maggio 31, 2012 at 3:45 pm

    Più che la Parata del 2 Giugno, si dovrebbero sopprimere le parate settimanali
    nelle quali i vari Soloni, con cadenza molesta, ci dicono che molto è stato fatto
    ma molto resta da fare ( e lo vogliono fare loro). Nel momento in cui si gettano i
    pubblici denari nel pozzo, queste vocine non si sentono mai, ad es. sovvenzioni
    al calcio, alla Chiesa, al cinema sperimentale, alla Lirica, all’Ippica, stipendi e consulenze d’oro, etc. etc.

  • gicecca  On maggio 31, 2012 at 5:39 pm

    “Economics is expressely useful as a form of employement for economists”
    “In a great organization it is far, far safer to be wrong with the majority than be right alone”. Due citazioni del predetto Gailbraith; e so diceva lui… GiC

  • stefano  On maggio 31, 2012 at 5:59 pm

    Ma avete visto come sono stati bravi i nostri governanti a stanziare somme favolose per i terremotati? Innanzi tutto hanno aumentato le accise sui carburanti che comunque “non toccano i cittadini in quanto i carburanti stanno diminuendo di prezzo, quindi diminuiranno 2 cent di meno; poi manterranno l’aumento dell’IVA che era già prevista quindi non è nulla in più; ma a nessuno di loro è vernuto in mente di mettere mano al loro portafogli e tirare fuoti un migliaio di Euro al mese, ma solo fino alla fine dell’anno? A Rome si direbbe: ARIDATECE ER PUZZONE!! O no!

  • antoniochedice  On maggio 6, 2017 at 11:02 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Da maggio 2012 ad oggi, sono semmai peggiorati. Appena Draghi lascia la BCE, il rialzo dei tassi ci distruggerà….

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