LA POSTA IN BALLO AL POKER DEL G 8 E’ LA SOPRAVVIVENZA. di Antonio de Martini

Se passa la parola d’ordine della crescita, senza quella della moratoria sul debito e dell’adozione di una politica inflattiva pilotata, la soluzione che resta è una: vendere tutte le nostre ricchezze ai paesi che dispongono di denari in quantità : Stati Uniti, Gran Bretagna Francia e – per ragioni diverse – la Germania.

La Germania infatti dispone di ricchezze frutto del lavoro dei suoi cittadini che, per investire nelle industrie nazionali , si sono persino privati della proprietà di una casa.
Gli altri, hanno invece lucrato sui rispettivi imperi coloniali passati e presenti.
Come ho già avuto modo di scrivere su questo nostro blog, la ricchezza italiana e quella tedesca sono praticamente equivalenti, ma i tedeschi hanno l’abitazione in proprietà solo nella misura del40% circa, contro l’82% degli italiani.
Certo i tedeschi hanno la possibilità di investire in aziende del calibro della Siemens, mentre gli italiani – specie della generazione successiva alla mia, hanno avuto opportunità di investimento quali Parmalat, Cirio, Fonsai ed altre consimili.
Il capitalismo familiare che in Italia ha fatto la fortuna delle piccole aziende, è stato un handicap di numerose tra le più significative, specie al passaggio generazionale.
Figlio diretto di questa stortura è l’handicap successivo consistito nell’errato rapporto tra capitale di rischio e finanziamento delle banche che viene bruscamente riequilibrato in questo periodo con conseguenze spesso devastanti per le imprese minori.
L’abbondante flusso finanziario assicurato dalle banche, ha consentito negli anni passati lo sviluppo di una politica di dividendi generosa ( di qui l’acquisto di beni immobiliari ) piuttosto che di investimenti in macchinari.
L’assenza di adeguate protezioni del diritto d’autore, ha scoraggiato gli investimenti nella ricerca al punto che l’altr’anno fummo superati anche dalla Grecia nel deposito di brevetti per invenzioni.
Il Telegraf di oggi annunzia che ci sarà presto un’asta dei fari costieri italiani.
Abbiamo ottomila Km di coste. Speriamo che bastino….
Per la parte crescita, non si ha notizia di proposte.
Il turismo mostra numeri in crescita, ma se li analizziamo vediamo che si tratta di viaggi studenteschi. L’industria della moda sta passando in mano a multinazionali straniere.
Il mondo delle costruzioni e progettazione che un tempo era il biglietto da visita dell’Italia all’estero, oggi è istupidito e provincializzato dalla corruzione e dai subappalti alle mafie locali.
L’industria meccanica , salvo quella delle macchine agricole, langue per costi non competitivi.
I clienti internazionali tradizionalmente feudo mediterraneo dell’Italia sono economicamente in ginocchio ( Egitto, Palestina Tunisia) o soggetti a sanzioni internazionali ( Siria, Iran).
Se non viene decisa una moratoria del debito, non solo non avremo crescita, ma le difficoltà sono destinate ad aumentare,

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Commenti

  • Carlo Cadorna  Il Mag 20, 2012 alle 6:26 pm

    Una moratoria al debito, ancora più efficace perchè fatta in casa, sarebbe quella di allungare le scadenze emettendo, per i risparmiatori italiani, dei BTP a 10 anni al 3% con i seguenti incentivi per i sottoscittori di una quota minima: una decorazione al merito della Repubblica, consegnata personalmente dal Presidente il 2 giugno. La possibilità di portare in detrazione il 20% rateizzato in 10 anni a partire dal 2015.

    • antoniochedice  Il Mag 20, 2012 alle 6:37 pm

      Mi sembra una ottima idea. Perche’ non la mandi al Capo dello Stato? Se ci vuoi mettere altre firme, ti offro la mia e forse quella di altri amici del blog.

  • EMME  Il Mag 20, 2012 alle 6:32 pm

    ECCO DOVE CI VOLEVANO PORTARE

  • Roberto  Il Mag 21, 2012 alle 9:48 am

    Se si vuole risanare l’economia italiana è sufficiente smettere di mantenere i politici. Non servono ricette miracolose. Un mio amico di Carrara diceva trent’anni fa:
    basta non rubare!

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