AL VERTICE NATO DI OGGI SI DECIDE L’ATTACCO ALLA SIRIA. E/O ALL’IRAN. di Antonio de Martini

Quest’oggi, le TV Al Arabia e Al Jazira hanno annunziato la morte di sei ministri siriani e del fratello del Presidente Bashar el Assad, Maher.
Naturalmente la notizia è falsa e la TV siriana ha immediatamente intervistato in diretta i sei morti.
Probabilmente lo scopo

della disinformazione – che ha tolto ogni illusione, a chi ancora l’avesse , circa lo schieramento delle due emittenti – era di localizzarli per poi tracciarli elettronicamente.
Ovviamente Maher, il comandante della miglior brigata corazzata , si è ben guardato dall’abboccare, per non fare la fine del figlio di Gheddafi, Khamis, anche lui a capo di una unità militare di élite, che finì assassinato dopo analoga prova di esistenza in vita.
Questo improvviso crescendo nella campagna di propaganda sapientemente orchestrata in questi quattordici mesi, ha un solo significato: gli USA hanno perso ogni speranza di vincere con la guerriglia e hanno deciso di passare alla guerra ” asimmetrica” oppure di dare il via alla Turchia per l’attacco frontale.
A nulla sono valse le elezioni, cui ha partecipato oltre il 51% degli elettori con più di 7.000 candidati di più partiti, a nulla, l’invio di osservatori ONU – almeno uno dei quali preso prigioniero dai ” ribelli” perché aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto- a nulla le dichiarazioni di ben tre ex capi del Mossad, del capo dello shin bet ( intelligence militare israeliana) e di David Grossman ( il piu prestigioso intellettuale israeliano) , che hanno ripetutamente ammonito Netanyahu a non scatenare una guerra dagli esiti incerti e di lunga durata.
Anche il monito ufficiale del ministro degli esteri russo Lavrov di due giorni fa, in cui metteva in guardia contro la possibilità che un attacco contro Siria o Iran potesse degenerare in una nuclearizzazione del vicino e medio oriente.
Finiti i lavori del G8, dopo una notte, sono iniziati i lavori NATO – non era mai successo – ed è probabile che Barak Obama abbia prima promesso aiuti e ora prenda decisioni di guerra.
Ottimo per le possibilità sue di rielezione, ma non per il mediterraneo. La Siria deve cambiare regime perché la maggior parte del giacimento di Gas – il più grande mai trovato – si troverebbe sotto il suo territorio e nel suo mare.
Molto probabilmente lo Stato Maggiore Israeliano sta già esercitando l’opzione che aveva avuto dal Parlamento per mobilitare i 16 battaglioni di cui al post scorso sulla situazione Egitto/Siria e i siriani stanno già interrandosi nei bunker.
Se attaccheranno l’Iran con brutale determinazione o effettueranno una ennesimo rilancio
di ” Brinkmanship” lo sapremo subito dopo il vertice di Chicago.

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Commenti

  • EMME  Il Mag 20, 2012 alle 6:40 pm

    MA QUANDO FINIRA’ QUESTO MASSACRO INFAME AL MONDO!!! DOPO LA LIBIA, EGITTO, TUNISIA, ADESSO E’ IL TURNO DELLA SIRIA. COPIA INCOLLA.

  • rinus  Il Mag 20, 2012 alle 7:53 pm

    mi meraviglio di questi articoli,sicuramente il generale PLP non approverebbe.!
    Il signor presidente abbronzato non penso che voglia sfidare la Russia.ed amici .Dimentichiamo che i russi hanno una base navale,anzi l’unica proprio in Siria e poi quel trota di Medved ha lasciato il posto a Putin che essendo cintura nera 7 dan’ di judo non si fa imbambolare dalle false notizie ,di dilettanti allo sbaraglio.

    • antoniochedice  Il Mag 20, 2012 alle 9:17 pm

      Un attacco dalla Turchia non necessita di investire il porto di Tarous dove c’è un mercantile russo con a bordo una squadra di Spetnaz di consistenza ignota al sottoscritto.
      Anche se i segnali di attacco non fossero genuini, è da ingenui credere di poterci trovare una falla.
      Il “Brinkmanship ” consiste, appunto, nell’andare verso la guerra e fermarsi ” sull’orlo dell’abisso.
      E la gente scivola…
      In più, se ci rifacciamo alla esperienza libica, una intensificazione della disinformazione ha preceduto di poco l’intervento principale.
      Per finire, ieri ho dato conto di una dichiarazione turca favorevole alla Grecia sul tema del debito.
      L’ho vista come un ” patto Ribentrop-Molotov in sedicesimo, ossia i turchi che vogliono ingraziarsi un vicino, perché vogliono litigare con l’altro.

  • Roberto  Il Mag 21, 2012 alle 9:56 am

    Molti anni orsono, rispondendo in un blog ai forzaitalioti, dissi che, a parer mio, Turchia ed Israle dovevano entrare nell’Europa POLITICA. Se, finalmente, ci si renderà conto che bisogna dar vita all’Europa degli Stati federati, superando l’Europa delle banche, molti problemi verranno a soluzione. Ma USA, CINA e RUSSIA sarebbero d’accordo? Io dico di no….

    • antoniochedice  Il Mag 21, 2012 alle 10:43 am

      Probabile, ma non è già d’accordo l’Inghilterra ( la vedi la regina Elisabetta suddita di Barroso?).
      Inoltre esiste il problema del mondo slavo che include la Russia .
      Faccenda lunga che richiede molto tempo anche solo da illustrare sommariamente.
      In due parole, latini e slavi devono imparare a collaborare per competere pacificamente con con i sassoni nella costruzione del Nuovo ordine mondiale.

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