INTESA CINA-GIAPPONE SUI CAMBI:UN OCCHIO NERO A OBAMA di Antonio de Martini

Ieri il ministro dell’economia giapponese, in una periodica conferenza stampa, ha tirato un diretto all’occhio destro di Barak Obama con tanta naturalezza che rischia di passare inosservato ai più.
Cina e Giappone hanno deciso di aprire i rispettivi mercati alla valuta dell’altro.

La Cina aveva già fatto analoghi accordi coi paesi del BRIC e con l’Indonesia, ma data la storica inimicizia con il Giappone, si tratta di una mossa inattesa e piena di conseguenze.
Sempre durante questo incontro di routine – che di routine non è stato – il Giappone ha annunziato di aver acquistato 65 miliardi di Bond cinesi ( poco più di 10 milioni di dollari). La cifra è, come il gesto, ad alto contenuto simbolico.
Chi segue questo blog, sa che la strategia commerciale ( e militare ) cinese è essenzialmente marinara e finanziaria e questa mossa si rivela utile su entrambi i piani.
Esaminiamo prima i dettagli:
Cento yen varranno 7.9480 yuan con una banda di oscillazione del 3% consentita a partire dal 1 giugno.
In Giappone il cambio , ovviamente, sarà libero. Questo è già un invito sfidante per i cinesi che hanno la passione del gioco nel sangue a iniziare una serie di interventi su questo nuovo mercato dei cambi.
Ora la parte geopolitica:
La Cina prosegue nella sua strategia di lungo termine per sostituire il dollaro come moneta degli scambi internazionali, ma nessuno degli analisti, specie americani, ha mai previsto di ritenere possibile una intesa cino giapponese su questi temi, ritenendo che le storiche ragioni di inimicizia tra i due popoli fossero un impedimento sufficiente.
Sembra inoltre che questo magistrale colpo di GO, possa avere altre due valenze.
La mossa, rende possibile ai cinesi un ulteriore passo nella ” strategia del filo di perle” consistente nella occupazione di isole nel Pacifico sule proprie rotte commerciali , per contrastare la politica di accerchiamento che gli USA stanno approntando in dichiarata funzione anti cinese e che abbiamo visto concretizzarsi in nuovi accordi di assistenza militare coi vecchi alleati del secondo conflitto mondiale ( Australia e Filippine, ma anche arcipelaghi minori) .
Nel 2010, infatti, cinque isole di proprietà di privati giapponesi, le SENKAKU ( a duemila miglia da Tokio) furono oggetto di un importante incidente diplomatico tra Cinesi e Giapponesi che sequestrarono due pescherecci cinesi in quella area molto pescosa ( e sospettata di forte potenzialità energetica).
La famiglia proprietaria di tre delle cinque isole – i Kurihara – possono ora trattare più agevolmente , incassando di più per l’aggiramento del dollaro USA, i cinesi hanno acquisito un alleato di prim’ordine nel Pacifico che li ha, di fatto, aiutati a rompere l’accerchiamento USA e il Giappone ha acquisito la posizione di ago della bilancia nel confronto strategico cino americano e frenato l’ascesa dello yen che disturbava il loro export.
Il governatore di Tokio, il nazionalista Ishihara, ha indetto una pubblica raccolta fondi per acquistare le isole e strapparle alla Cina , raccogliendo quasi un miliardo.
Il governo giapponese non interviene perché la proprietà privata è sacra.
Chi di libertà d’impresa ferisce…..

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Commenti

  • Roberto  Il maggio 30, 2012 alle 9:24 am

    Un occhio nero a Obama? Forse era meglio usare il termine “occhio pesto”….

    • antoniochedice  Il maggio 30, 2012 alle 9:33 am

      Si, appuntato .

  • Orazio  Il maggio 30, 2012 alle 8:28 PM

    Che l’america stia cercando di isolare sia la Cina che la Russia, in un modo o nell’altro è un dato risaputo.
    Ora sono in corso, ma i media non ne parlano, attività riguardanti scambi commerciali cui gli americani sono stati deliberatamente esclusi e nel prossimo futuro lo saranno sempre di più.
    Questo esempio che è stato riportato, oltre a quanto giustamente indicato, ha anche l’indicazione che buona parte dei paesi del medio oriente e dell’oriente, si stanno smarcando da un sistema economico allo sfacelo.
    Del resto che cosa possono apportare un’economia morente, in un mondo di vivi?
    Saluti.

  • Roberto  Il maggio 31, 2012 alle 3:29 PM

    Grazie maresciallo. Ma non importa tanto piove anche qui!

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