SCOPERTA: LA GERMANIA HA INSOLUTI IMMOBILIARI PARI A DUE TERZI DI QUELLI DELLA INTERA UNIONE EUROPEA. STA PERDENDO L’ALLEATO FRANCESE. PERCHE’ TOGLIERLA DALL’ISOLAMENTO POLITICO IN CUI SI E’ CACCIATA SENZA CHIEDERE COME PREZZO LA CREAZIONE DEGLI EUROBOND? ED ANCHE… di Antonio de Martini

Parliamo di insoluti. La Germania, ha insoluti pari a due terzi degli insoluti della intera Unione Europea. Date un’occhiata a questa statistica ( clikkare il link sotto) che vede l’Italia in una onesta posizione mediana, e facciamoci una domanda:

come mai NOI siamo sul banco degli accusati e altri, più meritevoli di finire sulla graticola, stanno sempre sullo scranno dei giudici?

http://www.caseyresearch.com/gsd/sites/default/files/CRE-%20Europe..jpg

Se gli istituti di ricerca si occupassero meno della credibilità dei partiti politici – tranquilli è zero anche se millantano un due per cento – e un pò più di valutare e diffondere le statistiche economiche comparandole con quella della intera U.E. ( e senza scopiazzare gli stanchi schemi intellettuali di Eurobarometro), saremmo facilmente in grado di azzittare tutti gli uccelli del malaugurio che svolazzano sul nostro paese, senza ulteriori sacrifici.

Avant’ieri la RAI TV ( TG 1) ha annunziato che un gruppo di “tecnici italiani e tedeschi” si è incontrato per esaminare le problematiche connesse alla crescita della Unione Europea. Sappiamo ormai che i tedeschi trattano solo quando si sentono con le spalle al muro.

Le problematiche della crescita non consistono nel sollievo dei debiti, ma nell’ottenimento di investimenti. Tenerlo bene a mente d’ora in poi.

La signora Merkel ha lasciato cadere “Nicolas le ballotté” dopo essersene servita, così come ha lasciato cadere Berlusconi dopo che l’ingenuo le risolse – a gratis – la grana con il premier turco Erdoghan.

Esaminiamo freddamente la situazione. La Germania aveva due fedeli alleati : la Francia e l’Olanda. Non facciamo i soliti provinciali che dicono che ha vinto Monti. Ha perso Sarkozy. Anche questo è da tenere a mente.

Ricordiamo però ,tutti che “i piccoli ” della U.E avevano raccolto – compreso Monti e grazie a lui – dodici firme di paesi membri che chiedevano a gran voce provvedimenti sulla crescita.

Dodici più due fa quattordici. Non appena Sarkozy si sarà ritirato, come il mondo e la Francia sperano, avremo la maggioranza dei votanti in seno alla U.E. che come noto ha ventisette membri.

A queste considerazioni aritmetiche comprensibili anche a Terzi devono aggiungersi altre considerazioni più politiche e geopolitiche..

primo: è interesse nazionale prioritario dell’Italia sviluppare una politica mediterraea in seno sia alla Unione Europea che in ambito mediterraneo.

A questo proposito, abbiamo un aborto di “Unione del Mediterraneo” con due copresidenti del calibro di Mubarak ( da oltre un anno impossibilitato a partecipare… ) e di Sarkozy ( attualmente in ballottaggio e titolare di un ultimatum in cui minaccia la guerra alla Siria entro il sei maggio, dato che poi teme di non poterlo più fare). Hollande non si opporrà fino al ballottaggio per non antagonizzarsi coi seguaci della Le Pen, ma non ne farà nulla.

In questo contesto è primordiale riuscire a saldare assieme in una alleanza mediterranea effettiva, la Grecia – che come previsto da questo blog è riuscita a consolidare il debito con le banche private ( e quindi ora anche i pubblici dovranno accettare lo sconto imponente ), La Spagna ( che è la sola ad aver sempre rispettato i parametri di Maastricht) e la Francia che speriamo sia governata da Hollande , ma che anche se non lo fosse, dovrà allontanarsi dalla Germania della Merkel. A questi paesi, potrebbero aggiungersi, Cipro, il Libano – il cui governatore della Banca Centrale ha avuto per due anni di fila l’Oscar dei governatori – e Israele che solo entrando in un contesto europeo può soddisfare la sua sete di sicurezza senza essere condannato alla guerra perpetua con tutti i suoi vicini.

Secondo: oltre all’aggressività di questi giorni e sorvolando sulle bestiali rappresaglie contro inermi cittadini italiani del tempo di guerra, abbiamo alcuni conti da sistemare.

Ad esempio lo ” scandalo Somalia” lanciato contro i nostri soldati accusati di aver avuto comportamenti sessuali impropri che costarono la carriera ad uno dei più brillanti ufficiali italiani che in quel momento comandava l’Accademia di Modena ( e che ebbe anche la solidarietà del PCI o come si chiamava all’epoca).

L’azione mirava a squalificare la candidatura italiana al seggio permanente del Consiglio di sicurezza all’ONU. La notizia del coinvolgimento della Germania nell’infame progetto viene dal procuratore generale Militare dell’epoca e non è smentibile.

Il ministro degli esteri tedesco dell’epoca, Genschner, venne personalmente a Roma alla Farnesina da Susanna Agnelli e chiese , senza preamboli, la testa del nostro ambasciatore all’ONU Francesco Paolo FULCI reo di aver attirato troppe simpatie alla candidatura italiana.

La lotta silenziosa tra alleati prosegui tra alterne vicende ( noi rispolverammo un pò di processi a nazisti d’annata) con la conseguenza che entrambi perdemmo l’ ambito seggio.

Adesso l’occasione è propizia per ristabilire l’equilibrio.

La macchina politico-economica tedesca è molto ben organizzata e non ci capiterà facilmente di averla in posizione di inferiorità strategica.

Dobbiamo chiedere il massimo prezzo possibile e resistere alle pressioni che verranno da tutti gli epigoni DC sparsi nel sistema dei partiti e appoggiati dalla Konrad Adenauer Shiftung e dalla Hans Seidel Shiftung.

Cosa chiedere? innanzitutto rispetto. I sorrisi di compatimento della Merkel vanno cancellati coram populo con azioni appropriate, ad esempio, ottenendo voce in capitolo negli aiuti ai paesi di nostra tradizionale influenza ( Croazia, Slovenia, Montenegro).

La Germania potrebbe conservarsi in portafoglio gli ottanta miliardi di BTP che attualmente ha e ricomprarsi i quaranta miliardi di buoni del tesoro suoi che deteniamo noi.

Fatte queste azioni preliminari, potremmo chiedere una cointeressenza italiana nei progetti di energia solare in Algeria ( ENR) ed essere aiutati nello sforzo di ottenere investimenti dalla Cina , cui il sottosegretario Vittorio Grilli si ostina a chiedere – ovviamente invano – l’acquisto di debito pubblico o l’assunzione di quote di minoranza in società di dubbia vitalità. Vanno proposti investimenti e franchigie .

La Cina ha adottato , non da oggi, la ” strategia del filo di perle” perché vuole diventare una potenza commerciale marittima, non fare la carità a dei provinciali accattoni che credono di essersi internazionalizzati perché vanno a Bruxelles in nota spese.

Gli eventuali negoziatori devono avere bene in mente che la Germania, con un euro a due velocità, non solo perderebbe il nostro mercato a favore di paesi a valuta debole, , ma il suo euro forte, non bilanciato dai paesi “deboli” – Spagna Italia e Grecia – di rivalutazione in rivalutazione, “ingripperebbe” il motore dell’export germanico e di conseguenza la sua economia.

Il prezzo principale da chiedere è, naturalmente, la creazione degli EUROBOND, non il sollievo sugli spread che, come ormai sanno anche le pietre, sono manovrati dagli gnomi della finanza internazionale. Il secondo prezzo sia l’impegno a creare una o due Agenzie di rating europeo e a queste assegnare le verifiche sui governi della Unione Europea. In cambio – va sempre offerto un cambio anche se si è vincenti – potremmo offrire la nostra adesione alla politica di non intervento militare della Germania nelle crisi mediorientali e la sostituzione della Ashton ( responsabile esteri UE di provenienza inglese) con un rappresentante tedesco, approfittando dalla debolezza britannica sia nella UE che in Patria.

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Commenti

  • gicecca  Il aprile 27, 2012 alle 5:52 pm

    Tutto sommato, e potrei sbagliarmi, mi pare la antica idea, portata sempre avanti dall’economista Zingales che mi pare insegni a Chicago, e molto più modestamente da me che non insegno niente a nessuno. Due aree euro, una del nord e una del sud, ma per me aprendo quest’ultima oltre che a Grecia Spagna e Portogallo anche a Cipro e a quei Paesi mediterranei, tipo Israele e Libano, che volessero starci. Tra l’altro, mi pare fosse una antichissima idea, politica e non solo economica, di quella vecchia volpe di Andreotti. . Ma certo non si tratta di cose attuabili da un Governo non eletto da nessuno e quasi a rimorchio di Bruxelles. Io aspetterei a vedere come butta dopo il 6 maggio in Francia -non do per scontata la sconfitta di Sarkozy- e in Grecia, dove, contrariamente a noi, bene o male votano. Ma da noi gira un’aria di povertà monastica alla Bindi … GiC

    • antoniochedice  Il aprile 27, 2012 alle 6:59 pm

      Beh, siamo in tre e non solo: dalla Catalogna mi informano che hanno pubblicato il post su un giornale on line….

  • rinus  Il aprile 28, 2012 alle 3:21 pm

    Mi sembrava ieri sera di avere capito dai vari telegiornali allineati ed in fila per due,.che la Merkel avesse deciso di cambiare linea,:non più rigore economico ma rilancio della economia europea.Bocche sorridenti sembravano allietate per la buona novella.Io, che sono diffidente per partito preso,ho subito pensato che questa ideuzza della Merkel fosse l’ultimo espediente per aiutare il suo amico Sarkosi nella contesa contro Hollande. Speriamo invano.Mai ricadere nello stesso errore.

    • antoniochedice  Il aprile 28, 2012 alle 4:41 pm

      Una caratteristica della Merkel pare sia decidersi all’ultimo istante a fare cose normali. Come capire.

      • Mago  Il aprile 29, 2012 alle 9:59 pm

        se ci pensi un attimo, è una caratteristica molto diffusa tra i politici.

      • antoniochedice  Il aprile 29, 2012 alle 10:27 pm

        Scusami, a che ti riferisci?

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